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- Poesie (35)
- Libro de Poemas - Suites
- By Lorca Federico Garcia
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Reading since Jul 18, 2011
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- A fregn (2)
- By Da Gierbino Scberto
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Reading since Jul 9, 2011
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- L'ultima lezione (1337)
- La vita spiegata da un uomo che muore
- By Randy Pausch, Jeffrey Zaslow
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Reading since May 16, 2011
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- Profilo hacker (66)
- La scienza del criminal profiling applicata al mondo dell'hacking
- By Silvio Ciappi, Raoul Chiesa
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Finished on Dec 27, 2011





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- Hackers (25)
- La storia, le storie
- By Maya
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Finished on Oct 11, 2011





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- Il dio della scopata (47)
- By Myers Ben
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Finished on Oct 10, 2011





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- Blog generation (375)
- By Giuseppe Granieri
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Finished on Mar 24, 2011





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- Momenti di trascurabile felicità (2873)
- By Francesco Piccolo
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Finished on Mar 16, 2011





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- La manomissione delle parole (1761)
- By Gianrico Carofiglio
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Finished on Feb 10, 2011





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- Hackers (344)
- Gli eroi della rivoluzione informatica
- By Steven Levy
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Finished on Feb 7, 2011





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La grande storia -
Io di hacking qualcosina ho letto, uno su tutti: "The hacker diaries - Confessioni di giovani hacker" di Dan Verton. Un buon testo del 2002 che raccoglie una serie di casi (umani, per certi versi) legati al mondo dell'hacking. Una lettura decisamente diversa da questo "Hackers - Gli eroi della rivol ... (continue)
- — Feb 12, 2011 | Add your feedback
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- Zero comments (91)
- Teoria critica di internet
- By Geert Lovink
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Finished on Jan 27, 2011





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Eh? -
"Zero Comments" è un libro infame. Ti attira con la sua aria da tascabile per poi farti stramazzare al suolo con le elucubrazioni del suo autore. Autoreferenzialità. Perpetum mobile. Ready-madeizzazione. Transestetizzazione. Potrei andare avanti ancora per molto, ma mi sono alzato bene. Ammetto, se ... (continue)
- — Jan 28, 2011 | Add your feedback
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- Essere Steve Jobs (165)
- La gente non sa come dirlo, lui sì
- By Carmine Gallo
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Finished on Jan 19, 2011





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Essere Steve Jobs. O anche meglio. -
Io non amo Steve Jobs. Anzi, mi sta pure un po' sulle p*lle. Quando si presenta sul palco con il suo look out-of-topic: il maglione a collo alto, i jeans slavati, le scarpe sdrucite. Artificiale e artificioso. Una trasandatezza studiata a tavolino che mi irrita. Eppure risulta essere ancora un'arma ... (continue)
- — Jan 20, 2011 | 3 feedbacks
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- Social network (25)
- Una serie di incredibili (in)successi
- By Matteo Girardi
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Finished on Jan 12, 2011





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Un moderno Ulisse -
PREMESSA: Il libro che ho letto non è questo, ma "Social Network - Una serie di incredibili (in)successi". Lo dico perché questi due testi, pubblicati entrambi dalla Aliberticastelvecchi, hanno lo stesso codice ISBN. Tra l'altro, quello che ho letto io è stato scritto da Matteo Girardi. Ho mandato u ... (continue)
- — Jan 13, 2011 | Add your feedback
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- Come passare al software libero e vivere felici. (54)
- Piccolo manuale di indipendenza informatica
- By Fausto Trucillo
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Finished on Jan 10, 2011





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Come passare al software libero e vivere felici.
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L'open source alla portata di tutti -
Se lo definissi "un libricino", di certo non lo farei riferendomi alla qualità di ciò che è scritto, ma piuttosto al suo formato. Questo "Come passare al software libero", difatti, mi ricorda tanto i Bignami che consultavo ai tempi delle scuole. Sottile, tascabile e sviluppato in non più di un'ottan ... (continue)
- — Jan 11, 2011 | Add your feedback
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- Brera Academy Virtual Lab. Un viaggio dai mondi virtuali alla realtà aumentata nel segno dell'open source (5)
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Finished on Jan 7, 2011





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Virtualità, realtà aumentata, open source: il futuro non è mai stato così presente -
Terminata la lettura di questo libro è rimasta in me una sensazione anomala, insolita, ma totalmente chiara nella sua essenza: stanchezza. Questa, che in superficie può sembrare una critica verso i contenuti, in realtà vuol'essere l'esatto contrario. Il mio "affaticamento" era dovuto al carico di in ... (continue)
- — Jan 8, 2011 | Add your feedback
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La manomissione delle parole
Ne ferisce più la penna che la spada. Quante volte abbiamo sentito quest'epressione? E quante volte ci siamo resi conto che è veramente così? Anche senza a stare a guardare la lotta tra direttori di testata, tanto in voga in quest'Italia degli ultimi mesi. Scaramucce, dispetti, rosicamenti d'autore, ... (continue)
Ne ferisce più la penna che la spada. Quante volte abbiamo sentito quest'epressione? E quante volte ci siamo resi conto che è veramente così? Anche senza a stare a guardare la lotta tra direttori di testata, tanto in voga in quest'Italia degli ultimi mesi. Scaramucce, dispetti, rosicamenti d'autore, li definirei. Per quanto siano bassi certi giochetti, anche perchè ognuno è bravo a fare la voce grossa in casa propria, dimostrano che tutt'oggi la parola conserva il potere più grande: quello di arrivare dritta al cuore ed alla mente delle persone. Tanto nel bene quanto nel male, l'uso mirato della lingua sortisce sempre effetto nell'ascoltatore. La parola, da mero elemento della comunicazione, in base al contesto e all'uso, diventa dunque strumento di convincimento, di dominazione, di potere. O, al contrario, veicolo di occultamento, di confusione e camuffamento. E proprio noi italiani che abbiamo la lingua più bella del mondo, dunque una parola per tutto, dovremmo essere i primi a capirne la forza e a riconoscere l'importanza di un uso corretto. E per farlo bisogna prima di tutto tornare ad acquisire il significato proprio delle parole. Questo è, in assoluto, l'obiettivo di Carofiglio: restituire il significato ormai perduto alle parole. Parole come libertà, giustizia, scelta, verità, amore. Parole che troppo spesso, soprattutto nel dibattito politico, vengono utilizzate a in modo astutamente scorretto. Vi faccio un esempio personalissimo: non la chiamiamo più guerra, ma missione di pace. L'azione è la stessa, ma per definirla abbiamo imparato a servirci del suo contrario. E' terrificante ed è il risultato di anni in cui la comunicazione verso le masse è stata volutamente inquinata, corrotta, snaturata da quello che dovrebbe essere il suo primo obiettivo: la totale comprensione e la tutela del libero pensiero. Il collage letterario posto in essere da Carofiglio, il quale si può permettere la libertà di riproporre gli scrtitti di Levi tanto quanto quelli Gramsci e di Camus, invita ad un'attenta riflessione in merito alla mutazione della comunicazione in questi ultimi anni. E lo fa accompagnando il lettore passo passo, attraverso l'analisi dei termini più assoluti e puri della nostra lingua, ormai svuotati del proprio significato. Vergogna, giustizia, scelta e così via.
Non sfugge alle critiche di Carofiglio neanche l'astruso ed arcaico frasario del legislatore. Avete mai affrontato la lettura del testo di una legge? Beh, è un'esperienza di quelle da fare almeno una volta nella vita. L'incomprensione è pressoché totale. In perfetta contraddizione con quella che dovrebbe essere invece la proprietà fondamentale di un testo rivolto alla massa: la piena comprensibilità. Carofiglio spende parole feroci nei confronti di coloro che, seguendo uno stile nebuloso ed elitario, privano i cittadini della possibilità di capire le norme che regolano la loro convivenza. E lo credo bene. Lo credo ancor più da quando, a sostenere questa critica, vedo che c'è anche la voce di un giudice come Gianrico Carofiglio.
Consiglio la lettura di questo saggio a tutti coloro che votano Berlusconi. Non lo dico con un tono sprezzante, il mio è un invito sincero verso una riflessione doverosa.
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