-
All books
-
-
-
- Passo d'addio (86)
-
By Giovanni Arpino -
Finished on Jan 7, 2013 




-
-
-
-
- La luna nel pozzo cosmico (109)
- Contare, pensare ed essere
-
By John D. Barrow -
Reading since Nov 23, 2012
-
-
-
-
- Charlie Chaplin: la mia vita (359)
-
By Charles Chaplin -
Finished on Nov 22, 2012 




-
-
-
-
- Preferirei di no (175)
- Le storie dei dodici professori che si opposero a Mussolini
-
By Giorgio Boatti -
Reading
-
-
-
-
- Cinquanta sfumature di minchia (51)
-
By Ottavio Cappellani -
Reading
-
-
-
-
- Deluxe. Come i grandi marchi hanno spento il lusso (54)
-
By Dana Thomas -
Reading since Nov 4, 2012 




-
-
-
-
- Alice's Adventures in Wonderland (35392)
-
By Lewis Carroll -
Not Started
-
-
-
-
- Pride and Prejudice (41916)
-
By Jane Austen -
Not Started
-
-
-
-
- The Adventures of Sherlock Holmes (33737)
-
By Arthur Conan Doyle -
Not Started
-
-
-
-
- Leggere Lolita a Teheran (3919)
-
By Azar Nafisi -
Reading since Aug 10, 2012
-
-
-
-
- Roma senza Papa (459)
- Cronache romane di fine secolo ventesimo
-
By Guido Morselli -
Reading since Jul 27, 2012 




-
-
-
-
- Il salto. Reinventarsi un lavoro al tempo della crisi (25)
-
By Lynda Gratton -
Reading since Jul 27, 2012 




-
-
-
-
- Dissipatio H.G. (700)
-
By Guido Morselli -
Finished on Jul 25, 2012 




-
-
-
-
- Chi è morto alzi la mano (5682)
-
By Fred Vargas -
Finished on Jul 23, 2012 




-
-
-
-
- L'intermittenza (1258)
-
By Andrea Camilleri -
Finished on Jul 7, 2012
-
Deluxe. Come i grandi marchi hanno spento il lusso
Secondo Giampaolo Fabris, Egeria di Nallo e tanti altri, noi siamo quello che consumiamo. Attraverso il consumo noi costruiamo la nostra identità. Il fatto che alcuni prodotti che si intonerebbero con la nostra identità non ci siano accessibili per il semplice fatto che non possiamo permetterceli è ... (continue)
Secondo Giampaolo Fabris, Egeria di Nallo e tanti altri, noi siamo quello che consumiamo. Attraverso il consumo noi costruiamo la nostra identità. Il fatto che alcuni prodotti che si intonerebbero con la nostra identità non ci siano accessibili per il semplice fatto che non possiamo permetterceli è irrilevante per questi esimi sociologi. Non avete idea di come si abbinerebbe bene la Rolls Royce con il mio umore decadente che caratterizza l'inizio dell'autunno. Grazie al cielo ci sono libri come questi scritti da chi ne capisce qualcosa di economia che ti permettono di scoprire che alcune delle parole con cui illustreremmo la nostra identità (le griffe del lusso secondo Fabris e accoliti) non solo sono macchine per fare soldi (nessuna sorpresa) ma in sostanza queste parole, per il 99% dell'umanità, non sono che borse e portafogli. Il resto (le sfilate di moda, i modelli raffininati, le linee moderne etc) sono appannaggio di pochissimi (un centinaio di persone) nel caso dell'alta moda, di tanti giapponesi nel caso delle prime linee, sono come la musica di sottofondo fatta di canzoncine in inglese dai testi stupidissimi perché conta più il suono che fanno le parole che il contenuto. Con libri come questi, ti accorgi come tanti hanno spacciato per sociologia l'abbaglio generato dal marketing