scrittura scarna rarefatta. bellatin costruisce progetta con estremo rigore l'impalcatura dei suoi romanzi, caratterizzata da infiniti spazi vuoti dove il lettore si addentra sedotto.
un grovigli odi storie incastrate senza apparente senso ne' direzione ne' profondità. come appunto forse la nostra
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scrittura scarna rarefatta. bellatin costruisce progetta con estremo rigore l'impalcatura dei suoi romanzi, caratterizzata da infiniti spazi vuoti dove il lettore si addentra sedotto.
un grovigli odi storie incastrate senza apparente senso ne' direzione ne' profondità. come appunto forse la nostra esistenza?
"La letteratura di Mario Bellatin condiziona la lingua, la fa balbettare e la spinge al silenzio; scommette tutto sul nonsense, e questa diversità è sufficiente per rendere conto dell'universo, dei suoi terrori e glorie Gabriel Ríos http://rassegnastampabolano.blogspot.com/2010/10/interv…
Io credo che se della mia generazione c'e' qualcuno che vincerà il Nobel, questo sarà Juan villoro, lo dico molto seriamente. Della mia generazione ci sono due che vinceranno il Nobel quasi con ogni probabilità, uno è Javier Marias, l'altro Juan Villoro. [R.Bolano]
Incuriosito, ho cominciato a cercare sulla rete tutto quello che si poteva leggere di lui. Suo è il prologo a Bolaño por sí mismo, una raccolta di intervsite dello scrittore (dal 1998 al 2003) curata da Andrés Braithwaite e pubblicata nel 2006. http://www.archiviobolano.it/bol_int_intro.html Poi ho letto la recensione de I detective selvaggi "El copiloto de Impala". Stimolato da una scrittura chiara e fluida che denota un pensiero altrettanto chiaro e fluido ho iniziato a leggere tutto cio' che sono riuscito a trovare nella rete.
In Italia è poco conosciuto; è stato pubblicato nel 2000 "Palme della brezza rapida" (Ed. Robin), libro ormai introvabile. Finalmente nel 2009 è uscito I copevoli, sei racconti e un romanzo breve. Di lui ha detto Francesca lazzarato su: Il manifesto http://sottoosservazione.wordpress.com/2009/08/21/atlan… Tra gli scrittori nati fra la fine degli anni ’50 e quella dei ’60, che da tempo si sono lasciati alle spalle il problema dell’identità cui i loro padri erano così sensibili, ce ne sono però altri che meriterebbero un’attenzione maggiore degli ex esponenti del Crack, e a loro è utile guardare per capire quale rimarchevole polifonia di voci offra oggi la letteratura messicana. Si può cominciare da Juan Villoro, classico di domani inesplicabilmente inedito in Italia, se si esclude un libro di viaggi pubblicato anni fa dalla Biblioteca del Vascello, e prodigioso autore di racconti e di alcuni romanzi magistrali come El testigo (Premio Herralde de Novela nel 2004). Tra i suoi temi principali, quello delle ricerca di senso in una società che, dopo la perdita del potere da parte del Pri al governo del paese per settant’anni, si misura con un vuoto ora riempito da una violenza cieca e dalla dittatura della cocaina e della televisione, che – come dice Villoro – «intrattengono stretti legami con quanti esercitano il potere».
la prima cosa che colpisce è la vena ironica, mai forzata, calibrata, sottile. Villoro è capace di usare diversi registri a seconda dei personaggi e dell'ambiente delle storie che racconta con una leggerezza profonda. Il primo racconto vale da solo la pena di acquistare e leggere il libro Vale proprio la pena didire che questo libro mostra un messico piu' autentico e smonta con leggerezza molti clichè e luoghi comuni su questo paese
grazie all'ammirevole e temeraria iniziativa di nazione indiana http://www.nazioneindiana.com/2010/05/27/murene-la-coll… al lavoro gratuito di realizzazione del libro (ideazione, selezione, traduzione, redazione, presentazione, infrastruttura tecnica) e di promozione, che non viene remunerato,
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grazie all'ammirevole e temeraria iniziativa di nazione indiana http://www.nazioneindiana.com/2010/05/27/murene-la-coll… al lavoro gratuito di realizzazione del libro (ideazione, selezione, traduzione, redazione, presentazione, infrastruttura tecnica) e di promozione, che non viene remunerato, è possibile per i lettori poter leggere oltre aq uesto altri due libri Miguel Torga, L’universale è il locale meno i muri a cura di Massimo Rizzante e Ingo Schulze, L’angelo, le arance e il polipo, a cura di Stefano Zangrando, abbonandosi a murene al prezzo di venti euro http://www.nazioneindiana.com/products-page/
Dalla vita di un fauno
un libro fondamentale della letteratura tedesca del '900
per chi è interessato c'e' un'ampia rassegna stampa:
http://www.lavieri.it/rassegna/rassegna_schmidt.htm
in particolare la recensione di claudio magris
http://img212.imageshack.us/img212/1016/schmidt2bg7.jpg
e l'intervista a domenico Pinto ... (continue)
un libro fondamentale della letteratura tedesca del '900
per chi è interessato c'e' un'ampia rassegna stampa:
http://www.lavieri.it/rassegna/rassegna_schmidt.htm
in particolare la recensione di claudio magris
http://img212.imageshack.us/img212/1016/schmidt2bg7.jpg
e l'intervista a domenico Pinto (il traduttore) su radio tre
http://www.radio.rai.it/radio ... (prosegui)
per chi è interessato c'e' un'ampia rassegna stampa:
http://www.lavieri.it/rassegna/rassegna_schmidt.htm
in particolare la recensione di claudio magris
http://img212.imageshack.us/img212/1016/schmidt2bg7.jpg
e l'intervista a domenico Pinto (il traduttore) su radio tre
http://www.radio.rai.it/radio3/fahrenheit/un_libro/arch…
mi accingo a leggerlo con molto interesse e curiosità
Respirazione artificiale
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bisogna leggere piglia"bisogna leggere Piglia"
ha detto uno dei migliori critici italiani, ed ha ragione.
Dama cinese
scrittura scarna rarefatta.
bellatin costruisce progetta con estremo rigore l'impalcatura dei suoi romanzi, caratterizzata da infiniti spazi vuoti dove il lettore si addentra sedotto.
un grovigli odi storie incastrate senza apparente senso ne' direzione ne' profondità. come appunto forse la nostra ... (continue)
scrittura scarna rarefatta.
bellatin costruisce progetta con estremo rigore l'impalcatura dei suoi romanzi, caratterizzata da infiniti spazi vuoti dove il lettore si addentra sedotto.
un grovigli odi storie incastrate senza apparente senso ne' direzione ne' profondità. come appunto forse la nostra esistenza?
"La letteratura di Mario Bellatin condiziona la lingua, la fa balbettare e la spinge al silenzio; scommette tutto sul nonsense, e questa diversità è sufficiente per rendere conto dell'universo, dei suoi terrori e glorie
Gabriel Ríos
http://rassegnastampabolano.blogspot.com/2010/10/interv…
I colpevoli
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leggerezza e ironiala prima volta che ho letto il suo nome è stata leggendo un'intervista un'intervista a Roberto Bolano di D.G.Miravet:
http://www.archiviobolano.it/bol_int_miravet.html
Io credo che se della mia generazione c'e' qualcuno che vincerà il Nobel, questo sarà Juan villoro, lo dico molto seriament ... (continue)
la prima volta che ho letto il suo nome è stata leggendo un'intervista un'intervista a Roberto Bolano di D.G.Miravet:
http://www.archiviobolano.it/bol_int_miravet.html
Io credo che se della mia generazione c'e' qualcuno che vincerà il Nobel, questo sarà Juan villoro, lo dico molto seriamente. Della mia generazione ci sono due che vinceranno il Nobel quasi con ogni probabilità, uno è Javier Marias, l'altro Juan Villoro. [R.Bolano]
Incuriosito, ho cominciato a cercare sulla rete tutto quello che si poteva leggere di lui. Suo è il prologo a Bolaño por sí mismo, una raccolta di intervsite dello scrittore (dal 1998 al 2003) curata da Andrés Braithwaite e pubblicata nel 2006.
http://www.archiviobolano.it/bol_int_intro.html
Poi ho letto la recensione de I detective selvaggi "El copiloto de Impala". Stimolato da una scrittura chiara e fluida che denota un pensiero altrettanto chiaro e fluido ho iniziato a leggere tutto cio' che sono riuscito a trovare nella rete.
In Italia è poco conosciuto; è stato pubblicato nel 2000 "Palme della brezza rapida" (Ed. Robin), libro ormai introvabile. Finalmente nel 2009 è uscito I copevoli, sei racconti e un romanzo breve. Di lui ha detto Francesca lazzarato su: Il manifesto
http://sottoosservazione.wordpress.com/2009/08/21/atlan…
Tra gli scrittori nati fra la fine degli anni ’50 e quella dei ’60, che da tempo si sono lasciati alle spalle il problema dell’identità cui i loro padri erano così sensibili, ce ne sono però altri che meriterebbero un’attenzione maggiore degli ex esponenti del Crack, e a loro è utile guardare per capire quale rimarchevole polifonia di voci offra oggi la letteratura messicana. Si può cominciare da Juan Villoro, classico di domani inesplicabilmente inedito in Italia, se si esclude un libro di viaggi pubblicato anni fa dalla Biblioteca del Vascello, e prodigioso autore di racconti e di alcuni romanzi magistrali come El testigo (Premio Herralde de Novela nel 2004). Tra i suoi temi principali, quello delle ricerca di senso in una società che, dopo la perdita del potere da parte del Pri al governo del paese per settant’anni, si misura con un vuoto ora riempito da una violenza cieca e dalla dittatura della cocaina e della televisione, che – come dice Villoro – «intrattengono stretti legami con quanti esercitano il potere».
la prima cosa che colpisce è la vena ironica, mai forzata, calibrata, sottile. Villoro è capace di usare diversi registri a seconda dei personaggi e dell'ambiente delle storie che racconta con una leggerezza profonda.
Il primo racconto vale da solo la pena di acquistare e leggere il libro
Vale proprio la pena didire che questo libro mostra un messico piu' autentico e smonta con leggerezza molti clichè e luoghi comuni su questo paese
Dormendo con la luce accesa
grazie a nazione indianagrazie all'ammirevole e temeraria iniziativa di nazione indianacontinue)
http://www.nazioneindiana.com/2010/05/27/murene-la-coll…
al lavoro gratuito di realizzazione del libro (ideazione, selezione, traduzione, redazione, presentazione, infrastruttura tecnica) e di promozione, che non viene remunerato, ... (
grazie all'ammirevole e temeraria iniziativa di nazione indiana
http://www.nazioneindiana.com/2010/05/27/murene-la-coll…
al lavoro gratuito di realizzazione del libro (ideazione, selezione, traduzione, redazione, presentazione, infrastruttura tecnica) e di promozione, che non viene remunerato, è possibile per i lettori poter leggere oltre aq uesto altri due libri
Miguel Torga, L’universale è il locale meno i muri a cura di Massimo Rizzante
e
Ingo Schulze, L’angelo, le arance e il polipo, a cura di Stefano Zangrando,
abbonandosi a murene al prezzo di venti euro
http://www.nazioneindiana.com/products-page/