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Niente di vero tranne gli occhi
Niente di vero tranne GiorgioneHo letto le severissime critiche al povero Giorgio...suvvia non siamo così cattivi.continue)
Io di thriller, ammetto, non me ne intendo, men che meno di gialli. Perchè? Perchè non mi hanno mai entusiasmato: trovo la serie di indizi che portano al colpevole e la figura dell'investigatore fumoso quanto ma ... (
Ho letto le severissime critiche al povero Giorgio...suvvia non siamo così cattivi.
Io di thriller, ammetto, non me ne intendo, men che meno di gialli. Perchè? Perchè non mi hanno mai entusiasmato: trovo la serie di indizi che portano al colpevole e la figura dell'investigatore fumoso quanto mai irritanti. Preferisco qualcosa che mi dia a livello "umano". Premesso questo, da non appassionata di thriller mi ero totalmente sorpresa di quanto "io uccido" potesse prendermi e coivolgermi in una vicenda macabra e ironica allo stesso tempo. Questo è il grande pregio di Faletti, l'ironia nera. Il che me lo fa piacere, anzi, azzardo a dire che sia diventato con il primo romanzo, uno che sa dire "io so fare qualcosa e non me la tiro per saperla fare". Come ogni santissimo secondo episodio, dopo il botto, tutti pendono dalle tue labbra, tutti si aspettano un caso letterario 2 la vendetta e poi 3 e poi 4 e così via.
Questo secondo libro è inferiore a "Io Uccido". Bene, appurato questo, mi spiace che sia ricorso al soprannaturale per un'idea che non era niente affatto malaccio. Diciamolo, nonostante questo qui abbia fatto lo scemo (il bravo scemo, Faletti è un ottimo comico)al Drive in e compagnia bella, ha delle grandi idee. Balzane e geniali, ammettiamolo, usiamo onestà intellettuale. Parte bene, questo libro, continua cavandosela, si conclude un po' così, un po':"E quindi? E allora?". Quando si scopre l'assassino si rimane delusi e quando finisce ci si rimane di merda. Io tifavo per l'operazione di cambiamento di sesso (definitivo) della Guerrero e per la risurrezione di Connor (ad un certo punto ci ho creduto per davvero..). Risultato? Un libro che, nonostante tutto, conserva ampi spazi positivi: il primo, l'onnipresente poesia di Faletti, che a me garba e che si rivede nei titoli geniali, a mio avviso. Bella l'idea, come ho detto prima, degli omicidi, bella la questione della Martini stuprata e di Conor morto (giuro che mi spiaceva, mi piaceva quel ragazzo, me lo sarei fatta pure io...). Meno bella l'idea delle cornee superfighe. Bella la sessualità (scusate, io sono fissata con le depravazioni degli scrittori, per questo adoro King) da psicopatico che Giorgione si mette a centellinare in qualche pagina.
Un libro non all'altezza del precedente, me lo aspettavo, non smetto di amare la poesia che questo BRAVO attore, compositore, scrittore mette in tutto quello che fa. Per gli scettici, vi prego, siate capaci di fare quello che Faletti fa BENE, e ne riparleremo. Consiglio, per chi ride di questo libro, l'ascolto dei Dari: quello è veramente penoso, non questo scritto che è consigliabile per chi ama un po' di misticismo in un thriller che, consentimelo Giorgio, non ne sentiva il bisogno.
E, tra l'altro, quest'uomo scrive delle canzoni meravigliose. Come disse Antonio Ricci:"Faletti è uno che se si mette in testa di fare il lampadario, si appende al soffitto e prima o poi gli esce la luce dal culo". Meditate gente, meditate.