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- Moby Dick (9021)
- By Herman Melville
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Finished in Sep 2011





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- I grandi della narrativa, 10
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Finished on Aug 21, 2011





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- By Luther Blissett
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Finished on Aug 11, 2011
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- Prospettiva Nevskij - Il cappotto (409)
- Racconti d'autore, 6
- By Nikolai Gogol
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Finished on Jul 24, 2011





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Prospettiva Nevskij - Il cappotto




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Bè.. Innanzitutto(prima d'armar il battaglione critico-recensivo) Chapeau a codesti scrittori ottocenteschi..In particolar modo agli autori che si attestano nella galassia russa o affine!Non a caso direte voi cari lettori(ricordiamo che Gogol è Ucraino)In essi e nelle loro opere alberga qualcosa di ... (continue)
- — Jul 26, 2011 | 2 feedbacks
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- La sonata a Kreutzer (4408)
- I grandi della narrativa, 2
- By Lev Nikolaevič Tolstoj
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Finished on Jul 7, 2011





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- Umbildung. La «trasformazione» nella formazione dell'uomo (6)
- By Giancarla Sola
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Finished on Jun 30, 2011





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Umbildung. La «trasformazione» nella formazione dell'uomo




Manifesto per una nuova società non utopica -
Eccellente esempio di come la pedagogia può tras-formarsi e quindi formarsi e porsi in una logica di de-costruzione delle attuali società conformistico-capitaliste fondate sullo sfruttamento e sul consumismo alienante; l'ottica è antropocentrica e nello stesso tempo panteisticamente natura-centrica, ... (continue)
- — Jul 16, 2011 | Add your feedback
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- La linea d'ombra (6826)
- I grandi della narrativa, 1
- By Joseph Conrad
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Finished on Jun 27, 2011





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- Il seno (1056)
- Racconti d'autore, 2
- By Philip Roth
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Finished in May 2011





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Una rivisitazione esistenziale(nel senso lato) e quanto mai attuazizzata dell'opera kafkiana.
Giacchè la nostra epoca si permea e viene permeata, penetrata( sessualmente, dal dio mercato) da sensi e sensazioni, tatto e libido, una società costituita da pulsioni, l'uomo pulsionale(nell'accezione gen ... (continue) - — Jun 23, 2011 | Add your feedback
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- Sotto il crinale e altri racconti (434)
- Racconti d'autore, 1
- By Ernest Hemingway
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Finished in May 2011





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- Kafka sulla spiaggia (7005)
- By Haruki Murakami
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Finished on Feb 5, 2011





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- La fine del mondo e il paese delle meraviglie (3342)
- By Haruki Murakami
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Finished on Jan 11, 2011





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La fine del mondo e il paese delle meraviglie




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Mente e corpo, Realtà e finzione, ossimori quanto mai incompresi nonostante le tecnologie ed i saperi che abbiamo coltivato e acquisito durante tutta la nostra civiltà (e/o non civiltà) umana in secoli e secoli di ricerche e di studi. Murakami affronta un problema millenario che tutte le civiltà han ... (continue)
- — Jan 28, 2011 | Add your feedback
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Il giocatore
*** e mezzo(sono cattivo, lo sò ma il potenziale dell'autore poteva esprimersi in virtuosismi ulteriori)
Ma vediamo di capire meglio come un'opera - che risulta amara all'ignaro lettore annebbiato dalle sue percezioni e in balia di esse - sia in realtà gustosa e piacevole non solo alle pupille gust ... (continue)
*** e mezzo(sono cattivo, lo sò ma il potenziale dell'autore poteva esprimersi in virtuosismi ulteriori)
Ma vediamo di capire meglio come un'opera - che risulta amara all'ignaro lettore annebbiato dalle sue percezioni e in balia di esse - sia in realtà gustosa e piacevole non solo alle pupille gustative ma anche alla sua materia grigia
Dovere d'onestà verso un autore da me amato(non me ne voglia il Pennacchi):1) Non è sicuramente la sua opera migliore, e ancora, 2)Non ha avuto la facoltà(a dire il vero rara) di far compiere la canonica traslazione cognitivo-spaziale dal mondo reale (di tutti i giorni) verso i lidi metafisici nei quali nel bene e nel male i R-omanzi con la "R" maiuscola impongono ai nostri sensi, al nostro "sentire".
Dunque capirete anche voi che l'aggettivo più idoneo in questo stato d'umore ricade nel termine amareggiato, etimologicamente loquace nel richiamare il gusto appunto amaro.
L'amaro è però un gusto particolare..
Innanzitutto mi verrebbe da asserire a freddo(e al caldo nel contempo) che il Giocatore è il giocatore secondo Dostoevskij, e si, quel "secondo" è segno(semiotico sic!) tangibilmente connotato di una visione unica e particolare di "giocatore".
Precisamente l'autore ci indica una situazione oserei dire paradigmaticamente olistica dell'essere, in quanto giocando sugli(sopra,superficialmente) stereotipi nazionali ci costringe a pensare(sotto,pregnantemente) le possibili declinazioni dell'umano. E' interessante la figura del(odiato)francese che, ricco di esagerate attenzioni , frivolezze e dichiarazioni di facciata estremamente lusinghiere e gentili in realtà (oltre l'habitus) si nasconda un'anima corrotta e ignobile. Nell'accezzione della parola "giocatore" forgiata dall'autore, codesto sinistro personaggio
sarebbe bandito da questa connotazione, giacchè egli non avrebbe mai rischiato di perdere "il capitale" sfidando il fato.. Ecco il fato!L'essere precario, insicuro, il non aver a cuore il capitale che , come asserisce l'autore stesso attanaglia e ghermisce l'uomo! Quindi il giocatore si pone da una parte sicuramente quasi come un rivoluzionario(rivoluzionario di gioco) ma dall'altro il nostro rivoluzionario delle sale da gioco risente si una morbosità negativa, quasi puerile, che lo spinge a rischiare traslando l'uomo in una dimensione meramente meccanica e ferrea.
Dunque una dualità che travolge l'uomo(le due accezioni del rischio), costringendolo a cadere da un lato nella pazzia dell'avere sempre di più, non già dunque per sfoggiare codesto artifizio ma solo per un "fine a se stesso" riperpetuando l'infinita voglia grezza di avere(giocando d'azzardo) quasi coscienziosamente proletaria (a differenza di quella incarnata dai "francesi" dotata di fine, ovvero diventare pletoricamente abbienti, ma paradossalmento più povera di vedute e contenuti, essendo in qualche modo serva del capitale ) da apparire quasi solo ideologicamente (teoricamente) cosa salvifica e pura, ma in realtà si rileva essere de facto simile alla caduta morale "francese".
Dall'altro lato la sicurezza quasi messianica del "sentire" la fortuna(quella positiva)una sorta di percezione che si inserisce in linee d'onda a noi oscure che si rivelano a momento debito, le scelte della vita, le strade ed i sentieri che solchiamo e prendiamo, in una parola la Vita.
Che essa sia rivoluzionaria(di Gioco)o "francese"(stereotipo)cadrà sempre e comunque attanagliata nel capitale, anzi il Capitale! Sic!
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