belle le foto che accompagnano (però con enfasi didascalica ed irritante) questo ennesimo young adult a puntate; "un po' X-men e un po' Henry Potter con un tocco di David Lynch...", recita la quarta di copertina, a voler essere buoni direi che il recensore è un pellegrino, e, come si evince dal tit
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belle le foto che accompagnano (però con enfasi didascalica ed irritante) questo ennesimo young adult a puntate; "un po' X-men e un po' Henry Potter con un tocco di David Lynch...", recita la quarta di copertina, a voler essere buoni direi che il recensore è un pellegrino, e, come si evince dal titolo colmo di involontaria saggezza, pellegrino è di sicuro l'autore, ma scaltro assai: prevedo un discreto successo, soprattutto dopo che arriverà nelle sale il film, ennesimo young adult a puntate "un po' X-men e un po' Henry Potter...", e se il regista sarà David Lynch allora ci sarà anche il tocco di David Lynch...ma a quel punto avrei dei dubbi sul successo...(e la memoria carogna mi riporta a quella infinita cazzatona di Dune...) no: X-men ed il maghetto, quella è la strada maestra per il botteghino.
genere non identificato: un fanta-nonsoché; godibile complessivamente, intrigante di quando in quando, difficilmente avrà un ampio successo, ma forse mi sbaglio: sono un pessimista per abitudine.
carrellata di personaggi Marvel in salsa elisabettiana, davvero una pena andare avanti nella lettura: la palma del personaggio più cretino? l'indiano biondo con la A disegnata in fronte, ma lui è solo il più cretino tra i cretini (me compreso) Gaiman ha molto senso dell'umorismo, a lui l'Oscar per
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carrellata di personaggi Marvel in salsa elisabettiana, davvero una pena andare avanti nella lettura: la palma del personaggio più cretino? l'indiano biondo con la A disegnata in fronte, ma lui è solo il più cretino tra i cretini (me compreso) Gaiman ha molto senso dell'umorismo, a lui l'Oscar per la migliore presa per i fondelli, a me la soddisfazione di non aver speso un citto per la lettura. Anche queste sono soddisfazioni...
Volume di racconti con reportage finale. Adelphi non si sottrae alla luciferina regola del battere il ferro quando è caldo (perdono per la sciatteria del detto) e di dare alle stampe qualsiasi conato d'autore in odor di successo (ulteriori e ripetute sciatterie). I racconti non sono niente di che, g
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Volume di racconti con reportage finale. Adelphi non si sottrae alla luciferina regola del battere il ferro quando è caldo (perdono per la sciatteria del detto) e di dare alle stampe qualsiasi conato d'autore in odor di successo (ulteriori e ripetute sciatterie). I racconti non sono niente di che, giusto carini, in alcuni casi l'intento edificante toglie loro anche la possibilità di definirli tali... L'ultimo racconto, che poi è quello che dà il titolo al volume, è un gioiello, di quelli rari; non è un racconto innanzitutto, è il resoconto di un soggiorno dell'autore in Armenia; la storia di un uomo che sa quanto sia difficile essere uomini veramente e riflette e parla: di monti, pietraie, paesaggi, Cristo, trote, chiese, laghi, matrimoni, vecchiaia, religione, diarrea, universo, laghi, meschinità, amore, arte e fede...ma ho sicuramente dimenticato una gran quantità di argomenti... un tale distillato d'amore e pietà e speranza e comprensione per l'uomo che mi ha fatto venire in mente la santa follia del Francesco di Rossellini...e le cinque stelle sono tutte per "Il bene sia con voi!"
La casa per bambini speciali di Miss Peregrine
belle le foto che accompagnano (però con enfasi didascalica ed irritante) questo ennesimo young adult a puntate; "un po' X-men e un po' Henry Potter con un tocco di David Lynch...", recita la quarta di copertina, a voler essere buoni direi che il recensore è un pellegrino, e, come si evince dal tit ... (continue)
belle le foto che accompagnano (però con enfasi didascalica ed irritante) questo ennesimo young adult a puntate; "un po' X-men e un po' Henry Potter con un tocco di David Lynch...", recita la quarta di copertina, a voler essere buoni direi che il recensore è un pellegrino, e, come si evince dal titolo colmo di involontaria saggezza, pellegrino è di sicuro l'autore, ma scaltro assai: prevedo un discreto successo, soprattutto dopo che arriverà nelle sale il film, ennesimo young adult a puntate "un po' X-men e un po' Henry Potter...", e se il regista sarà David Lynch allora ci sarà anche il tocco di David Lynch...ma a quel punto avrei dei dubbi sul successo...(e la memoria carogna mi riporta a quella infinita cazzatona di Dune...) no: X-men ed il maghetto, quella è la strada maestra per il botteghino.
I falsificatori
genere non identificato: un fanta-nonsoché; godibile complessivamente, intrigante di quando in quando, difficilmente avrà un ampio successo, ma forse mi sbaglio: sono un pessimista per abitudine.
1602 vol. 2
1602 vol. 1
carrellata di personaggi Marvel in salsa elisabettiana, davvero una pena andare avanti nella lettura: la palma del personaggio più cretino? l'indiano biondo con la A disegnata in fronte, ma lui è solo il più cretino tra i cretini (me compreso)continue)
Gaiman ha molto senso dell'umorismo, a lui l'Oscar per ... (
carrellata di personaggi Marvel in salsa elisabettiana, davvero una pena andare avanti nella lettura: la palma del personaggio più cretino? l'indiano biondo con la A disegnata in fronte, ma lui è solo il più cretino tra i cretini (me compreso)
Gaiman ha molto senso dell'umorismo, a lui l'Oscar per la migliore presa per i fondelli, a me la soddisfazione di non aver speso un citto per la lettura. Anche queste sono soddisfazioni...
Il bene sia con voi!
Volume di racconti con reportage finale. Adelphi non si sottrae alla luciferina regola del battere il ferro quando è caldo (perdono per la sciatteria del detto) e di dare alle stampe qualsiasi conato d'autore in odor di successo (ulteriori e ripetute sciatterie). I racconti non sono niente di che, g ... (continue)
Volume di racconti con reportage finale. Adelphi non si sottrae alla luciferina regola del battere il ferro quando è caldo (perdono per la sciatteria del detto) e di dare alle stampe qualsiasi conato d'autore in odor di successo (ulteriori e ripetute sciatterie). I racconti non sono niente di che, giusto carini, in alcuni casi l'intento edificante toglie loro anche la possibilità di definirli tali...
L'ultimo racconto, che poi è quello che dà il titolo al volume, è un gioiello, di quelli rari; non è un racconto innanzitutto, è il resoconto di un soggiorno dell'autore in Armenia; la storia di un uomo che sa quanto sia difficile essere uomini veramente e riflette e parla: di monti, pietraie, paesaggi, Cristo, trote, chiese, laghi, matrimoni, vecchiaia, religione, diarrea, universo, laghi, meschinità, amore, arte e fede...ma ho sicuramente dimenticato una gran quantità di argomenti... un tale distillato d'amore e pietà e speranza e comprensione per l'uomo che mi ha fatto venire in mente la santa follia del Francesco di Rossellini...e le cinque stelle sono tutte per "Il bene sia con voi!"