Viola è una donna che ama a proprio modo, un modo sbagliato, egoista ed egocentrico ma comunque un modo d'amare. Difficilmente ci si innamora di lei, seguendola nella sua storia, e anzi riesce farsi detestare in alcuni momenti, ma non si può fare a meno di seguirla per il modo onesto e disarmante co
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Viola è una donna che ama a proprio modo, un modo sbagliato, egoista ed egocentrico ma comunque un modo d'amare. Difficilmente ci si innamora di lei, seguendola nella sua storia, e anzi riesce farsi detestare in alcuni momenti, ma non si può fare a meno di seguirla per il modo onesto e disarmante con cui si racconta e per lo stile travolgente dell'autrice. La Rattaro ha un meraviglioso senso musicale della parola, il suo scrivere scorre come una canzone, con ritmo e metrica, a cui lei aggiunge un senso lirico che conquista, con piccole sintesi che sono capolavori, quelle lievi descrizioni per nulla consuete che sanno riassumere in un paio di parole una gamma completa di sensazioni. Un'ottima compagnia per un pomeriggio in poltrona (o sul treno, o sul bus, o in qualunque posto vi venga comodo leggere un libro e lasciare che il tempo vi passi attorno).
Romagnoli, con la sua inconfondibile eleganza, rielabora un suo tema ricorrente: l’ergastolo che è il sopravvivere a una perdita irrimediabile e la protezione (inutile) alla vita. Benny vive in cima a un grattacielo, di fronte alle torri gemelle, protetto da una barriera di vetro che, come per il C
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Romagnoli, con la sua inconfondibile eleganza, rielabora un suo tema ricorrente: l’ergastolo che è il sopravvivere a una perdita irrimediabile e la protezione (inutile) alla vita. Benny vive in cima a un grattacielo, di fronte alle torri gemelle, protetto da una barriera di vetro che, come per il Capitano Solo della nave in bottiglia, lo dovrebbe difendere dal mondo esterno e da qualunque rischio di provare dolore (altresì da qualunque possibilità di vivere). Benny fugge qualsiasi emozione forte e l’unica cosa che desidera è non soffrire. Ma non c'è difesa contro l'impossibile. E qualcuno ha un piano più esagerato del tuo, sempre. Le emozioni lo raggiungono comunque e quando di fronte a lui, l’11 settembre 2001, crolla il potere occidentale, Benny sa che non è la fine del mondo, soltanto quella del suo mondo. Ora gli tocca la vita: è con il dolore che, finalmente, si annuncia. Nella sua fuga cieca al dolore, l’unica strada che trova è quella di cercare di capire i colpevoli fino al paradosso di amarli per renderli accettabili, fino a far parte di loro. Belli i personaggi, ognuno tassello importante per capire cosa c’è dietro le pagine di luoghi comuni che stanno scrivendo la nostra storia contemporanea. Perchè anche le persone buone possono fare cose terribili. Magari per lasciare una vita migliore a chi amano, o perchè non hanno scelta, o per infelicità. Essenziale la voce di sottofondo, che compare poco prima del finale, di quella parte più pura e profonda che rappresenta la fede nella semplicità, nella gentilezza e nell’umiltà. Di questo romanzo ho trovato assolutamente perfetta la prima parte, sono rimasta perplessa sulla seconda e indecisa sulla terza. Mi ha graffiata la percezione di una leggera retorica. Ciò non invalida la bellezza del romanzo.
Attraverso quattro protagonisti si svela l'India degli anni settanta sotto Indira Gandhi. Anni di terrore e storie di miseria, di povertà, di disperazione. Vite e destini diversi, uniti e divisi tra loro a disegnare la storia di un paese in un romanzo bellissimo e tristissimo.
«Arte»
Un altro testo teatrale brillante e interessante ma meno bello del Dio del massacro, secondo me.
Viaggio al termine della notte
bellissimo, ma non ero nel mood giusto, lo riprenderò al momento opportuno perchè merita
Un uso qualunque di te
Viola è una donna che ama a proprio modo, un modo sbagliato, egoista ed egocentrico ma comunque un modo d'amare. Difficilmente ci si innamora di lei, seguendola nella sua storia, e anzi riesce farsi detestare in alcuni momenti, ma non si può fare a meno di seguirla per il modo onesto e disarmante co ... (continue)
Viola è una donna che ama a proprio modo, un modo sbagliato, egoista ed egocentrico ma comunque un modo d'amare. Difficilmente ci si innamora di lei, seguendola nella sua storia, e anzi riesce farsi detestare in alcuni momenti, ma non si può fare a meno di seguirla per il modo onesto e disarmante con cui si racconta e per lo stile travolgente dell'autrice.
La Rattaro ha un meraviglioso senso musicale della parola, il suo scrivere scorre come una canzone, con ritmo e metrica, a cui lei aggiunge un senso lirico che conquista, con piccole sintesi che sono capolavori, quelle lievi descrizioni per nulla consuete che sanno riassumere in un paio di parole una gamma completa di sensazioni.
Un'ottima compagnia per un pomeriggio in poltrona (o sul treno, o sul bus, o in qualunque posto vi venga comodo leggere un libro e lasciare che il tempo vi passi attorno).
Un tuffo nella luce
Romagnoli, con la sua inconfondibile eleganza, rielabora un suo tema ricorrente: l’ergastolo che è il sopravvivere a una perdita irrimediabile e la protezione (inutile) alla vita.continue)
Benny vive in cima a un grattacielo, di fronte alle torri gemelle, protetto da una barriera di vetro che, come per il C ... (
Romagnoli, con la sua inconfondibile eleganza, rielabora un suo tema ricorrente: l’ergastolo che è il sopravvivere a una perdita irrimediabile e la protezione (inutile) alla vita.
Benny vive in cima a un grattacielo, di fronte alle torri gemelle, protetto da una barriera di vetro che, come per il Capitano Solo della nave in bottiglia, lo dovrebbe difendere dal mondo esterno e da qualunque rischio di provare dolore (altresì da qualunque possibilità di vivere). Benny fugge qualsiasi emozione forte e l’unica cosa che desidera è non soffrire.
Ma non c'è difesa contro l'impossibile. E qualcuno ha un piano più esagerato del tuo, sempre.
Le emozioni lo raggiungono comunque e quando di fronte a lui, l’11 settembre 2001, crolla il potere occidentale, Benny sa che non è la fine del mondo, soltanto quella del suo mondo. Ora gli tocca la vita: è con il dolore che, finalmente, si annuncia.
Nella sua fuga cieca al dolore, l’unica strada che trova è quella di cercare di capire i colpevoli fino al paradosso di amarli per renderli accettabili, fino a far parte di loro.
Belli i personaggi, ognuno tassello importante per capire cosa c’è dietro le pagine di luoghi comuni che stanno scrivendo la nostra storia contemporanea.
Perchè anche le persone buone possono fare cose terribili.
Magari per lasciare una vita migliore a chi amano, o perchè non hanno scelta, o per infelicità.
Essenziale la voce di sottofondo, che compare poco prima del finale, di quella parte più pura e profonda che rappresenta la fede nella semplicità, nella gentilezza e nell’umiltà.
Di questo romanzo ho trovato assolutamente perfetta la prima parte, sono rimasta perplessa sulla seconda e indecisa sulla terza. Mi ha graffiata la percezione di una leggera retorica.
Ciò non invalida la bellezza del romanzo.
Un perfetto equilibrio
Attraverso quattro protagonisti si svela l'India degli anni settanta sotto Indira Gandhi. Anni di terrore e storie di miseria, di povertà, di disperazione. Vite e destini diversi, uniti e divisi tra loro a disegnare la storia di un paese in un romanzo bellissimo e tristissimo.