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- Abbaiare stanca (2760)
- By Daniel Pennac
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- Aldro (12)
- By Francesca Boari
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- Almost blue (7656)
- By Carlo Lucarelli
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- Alta fedeltà (14281)
- By Nick Hornby
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- Amsterdam (1291)
- By Ian McEwan
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- Andrea Pazienza (21)
- I segni di una resa invincibile
- By Rudi Ghedini
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- Antisemitismo e sionismo (121)
- Una discussione
- By Abraham Yehoshua
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- Appuntamenti in nero (273)
- By Cornell Woolrich
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Finished in 2010





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Anni Quaranta. Un uomo e una donna che si amano da sempre, si vedono ogni sera alle otto davanti a una drogheria. Una sera, lui ha qualche minuto di ritardo e scopre che una donna è stata uccisa, proprio a pochi passi dal loro punto d'incontro. La vede, è lei, ma nega a sé stesso che lo sia, per cui ... (continue)
- — Jan 6, 2012 | Add your feedback
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- Aspettando Godot (4177)
- By Samuel Beckett
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- Bestie (381)
- By Sandrone Dazieri
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Racconto veloce (l’ideale per due ore di viaggio in treno) senza infamia e senza lode, come si dice in questi casi. Una lettura tutto sommato gradevole, un giallo a tematica ambientale in cui un cuoco ex omicida si trova invischiato nell’uccisione di un giovane di buona famiglia. Una specie di ambie ... (continue)
- — Jan 6, 2012 | 2 feedbacks
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- Biologia ed evoluzione (25)
- By Ernst Mayr
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Finished in 2009





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- Boom! (275)
- Ovvero: la strana avventura sul pianeta Plonk
- By Mark Haddon
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Finished in 2010





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Storia di amicizia e di un rapporto fratello/sorella rocambolescamente recuperato.
In un'ambientazione scolastica che ricorda molto il Signori bambini di Daniel Pennac, Charlie e Jim introducono furtivamente un walkie talkie in sala professori. Vogliono sapere se Jim perderà l'anno, o se verrà tras ... (continue)
- — Jan 6, 2012 | Add your feedback
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- Bugie di guerra (12)
- By Louis Begley
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Finished in 2010





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La mamma di Maciek è morta mettendolo al mondo, lui, figlio di un medico, viene allevato dai nonni e dalla zia Tania. Sono una famiglia di ebrei polacchi, molto integrata e rispettata e la loro storia ci viene raccontata a partire dal 1933. L'infanzia di Maciek scorre senza grosse preoccupazioni: le ... (continue)
- — Jan 6, 2012 | Add your feedback
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Bye bye Bologn-
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- Bye bye Bologna (5)
- Cronaca irriguardosa della fine di un simbolo
- By Rudi Ghedini
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Bye bye Bologn-
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- Cani neri (1942)
- By Ian McEwan
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Finished in 2011





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Almost blue
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Romanzo “sensoriale” che narra la storia di Simone, un ragazzo cieco, che ascolta con uno scanner i dialoghi della notte, intercettando voci da telefonini, radioamatoriali e chat. E lui che non vede, assegna un colore alle voci, per assonanza. L’azzurro, per esempio, con quella zeta in mezzo è il c ... (continue)
Romanzo “sensoriale” che narra la storia di Simone, un ragazzo cieco, che ascolta con uno scanner i dialoghi della notte, intercettando voci da telefonini, radioamatoriali e chat. E lui che non vede, assegna un colore alle voci, per assonanza. L’azzurro, per esempio, con quella zeta in mezzo è il colore dello zucchero, delle zebre e delle zanzare. I vasi, i viali e le volpi sono viola e giallo è il colore acuto di uno strillo. Ma non è solo una questione di assonanza. Ci sono colori che per Simone significano qualcosa per l’idea che contengono. La erre raschiante del verde, che gratta e che prude fa del verde il colore del male, mentre tutti i colori che iniziano con la B sono belli. Il blu è bellissimo.
Poi c’è un pazzo, che fa della reincarnazione il suo motivo di vita, e che la persegue uccidendo e impossessandosi delle sembianze delle sue vittime, con una macabra ritualità da sacerdote. Indossa sempre un paio di cuffie con cui prova ad assordare le proprie orecchie, tormentate dalle campane dell’inferno che sente sempre dentro di sé.
E infine c’è Grazia, che conduce l’indagine.
Tutto è truce, truculento e sanguinolento, talmente grottesco che per tutta la durata della storia Grazie ha le mestruazioni. Per dire.
Simone intercetta la voce del killer, si mette in contatto con Grazia e diventa fulcro dell’indagine, essendo l’unico in grado di individuarlo se solo potesse essere presente mentre lui parla. Simone riconosce l’iguana e l’iguana vede in quegli occhi spenti la sua nuova vittima: Perché mi sta guardando quello? Perché mi fissa?(…) Mi guarda. Mi guarda strano. Con il mento alzato e la testa un po’ piegata da una parte, come se non fissasse proprio me, ma verso me. Attraverso me. Dentro.
Ben congegnato, è un romanzo, appunto, “sensoriale” in cui gli occhi sono lo strumento più banale per entrare nella storia. Leggendolo si avverte che i sensi si potenziano, come quando si è al buio e si spalancano gli occhi, come se questo potesse aumentare le capacità di percezione degli oggetti, o come quando si avverte un rumore flebile e si ruota l’orecchio in quella direzione, o come quando si entra in un mercato e si avvertono odori e profumi nuovi.
Infine, a chi mi chiederà come sia vivere a Bologna, risponderò di leggere questi stralci: La città non è quello che sembra. Lei dice piccola perché pensa a quello che sta dentro le mura, che è poco più di un paese, ma questa città lei non la conosce, ispettore, lei non la conosce proprio. Questa che lei chiama Bologna è una cosa grande, che va da Parma fino a Cattolica, un pezzo di regione spiaccicato lungo la via Emilia, dove davvero la gente vive a Modena, lavora a Bologna e la sera va a ballare a Rimini.(…) Questa città non è soltanto grande, è anche complicata. E contraddittoria. Se la guardi così, camminandoci dentro, Bologna sembra tutta portici e piazze ma se ci vai sopra con un elicottero è verde come una foresta con i cortili interni delle case, che da fuori non si vedono. E se ci vai sotto con una barca è piena d’acqua e di canali che sembra Venezia. Freddo polare d’inverno e caldo tropicale d’estate. Comune rosso e cooperative miliardarie. Quattro mafie diverse che invece di spararsi addosso riciclano i soldi della droga di tutta Italia. Tortellini e satanisti. Questa città non è quello che sembra, ispettore, questa città ha sempre una metà nascosta.
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