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L'induzione e l'ordine dell'Universo
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Che cos'è un'induzione? Dal punto di vista logico la questione non è troppo complicata. In senso ampio, un'induzione è un tipo di ragionamento in cui le premesse non implicano necessariamente le conclusioni, potendo quelle essere vere e nondimeno questa falsa. Facciamo qualche esempio. Si supponga c ... (continue)
Che cos'è un'induzione? Dal punto di vista logico la questione non è troppo complicata. In senso ampio, un'induzione è un tipo di ragionamento in cui le premesse non implicano necessariamente le conclusioni, potendo quelle essere vere e nondimeno questa falsa. Facciamo qualche esempio. Si supponga che in un ipotetico paese si sia accertato che tutti gli uomini politici nati nel segno del capricorno siano eccezionalmente dotati di senso musicale ma deleteri come governanti. Si supponga poi che in quel paese venga nominato ministro un pianista del capricorno. Allora, il ragionamento con cui concluderemmo che quel tale sarà un pessimo ministro è un'induzione. Analogamente è induttivo concludere, dopo l'esame di un campione, che il tal partito perderà o guadagnerà voti; così come è un'induzione affermare, sulla base di alcuni casi storici (Carlo Magno, Napoleone) che tutti i brevilinei al governo portino stabilità politica e prosperità economica.
Come si capisce dalla definizione e dagli esempi, i ragionamenti induttivi sono molto diffusi ma fallibili, per cui diventa un problema distinguere i buoni dai cattivi. Perché, intuitivamente, si ritiene che la legge induttiva sui brevilinei sia assai precaria, mentre ad esempio ci sentiamo sicuri nell'affermare la legge, anch'essa induttiva, che i gas riscaldati si dilatano? Duecentosettant'anni fa, circa, Hume sollevò questo problema e da allora l'induzione continua a turbare le menti dei filosofi, ad essere - come si è detto - "lo scandalo" o "lo scheletro nell'armadio" della filosofia. Hume la pensò in questo modo: affinché la conclusione di un ragionamento induttivo sia accettabile è necessario introdurre tra le premesse la supposizione che la natura sia uniforme, sicché ciò che è accaduto in passato continui anche in futuro. Tuttavia questa supposizione non si può dimostrare con la logica perché non è contraddittorio, anzi è possibile, pensare che le regolarità passate non valgano in futuro. D'altro canto la supposizione di uniformità non si può provare nemmeno con ragionamenti basati sull'esperienza, perché voler provare che il futuro sarà uguale al passato servendosi di ciò che è capitato in passato è chiaramente un ragionamento circolare. Allora - concludeva Hume - non ci resta che dichiarare fallita la ragione umana: quando diciamo che anche la prossima fiamma ci brucerà non abbiamo alcun motivo razionale per farlo, ma soltanto la forza dell'abitudine.
La pregevole antologia che, sul modello di analoghe inglesi e americane, Meotti ha curato contiene i più significativi tentativi di risolvere il problema di Hume, da Stuart Mill a Reichenbach. Manca purtroppo Kant, forse perché la sua complessa risposta non è organicamente racchiusa in uno o più passi specifici facilmente antologizzabili.
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