Strano libro davvero. Racconta tante cose, come fanno i giapponesi, in quel modo che a noi europei sembra distaccato ma di cui percepiamo la partecipazione intensa. Come fosse uno sforzo, qualcosa che gli viene difficile. Forse non per tutti gli scrittori è facile. In ogni caso la protago
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Strano libro davvero. Racconta tante cose, come fanno i giapponesi, in quel modo che a noi europei sembra distaccato ma di cui percepiamo la partecipazione intensa. Come fosse uno sforzo, qualcosa che gli viene difficile. Forse non per tutti gli scrittori è facile. In ogni caso la protagonista sparisce nel vuoto, "vaporizzata" come scrive Haruki, e non se ne sa più niente fino alla fine. Parla della nostra "seconda vita", del nostro "secondo corpo" che qualcuno trova e qualcun altro no; ma chi lo fa non torna più nella vita reale. Chi trova la sua seconda metà è lì che vuole continuare a vivere la vita vera, ma non si può. E allora è come cadere in un pozzo, in una buca senza fondo, sparire tra le onde del mare, arrivare sulla luna, volare senza essere visti. Questo è il prezzo da pagare: non esserci più, ma stare dall'altra parte. E se chi si trova non torna più, forse il gioco vale la candela. O forse no, è bello trovarsi a metà.
Un libro che fa incazzare. Che commuove. Che fa venir voglia di regalare la propria vita ad altre persone. Che mi ha fatto chiedere se ne vale davvero la pena. La pena di arrabbiarmi per le cose stupide, per un mal di testa, per un equivoco. E la risposta che mi sono data è sempre: no, non ne v
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Un libro che fa incazzare. Che commuove. Che fa venir voglia di regalare la propria vita ad altre persone. Che mi ha fatto chiedere se ne vale davvero la pena. La pena di arrabbiarmi per le cose stupide, per un mal di testa, per un equivoco. E la risposta che mi sono data è sempre: no, non ne vale la pena. Non ne vale la pena mai, da questa parte di mondo qua.
Cattedrale
Mi hanno detto che come primo romanzo di Carver - scelto da me a caso - ho pescato quello più bello.
La ragazza dello Sputnik
***This comment contains spoilers! ***
Strano libro davvero. Racconta tante cose, come fanno i giapponesi, in quel modo che a noi europei sembra distaccato ma di cui percepiamo la partecipazione intensa. Come fosse uno sforzo, qualcosa che gli viene difficile.continue)
Forse non per tutti gli scrittori è facile.
In ogni caso la protago ... (
Strano libro davvero. Racconta tante cose, come fanno i giapponesi, in quel modo che a noi europei sembra distaccato ma di cui percepiamo la partecipazione intensa. Come fosse uno sforzo, qualcosa che gli viene difficile.
Forse non per tutti gli scrittori è facile.
In ogni caso la protagonista sparisce nel vuoto, "vaporizzata" come scrive Haruki, e non se ne sa più niente fino alla fine.
Parla della nostra "seconda vita", del nostro "secondo corpo" che qualcuno trova e qualcun altro no; ma chi lo fa non torna più nella vita reale. Chi trova la sua seconda metà è lì che vuole continuare a vivere la vita vera, ma non si può.
E allora è come cadere in un pozzo, in una buca senza fondo, sparire tra le onde del mare, arrivare sulla luna, volare senza essere visti. Questo è il prezzo da pagare: non esserci più, ma stare dall'altra parte.
E se chi si trova non torna più, forse il gioco vale la candela.
O forse no, è bello trovarsi a metà.
Buskashì
Un libro che fa incazzare. Che commuove. Che fa venir voglia di regalare la propria vita ad altre persone. Che mi ha fatto chiedere se ne vale davvero la pena. La pena di arrabbiarmi per le cose stupide, per un mal di testa, per un equivoco.continue)
E la risposta che mi sono data è sempre: no, non ne v ... (
Un libro che fa incazzare. Che commuove. Che fa venir voglia di regalare la propria vita ad altre persone. Che mi ha fatto chiedere se ne vale davvero la pena. La pena di arrabbiarmi per le cose stupide, per un mal di testa, per un equivoco.
E la risposta che mi sono data è sempre: no, non ne vale la pena. Non ne vale la pena mai, da questa parte di mondo qua.
La mia Africa
Bello anche il film.
Lisbona
Me lo sono portato a Lisbona, eppure non sono riuscito a terminarlo. Non ce l'ho fatta.