I capitoli (o dovrei forse dire "racconti") iniziali e finali sono strepitosi: visionari, ironici, apocalittici. Invece la parte centrale è decisamente troppo ampollosa, infarcita di inutili aggettivi e metafore che appesantiscono orribilmente la lettura. Non è possibile dover leggere cose come "arr
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I capitoli (o dovrei forse dire "racconti") iniziali e finali sono strepitosi: visionari, ironici, apocalittici. Invece la parte centrale è decisamente troppo ampollosa, infarcita di inutili aggettivi e metafore che appesantiscono orribilmente la lettura. Non è possibile dover leggere cose come "arrivavano come uno stormo di sassi sugli argini di marmo dei canali, i ragazzi dalle guance paffute e colorite come certe paste, dagli occhi azzurri d'agata, ansimando ordini sapidi di cipolla" oppure "sentì qualche cosa nel banco alle sue spalle, qualche cosa di fragile e impalpabile, come il tuo alito in un freddo mattino, azzurro come il fumo di noce nel crepuscolo, qualcosa d'antico come bianchi merletti preziosi, una cosa ch'era come uno sfarfallio di fiocchi di neve, come l'orlatura di ghiaccio che l'inverno cuce sui giunchi cricchianti delle paludi".
In questo romanzo che rappresenta LA distopia per antonomasia, l'intuizione a mio parere più interessante è anche quella meno appariscente, nonostante essa permei la narrazione in maniera oppressiva e inesorabile: l'idea che si possa annullare il pensiero tramite una manipolazione del linguaggio, el
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In questo romanzo che rappresenta LA distopia per antonomasia, l'intuizione a mio parere più interessante è anche quella meno appariscente, nonostante essa permei la narrazione in maniera oppressiva e inesorabile: l'idea che si possa annullare il pensiero tramite una manipolazione del linguaggio, eliminando le parole "superflue" sino a rimuovere l'essenza stessa del loro significato. Idea semplicemente geniale, e forse ancora più profetica e premonitrice di altre citate ben più spesso quando ci si riferisce a questo libro.
Questo libro è formalmente corretto in ogni sua parte. E' corretto nella sua (impietosa) disamina di come i sindacati negli ultimi 20-30 anni abbiano fatto soprattutto dei danni, sia ai lavoratori sia alla collettività nel suo complesso; è corretto nel proporre un modello di sindacalismo "cooperativ
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Questo libro è formalmente corretto in ogni sua parte. E' corretto nella sua (impietosa) disamina di come i sindacati negli ultimi 20-30 anni abbiano fatto soprattutto dei danni, sia ai lavoratori sia alla collettività nel suo complesso; è corretto nel proporre un modello di sindacalismo "cooperativo" anziché conflittuale, che (dati alla mano) probabilmente farebbe bene a tutti.
Il problema fondamentale di questo libro (che peraltro Ichino conosce benissimo) è che non esiste una classe politica e sindacale abbastanza autorevole, credibile e lungimirante per recepire questi consigli, che dunque resteranno lettera morta per altri anni o decenni. Forse quando l'era berlusconiana sarà definitivamente tramontata, ed entrambi gli schieramenti potranno finalmente tornare ad essere quei contenitori e creatori di proposte che dovrebbero essere (anziché due tifoserie) si potrà tornare a parlare di questo e di tutti gli altri grandi temi che negli ultimi quindici anni sono stati abbandonati al loro destino.
Un signor libro. La vocazione "fumettistica" di Gaiman traspira da ogni pagina, con un'incredibile potenza visuale. Mi sorprende che non ne sia ancora stato tratto un fumetto (pardon, "graphic novel") o anche un film. E se siete curiosi di trovare riferimenti su tutti gli dei citati esplicitamente e
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Un signor libro. La vocazione "fumettistica" di Gaiman traspira da ogni pagina, con un'incredibile potenza visuale. Mi sorprende che non ne sia ancora stato tratto un fumetto (pardon, "graphic novel") o anche un film. E se siete curiosi di trovare riferimenti su tutti gli dei citati esplicitamente e non, andate sulla pagina di Wikipedia:
!! SCHEDA DOPPIA !!
I capitoli (o dovrei forse dire "racconti") iniziali e finali sono strepitosi: visionari, ironici, apocalittici. Invece la parte centrale è decisamente troppo ampollosa, infarcita di inutili aggettivi e metafore che appesantiscono orribilmente la lettura. Non è possibile dover leggere cose come "arr ... (continue)
I capitoli (o dovrei forse dire "racconti") iniziali e finali sono strepitosi: visionari, ironici, apocalittici. Invece la parte centrale è decisamente troppo ampollosa, infarcita di inutili aggettivi e metafore che appesantiscono orribilmente la lettura. Non è possibile dover leggere cose come "arrivavano come uno stormo di sassi sugli argini di marmo dei canali, i ragazzi dalle guance paffute e colorite come certe paste, dagli occhi azzurri d'agata, ansimando ordini sapidi di cipolla" oppure "sentì qualche cosa nel banco alle sue spalle, qualche cosa di fragile e impalpabile, come il tuo alito in un freddo mattino, azzurro come il fumo di noce nel crepuscolo, qualcosa d'antico come bianchi merletti preziosi, una cosa ch'era come uno sfarfallio di fiocchi di neve, come l'orlatura di ghiaccio che l'inverno cuce sui giunchi cricchianti delle paludi".
1984
In questo romanzo che rappresenta LA distopia per antonomasia, l'intuizione a mio parere più interessante è anche quella meno appariscente, nonostante essa permei la narrazione in maniera oppressiva e inesorabile: l'idea che si possa annullare il pensiero tramite una manipolazione del linguaggio, el ... (continue)
In questo romanzo che rappresenta LA distopia per antonomasia, l'intuizione a mio parere più interessante è anche quella meno appariscente, nonostante essa permei la narrazione in maniera oppressiva e inesorabile: l'idea che si possa annullare il pensiero tramite una manipolazione del linguaggio, eliminando le parole "superflue" sino a rimuovere l'essenza stessa del loro significato. Idea semplicemente geniale, e forse ancora più profetica e premonitrice di altre citate ben più spesso quando ci si riferisce a questo libro.
A che cosa serve il sindacato?
Questo libro è formalmente corretto in ogni sua parte. E' corretto nella sua (impietosa) disamina di come i sindacati negli ultimi 20-30 anni abbiano fatto soprattutto dei danni, sia ai lavoratori sia alla collettività nel suo complesso; è corretto nel proporre un modello di sindacalismo "cooperativ ... (continue)
Questo libro è formalmente corretto in ogni sua parte. E' corretto nella sua (impietosa) disamina di come i sindacati negli ultimi 20-30 anni abbiano fatto soprattutto dei danni, sia ai lavoratori sia alla collettività nel suo complesso; è corretto nel proporre un modello di sindacalismo "cooperativo" anziché conflittuale, che (dati alla mano) probabilmente farebbe bene a tutti.
Il problema fondamentale di questo libro (che peraltro Ichino conosce benissimo) è che non esiste una classe politica e sindacale abbastanza autorevole, credibile e lungimirante per recepire questi consigli, che dunque resteranno lettera morta per altri anni o decenni. Forse quando l'era berlusconiana sarà definitivamente tramontata, ed entrambi gli schieramenti potranno finalmente tornare ad essere quei contenitori e creatori di proposte che dovrebbero essere (anziché due tifoserie) si potrà tornare a parlare di questo e di tutti gli altri grandi temi che negli ultimi quindici anni sono stati abbandonati al loro destino.
Alì il Magnifico
Pretenzioso, prolisso, insopportabile.
American Gods
Un signor libro. La vocazione "fumettistica" di Gaiman traspira da ogni pagina, con un'incredibile potenza visuale. Mi sorprende che non ne sia ancora stato tratto un fumetto (pardon, "graphic novel") o anche un film.continue)
E se siete curiosi di trovare riferimenti su tutti gli dei citati esplicitamente e ... (
Un signor libro. La vocazione "fumettistica" di Gaiman traspira da ogni pagina, con un'incredibile potenza visuale. Mi sorprende che non ne sia ancora stato tratto un fumetto (pardon, "graphic novel") o anche un film.
E se siete curiosi di trovare riferimenti su tutti gli dei citati esplicitamente e non, andate sulla pagina di Wikipedia:
http://en.wikipedia.org/wiki/American_Gods#Gods_and_oth…