Gustose storie di libri, scrittori e librai. Concordo in pieno col commento in quarta di copertina: "Due racconti sul mondo dei libri: due frecciate gustose, affilate, caustiche" E' una lettura veloce, apparentemente semplice e sbrigativa, ma che a mio avviso offre non pochi spunti di riflessione...
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Gustose storie di libri, scrittori e librai. Concordo in pieno col commento in quarta di copertina: "Due racconti sul mondo dei libri: due frecciate gustose, affilate, caustiche" E' una lettura veloce, apparentemente semplice e sbrigativa, ma che a mio avviso offre non pochi spunti di riflessione... nel senso che le riflessioni, se ci si sofferma un attimo ad aspettarle, poi spuntano :)
Romanzone storico in linea con gli altri di Jennings che mi è capitato di leggere: cambia l’ambientazione storica, ma c’è sempre un protagonista avventuroso e scaltro che attraverso le proprie vicissitudini riesce a raccontarci un po’ del suo mondo. In questo senso ho trovato il Predatore molto simi
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Romanzone storico in linea con gli altri di Jennings che mi è capitato di leggere: cambia l’ambientazione storica, ma c’è sempre un protagonista avventuroso e scaltro che attraverso le proprie vicissitudini riesce a raccontarci un po’ del suo mondo. In questo senso ho trovato il Predatore molto simile all’Azteco, ma dato che sia il tempo che il luogo sono totalmente diversi alla fine qualche ripetizione narrativa si perdona facilmente, splecialmente se ci si sofferma un attimo a considerare tutto il lavoro di ricerca e documentazione storica che sta alla base di un libro come questo. Credo di non essermi mai appassionata alla storia di quel periodo come nei giorni in cui ho letto le vicende di Thorn.
"Decisi di fidarmi del piccolo uomo dal grande sorriso." (p. 20) Sorrisi. Inutile girarci intorno: l'aspetto di questo romanzo che ho trovato più coinvolgente ed entusiasmante è la vibrante descrizione dell'universo indiano. Alla fine è quello che mi è rimasto di più perché alla lunga i discors
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"Decisi di fidarmi del piccolo uomo dal grande sorriso." (p. 20) Sorrisi. Inutile girarci intorno: l'aspetto di questo romanzo che ho trovato più coinvolgente ed entusiasmante è la vibrante descrizione dell'universo indiano. Alla fine è quello che mi è rimasto di più perché alla lunga i discorsi sulle rivalità fra bande, i fatti di guerra e di traffici internazionali mi hanno un po' stancato, anche se naturalmente è estremamente interessante il racconto da un punto di vista interno, ma i particolari sulla vita delle persone la cui vita è una quotidiana lotta per la sopravvivenza, quelli no, non mi hanno mai annoiata o disinteressata. Questo libro è tante cose, ma la sua peculiarità penso sia quella di aver tracciato capitolo dopo capitolo, pennellata dopo pennellata, un grandioso affresco della metropoli indiana e dell'essenza dei suoi abitanti. Quello che resta alla fine è il sorriso di Prabu, con tutto il suo carico di scanzonato amore per la vita e la sua semplicità. Creatura rara il piccolo Prabaker, mix di personaggi fantastici: Dobby, l'elfo domestico di Harry Potter; il Catarella di Montalbano; Forrest Gump; TopoGigio e il Piccolo Principe di Exuperi.
Mi riesce difficile scrivere un commento per questo libro perché tutto quello che mi verrebbe da dire, un attimo dopo averlo formulato, mi sembra superfluo o inopportuno. Credo sia uno di quei testi che è praticamente impossibile raccontare. La poeticità della prosa di Gibran in alcuni passaggi è di
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Mi riesce difficile scrivere un commento per questo libro perché tutto quello che mi verrebbe da dire, un attimo dopo averlo formulato, mi sembra superfluo o inopportuno. Credo sia uno di quei testi che è praticamente impossibile raccontare. La poeticità della prosa di Gibran in alcuni passaggi è di una bellezza commovente, seppur tradotta. Lanciate un sassolino in un lago e fatevi affascinare dalle piccole ondine a cerchi concentrici che si allargano intorno al punto in cui la pietruzza ha toccato la superficie dell'acqua; in tal modo avrete l'esatta sensazione che mi ha trasmesso questa lettura.
Un romanzo surreale, criptico e labirintico. Una giostra di racconti che si susseguono mordendosi la coda attraverso l'eco di continui riferimenti disseminati, quasi nascosti, fra le pagine. Sono storie lontane anni luce dal "Regno di Fantàsia", quindi a chi volesse vivere un'altra "Storia infinita"
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Un romanzo surreale, criptico e labirintico. Una giostra di racconti che si susseguono mordendosi la coda attraverso l'eco di continui riferimenti disseminati, quasi nascosti, fra le pagine. Sono storie lontane anni luce dal "Regno di Fantàsia", quindi a chi volesse vivere un'altra "Storia infinita" consiglio di cercare altrove perché qui resterebbe certamente deluso.
Il libraio che imbrogliò l'Inghilterra
Gustose storie di libri, scrittori e librai.continue)
Concordo in pieno col commento in quarta di copertina: "Due racconti sul mondo dei libri: due frecciate gustose, affilate, caustiche"
E' una lettura veloce, apparentemente semplice e sbrigativa, ma che a mio avviso offre non pochi spunti di riflessione... ... (
Gustose storie di libri, scrittori e librai.
Concordo in pieno col commento in quarta di copertina: "Due racconti sul mondo dei libri: due frecciate gustose, affilate, caustiche"
E' una lettura veloce, apparentemente semplice e sbrigativa, ma che a mio avviso offre non pochi spunti di riflessione... nel senso che le riflessioni, se ci si sofferma un attimo ad aspettarle, poi spuntano :)
Predatore
Romanzone storico in linea con gli altri di Jennings che mi è capitato di leggere: cambia l’ambientazione storica, ma c’è sempre un protagonista avventuroso e scaltro che attraverso le proprie vicissitudini riesce a raccontarci un po’ del suo mondo. In questo senso ho trovato il Predatore molto simi ... (continue)
Romanzone storico in linea con gli altri di Jennings che mi è capitato di leggere: cambia l’ambientazione storica, ma c’è sempre un protagonista avventuroso e scaltro che attraverso le proprie vicissitudini riesce a raccontarci un po’ del suo mondo. In questo senso ho trovato il Predatore molto simile all’Azteco, ma dato che sia il tempo che il luogo sono totalmente diversi alla fine qualche ripetizione narrativa si perdona facilmente, splecialmente se ci si sofferma un attimo a considerare tutto il lavoro di ricerca e documentazione storica che sta alla base di un libro come questo. Credo di non essermi mai appassionata alla storia di quel periodo come nei giorni in cui ho letto le vicende di Thorn.
Shantaram
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Sorrisi. Inutile girarci intorno: l'aspetto di questo romanzo che ho trovato più coinvolgente ed entusiasmante è la vibrante descrizione dell'universo indiano. Alla fine è quello che mi è rimasto di più perché alla lunga i discors ... (
"Decisi di fidarmi del piccolo uomo dal grande sorriso." (p. 20)
Sorrisi. Inutile girarci intorno: l'aspetto di questo romanzo che ho trovato più coinvolgente ed entusiasmante è la vibrante descrizione dell'universo indiano. Alla fine è quello che mi è rimasto di più perché alla lunga i discorsi sulle rivalità fra bande, i fatti di guerra e di traffici internazionali mi hanno un po' stancato, anche se naturalmente è estremamente interessante il racconto da un punto di vista interno, ma i particolari sulla vita delle persone la cui vita è una quotidiana lotta per la sopravvivenza, quelli no, non mi hanno mai annoiata o disinteressata. Questo libro è tante cose, ma la sua peculiarità penso sia quella di aver tracciato capitolo dopo capitolo, pennellata dopo pennellata, un grandioso affresco della metropoli indiana e dell'essenza dei suoi abitanti. Quello che resta alla fine è il sorriso di Prabu, con tutto il suo carico di scanzonato amore per la vita e la sua semplicità. Creatura rara il piccolo Prabaker, mix di personaggi fantastici: Dobby, l'elfo domestico di Harry Potter; il Catarella di Montalbano; Forrest Gump; TopoGigio e il Piccolo Principe di Exuperi.
Gesù figlio dell'uomo
Mi riesce difficile scrivere un commento per questo libro perché tutto quello che mi verrebbe da dire, un attimo dopo averlo formulato, mi sembra superfluo o inopportuno. Credo sia uno di quei testi che è praticamente impossibile raccontare. La poeticità della prosa di Gibran in alcuni passaggi è di ... (continue)
Mi riesce difficile scrivere un commento per questo libro perché tutto quello che mi verrebbe da dire, un attimo dopo averlo formulato, mi sembra superfluo o inopportuno. Credo sia uno di quei testi che è praticamente impossibile raccontare. La poeticità della prosa di Gibran in alcuni passaggi è di una bellezza commovente, seppur tradotta.
Lanciate un sassolino in un lago e fatevi affascinare dalle piccole ondine a cerchi concentrici che si allargano intorno al punto in cui la pietruzza ha toccato la superficie dell'acqua; in tal modo avrete l'esatta sensazione che mi ha trasmesso questa lettura.
Lo specchio nello specchio
Un romanzo surreale, criptico e labirintico. Una giostra di racconti che si susseguono mordendosi la coda attraverso l'eco di continui riferimenti disseminati, quasi nascosti, fra le pagine. Sono storie lontane anni luce dal "Regno di Fantàsia", quindi a chi volesse vivere un'altra "Storia infinita" ... (continue)
Un romanzo surreale, criptico e labirintico. Una giostra di racconti che si susseguono mordendosi la coda attraverso l'eco di continui riferimenti disseminati, quasi nascosti, fra le pagine. Sono storie lontane anni luce dal "Regno di Fantàsia", quindi a chi volesse vivere un'altra "Storia infinita" consiglio di cercare altrove perché qui resterebbe certamente deluso.