Deludente: pieno di stereotipi abbastanza scontati, e pieno di riferimenti al calcio a proposito di ogni argomento - anche dove sono molto fuori luogo - Ustica, stazione di Bologna e terrorismo delle BR inclusi. Non conosco l'autore, ma pare che sia un cabarettista di Zelig; bè, non l'ho mai visto e
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Deludente: pieno di stereotipi abbastanza scontati, e pieno di riferimenti al calcio a proposito di ogni argomento - anche dove sono molto fuori luogo - Ustica, stazione di Bologna e terrorismo delle BR inclusi. Non conosco l'autore, ma pare che sia un cabarettista di Zelig; bè, non l'ho mai visto esibirsi, ma spero per lui che su un palcoscenico se la cavi meglio di quanto scriva...
Lettura veloce e poco impegnativa, ma piacevole, frizzante e divertente. Ho trovato piuttosto simpatico il personaggio di Nora, mentre quello di Nick mi è sembrato un po' troppo costruito a tavolino (troppo bello per essere reale, e un po' troppo geloso/precipitoso/decisionista per piacermi davvero)
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Lettura veloce e poco impegnativa, ma piacevole, frizzante e divertente. Ho trovato piuttosto simpatico il personaggio di Nora, mentre quello di Nick mi è sembrato un po' troppo costruito a tavolino (troppo bello per essere reale, e un po' troppo geloso/precipitoso/decisionista per piacermi davvero): beh, lui non "mi ha colpita al cuore", ma qui si tratta di gusti personali... Molto divertente invece tutta la cerchia di femmine folli (più amico) che vive nel Borgo, e ben tratteggiati anche gli altri personaggi di contorno, la famiglia di Nick, il professore, e il gatto Red, vero deus ex machina della storia.
Il percorso che ha portato due ragazzi, miei coetanei e miei concittadini, a ottenere in pochi anni il grande successo delle gelaterie Grom mi ha sempre incuriosita. Ed è stato aspettandomi di conoscerlo un po' meglio, che ho preso in mano questo libro. Ma non dimentichiamoci anche un plauso meritat
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Il percorso che ha portato due ragazzi, miei coetanei e miei concittadini, a ottenere in pochi anni il grande successo delle gelaterie Grom mi ha sempre incuriosita. Ed è stato aspettandomi di conoscerlo un po' meglio, che ho preso in mano questo libro. Ma non dimentichiamoci anche un plauso meritato a chi ha progettato la grafica e il packaging del volumetto, perché in epoca di ebook questo libro è riuscito ad affascinarmi esteticamente e a farsi comprare: la carta, la copertina, i disegni colorati, l'alternanza del color verde e vinaccia per rappresentare visivamente l'alternanza delle parole di Guido e di Federico, il segnalibro fatto come un fiordaliso (un fiore che cresce sui terreni puri, simbolo che ricorre più volte nel racconto). La storia del progetto, anzi del sogno, Grom è spiegata direttamente da Guido e Federico (di cui devo anche notare le buone doti di scrittura, di entrambi). Nei primi capitoli si dilungano molto (e giustamente) sulle fasi iniziali, mentre più avanti la narrazione si fa più accelerata, concentrandosi soltanto sugli eventi salienti. http://landedicarta.blogspot.it/2012/05/grom-il-gelato-…
(la recensione riguarda "Emma" di Yoko Hanabusa, versione manga del romanzo... Anobii ha unito la scheda a quella del romanzo e non c'è più stato verso di staccarla!!!) L'adattamento dei dialoghi mi è sembrato un po' troppo "giapponese" rispetto alle frasi originali della Austen. Non so se la
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(la recensione riguarda "Emma" di Yoko Hanabusa, versione manga del romanzo... Anobii ha unito la scheda a quella del romanzo e non c'è più stato verso di staccarla!!!) L'adattamento dei dialoghi mi è sembrato un po' troppo "giapponese" rispetto alle frasi originali della Austen. Non so se la sensazione è solo mia, ma ho percepito un ricorrente tono ossequioso e cerimonioso (perché probabilmente nella traduzione ci si è attenuti in modo letterale al giapponese). In più ho notato alcuni errorini qua e là; a pag. 87 il traduttore fa passare improvvisamente Emma dal "voi" al "tu" nei riguardi di Mr Knightley, per poi ritornare al "voi": evidentemente un banale errore, ma con una rilettura finale si sarebbe potuta evitare. I disegni hanno un tratto bello ed elegante, che ricorda molto Yumiko Igarashi (Georgie e Candy Candy).
In città zero gradi
Minimal-surreale. L'unica cosa (un po') divertente è il cane Kurt, e neanche lui non si riesce a capirlo granché...
Non è colpa mia è che sono cresciuto negli anni '70
Deludente: pieno di stereotipi abbastanza scontati, e pieno di riferimenti al calcio a proposito di ogni argomento - anche dove sono molto fuori luogo - Ustica, stazione di Bologna e terrorismo delle BR inclusi. Non conosco l'autore, ma pare che sia un cabarettista di Zelig; bè, non l'ho mai visto e ... (continue)
Deludente: pieno di stereotipi abbastanza scontati, e pieno di riferimenti al calcio a proposito di ogni argomento - anche dove sono molto fuori luogo - Ustica, stazione di Bologna e terrorismo delle BR inclusi. Non conosco l'autore, ma pare che sia un cabarettista di Zelig; bè, non l'ho mai visto esibirsi, ma spero per lui che su un palcoscenico se la cavi meglio di quanto scriva...
Bang Bang. Tutta colpa di un gatto rosso
Lettura veloce e poco impegnativa, ma piacevole, frizzante e divertente. Ho trovato piuttosto simpatico il personaggio di Nora, mentre quello di Nick mi è sembrato un po' troppo costruito a tavolino (troppo bello per essere reale, e un po' troppo geloso/precipitoso/decisionista per piacermi davvero) ... (continue)
Lettura veloce e poco impegnativa, ma piacevole, frizzante e divertente. Ho trovato piuttosto simpatico il personaggio di Nora, mentre quello di Nick mi è sembrato un po' troppo costruito a tavolino (troppo bello per essere reale, e un po' troppo geloso/precipitoso/decisionista per piacermi davvero): beh, lui non "mi ha colpita al cuore", ma qui si tratta di gusti personali...
Molto divertente invece tutta la cerchia di femmine folli (più amico) che vive nel Borgo, e ben tratteggiati anche gli altri personaggi di contorno, la famiglia di Nick, il professore, e il gatto Red, vero deus ex machina della storia.
Grom
Il percorso che ha portato due ragazzi, miei coetanei e miei concittadini, a ottenere in pochi anni il grande successo delle gelaterie Grom mi ha sempre incuriosita. Ed è stato aspettandomi di conoscerlo un po' meglio, che ho preso in mano questo libro.continue)
Ma non dimentichiamoci anche un plauso meritat ... (
Il percorso che ha portato due ragazzi, miei coetanei e miei concittadini, a ottenere in pochi anni il grande successo delle gelaterie Grom mi ha sempre incuriosita. Ed è stato aspettandomi di conoscerlo un po' meglio, che ho preso in mano questo libro.
Ma non dimentichiamoci anche un plauso meritato a chi ha progettato la grafica e il packaging del volumetto, perché in epoca di ebook questo libro è riuscito ad affascinarmi esteticamente e a farsi comprare: la carta, la copertina, i disegni colorati, l'alternanza del color verde e vinaccia per rappresentare visivamente l'alternanza delle parole di Guido e di Federico, il segnalibro fatto come un fiordaliso (un fiore che cresce sui terreni puri, simbolo che ricorre più volte nel racconto).
La storia del progetto, anzi del sogno, Grom è spiegata direttamente da Guido e Federico (di cui devo anche notare le buone doti di scrittura, di entrambi). Nei primi capitoli si dilungano molto (e giustamente) sulle fasi iniziali, mentre più avanti la narrazione si fa più accelerata, concentrandosi soltanto sugli eventi salienti.
http://landedicarta.blogspot.it/2012/05/grom-il-gelato-…
Emma
(la recensione riguarda "Emma" di Yoko Hanabusa, versione manga del romanzo... Anobii ha unito la scheda a quella del romanzo e non c'è più stato verso di staccarla!!!)continue)
L'adattamento dei dialoghi mi è sembrato un po' troppo "giapponese" rispetto alle frasi originali della Austen. Non so se la ... (
(la recensione riguarda "Emma" di Yoko Hanabusa, versione manga del romanzo... Anobii ha unito la scheda a quella del romanzo e non c'è più stato verso di staccarla!!!)
L'adattamento dei dialoghi mi è sembrato un po' troppo "giapponese" rispetto alle frasi originali della Austen. Non so se la sensazione è solo mia, ma ho percepito un ricorrente tono ossequioso e cerimonioso (perché probabilmente nella traduzione ci si è attenuti in modo letterale al giapponese). In più ho notato alcuni errorini qua e là; a pag. 87 il traduttore fa passare improvvisamente Emma dal "voi" al "tu" nei riguardi di Mr Knightley, per poi ritornare al "voi": evidentemente un banale errore, ma con una rilettura finale si sarebbe potuta evitare.
I disegni hanno un tratto bello ed elegante, che ricorda molto Yumiko Igarashi (Georgie e Candy Candy).