Ho preso questo libro in biblioteca, attratta da titolo, copertina e trama. E’ stato decisamente un pugno nello stomaco in ogni singola pagina, più di una volta ho inghiottito i lucciconi che mi salivano agli occhi. Trovo che sia stato molto ben scritto questo romanzo-reportage sulla vita in uno slu
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Ho preso questo libro in biblioteca, attratta da titolo, copertina e trama. E’ stato decisamente un pugno nello stomaco in ogni singola pagina, più di una volta ho inghiottito i lucciconi che mi salivano agli occhi. Trovo che sia stato molto ben scritto questo romanzo-reportage sulla vita in uno slum di Mumbai. La scrittura non è pietosa. E’ li in mezzo a loro: prende per mano Abdul, accompagna Asha, cerca tra i rifiuti insieme a Sunil. Ha ragione Abdul quando si convince che tutti gli esseri umani sono fatti della stessa materia. Come l’acqua. Può diventare ghiaccio o può essere acqua che scorre.
Un venerdì notte: faccio zapping in tv e mi fermo su Le invasioni barbariche. La Bignardi presenta Franco Antonello e il libro Se ti abbraccio non aver paura. Mi incuriosisco e appoggio il telecomando. Colpita e affondata, domani son già in giro e voglio quel libro. Sabato pomeriggio: in Mondadori D
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Un venerdì notte: faccio zapping in tv e mi fermo su Le invasioni barbariche. La Bignardi presenta Franco Antonello e il libro Se ti abbraccio non aver paura. Mi incuriosisco e appoggio il telecomando. Colpita e affondata, domani son già in giro e voglio quel libro. Sabato pomeriggio: in Mondadori Duomo mi dicono che oggi han venduto tutte le copie disponibili. Non rinuncio e trovo l'ultima copia in un altra libreria. Domenica tardo pomeriggio: giornata uggiosa tutta dedicata alla lettura. Inizio il libro verso le 18 circa e non mi stacco più. Leggo mentre mangio. Mi trasferisco dalla poltrona al letto e a mezzanotte meno qualcosa chiudo l'ultima pagina. Mi abbraccio il libro, piango. Ho tenuto a portata di mano l'ipad e cercavo le città visitate, seguivo i tragitti percorsi da Franco e Andrea. Ho tenuto a portata di mano un fazzoletto di carta. Piangevo. Sorridevo. Ho guardato le foto sul profilo di FB. Qualcosa mi è rimasto dentro? Un po' si. Molto più di un po'. L'amore di questo di padre per suo figlio. L'amore speciale di questo figlio per suo padre. L'amore delle persone che non ti conoscono e ti invitano a casa loro. L'amore per la vita e per ciò che ti offre, nel bene e nel male. I dialoghi scritti tra loro due sono qualcosa che ti rimane tatuato dentro. Grazie Franco e Andrea, per avermi portato in viaggio con voi.
RILETTURA: 7-10 settembre 2012
Succede che sono in treno, destinazione Mantova, tre giorni per il Festival della Letteratura. Ho con me “Se ti abbraccio non aver paura” e inizio a rileggerlo per passare il tempo. Succede che è sabato e mancano poche ore all’evento che io e la mia amica aspettiamo con più emozione: Franco Antonello e Fulvio Ervas in “ In moto con mio figlio”. Succede che mi trovo in Piazza Mantegna, mi guardo in giro e noto una cascata di riccioli e uno sguardo sfuggente. Incredula penso: “Andrea??” mentre questo ragazzo viene nella mia direzione. E sussurro il nome, questa volta con sicurezza. Si avvicina con il suo passo sicuro e io di nuovo “Andrea!” Lui capta questa frequenza, mi guarda, si apre in un sorriso poi subito due mani mi toccano la pancia poi velocemente mi prende il viso tra le mani e mi stampa un bacio sulla bocca, una… due volte. Per un secondo rimango spiazzata e sorpresa, ma lo so. Se ti abbraccio non aver paura. La signora che era con Andrea lo richiama e lui niente di nuovo mi trovo con un bacio stampato, Andrea si stacca e io rivolta alla signora “è tutto a posto!” lo guardo e dico “sei bellissimo Andrea” ma lui già corre via…. Rimango così sola in mezzo alla gente che probabilmente ha assistito a questa scena un po’ strana e ci sono anche due amici che mi chiedono “ma è un tuo amico? Ma perché ti ha baciata?” E io sorrido mentre l’emozione mi si scioglie in lacrime. Andrea è amico di tutti, penso fra me. Poi più tardi le parole diventano di carta, si forma un nome sulla prima pagina del mio Se ti abbraccio non aver paura. Andrea. Con quella scrittura traballante, che viene da un mondo fatto di mondi. Dove ci sono pance da toccare, baci da stampare e tante corse infinite. Nel mio mondo ho un ricordo tutto speciale.
Leggere questo libro è come entrare in quadro e interpretarne la poesia secondo lo stato d’animo. Credo che questa lettura venga meglio apprezzata da una maggiore conoscenza della cultura e arte giapponese (che io non ho), in alcuni passaggi non l’ho capito, ma non è stata una difficoltà. Comunque è
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Leggere questo libro è come entrare in quadro e interpretarne la poesia secondo lo stato d’animo. Credo che questa lettura venga meglio apprezzata da una maggiore conoscenza della cultura e arte giapponese (che io non ho), in alcuni passaggi non l’ho capito, ma non è stata una difficoltà. Comunque è stata una bella lettura. Mi è piaciuto tantissimo l’incipit.
“Salivo per un sentiero di montagna e riflettevo. Se si usa la ragione il carattere s'inasprisce, se si immergono i remi nel sentimento si è travolti. Se s'impone il proprio volere ci si sente a disagio. E' comunque difficile vivere nel mondo degli uomini”
No, non va... 100 pagine che mi hanno mandato un poco in confusione. Se fosse stato impostato/scritto in maniera diversa... forse... Lo abbandono, mi spiace ma leggere qualcosa che non mi prende mi dà l'idea di sprecare tempo.
Belle per sempre
Ho preso questo libro in biblioteca, attratta da titolo, copertina e trama.continue)
E’ stato decisamente un pugno nello stomaco in ogni singola pagina, più di una volta ho inghiottito i lucciconi che mi salivano agli occhi. Trovo che sia stato molto ben scritto questo romanzo-reportage sulla vita in uno slu ... (
Ho preso questo libro in biblioteca, attratta da titolo, copertina e trama.
E’ stato decisamente un pugno nello stomaco in ogni singola pagina, più di una volta ho inghiottito i lucciconi che mi salivano agli occhi. Trovo che sia stato molto ben scritto questo romanzo-reportage sulla vita in uno slum di Mumbai. La scrittura non è pietosa. E’ li in mezzo a loro: prende per mano Abdul, accompagna Asha, cerca tra i rifiuti insieme a Sunil.
Ha ragione Abdul quando si convince che tutti gli esseri umani sono fatti della stessa materia. Come l’acqua. Può diventare ghiaccio o può essere acqua che scorre.
Se ti abbraccio non aver paura
Un venerdì notte: faccio zapping in tv e mi fermo su Le invasioni barbariche. La Bignardi presenta Franco Antonello e il libro Se ti abbraccio non aver paura. Mi incuriosisco e appoggio il telecomando. Colpita e affondata, domani son già in giro e voglio quel libro.continue)
Sabato pomeriggio: in Mondadori D ... (
Un venerdì notte: faccio zapping in tv e mi fermo su Le invasioni barbariche. La Bignardi presenta Franco Antonello e il libro Se ti abbraccio non aver paura. Mi incuriosisco e appoggio il telecomando. Colpita e affondata, domani son già in giro e voglio quel libro.
Sabato pomeriggio: in Mondadori Duomo mi dicono che oggi han venduto tutte le copie disponibili. Non rinuncio e trovo l'ultima copia in un altra libreria.
Domenica tardo pomeriggio: giornata uggiosa tutta dedicata alla lettura. Inizio il libro verso le 18 circa e non mi stacco più. Leggo mentre mangio. Mi trasferisco dalla poltrona al letto e a mezzanotte meno qualcosa chiudo l'ultima pagina. Mi abbraccio il libro, piango.
Ho tenuto a portata di mano l'ipad e cercavo le città visitate, seguivo i tragitti percorsi da Franco e Andrea. Ho tenuto a portata di mano un fazzoletto di carta. Piangevo. Sorridevo. Ho guardato le foto sul profilo di FB.
Qualcosa mi è rimasto dentro? Un po' si.
Molto più di un po'.
L'amore di questo di padre per suo figlio. L'amore speciale di questo figlio per suo padre. L'amore delle persone che non ti conoscono e ti invitano a casa loro. L'amore per la vita e per ciò che ti offre, nel bene e nel male.
I dialoghi scritti tra loro due sono qualcosa che ti rimane tatuato dentro.
Grazie Franco e Andrea, per avermi portato in viaggio con voi.
RILETTURA: 7-10 settembre 2012
Succede che sono in treno, destinazione Mantova, tre giorni per il Festival della Letteratura.
Ho con me “Se ti abbraccio non aver paura” e inizio a rileggerlo per passare il tempo.
Succede che è sabato e mancano poche ore all’evento che io e la mia amica aspettiamo con più emozione: Franco Antonello e Fulvio Ervas in “ In moto con mio figlio”.
Succede che mi trovo in Piazza Mantegna, mi guardo in giro e noto una cascata di riccioli e uno sguardo sfuggente. Incredula penso: “Andrea??” mentre questo ragazzo viene nella mia direzione. E sussurro il nome, questa volta con sicurezza. Si avvicina con il suo passo sicuro e io di nuovo “Andrea!”
Lui capta questa frequenza, mi guarda, si apre in un sorriso poi subito due mani mi toccano la pancia poi velocemente mi prende il viso tra le mani e mi stampa un bacio sulla bocca, una… due volte. Per un secondo rimango spiazzata e sorpresa, ma lo so. Se ti abbraccio non aver paura.
La signora che era con Andrea lo richiama e lui niente di nuovo mi trovo con un bacio stampato, Andrea si stacca e io rivolta alla signora “è tutto a posto!” lo guardo e dico “sei bellissimo Andrea” ma lui già corre via….
Rimango così sola in mezzo alla gente che probabilmente ha assistito a questa scena un po’ strana e ci sono anche due amici che mi chiedono “ma è un tuo amico? Ma perché ti ha baciata?”
E io sorrido mentre l’emozione mi si scioglie in lacrime. Andrea è amico di tutti, penso fra me.
Poi più tardi le parole diventano di carta, si forma un nome sulla prima pagina del mio Se ti abbraccio non aver paura.
Andrea.
Con quella scrittura traballante, che viene da un mondo fatto di mondi.
Dove ci sono pance da toccare, baci da stampare e tante corse infinite.
Nel mio mondo ho un ricordo tutto speciale.
Guanciale d'erba
Leggere questo libro è come entrare in quadro e interpretarne la poesia secondo lo stato d’animo.continue)
Credo che questa lettura venga meglio apprezzata da una maggiore conoscenza della cultura e arte giapponese (che io non ho), in alcuni passaggi non l’ho capito, ma non è stata una difficoltà.
Comunque è ... (
Leggere questo libro è come entrare in quadro e interpretarne la poesia secondo lo stato d’animo.
Credo che questa lettura venga meglio apprezzata da una maggiore conoscenza della cultura e arte giapponese (che io non ho), in alcuni passaggi non l’ho capito, ma non è stata una difficoltà.
Comunque è stata una bella lettura. Mi è piaciuto tantissimo l’incipit.
“Salivo per un sentiero di montagna e riflettevo.
Se si usa la ragione il carattere s'inasprisce, se si immergono i remi nel sentimento si è travolti. Se s'impone il proprio volere ci si sente a disagio. E' comunque difficile vivere nel mondo degli uomini”
La bambina di casa Winter
No, non va... 100 pagine che mi hanno mandato un poco in confusione. Se fosse stato impostato/scritto in maniera diversa... forse...
Lo abbandono, mi spiace ma leggere qualcosa che non mi prende mi dà l'idea di sprecare tempo.
La solitudine dei numeri primi
** e 1/2
Carino, ma niente di più. Da come ne avevo sentito parlare sinceramente pensavo meglio.
Di buono ha che si legge in una giornata.