A volte partire prevenuti non è un male. Mi spiego: quando l'ho preso non ne ero molto convinta, pensando che fosse, comunque, un libro fatto apposta per vendere copie (Quante persone l'hanno comprato soltanto perchè in copertina c'è il bel faccino di Gu?). Invece, inaspettatamente, mi è piaciuto. P
... (continue)
A volte partire prevenuti non è un male. Mi spiego: quando l'ho preso non ne ero molto convinta, pensando che fosse, comunque, un libro fatto apposta per vendere copie (Quante persone l'hanno comprato soltanto perchè in copertina c'è il bel faccino di Gu?). Invece, inaspettatamente, mi è piaciuto. Paradossalmente, aspettandomi il peggio, l'ho apprezzato anche di più.
Il responso è: il libro sarà anche stato pubblicato per vendere copie, ma in esso c'è comunque tutta la freschezza di quel giovane di poco più di vent'anni che è Guglielmo. Il mio giudizio nei confronti del libro è positivo, in primis per un motivo molto importante e talmente scontato, che a volte viene sottovalutato. Come avevo potuto constatare anche leggendo la loro fanfiction "B-Witched", Guglielmo e Alessia SANNO SCRIVERE. Guardate che non è una cosa da poco, per niente. Il fatto che dei ragazzi della loro età riescano ad esprimersi in modo così... "charmoso" come dico io, senza risultare però pesanti o senza avere una scrittura piena di inutili orpelli messi li solo per fare colpo, e che, appunto, appesantiscono il testo, è solamente da ammirare. Vi ricordo che siamo in un mondo dove trovare una persona che azzecca la posizione delle virgole ed i congiuntivi è già una gran cosa. Punto secondo: il libro non è un romanzo (ed è proprio questa la cosa che, secondo me, ha annoiato molti. Sappiate che QUALSIASI trattato, da somme vette come Osho al ragazzo romano Guglielmo - appunto - non è propriamente ciò che si definisce avvincente. Va letto quindi con calma, assorbendo i concetti, e non aspettandosi i fuochi d'artificio tutti e subito) è strutturato davvero come un manuale, cosa che permette al Gu di fare quello che sa fare meglio, ovvero parlare di un determinato argomento ed usare la propria ironia per farci sorridere.
Infine, le quattro stelle. Beh, le ho messe perchè il libro non è ne un capolavoro letterario, ne una ciofeca, la valutazione è comunque positiva. Ho comunque tentennato un po', perchè dare lo stesso voto (nella mia libreria) ad un ventiquattrenne romano ed a uno scrittore di inizio novecento mi pareva quasi un'eresia. Però in fondo le stelle indicano il gradimento, ed il libro, oggettivamente, mi è piaciuto. Spero solo che Herman Hesse non ne abbia a male. :P
A volte partire prevenuti non è un male. Mi spiego: quando l'ho preso non ne ero molto convinta, pensando che fosse, comunque, un libro fatto apposta per vendere copie (Quante persone l'hanno comprato soltanto perchè in copertina c'è il bel faccino di Gu?). Invece, inaspettatamente, mi è piaciuto. P ... (continue)
A volte partire prevenuti non è un male. Mi spiego: quando l'ho preso non ne ero molto convinta, pensando che fosse, comunque, un libro fatto apposta per vendere copie (Quante persone l'hanno comprato soltanto perchè in copertina c'è il bel faccino di Gu?). Invece, inaspettatamente, mi è piaciuto. Paradossalmente, aspettandomi il peggio, l'ho apprezzato anche di più.
Il responso è: il libro sarà anche stato pubblicato per vendere copie, ma in esso c'è comunque tutta la freschezza di quel giovane di poco più di vent'anni che è Guglielmo.
Il mio giudizio nei confronti del libro è positivo, in primis per un motivo molto importante e talmente scontato, che a volte viene sottovalutato. Come avevo potuto constatare anche leggendo la loro fanfiction "B-Witched", Guglielmo e Alessia SANNO SCRIVERE. Guardate che non è una cosa da poco, per niente. Il fatto che dei ragazzi della loro età riescano ad esprimersi in modo così... "charmoso" come dico io, senza risultare però pesanti o senza avere una scrittura piena di inutili orpelli messi li solo per fare colpo, e che, appunto, appesantiscono il testo, è solamente da ammirare. Vi ricordo che siamo in un mondo dove trovare una persona che azzecca la posizione delle virgole ed i congiuntivi è già una gran cosa.
Punto secondo: il libro non è un romanzo (ed è proprio questa la cosa che, secondo me, ha annoiato molti. Sappiate che QUALSIASI trattato, da somme vette come Osho al ragazzo romano Guglielmo - appunto - non è propriamente ciò che si definisce avvincente. Va letto quindi con calma, assorbendo i concetti, e non aspettandosi i fuochi d'artificio tutti e subito) è strutturato davvero come un manuale, cosa che permette al Gu di fare quello che sa fare meglio, ovvero parlare di un determinato argomento ed usare la propria ironia per farci sorridere.
Infine, le quattro stelle. Beh, le ho messe perchè il libro non è ne un capolavoro letterario, ne una ciofeca, la valutazione è comunque positiva.
Ho comunque tentennato un po', perchè dare lo stesso voto (nella mia libreria) ad un ventiquattrenne romano ed a uno scrittore di inizio novecento mi pareva quasi un'eresia. Però in fondo le stelle indicano il gradimento, ed il libro, oggettivamente, mi è piaciuto.
Spero solo che Herman Hesse non ne abbia a male. :P