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Cover of The God of Small Things
Cover of The Indians
  • L' "indianità"

    La fortuna aiuta... i lettori: trovato per caso in una micro-libreria di Jaipur, questo breve saggio scritto da uno psicanalista e un'antropologa è una preziosa, leggiblissima e interessantissima analisi dell' "indianità" per quanto riguarda gli aspetti psico-sociali degli indiani come individui e c ... (continue)

    La fortuna aiuta... i lettori: trovato per caso in una micro-libreria di Jaipur, questo breve saggio scritto da uno psicanalista e un'antropologa è una preziosa, leggiblissima e interessantissima analisi dell' "indianità" per quanto riguarda gli aspetti psico-sociali degli indiani come individui e come popolo.
    Per chi ama l'India e vuole cercare di capire ed avvicinarsi agli indiani senza pregiudizi occidentali è un libro imperdibile.
    P.S. Ho appena scoperto su aNobii che esiste una traduzione italiana.

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    Posted on Oct 15, 2009 | Add your feedback

Cover of Bangkok Days
  • Un altro farang a Bangkok

    In realtà forse 2 stelle sono pochine per questo libro. Il fatto è che si tratta dell'ennesima autobiografia di un farang a Bangkok e forse sono io che mi aspettavo di più.

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    Posted on Oct 26, 2009 | Add your feedback

Cover of Midnight Movies
Cover of Death of a Writer
Cover of Maximum City
Cover of Culture Shock! India
  • 1 person find this helpful

    Il miglior libro sul Culture Schock (in India)

    Questo volume - trovato quasi per caso - si è rivelato essere il miglior libro sul Culture Schock (in India, nello specifico) che io abbia mai letto.
    E' molto completo: non è solo una guida sommaria per turisti frettolosi o superficiali.
    Fa un'analisi (dettagliata ma non pesante) di tutti ... (continue)

    Questo volume - trovato quasi per caso - si è rivelato essere il miglior libro sul Culture Schock (in India, nello specifico) che io abbia mai letto.
    E' molto completo: non è solo una guida sommaria per turisti frettolosi o superficiali.
    Fa un'analisi (dettagliata ma non pesante) di tutti gli aspetti della vita e della cultura del vasto "sub-continente Indiano", analizzando bene anche le grandi differenze tra il Nord e il Sud del paese.
    Mi ha talmente entusiasmata e coinvolta che l'ho letto in due giorni scarsi...
    Assolutamente consigliatissimo!!
    P.S. Non ho ancora letto altri libri della stessa collana (che si chiama: "Culture Schock!", edita da Marshall Cavendish). Provvederò a breve e vi terrò aggiornati...

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    Posted on Aug 2, 2009 | Add your feedback

Cover of My Friend Leonard
  • Perfetta continuazione di A Million Little Pieces

    Perfetta continuazione di "A Million Little Pieces".
    Divorato in due giorni.

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    Posted on Jul 15, 2009 | Add your feedback

Cover of A Million Little Pieces
  • 1 person find this helpful

    Diretto allo stomaco

    Mi è appena stato regalato caldo caldo da Londra questo libro molto discusso.
    L'ho cominciato immediatamente e mi piace moltissimo.
    La scrittura. Secca. Asciutta. Fattuale. Ma che ti prende diretta allo stomaco.
    Che sia parzialmente finzione o no non ci deve interessare.
    La lettu ... (continue)

    Mi è appena stato regalato caldo caldo da Londra questo libro molto discusso.
    L'ho cominciato immediatamente e mi piace moltissimo.
    La scrittura. Secca. Asciutta. Fattuale. Ma che ti prende diretta allo stomaco.
    Che sia parzialmente finzione o no non ci deve interessare.
    La lettura e i suoi effetti emotivo/razionali su di me sono quelli che contano.
    E James Frey ci riesce. Bene.

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    Posted on Jul 2, 2009 | Add your feedback

Cover of Life, in Pictures
Cover of The Contract with God Trilogy
  • Genio della graphic novel

    Will Eisner è un tale genio della graphic novel da non lasciarmi spazio a nessun ulteriore (ed inutile) commento.
    In questa trilogia racconta la vita nel Bronx della Grande Depressione. Una delle tre novel è autobiografica.
    Da non perdere!

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    Posted on Jun 4, 2009 | Add your feedback

Cover of There Are No Children Here
  • 1 person find this helpful

    Mi dilungo un po' su questo bellissimo libro

    Non sarò breve.
    Per una volta.
    Ma ne vale la pena.

    Lettura molto, ma molto, ma molto interessante.

    Kotlowitz è un giornalista/scrittore americano che vive a Chicago e in questo libro racconta la storia reale di due bambini neri (due fratelli rispettivamente di 7 e 10 anni all'i ... (continue)

    Non sarò breve.
    Per una volta.
    Ma ne vale la pena.

    Lettura molto, ma molto, ma molto interessante.

    Kotlowitz è un giornalista/scrittore americano che vive a Chicago e in questo libro racconta la storia reale di due bambini neri (due fratelli rispettivamente di 7 e 10 anni all'inizio del racconto) che vivono nella famosa South Side di Chicago, uno dei quartieri più violenti e ghettizzati delle metropoli americane, dove spadroneggiano le gang, il traffico di droga, le armi e dove la violenza e la morte sono all'ordine del giorno (letteralmente).

    Il libro mi aveva incuriosito immediatamente appena l'avevo addocchiato perché a me è successo di capitarci "per sbaglio" in quella zona, quando - turista un po' tonta e sicuramente inconsapevole - l'ho attraversata in autobus per andare a vedere una delle meravigliose ville di Frank Lloyd Wright di cui Chicago (e dintorni) è piena.

    Quella (lunghissima) mezz'ora scarsa di percorso in autobus mi aveva non solo spaventata a morte [soprattutto dopo che l'autista del pullman (nero anche lui come tutti i passeggeri) mi aveva chiamata e si era accertato che stessi vicino a lui e che non scendessi per sbaglio durante il tragitto, ma soltanto alla (mia) (tranquilla) destinazione], ma ha segnato la mia memoria in modo indelebile.

    Era spaventoso il degrado, lo sfacelo, il totale abbandono non solo delle strade (spesso non asfaltate) e degli edifici (ruderi più che case), ma anche e soprattutto degli esseri umani che le popolavano.

    Sdraiati (vivi? morti?) sul ciglio dei marcapiedi (chiamiamoli così), ubriachi/drogati e visibilmente armati di fronte ai bar (chiamiamoli così), affacciati a finestre rotte, questi uomini erano geograficamente vicinissimi ma allo stesso tempo a migliaia di ideali chilometri di distanza da un "normale" quartiere residenziale della città.

    La sera stessa ho visto per caso ad un telegiornale un servizio che raccontava la cronaca di un (ennesimo) omicidio plurimo avvenuto nel tardo pomeriggio proprio dove io ero passata poche ore prima.

    E' tutto questo quello che mi aveva "violentata mentalmente" all'epoca.

    Scene non dissimili si possono vedere o immaginare in paesi "poveri", paesi di quello che noi chiamiamo Terzo Mondo. Ma lì "te lo aspetti" (non che questo sollevi la mente o lo spirito).

    In una città americana, ricca e scintillante, il contrasto è spaventoso.

    Tornando al libro, ecco che lo scrittore mi sta riportando a quella mia brevissima ed intensissima esperienza, ma fa anche molto di più e lo fa molto bene.

    Lui ci ha vissuto davvero in quella zona, con quei ragazzi, con quelle famiglie. E ci porta dentro alle loro case, dentro alla loro vita e ce la descrive, ci fa partecipare, capire (per quanto possibile) e riflettere.

    E' un libro da leggere lentamente.

    Ed è talmente ben scritto e coinvolgente che mi "chiama" ogni volta che ne intravedo la copertina.

    Lo consiglio caldissimamente a chi è interessato a questi temi.

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    Posted on Jun 18, 2009 | Add your feedback

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