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ioni !! SCHEDA IN… -
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- Amy e Isabelle (582)
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- Il lamento del prepuzio (1188)
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Finished on Aug 8, 2010





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L'ho aperto piena di speranza e aspettative dopo aver riso come una pazza con A dio spiacendo. Beh, l'inizio è altrettanto folgorante. Caustico, sottile, riflessivo. Però, proseguendo nella lettura, mi ha dato un po' l'idea di quei comici divertentissimi quando si tratta di sketch televisivi ma che ... (continue)
- — Aug 9, 2010 | Add your feedback
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Amy e Isabelle
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E' il romanzo d'esordio della Strout. Che io però ho letto per ultimo, dopo Olive Kitteridge e Resta con me. E quindi questo modifica un po' la mia recensione; forse, lo avessi letto per primo, avrebbe toni più entusiastici. Non che non l'abbia amato. Nonostante sia un'opera prima, la scrittura dell ... (continue)
E' il romanzo d'esordio della Strout. Che io però ho letto per ultimo, dopo Olive Kitteridge e Resta con me. E quindi questo modifica un po' la mia recensione; forse, lo avessi letto per primo, avrebbe toni più entusiastici. Non che non l'abbia amato. Nonostante sia un'opera prima, la scrittura della Strout è già (quasi) perfetta. limpida, poetica, leggera e cristallina. La sua capacità di analizzare i sentimenti, qui soprattutto al femminile, il delicato e complesso rapporto madre e figlia, una femminilità che sta appassendo contro la forza dirompente di una che esplode, il richiamo del corpo, gli umori, la sensualità, il caldo soffocante di un'estate umida e infinita... E poi, costante di tutti i suoi libri, l'atmosfera soffocante e pettegola di una piccola città, la maestria nel descrivere le alleanze alternate e le piccole cattiverie di un ambiente di lavoro popolato da sole donne, capaci però di riscattarsi con impensabili picchi di solidarietà.
L'immaturità della scrittrice, secondo me, si vede più nella struttura del racconto, che a tratti procede a salti e scossoni, ha un po' di alternanze di ritmo e, soprattutto nel finale, si sfilaccia e diventa inutilmente lungo, un po' farraginoso, come se ci avesse appiccicato una coda senza senso. Però insomma: resta un bel libro, piacevole da leggere, come sempre ben scritto.
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