Una boiata. Ha l'unico pregio di sottolineare (ingigantendoli a dismisura) dubbi e domande interessanti sull'evoluzione. Ma le risposte sono completamente sbagliate (cioè, l'approccio, il metodo, l'obiettivo, tutto). L'ho letto per affetto a chi mi l'ha prestato (lo so che leggi, adesso ti vengo a p
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Una boiata. Ha l'unico pregio di sottolineare (ingigantendoli a dismisura) dubbi e domande interessanti sull'evoluzione. Ma le risposte sono completamente sbagliate (cioè, l'approccio, il metodo, l'obiettivo, tutto). L'ho letto per affetto a chi mi l'ha prestato (lo so che leggi, adesso ti vengo a prendere).
Bolaño è uno che scrive, a volte, che pensi quasi al paradiso come il Messico al tramonto (un tramonto che si trasforma in notte, e poi ancora alba e ancora notte, unica alba-tramonto, duplice notte, ciclicamente, per sempre), e pensi di trovarlo lì, a bere mezcal e caffè latte, a fumare nel deserto
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Bolaño è uno che scrive, a volte, che pensi quasi al paradiso come il Messico al tramonto (un tramonto che si trasforma in notte, e poi ancora alba e ancora notte, unica alba-tramonto, duplice notte, ciclicamente, per sempre), e pensi di trovarlo lì, a bere mezcal e caffè latte, a fumare nel deserto (idiota, sbruffone, letterario, bellissimo), con i capelli scompigliati dal vento, lo sguardo di chi ha visto tutto, tornato per sorriderti in faccia (non per raccontartelo, ma per stare lì a fumare) e sogni di correre lì e picchiarlo, combattere tutta la notte come giacobbe e l’angelo, e alla fine, stanchi, nell’alba ulteriore, prendergli la testa fra le mani, piangendo, e chiedergli perchè, non è giusto, torna.
Mi è difficile trovare parole per un libro del genere, dire quanto mi sia entrato nel profondo, (esaminare) quanto ha modificato la mia visione del mondo, (misurare) quanto ha dato senso e giustizia a pensieri che mi portavo dietro da anni. Estremamente personale, dunque (quindi non necessariamente
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Mi è difficile trovare parole per un libro del genere, dire quanto mi sia entrato nel profondo, (esaminare) quanto ha modificato la mia visione del mondo, (misurare) quanto ha dato senso e giustizia a pensieri che mi portavo dietro da anni. Estremamente personale, dunque (quindi non necessariamente replicabile), questo libro è un'avventura intellettuale come ce ne sono poche, ed allo stesso tempo un tour de force emotivo straziante: perchè (mi pare,) è impossibile non amare l'uomo Norbert Wiener, così eccentrico e geniale e fragile, ed è impossibile non amare le sue idee, l'ambiente che avevano contribuito a creare, lo straordinario evento scientifico che hanno rappresentato. Impossibile pure sopportare con leggerezza le tragedie, umane e scientifiche, che sono, terribilmente, la vera spina dorsale del libro, e che spiegano (anche se solo parzialmente) l'oblio che Wiener uomo e scienziato (assieme ad altri uomini e donne, scienziati e non) affronterà dopo la morte. A fidarsi (e lo faremo) degli autori (marito e moglie) ci sono dodici anni di preparazione e otto di redazione che separano l'idea dal libro compiuto, e la cosa non stupisce più di tanto. La simpatia (l'amore, si può dire? lo diciamo) per Wiener, le sue idee e le persone che stavano attorno a lui traspare ad ogni pagina, ed è giusto così.
Questa è una biografia appassionata dell'ascesa ed il declino di un modo di pensare il mondo, dell'ossessione delle "cose basilari", della nascita di uno sguardo che ha oramai cambiato nome e non riconosciamo più, anche se è dappertutto. La cibernetica si è infilata in ogni pertugio (medicina, fisica, biologia, scienze sociali) ed è con altri nomi che adesso guardiamo all'intelligenza artificiale, neuroscienze, robotica, scienze cognitive e complessità.
E se la parola cibernetica ha perso completamente il suo senso originale (tanto da essere pasteggiata da Ufo Robot, che la mangiava a libri(?) (giustamente, riconosciamo, contornando con insalata di matematica (che è l'accompagnamento necessario)), ripercorrerne la storia, che è la storia di suo padre, è dovuto.
Uno dei più belle storie d'amore per la scienza che abbia mai letto.
Nonostante abbia una delle copertine più brutte del decennio (appena) passato, "Quando le cose iniziano a pensare" rimane un libro straordinariamente attuale e utile da leggere, nonostate l'era geologica che ci separa dalla sua pubblicazione, anno domini 1999. E questo è il punto: Gershenfeld forse
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Nonostante abbia una delle copertine più brutte del decennio (appena) passato, "Quando le cose iniziano a pensare" rimane un libro straordinariamente attuale e utile da leggere, nonostate l'era geologica che ci separa dalla sua pubblicazione, anno domini 1999. E questo è il punto: Gershenfeld forse non ha fortuna per via del suo cognome impronunciabile, ma ha uno sguardo unico e meriterebbe molta più considerazione. Scrivere due libri come il suddetto e l'ineffabile e splendido FAB lo rende uno dei pochissimi tecnologi/saggisti che ha davvero qualcosa di interessante e originale e inaudito, pur se a distanza di anni. La sua idea di congiungere il mondo degli atomi e dei bit è un paradigma nuovo, che in pochi stanno portando avanti (anche se ora l'Augmented Reality, grazie all'IPhone, sta conoscendo la gloria effimera dell'hype). Le sue idee sulla fabbricazione personale, sulle interfacce non convenzionali, sull'ubiquitous computing sono ancora fresche e fragranti, pur dopo un decennio. A parte qualche considerazione decisamente obsoleta ma perdonabile (il futuro del libro è il CD-ROM e cose simili), un libretto da leggere (prima o dopo FAB) e un'ometto da seguire con attenzione. E non perdetevi il suo intervento al TED del 2006.
PS: un plauso dovuto va a Le Scienze, che con la sua selezione mensile di libri scientifici ripropone a prezzi accessibili perle nascoste. FAB è uno di questi.
PPS: Neil Gershenfeld è professore al leggendario Media Lab del MIT, dirige il Center for Bit and Atoms, diresse il consorzio Things That Think. E sembra pure molto simpatico, fra l'altro.
L'Uccellosauro ed altri animali
Una boiata. Ha l'unico pregio di sottolineare (ingigantendoli a dismisura) dubbi e domande interessanti sull'evoluzione. Ma le risposte sono completamente sbagliate (cioè, l'approccio, il metodo, l'obiettivo, tutto). L'ho letto per affetto a chi mi l'ha prestato (lo so che leggi, adesso ti vengo a p ... (continue)
Una boiata. Ha l'unico pregio di sottolineare (ingigantendoli a dismisura) dubbi e domande interessanti sull'evoluzione. Ma le risposte sono completamente sbagliate (cioè, l'approccio, il metodo, l'obiettivo, tutto). L'ho letto per affetto a chi mi l'ha prestato (lo so che leggi, adesso ti vengo a prendere).
I detective selvaggi
Bolaño è uno che scrive, a volte, che pensi quasi al paradiso come il Messico al tramonto (un tramonto che si trasforma in notte, e poi ancora alba e ancora notte, unica alba-tramonto, duplice notte, ciclicamente, per sempre), e pensi di trovarlo lì, a bere mezcal e caffè latte, a fumare nel deserto ... (continue)
Bolaño è uno che scrive, a volte, che pensi quasi al paradiso come il Messico al tramonto (un tramonto che si trasforma in notte, e poi ancora alba e ancora notte, unica alba-tramonto, duplice notte, ciclicamente, per sempre), e pensi di trovarlo lì, a bere mezcal e caffè latte, a fumare nel deserto (idiota, sbruffone, letterario, bellissimo), con i capelli scompigliati dal vento, lo sguardo di chi ha visto tutto, tornato per sorriderti in faccia (non per raccontartelo, ma per stare lì a fumare) e sogni di correre lì e picchiarlo, combattere tutta la notte come giacobbe e l’angelo, e alla fine, stanchi, nell’alba ulteriore, prendergli la testa fra le mani, piangendo, e chiedergli perchè, non è giusto, torna.
By Night in Chile
And then the storm of shit begins.
L' eroe oscuro dell'età dell'informazione
Mi è difficile trovare parole per un libro del genere, dire quanto mi sia entrato nel profondo, (esaminare) quanto ha modificato la mia visione del mondo, (misurare) quanto ha dato senso e giustizia a pensieri che mi portavo dietro da anni. Estremamente personale, dunque (quindi non necessariamente ... (continue)
Mi è difficile trovare parole per un libro del genere, dire quanto mi sia entrato nel profondo, (esaminare) quanto ha modificato la mia visione del mondo, (misurare) quanto ha dato senso e giustizia a pensieri che mi portavo dietro da anni. Estremamente personale, dunque (quindi non necessariamente replicabile), questo libro è un'avventura intellettuale come ce ne sono poche, ed allo stesso tempo un tour de force emotivo straziante: perchè (mi pare,) è impossibile non amare l'uomo Norbert Wiener, così eccentrico e geniale e fragile, ed è impossibile non amare le sue idee, l'ambiente che avevano contribuito a creare, lo straordinario evento scientifico che hanno rappresentato.
Impossibile pure sopportare con leggerezza le tragedie, umane e scientifiche, che sono, terribilmente, la vera spina dorsale del libro, e che spiegano (anche se solo parzialmente) l'oblio che Wiener uomo e scienziato (assieme ad altri uomini e donne, scienziati e non) affronterà dopo la morte.
A fidarsi (e lo faremo) degli autori (marito e moglie) ci sono dodici anni di preparazione e otto di redazione che separano l'idea dal libro compiuto, e la cosa non stupisce più di tanto. La simpatia (l'amore, si può dire? lo diciamo) per Wiener, le sue idee e le persone che stavano attorno a lui traspare ad ogni pagina, ed è giusto così.
Questa è una biografia appassionata dell'ascesa ed il declino di un modo di pensare il mondo, dell'ossessione delle "cose basilari", della nascita di uno sguardo che ha oramai cambiato nome e non riconosciamo più, anche se è dappertutto. La cibernetica si è infilata in ogni pertugio (medicina, fisica, biologia, scienze sociali) ed è con altri nomi che adesso guardiamo all'intelligenza artificiale, neuroscienze, robotica, scienze cognitive e complessità.
E se la parola cibernetica ha perso completamente il suo senso originale (tanto da essere pasteggiata da Ufo Robot, che la mangiava a libri(?) (giustamente, riconosciamo, contornando con insalata di matematica (che è l'accompagnamento necessario)), ripercorrerne la storia, che è la storia di suo padre, è dovuto.
Uno dei più belle storie d'amore per la scienza che abbia mai letto.
Quando le cose iniziano a pensare
Nonostante abbia una delle copertine più brutte del decennio (appena) passato, "Quando le cose iniziano a pensare" rimane un libro straordinariamente attuale e utile da leggere, nonostate l'era geologica che ci separa dalla sua pubblicazione, anno domini 1999.continue)
E questo è il punto: Gershenfeld forse ... (
Nonostante abbia una delle copertine più brutte del decennio (appena) passato, "Quando le cose iniziano a pensare" rimane un libro straordinariamente attuale e utile da leggere, nonostate l'era geologica che ci separa dalla sua pubblicazione, anno domini 1999.
E questo è il punto: Gershenfeld forse non ha fortuna per via del suo cognome impronunciabile, ma ha uno sguardo unico e meriterebbe molta più considerazione. Scrivere due libri come il suddetto e l'ineffabile e splendido FAB lo rende uno dei pochissimi tecnologi/saggisti che ha davvero qualcosa di interessante e originale e inaudito, pur se a distanza di anni. La sua idea di congiungere il mondo degli atomi e dei bit è un paradigma nuovo, che in pochi stanno portando avanti (anche se ora l'Augmented Reality, grazie all'IPhone, sta conoscendo la gloria effimera dell'hype). Le sue idee sulla fabbricazione personale, sulle interfacce non convenzionali, sull'ubiquitous computing sono ancora fresche e fragranti, pur dopo un decennio. A parte qualche considerazione decisamente obsoleta ma perdonabile (il futuro del libro è il CD-ROM e cose simili), un libretto da leggere (prima o dopo FAB) e un'ometto da seguire con attenzione. E non perdetevi il suo intervento al TED del 2006.
PS: un plauso dovuto va a Le Scienze, che con la sua selezione mensile di libri scientifici ripropone a prezzi accessibili perle nascoste. FAB è uno di questi.
PPS: Neil Gershenfeld è professore al leggendario Media Lab del MIT, dirige il Center for Bit and Atoms, diresse il consorzio Things That Think. E sembra pure molto simpatico, fra l'altro.
la versione originale di questa recensione, con i vari link, è qui: http://aubreymcfato.wordpress.com/2010/01/03/quando-le-…