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La realtà in gioco
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La realtà è ormai rotta.
Che cosa succederebbe se decidessimo di usare tutto quello che sappiamo della progettazione di giochi per sistemare quello che non va nella realtà?
Nonostante l’idea iniziale che ci si può fare di Jane McGonigal (è una delle più importanti progettiste di videogiochi al mon ... (continue)
La realtà è ormai rotta.
Che cosa succederebbe se decidessimo di usare tutto quello che sappiamo della progettazione di giochi per sistemare quello che non va nella realtà?
Nonostante l’idea iniziale che ci si può fare di Jane McGonigal (è una delle più importanti progettiste di videogiochi al mondo) si tratta di un testo serio, pieno di stimoli ed esempi illuminanti.
Ne riporto qualcuno:
- C’è qualcosa di unico nel modo in cui i giochi strutturano l’esperienza. A partire da quattro tratti comuni: un obiettivo, delle regole, un sistema di feedback, la volontarietà.
- I giochi ci rendono felici perchè sono un lavoro duro che abbiamo scelto noi stessi e, a quanto pare, non c’è nulla che ci renda più felici di un buon lavoro duro.
- Quest to Learn è una public charter school di New York. E’ la prima scuola al mondo basata sul gioco
- Per imbrigliare la saggezza delle folle e per fare leva con successo sulla partecipazione dei molti, le organizzazioni dovranno diventare attori efficaci di una emergente economia del coinvolgimento. Nell’economia del coinvolgimento è sempre meno importante competere per l’attenzione e sempre più importante competere per cose come cicli cerebrali e ampiezza di banda interattiva. Questi progetti debbono immaginare come catturare l’energia mentale e l’impegno attivo necessari per portare un contributo individuale a un tutto più grande.
- Se non il denaro o i premi che cosa è più probabile che emerga come valuta più efficace nell’economia del coinvolgimento? Questa nuova economia sarà animata dalle emozioni positive.
I 14 modi per “riparare la realtà” disseminati lungo i capitoli del libero diventano quindi un modo che va al di là dell’aspetto ludico per essere più felici nella vita quotidiana, per essere meglio connessi alle persone, per scoprire nuove strade per avere influenza nel mondo reale.
Così, dopo oltre 350 pagine si può cogliere con più facilità la portata dell’affermazione “i giochi possono salvare il mondo”.
Merita 5 stelle, nonostante la grande quantità di imprecisioni ortografiche dell'edizione italiana.
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