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Mangia, prega, ama
“E’ meglio vivere la propria vita in modo imperfetto piuttosto che vivere in modo perfetto l’imitazione di quella di un altro” quale frase migliore per iniziare al meglio la recensione dell’ultimo romanzo che ho letto e che mi ha tenuto compagnia per settimane durante il mio viaggio in treno e stase ... (continue)
“E’ meglio vivere la propria vita in modo imperfetto piuttosto che vivere in modo perfetto l’imitazione di quella di un altro” quale frase migliore per iniziare al meglio la recensione dell’ultimo romanzo che ho letto e che mi ha tenuto compagnia per settimane durante il mio viaggio in treno e stasera mi ritrovo ad osservare la copertina su cui appare il bellissimo viso di Julia Roberts che rappresenta al meglio la protagonista della storia autobiografica della stessa giornalista e scrittrice americana che ha raccontato, in questa sorta di diario la sua esperienza personale, il suo viaggio durato un anno alla ricerca di se stessa.
E’ la stessa Elizabeth Gilbert, la giornalista e scrittrice, a raccontare in questa sorta di diario, la sua esperienza nella ricerca di se stessa attraverso un viaggio diviso in tre tappe: l’Italia dove ingrassa e trova amici di un inestimabile valore; L’India dove raggiunge la grazia meditando in compagnia di un texano anche lui con una vita particolare e intensa, il quale diventa un suo amico e confidente nel periodo in cui si trova in India e infine l’Indonesia dove uno sciamano d’età indefinibile le insegna a guarire le sue ferite del cuore, a guarire dalla sua solitudine e tristezza e le insegna a sorridere e a darsi la possibilità di innamorarsi di nuovo, un amore più maturo e consapevole rispetto al buttarsi a capofitto anima e corpo…senza usare anche la testa…
Non è stata una lettura molto coinvolgente, una trama abbastanza intrigante e curiosa ma sinceramente proseguendo nella lettura non sono riuscita ad entrare completamente nella storia raccontata e nella protagonista… sono sempre stata all’esterno della storia, una spettatrice con pochissime emozioni, non mi sono sentita coinvolta e in alcune parti mi sono anche annoiata. Non un libro che mi ha preso come mi aspettavo.
Un po’ ci s’identifica lo stesso nella protagonista, perché ciascuno di noi ha avuto nella sua vita, la perdita d’equilibrio, magari una storia che ci ha trafitto il cuore, ci ha resi vulnerabili, insicuri e ci ha fatto talmente soffrire da ritrovarci persi, svuotati e la voglia e il tempo di ritrovare se stessi e tornare a sorridere.
Elizabeth Gilbert non la conoscevo, non avevo mai letto nulla scritto da lei e devo dire che l’ho trovata abbastanza dettagliata nel raccontare e descrivere i personaggi e le varie situazioni. Uno stile semplice, leggero e facile da seguire, che ha reso la lettura scorrevole e in ogni caso piacevole.
Da quello che ho letto su internet questo romanzo è stato il primo pubblicato in Italia e non ho trovato una bibliografia della scrittrice, sicuramente una scrittrice che mi ha incuriosito e che prima di scartare come autrice da leggere, vorrei provare a leggere qualche altra sua opera e spero ci sia presto occasione di poter leggere un altro suo romanzo per poter fare un paragone con questo letto e valutare meglio la Gilbert come scrittrice.
Mentre leggo, orami lo sapete, mi piace tantissimo segnare e riportare nella recensione le frasi che mi sono piaciute o che mi hanno maggiormente colpito e anche in questo romanzo ne ho trovate tantissime:
“La dipendenza è una caratteristica delle storie d’amore basate sull’infatuazione. Tutto ha inizio quando l’oggetto della tua adorazione ti concede una inebriante, allucinogena dose di qualcosa che non hai mai ammesso di desiderare.” (Pag. 31) perfetta descrizione della dipendenza dall’amore, dalla persona che per un periodo di tempo ti fa sentire meravigliosa e speciale….
“Sto creando nella mia vita uno spazio che il futuro potrà riempire di sorprese nuove” (Pag. 101) bellissima frase che ho sentito mia… la speranza che sorprese nuove possano arrivare facendomi dimenticare le lacrime versate…
“Lui ha toccato un punto del tuo cuore più profondo di quanto pensassi, sei stata travolta, piccola” (Pag. 173) E’ Richard ha pronunciare queste parole a Liz… parole che mi hanno toccato e ho sentito mie
“Mandagli luce e amore ogni volta che pensi a lui e poi lascialo perdere” (Pag. 174) frase sempre pronunciata da Richard e che mi ha colpito, quando lo penserò lo farò con amore ricordando i momenti belli, ma poi devo smettere di pensarci e continuare la mia vita dimenticandolo, non soffocando il ricordo semplicemente superarlo e conviverci e piano piano il dolore scomparirà.
“Avere il cuore spezzato è un buon segno, significa essersi messi in gioco” (Pag. 312) bellissima frase.
“io non sono stata salvata da un principe; sono stata io stessa l’artefice del mio salvataggio” una frase che ho trovato perfetta per concludere la mia recensione in quanto racchiude alla fine il vero e grande significato della storia, ossia ritrovare se stessi.
Consiglio la lettura perché in ogni caso una storia carina e piacevole da leggere. Non entrerà sicuramente nella lista dei miei libri preferiti e quelli da rileggere nel tempo, in ogni caso una scrittrice che mi ha incuriosito e che ho voglia di scoprire in qualche altro suo romanzo.
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