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primo libro uscito sulla figura di Hank Mobley, sassofonista e compositore americano che amo istintivamente e incondizionatamente da anni, contro il parere ancora diffuso di certa critica e certi jazzofili...scritto con stile poco eccitante, ma ricco di notizie inattingibili per un italiano (ho prov ... (continue)
primo libro uscito sulla figura di Hank Mobley, sassofonista e compositore americano che amo istintivamente e incondizionatamente da anni, contro il parere ancora diffuso di certa critica e certi jazzofili...scritto con stile poco eccitante, ma ricco di notizie inattingibili per un italiano (ho provato a rimediare la letteratura su Mobley, sparsa su vari giornali musicali, ma è impresa proibitiva...), il libro ha il pregio di raccogliere e organizzare il materiale biografico e discografico in ordine cronologico. di musicale, in verità, c'è pochino, nessuna analisi di brano o di assoli, solo impressioni di gusto e descrizioni estetiche. Ansell si occupa costantemente e un tantino ossessivamente di smontare il pregiudizio che vuole il nostro eroe uno dei tanti musicisti emersi nel ricco periodo post-parkeriano, ma non degno di particolare menzione. è abbastanza convincente, sebbene nulla valga come l'ascolto diretto fresco e libero dei suoi tanti e splendidi album ora disponibili su CD, e forse questo è il compito più alto che può svolgere questo lavoro.
per cui va già bene così, Mobley, così tanto dimenticato e dalla vita difficile e triste, si meritava, se non una stanza, un libro tutto per sé.
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