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Ho sempre sostenuto che Roddy Doyle da il meglio di sè sulle distanze brevi, mentre rischia di risultare ripetitivo e noioso nei romanzi troppo lunghi. Proprio per questo ho deciso di acquistare The Deportees, che non è altro che un libro di racconti scritti per il periodico multiculturale ir ... (continue)
Ho sempre sostenuto che Roddy Doyle da il meglio di sè sulle distanze brevi, mentre rischia di risultare ripetitivo e noioso nei romanzi troppo lunghi. Proprio per questo ho deciso di acquistare The Deportees, che non è altro che un libro di racconti scritti per il periodico multiculturale irlandese Metro Eireann, gestito da due nigeriani. E, seppur confinato entro il confine di un racconto breve, è bello vedere come Roddy Doyle riesce a immaginare piccole situazioni e a gonfiarle in maniera sorprendente, ed è bello vedere come riesca a giocare con linguaggi, slang, accenti, per presentare storie che hanno come sfondo un'Irlanda multiculturale, in cui in genere un irlandese si trova ad avere a che fare con un "neoirlandese". Squisito, in particolare, il racconto che da il titolo al libro, che ripesca Jimmy Rabbitte da The Commitments e lo rimette all'opera, tra moglie e figli, nel fondare un gruppo folk multietnico alle prese con le Dust Bowl Ballads di Woody Guthrie.
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