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Cover of Grey eminence
  • Grey Eminence ( 1946 )

    1946 Aldous Huxley. Mondadori , collana "I Record", prima edizione giugno 1966. Traduzione di Edoardo Bizzarri.

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    Posted on Nov 20, 2008 | Add your feedback

Cover of Beautiful Shadow
  • BEAUTIFUL SHADOW: A LIFE OF PATRICIA HIGHSMITH

    2004 by Andrew Wilson, Bloomsbury Publishing
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    Posted on Jul 18, 2008 | Add your feedback

Cover of Thrones, Dominations
  • THRONES, DOMINATIONS

    Ho preso in "prestito" questa copertina, perchè non riesco a trovare l' originale. In compenso si può per una volta lodare la nostra editoria d'antan, che in tempi lontanissimi, ha creato " Il Giallo Mondadori". Tanto di cappello al vecchio Arnoldo Mondadori e i suoi collaboratori, Alberto Tedesch ... (continue)

    Ho preso in "prestito" questa copertina, perchè non riesco a trovare l' originale. In compenso si può per una volta lodare la nostra editoria d'antan, che in tempi lontanissimi, ha creato " Il Giallo Mondadori". Tanto di cappello al vecchio Arnoldo Mondadori e i suoi collaboratori, Alberto Tedeschi, Oreste del Buono, Lia Volpatti, Laura Grimaldi, Gian Franco Orsi. Per non parlare degli illustratori, Carlo Jacono, Prieto Muriana. Ho visto a Torino due anni fa una mostra di copertine del Giallo Mondadori, magnifica.
    Comunque se qualcuno avesse la copertina di questo giallo , che è l' ultimo capolavoro di D.LS.
    si metta in contatto con me, grazie.
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    1998 by The Trustees of Anthony Fleming
    ( deceased ) and Jill Paton Walsh. Prima edizione il Giallo Mondadori, agosto 1999.
    N° 2639. Traduzione di Maria Grazia Griffini.
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    Il titolo italiano è "Il mattrimonio perfetto", banalotto. L'originale "Thrones, Dominations" è molto più suggestivo e miltoniano :
    << Troni, figli del cielo, auguste Posse.
    Far rifiuto dovrem di questi nomi ?
    Cangiar l' antico stile ed appellarne
    Principi dell' inferno ?
    Troni, Dominazioni, Principi, Virtù, Potestà>>
    ( John Milton )
    In ultima di copertina:
    << Noi dobbiamo rispetto ai vivi,
    ai morti dobbiamo soltanto la verità. >>
    ( Voltaire )
    All' interno ci sono diversi brani di John Donne.
    Nota alla presente edizione:
    Le traduzioni dei brani di John Donne sono tratte da J.Donne, Poesie sacre e profane, trad. it di Rosa Tavelli, Milano, Feltrinelli, 1995. Quelle di John Milton sono tratte da J.Milton, Il Paradiso Perduto, traduzione italiana di A.Maffei, Milano, Tranchida, 1992.
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    Vi sono altre citazioni : Laurence Sterne, Charles Dickens, Robert Louis Stevenson.
    D.L.Sayers, nata nel 1893 a Oxford era una donna colta e ricca di interessi.Tradusse anche la nostra "Divina Commedia". Questo libro rimase incompiuto per la scomparsa dell' autrice, nel 1954 e venne ripreso da un' altra giallista, Jill Paton Walsh. E' incredibile quante cose vengono fuori da un semplice giallo.

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    Posted on Oct 9, 2008 | Add your feedback

Cover of The English Eccentrics
  • The English Eccentrics ( 1933 )

    Pallas Athene, Uk, ottobre 2005.

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    Posted on Apr 12, 2009 | Add your feedback

Cover of Collected Poems of Edith Sitwell
  • Collected Poems ( 1957 )

    Overlook Press, novembre 2006.

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    Posted on Apr 12, 2009 | Add your feedback

Cover of English Women
  • English Women

    Prion Editions, collana "Writer's Britain", settembre 1997.
    Edith Sitwell e i suoi fratelli, Osbert e Sacheverell, non sono molto noti in Italia, nonostante la loro famiglia avese un fatiscente castello nei pressi di Firenze. Tutti e tre i Sitwell avevano ambizioni letterarie. Il loro aris ... (continue)

    Prion Editions, collana "Writer's Britain", settembre 1997.
    Edith Sitwell e i suoi fratelli, Osbert e Sacheverell, non sono molto noti in Italia, nonostante la loro famiglia avese un fatiscente castello nei pressi di Firenze. Tutti e tre i Sitwell avevano ambizioni letterarie. Il loro aristocratico, eccentrico padre, non vedeva di buon occhio che i figli si guadagnassero da vivere scrivendo. Un nobile può scrivere ma non certo per soldi. Ma che potevano fare i Sitwell ? A causa degli spaventosi debiti , furono costretti a intraprendere la carriera letteraria. Sia Edith che Sacheverell si distinsero come poeti. Osbert non aveva altro argomento al di fuori di se stesso , ma la sua autobiografia, in cinque volumi, è considerata un capolavoro nel suo genere. Ammirevole stilisticamente ma tutt' altro che sincera.
    Ad esempio non rivela fino a che punto Osbert fosse condizionato dalla sua omosessualità. Come Somerset Maugham, Osbert si era preso un amante deciso a rovinarlo. Quando il padre morì e Osbert prese il titolo di Sir, stabilì che alla propria morte tutti i beni di famiglia andassero all' amante indegno.
    Edith e Sachie, come lo chiamavano gli amici, nonostante le stravaganze, fecero parte dell' avanguardia degli anni venti ; colsero l' importanza di Picasso e Matisse;ascoltavano e amavano Stravinskij e i balletti russi di Diaghilev. La poesia di Edith, dopo un primo periodo di estetismo accentuato e di ardite innovazioni metriche, andò allargandosi successivamente a una più calda esperienza umana. Sachie si guadagnava da vivere con una prosa molto ornata. Fu uno dei primi esteti inglesi a esaltare il barocco. Tuttavia i suoi lavori sull' architettura italiana rimasero "insulari" e non vennero mai tradotti e pubblicati altrove. Scrisse strambi libri di viaggio ; ad esempio un suo libro sul Giappone, degli anni '50 riporta aspetti del Giappone scomparsi da trent'anni almeno. Ma lui affermava di poterli vedere dalla finestra dell' albergo.
    Se i Sitwell erano stati presi per prototipi della modernità degli anni venti, negli anni trenta il mondo letterario gli si rivoltò contro. Era l' epoca dei poeti comunisti : Auden, Spender, Day Lewis e dei prosatori come Orwell etc... Molti si avventarono sull' opera di Edith con un' animosità assolutamente brutale. La corrente era tutta contro l' estetismo e tuttavia, qualsiasi cosa si potesse pensare di Sachie e Osborn, il mondo letterario scoprì in Edith riserve di cui in precedenza nessuno aveva mai sospettato. Quando ebbe inizio la seconda guerra mondiale il suo poemetto "Gold Coast Customs" venne inteso come profetico del male espresso dalla guerra. Un altro testo venne messo in musica ed eseguito tra entusiasmo e consensi. E poi c'era Edith stessa, alta, naso acquilino, con turbanti e anelli alle dita, sontuosamente addobbata: una profetessa. l' America la scoprì , un pò in ritardo e naturalmente se ne innamorò. Aveva fama di essere lesbica, cosa da lei sempre negata. Ebbe una amicizia con Marilyn Monroe , la qual cosa , ad Hollywood , equivaleva a un outing vero e proprio. . Nell' ultimo periodo della sua vita si era accorta di non poter più scrivere poesie e cominciò a bere. Iniziava la giornata con una bottiglia di brandy, proseguiva con due o tre bottiglie di vino, finendo con gin liscio. Morì di emorragia. La morte di un Sithwell sminuì gli altri. All' inizio era un trio, tutti di statura esagerata, il profilo aristocratico , e un odio comune per il padre. Riuscirono a trovare un posto nella vita artistica inglese con il loro amore per la musica. Sachie scrisse un libro su Mozart senza saper leggere una nota. Il loro interesse per i musicisti era tale che amavano adottarli come figli sostituti. Nelle loro scelte non commettevano errori.. Lord Berners era considerato da Stravinskij il miglior compositore inglese dell' epoca. Il suo balletto "Il Trionfo di Nettuno", fu un gran successo di Diaghilev e i Sitwell erano lì a spronarlo a continuare, dandogli preziosi consigli per i costumi e le coreografie. Compositori come Lambert e Walton , pur senza mai avere l' incoraggiamento di Stravinskij sono emersi come i migliori talenti della loro epoca. Edith fornì il testo per Facade di Walton; Osbert diede a Walton un libretto incredibile per il suo oratorio. Ma è un' opera di Lambert che tiene più che mai in vita una poesia di Sachie ; "Il Rio Grande" di Lambert è la prima opera musicale seria ad avere adottato i ritmi e le tonalità del jazz. L' opera è del '29. Così non tutto dei Sitwell è andato perduto. Erano una strana famiglia, strana come può esserlo soltanto un aristocratico britannico. Amavano l' Italia. Ma quando mai l' amore per l'Italia ha procurato a qualcuno la salvezza ?

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    Posted on Apr 12, 2009 | Add your feedback

Cover of Auto-da-fe
  • Die Blendung ( 1935 )

    Elias Canetti, 1935. Adelphi "Biblioteca", 1981. Traduzione di Luciano e Bianca Zagari, Milano, Garzanti, 1967 prima edizione

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    Posted on Jun 5, 2009 | Add your feedback

Cover of The Last Attachment
  • The Last Attachment : The Story of Byron and Teresa Guiccioli ( 1949 )

    Iris Origo, 1949. Kessinger Publishing , 1982

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    Posted on Apr 13, 2009 | Add your feedback

Cover of Duchamp, Man Ray, Picabia
  • Duchamp, Man Ray, Picabia

    Tate Modern, 21 February-26 May 2008. Exhibition conception : Jennifer Mundy and Jean-hubert-Martin
    pitture, sculture, fotografie, film : massima creatività , divertimento, erotismo.

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    Posted on Dec 12, 2008 | Add your feedback

Cover of A Stranger in My Grave
  • A STRANGER IN MY GRAVE 1960

    1960 Margaret Millar. Il Giallo Mondadori, luglio 1991. Traduzione di Stefano Negrini. Copertina di Pietro Muriana. N° 2214
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    Il titolo italiano è "Uno sconosciuto nella mia tomba". Per favore, se avete la copertina, fatemelo sapere. Non ... (continue)

    1960 Margaret Millar. Il Giallo Mondadori, luglio 1991. Traduzione di Stefano Negrini. Copertina di Pietro Muriana. N° 2214
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    Il titolo italiano è "Uno sconosciuto nella mia tomba". Per favore, se avete la copertina, fatemelo sapere. Non è una giallista molto nota ed è un vero peccato perchè è originale e riesce a creare un' atmosfera di disagio, che a poco a poco ti entra sotto la pelle. E' molto brava nel descrivere i personaggi femminili ed è una scrittrice di grande talento e spessore.

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    Posted on Oct 9, 2008 | Add your feedback

Cover of The Whisperers
  • The Whisperers .Private Life in Stalin's Russia ( 2007 )

    2007 Orlando Figes. Penguin Group, settembre 2008.

    Nella sua versione italiana, ho già raccontato di che parla questo libro. Aggiungo degli esempi che Figes porta nel suo libro e che spiegano forse il muro di silenzio che ha fatto della Russia la più misteriosa delle nazioni europee.
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    2007 Orlando Figes. Penguin Group, settembre 2008.

    Nella sua versione italiana, ho già raccontato di che parla questo libro. Aggiungo degli esempi che Figes porta nel suo libro e che spiegano forse il muro di silenzio che ha fatto della Russia la più misteriosa delle nazioni europee.
    Nel settembre del 1932, quando il potere di Stalin era ormai consolidato, in un villaggio della lontana Siberia, accadde un fatto gravido di conseguenze terrificanti. Un ragazzo di quindici anni, Pavel Morozov, denunciò il padre alla polizia politica di allora con l' accusa di essere un oppositore del partito e di aver cercato di proteggere i kulaki, i contadini del posto che si erano opposti alla collettivizzazione forzata. Accadde quel che doveva accadere : il padre fu inviato, dopo un processo sommario, ai "campi di lavoro" e, pochi mesi dopo fucilato. I contadini furono trucidati nelle loro case e quelli che la scamparono finirono nel buio dei Gulag.
    La stampa locale si interessò molto a questa vicenda e Pavel, che faceva parte dei Pionieri, gli equivalenti dei nostri Balilla, fu incensato come eroe e il suo gesto venne ritenuto un contributo essenziale alla formazione dell' Uomo Nuovo sovietico. Durante il processo contro il padre Pavel affermò di non riconoscerlo più come tale. << Non sono più suo figlio. Adesso sono un Pioniere e la mia famiglia è il partito >>. L'organizzazione giovanile dei Pionieri stava diventando uno degli strumenti più invasivi con cui il partito esercitava il controllo sui giovani sovietici. Qualche mese dopo il processo , Pavel il Pioniere fu trovato ucciso a colpi di bastone nel suo villaggio siberiano ( probabilmente eliminato dalla famiglia paterna ).
    Da quel momento nacque il culto di Pavel Morozov ; giornali, drammi, canzoni, film esaltarono l' eroismo del ragazzo ; la sua uccisione ne fece un moderno martire sovietico. Lo scrittore Gorkij, appena rientrato dall' esilio italiano, propose un monumento.
    Entro pochi mesi il culto si diffuse in tutta l' Unione ; e con il culto arrivarono gli emuli di Pavel. I casi in cui i figli denunciavano i padri o le madri o i fratelli per motivi politico ideologici divennero una moltitudine. Ci fu un giovane Pioniere che dununciò il padre che aveva sottratto qualche chilo di grano dai depositi del kolchoz ; un' altro, a scuola, si alzò in piedi e denunciò il padre che aveva nascosto un sacco di patate, invece di portarlo all' ammasso, come era di regola; un' altro ancora accusò la madre di atteggiamenti antisovietici per aver portato a casa un pò di grano del raccolto colcosiano ; la madre scomparve nell' inferno del Gulag, il figlio si guadagnò un viaggio premio in Crimea. Figes ha raccolto molti di questi episodi ; d'altronde la Pionerskaja Pravda pubblicava regolarmente i nomi dei giovani delatori, con il racconto dettagliato delle loro imprese. Alla metà degli anni Trenta la prova del patriottismo e del corretto indirizzo ideologico dei Pionieri finì quasi per identificarsi con la disponibilità alla denuncia dei propri parenti. A volte la denuncia non scattava per motivi ideologici ma per motivi più concreti. Temendo che un padre, una madre, un fratello fosse già nel mirino del Nkvd e quindi sorvegliati, il ragazzo denunciava per opportunismo ; per non finire espulso dal Komsomol , fatto che gli avrebbe chiuso le porte della scuola o dell' università. In questi casi non si trattava di una denuncia vera e propria ; il ragazzo riempiva dei formulari, in cui si affrettava a dichiarare di non essere in sintonia con un membro della famiglia, a causa del loro comportamento antisovietico. Il formulario veniva pubblicato dai giornali. Figes porta molti esempi. Eccone uno : << Io, Nicolaj Ivanov rinuncio a mio padre, un ex prete , perchè per molti anni egli ha ingannato il popolo sostenendo che Dio esiste e questa è la ragione per cui io rompo ogni contatto con lui >> Queste separazioni familiari determinavano due destini diversi : il delatore si avviava verso la normalità dell' Homo Sovieticus, scuola, lavoro carriera mentre i parenti denunciati sparivano nei Gulag. Queste vicende ai limiti dell' inverosimile, forse mai accadute nella storia , Figes le ha documentate attraverso diari privati, tenuti nascosti per decenni, giornali d'epoca e interviste dirette.
    C'è in queste delazioni un altro elemento che aggiunge squallore a squallore : molti denunciavano per motivi politico ideologici ( per così dire ) ma altri, e furono tanti, denunciavano per le ragioni più diverse . Per liberarsi di un rivale in amore, per assicurarsi qualche metro quadro in più negli appartamenti in coabitazione. Questa situazione di convivenze forzate, dove ciascuno vedeva il vicino come un possibile delatore andò avanti fino agli anni Settanta. Un ' altro caso comune era quello del ricatto con cui le polizie obbligavano a trasformarsi in delatori, persone incorse in una leggera infrazione o loro stesse denunciate per aver detto frasi contro il regime, che divenivano così i sorveglianti dei colleghi, degli amici, della moglie o del marito. Questi disgraziati potevano illudersi di essersi salvati ma il sollievo era solo temporaneo ; la loro sicurezza era sempre precaria, attaccata a un filo sottile, affidata agli umori del reclutatore, che una mattina poteva riprendere in mano la pratica delle vecchie infrazioni e scaraventare lo spione nei Gulag. Queste storie, angosciose, tragiche sono riportate nei diari di buona parte degli scrittori e poeti del tempo; si trovano nelle memorie di Nadedza Mandel'stam, Anna Achmatova, Boris Pasternak, per citare i primi che ricordo.
    Ma Figes per la prima volta si occupa della gente comune, dei privati cittadini ( anzi dei sudditi ) .
    << Attento alla tua lingua>>, << i muri hanno orecchie>> erano le raccomandazioni più comuni dei genitori ai figli. Una donna, il cui padre fu arrestato nel '36 ricorda: << Fummo cresciuti con la consegna del silenzio. Finirai per avere guai per quella tua lingua, era l' usuale avvertimento di mia madre. Entrammo nella vita con il terrore di parlare. Mia madre ci diceva continuamente che eravamo circondati da informatori. E infatti eravamo sospettosi di tutti, amici e vicini>>.
    Furono pochissime, spiega Figes, le famiglie che restarono indenni dal terrore staliniano.
    Secondo stime prudenti, dal giorno in cui Stalin prese il potere fino alla sua morte nel 1953, i russi finiti negli artigli della polizia politica, e poi destinati alla fucilazione o al gulag furono 25 milioni. Cifre pazzesche e per difetto.
    Uno dei personaggi centrali del libro, che spiega
    << la doppia vita>>, vale a dire la scissione tra i valori affettivi, familiari e la necessità di mimetizzarsi nell' universo sovietico è Kostantin Simonov. Nato da una famiglia della piccola aristocrazia travolta dalla rivoluzione, nel 1915, Kostantin appartiene alla prima generazione comunista educata nel mito della guerra civile e del mito bolscevico. Simonov da adolescente è un fervido sostenitore di Stalin. Riesce a nascondere la propria origine sociale e si trasforma in un adepto del culto di Stalin. Le sue doti e il suo zelo gli consentono una rapida scalata nelle organizzazioni culturali del partito. Ma il giovane è roso dal timore che la sua fedeltà al partito possa essere messa in discussione, e questo lo porta ad attaccare duramente due colleghi di partito, con l' accusa di scarsa convinzione negli ideali marxisti.. Con l' invasione tedesca del 1941 diventa un bravo corrispondente di guerra. Ma il grande successo avviene con una poesia, "Aspettami", in cui un uomo al fronte assicura tutto il suo amore alla donna amata. Aspettami diventa una canzone, stampata in milioni di copie ; come Lili Marleen, per i russi al fronte diventa un talismano, per le famiglie in attesa una speranza, perfino Stalin si entusiasma.
    La carriera e la fortuna di Simonov toccano l' apice e nello stesso tempo cresce senza sosta la sua adorazione per il tiranno. Ma l' uomo è onesto e quando può, toglie gli amici o i conoscenti dai guai. Ma sarà solo alla fine dei Cinquanta, con la morte di Stalin, che le sue certezze granitiche cominciano a sfaldarsi; comincerà a riflettere sulla sua << doppia vita>: su quanto fosse dissennato lo sforzo di apparire senza macchia, sull' aver vissuto come un automa la propaganda sovietica.
    Storie così sono apparse prima di Figes solo in "Vita e Destino", il grande romanzo di Grossman. Vita e destino uscì in Russia nel 1888, dopo di che nulla più venne pubblicato, di questa levatura. Ora Figes colma la lacuna della "vita privata" di milioni di russi durante settant' anni di Unione Sovietica. Inutile dire che il libro è importante, bello di grandissimo interesse. Da leggere e rileggere.

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    Posted on May 11, 2009 | Add your feedback

Cover of Simenon
  • Simenon : biographie ( 1992 )

    1992 Pierre Assouline, Jouillard Editions Leonardo Libri, 1993.

    "Memorie Intime", scritto dallo stesso Simenon è un monumento al proprio ego, impressionante per le reticenze, la leggerezza con la quale liquida vicende familiari dolororose. Ho voluto vedere più da vicino la figura di un uomo ch ... (continue)

    1992 Pierre Assouline, Jouillard Editions Leonardo Libri, 1993.

    "Memorie Intime", scritto dallo stesso Simenon è un monumento al proprio ego, impressionante per le reticenze, la leggerezza con la quale liquida vicende familiari dolororose. Ho voluto vedere più da vicino la figura di un uomo che si descrive, senza rendersene conto, come un vero bastardo e che ha attraversato il novecento scrivendo un numero incredibile di libri:
    La neve era sporca, Il borgomastro di Furnes, Lettera al mio giudice sono solo i primi titoli che mi vengono in mente e sono e rimarranno capolavori assoluti. Non è un fatto di libri ; è l' uomo che è detesto. Questa biografia di Assouline mi ha aiutato a capire in parte la personalità di Simenon. Fu lo stesso autore a consegnargli la chiave dei suoi archivi personali e dei cassetti dove erano conservati i suoi epistolari. Il gesto, indubbiamente generoso era accompagnato da queste parole : << Io la lascerò fare, ma senza aiutarla. A lavoro finito non le chiederò di rivedere il manoscritto. In questo modo lei si sentirà più libero e io anche>>.
    Di quella libertà assoluta Assouline ha fatto largamente uso e i risultati, sorprendenti, non sono mancati.
    La vita politica e pubblica comincia prestissimo e anche questa, come tutto il resto è all' insegna dell' eccesso. Il suo antisemitismo è noto. Se ne parla anche nella biografia di Eskin, Marsilio.
    Negli articoli per la Gazzetta di Liegi Simenon esprime i più biechi luoghi comuni sull' ebraismo. I più infami, i più volgari. La sua moralità non contemplava l' idea che uno scrittore possa avere degli obblighi civili e politici quando scrive. Ai tempi della Gazette Sim ( si firmava così ) aveva 18 anni ;la sua giovinezza potrebbe essere una scusante e, tuttavia Simenon si ritrovò in una situazione analoga durante l' occupazione nazista della Francia. Nella sua vita, scrive Assouline, c'è un periodo poco chiaro. Dopo la fine della guerra, invece di rientrare a Parigi, passa lunghi mesi a Sables d'Olonne ; Simenon disse poi che era gravemente malato di pleurite. E' solo una parte della verità: era stato condannato dal comitato d'epurazione per gli scrittori a non pubblicare per due anni. L'accusa era di collaborazionismo. Non palese, ovviamente; Simenon non aveva nè tempo nè voglia di mettersi a collaborare con i nazisti. Ancora una volta sottovalutò completamente l' aspetto politico della situazione e collaborò con gli occupanti cedendo i diritti di Maigret a una società di produzione e propaganda cinematografica che faceva capo direttamente a Goebbels. Furono necessari dei contatti prima di firmare l' accordo e Simenon fu visto entrare più volte nella sede del comando nazista, sinistramente famosa. Per capire questo comportamento e le sue ragioni profonde Assouline ha trovato una risposta nel temperamento e nelle origini dello scrittore. Le sue origini erano piccolo borghesi, il suo apprendistato alla vita si svolse tutto in ambienti profondamente conservatori e cattolici. Non c'è solo la Gazzette. Quando Simenon giunse a Parigi, venne assunto dallo scrittore Binet-Valmen, leader di un movimento di estrema destra. Poi ancora divenne segretario dell' editore di un giornale antisemita, Paris-Centre. Ma non basta. Nel '36- '37 scrive per il Courrier Royal retto dal conte di Parigi, pretendente al trono di Francia. Per questo giornale, Simenon, sempre attento al denaro, scrive per due anni, senza prendere una lira. Non solo le origini lo portavano da quella parte ma anche il suo carattere. Alla domanda di un giornalista, Simenon rispose che le sue inclinazioni politiche erano fatti suoi. Aggiunse:
    << Sono un anarchico e un cittadino del mondo, per il resto me ne frego>>.Per temperamento era un uomo timoroso d'ogni novità e la parola anarchico non lo descrive affatto. Simenon è stato un uomo di destra, un conservatore, anzi un reazionario. Un uomo terrorizzato dal progresso, dal cammino della storia, dai cambiamenti. Amava l'ordine ripetitivo dei suoi gesti rituali e scaramantici, si sentiva tranquillo solo in un mondo che gli garantisse il massimo di immobilismo. La Svizzera, dove passò gli ultimi anni, era perfetta per lui. Il suo soggiorno americano si spiega anche con i suoi precedenti. Non era uno scherzo essere indicato come collaborazionista. Quando la pleurite passò e passò l' ondata delle epurazioni Simenon si trasferì in Canada e poi negli States, in Arizona. Fu una decisione complessa, motivata in parte dalla paura e dal disgusto della situazione post bellica. Al fondo di questa partenza c'è anche un altro elemento, più nobile : in America voleva confrontarsi, sul loro terreno, con scrittori come Hemingway e Faulkner. Una specie di sfida letteraria. In Canada incontrò la seconda moglie, Denise. La assunse come segretaria e quando divennero amanti il loro divenne un ménage a tre, Simenon, Denise e Tigy, la prima moglie.
    Quando Henriette, figlia di un pescatore normanno, che Simenon aveva preso a servizio, li raggiunse in Arizona, il ménage da tre passò a quattro. Nelle "Memorie Intime" Simenon racconta che per quarant' anni , ogni giorno si faceva una bella scopata dopo pranzo con Henriette, detta Boule. Il soprannome rende l' idea. Il fatto delle diecimila donne, molte delle quali prostitute, di cui si vantava apertamente , è di interesse relativo; il biografo si stupisce: riuscì a trovare un bordello anche in Lapponia. Anche Teresa, l'italiana che divenne la sua terza moglie era stata assunta come domestica . Non sono moralista e dico : fatti suoi. C'erano altre due donne nella sua vita: la madre, a cui era legatissimo e la figlia Marie Jo, innamorata del padre, forse non solo platonicamente.
    Simenon , grande scrittore, come uomo era un miserabile, un campione di ipocrisia, un gran bastardo.

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    Posted on Sep 18, 2009 | Add your feedback

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