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- Tutto cospira a tacere di noi (38)
- By Daniela Ranieri
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Reading since May 26, 2012
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- In balìa di una sorte avversa (56)
- By B.S. Johnson
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- Credere nel vuoto (73)
- By Philippe Petit
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- Niente (183)
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Finished on May 15, 2012





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- Questo bacio vada al mondo intero (657)
- By Colum Mccann
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- Il giardino delle bestie (108)
- Berlino 1934
- By Erik Larson
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Finished on Apr 29, 2012





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- Luigi Tenco (32)
- Ed ora che avrei mille cose da fare
- By Giorgio Carozzi, Renato Tortarolo
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Finished on Mar 18, 2012





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- L'inconfondibile tristezza della torta al limone (583)
- By Aimee Bender
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Finished on Mar 14, 2012





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- La città dei ladri (580)
- By David Benioff
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Finished on Mar 1, 2012





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- Il museo dei pesci morti (185)
- By Charles D'Ambrosio
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Finished on Feb 28, 2012





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- Le particelle elementari (4477)
- By Michel Houellebecq
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Finished on Feb 20, 2012





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Un libro deve frugare nelle ferite, anzi deve provocarle. Un libro deve essere un pericolo. (E. Cioran). -
"Le particelle elementari" è uno dei quei libri.
La storia di due fratellastri: Michel e Brian, diversi quasi opposti ma accomunati dall'abbandono della madre e dalla quasi totale assenza dei rispettivi padri. L'uno è un biologo ricercatore che vive la propria vita intellettualmente, l'altro un in ... (continue)
- — Feb 21, 2012 | 9 feedbacks
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- Ognuno muore solo (602)
- By Hans Fallada
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Finished on Feb 15, 2012





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- Il tempo è un bastardo (745)
- By Jennifer Egan
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Finished on Feb 12, 2012





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- Troppa felicità (304)
- By Alice Munro
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Finished on Feb 8, 2012





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Incolori e insapori.
Salverei solo "Wenlock edge". L`ultimo racconto che dà il titolo alla raccolta é, a dir poco ,soporifero. - — Feb 9, 2012 | Add your feedback
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- Villetta con piscina (266)
- By Herman Koch
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Finished on Feb 1, 2012





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Scivola via.. -
C'è qualcosa che non mi convince. Ci penso e ripenso, non capisco realmente cosa non abbia funzionato. Scritto è scritto bene. Fin dalle prime pagine questo antieroe Marc, medico di famiglia, colpisce per il suo cinismo, distacco, ipocrisia, pensieri dominati da determinismo biologico e una punta di ... (continue)
- — Feb 2, 2012 | Add your feedback
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La città dei ladri
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Siamo nel 1941 durante il tentato assedio di Leningrado da parte delle truppe naziste, durato ben novecento giorni.Nonostante la città venga stremata e isolata, bloccando tutte le vie di rifornimento, la resistenza russa è tenace e riuscirà a respingere il nemico, frantumando così il folle sogno hit ... (continue)
Siamo nel 1941 durante il tentato assedio di Leningrado da parte delle truppe naziste, durato ben novecento giorni.Nonostante la città venga stremata e isolata, bloccando tutte le vie di rifornimento, la resistenza russa è tenace e riuscirà a respingere il nemico, frantumando così il folle sogno hitleriano di festeggiare la vittoria con un banchetto al Palazzo d'Inverno.
Benioff, autore de "La venticinquesima ora", narra una storia di vita, quella del nonno che, prima dei diciott'anni uccise a coltellate due tedeschi. Sceglie la prima persona rendendo l'opera una testimonianza, un racconto orale. Il rapporto con il lettore diviene così diretto da riuscire a trasportarlo in un'attenta dimensione di "ascolto".
La vicenda che racconta l'origine degli avvenimenti che portarono al fatto di sangue, conosciuto in famiglia ma mai prima di allora affrontato, si svolge lungo un arco temporale breve, appena una manciata di giorni. Nonostante questo, "la città dei ladri" sembra presentare tutte le caratteristiche di un vero e proprio bildungsroman: la narrazione di un'esperienza così profonda e importante che segna e traghetta inevitabilmente il protagonista nel suo passaggio all'età adulta.
La grande Storia quella degli avvenimenti,delle città, degli eserciti, delle date vista attraverso la vita quotidiana delle piccole e grandi persone, con le loro viltà, eroismi, nefandezze e soprattutto i loro cambiamenti. Cosa cambia la guerra, la fame, la paura? Come diventano gli uomini e le donne, singolarmente e nei rapporti? La morte dell'altro, spesso violenta,diventa un accadimento a cui ci si abitua, su cui non è lecito soffermarsi troppo se si vuole seguire il primordiale senso di sopravvivenza. L'idea che qualcosa come l'orrore possa divenire abitudine e che forse si possa sopportare tutto, l'idea che sotto la pelle, la cultura, la sensibilità, il pensiero ci sia sempre un animale accovacciato che pensa a se stesso emerge con prepotenza e diviene un pensiero scomodo ma vero.
Tuttavia anche in tempo di guerra è possibile la nascita di un'amicizia. Questo libro infatti è anche la storia di un rapporto sincero, caldo e pulito che cresce nella neve e nella tempesta. Quello tra questo ragazzino diciassettenne, timido, taciturno e il ventenne disertore Kolaj, bello, brillante, divertente, appassionato di letteratura ed esteta: una specie di fratello maggiore che protegge l'inesperto Lev, con la parola e l'ironia.
Benioff riesce a passare dall'orrore al sorriso in pochissime pagine, con un'alternanza continua. Nel farlo, però, riesce ad essere convincente e credibile, cosa difficilissima quanto rara. Apnea-respiro-apnea-respiro senza artificiosità ma con naturale scorrevolezza.
Credo che questi passaggi emotivi di colore opposto, piuttosto repentini, risultino possibili e credibili grazie a quello che, a mio parere, è il punto di forza di Benioff (che non a caso è anche uno sceneggiatore): riuscire a far visualizzare al lettore ogni singolo paragrafo, ogni singola pagina.
Benioff non "parla di", non descrive la fame, la paura, la fatica, il freddo vi fa vedere e dunque provare fame, paura, fatica e freddo. Tutto sta in questa differenza: la partecipazione del lettore non è intellettualistica bensì corporea. Questa accesa sensorialità a tutto tondo è ciò che più rimane impresso: non riesco a togliermi l'idea del gusto di quei dolcetti-libro, ovvero "dolci" creati sciogliendo la costa dei libri, collosi quindi proteici, la stanchezza nelle gambe delle marce in dormiveglia sulla neve, il caldo che può dare la vicinanza di un corpo umano, la lama di un coltello nascosto nello stivale a contatto con il piede..
Vi chiederete perchè non ne fanno un film anche se non sarà mai all'altezza di quello che avrete creato voi durante la lettura e di cui sarete stati registi, spettatori e protagonisti.
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