!!!! SCHEDA INCOMPLETA !!!! - Dune

Seconda Parte - Il messia

Di

Editore: Editrice Nord

3.8
(1608)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Chi semplificata , Tedesco , Chi tradizionale , Francese , Portoghese , Olandese , Polacco , Ceco , Rumeno , Ungherese

Isbn-10: A000093962 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Religione & Spiritualità , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 2

    Quanto è bello Dune tanto questo è deludente

    Li sto leggendo tutti di seguito, ma non so se è stata un'idea geniale.
    Questo mi ha deluso moltissima.
    Tra l'altro secondo me è pieno di incongruenze con il primo.....

    ha scritto il 

  • 1

    Che delusione!

    Ho adorato Dune. A causa di un finale a mio parere un po' affrettato e alcune questioni lasciate in sospeso, però, non gli avevo attribuito 5 stelline. Per questo, la curiosità di leggere Messia di Du ...continua

    Ho adorato Dune. A causa di un finale a mio parere un po' affrettato e alcune questioni lasciate in sospeso, però, non gli avevo attribuito 5 stelline. Per questo, la curiosità di leggere Messia di Dune era tanta... e tanta è stata la delusione dopo la lettura.
    I difetti di Messia di Dune sono infatti tanti e tali che quasi fatico a credere che l'autore di questo secondo capitolo sia ancora Frank P. Herbert.
    Mentre leggevo ho provato un enorme senso di smarrimento. Anche in Dune, soprattutto nei primi capitoli, non è chiaro tutto ciò che si legge, ma questo a causa di una sorprendente complessità del mondo e della società descritta da Herbert. In questo secondo volume il senso di smarrimento è causato da un’apparente mancanza di direzione. E non perché la trama sia complessa, anzi. Dii trama ce n’è pochina. Le quasi 300 pagine di lbro sono, infatti, perlopiù elucubrazioni dei vari personaggi che, nella maggior parte dei casi, non portano a nulla. I capitoli che vedono protagonista Paul, soprattutto, sono di una noia mortale.
    Ma quello che più fa rabbia è vedere come i punti di forza del primo libro siano qui assenti del tutto. I personaggi, così ben caratterizzati nel primo libro, sono ora piatti e noiosi (non capisco, poi, l’assenza di Lady Jessica, uno dei protagonisti più importanti e complessi di Dune) così come lontani anni luce sono i grandiosi dialoghi presenti in Dune. Il ruolo del Bene Gesserit e della Gilda viene ridotto alla presenza dei soli Gaius Helen Mohiam e Edric, mentre l’ordine del Bene Tleilax, introdotto in questo romanzo, non ha la stessa complessità e le stesse motivazioni degli altri due prima citati. Anche i Fremen non sono più quelli di Dune, dato che sul pianeta di Arrakis ora c’è acqua in abbondanza. E a proposito di questo, come è riuscito Paul Muad’ Dib a trasformare il pianeta? Herbert decide di non raccontarlo, se non attraverso qualche riga sparsa qua e là, glissando su uno dei principali temi del primo capitolo della saga. Ma soprattutto, perché e come ha avuto inizio il Jihad? Come mai ci viene costantemente ripetuto che fermarlo era impossibile? E perché, ancora una volta, un tema ricorrente nel primo libro qui viene completamente taciuto?
    Mi spiace, ma credo che interromperò con questo secondo volume la lettura della saga.

    ha scritto il 

  • 4

    Questo secondo capitolo della saga di Dune è sostanzialmente diverso rispetto all'omonimo primo romanzo.
    Differisce in molti aspetti ma quello che più colpisce è che mentre in "Dune" abbiamo un affres ...continua

    Questo secondo capitolo della saga di Dune è sostanzialmente diverso rispetto all'omonimo primo romanzo.
    Differisce in molti aspetti ma quello che più colpisce è che mentre in "Dune" abbiamo un affresco molto ampio, con centinaia di personaggi, case, caste, fazioni e così via in "Messia di Dune" tutto il racconto è centrato su un unico personaggio ed il suo Destino.
    Anche quando il racconto si sposta su altri personaggi l'attenzione è comunque fissa su di lui: Paul Usul Muad'Dib Arteides.

    La trama è ben strutturata e nonostante un inizio un pò lento, il ritmo prende costanza e accompagna in un crescendo di toni e ritmo la tragedia che sta descrivendo.

    ha scritto il 

  • 3

    La seconda opera della saga di Herbert è decisamente meno fluida del primo libro, tende ad allargarsi in molte digressioni filosofiche e politiche che rallentano la narrazione, arricchendo comunque il ...continua

    La seconda opera della saga di Herbert è decisamente meno fluida del primo libro, tende ad allargarsi in molte digressioni filosofiche e politiche che rallentano la narrazione, arricchendo comunque il quadro scenico della saga. I personaggi restano molto ben approfonditi (interessante l'inserimento del Ghola Hayt e la rappresentazione dei suoi dilemmi) e le dinamiche ben delineate con dialoghi riusciti. Nonostante la lettura un po' più difficoltosa resta una buona opera nel binario della saga di Dune

    ha scritto il 

  • 4

    Messia di Dune è il secondo libro della saga originale di Dune e si porta dietro una difficile eredità, il seguito di un libro giudicato da molti un capolavoro non è mai cosa facile e probabilmente no ...continua

    Messia di Dune è il secondo libro della saga originale di Dune e si porta dietro una difficile eredità, il seguito di un libro giudicato da molti un capolavoro non è mai cosa facile e probabilmente non lo è stato neanche per lo stesso Herbert. La prima pubblicazione di Messia di Dune è del 1969 a puntate sulla rivista Galaxy e forse per questo è meno corposo del suo predecessore, oltre ad essere noetvolmente più breve e anche molto più scorrevole e veloce da leggere (o magari lo è stato solo per me), in linea con Dune, ma diverso per molti aspetti, sembra essere un libro di passaggio tra una fase della saga e l’altra e sicuramente dal punto di vista della trama lo è.
    In Dune ci sono parecchie caratteristiche che sono diventate comuni a chi conosce il ciclo, anche in maniera indiretta, tramite i videogiochi o a centinaia di altri cose che rimandano o si fanno alla serie. Come non citare ad esempio l’infinità rivalita tra gli Atreides e gli Harkonnen, tutti gli intrighi delle Bene Gesserit, e di tutte le altre fazioni e case, gli immancabili usi e costumi Fremen con la loro complessa cultura e le rigide tradizioni. In Messia di Dune tutto questo manca, non perché questi elemetni spariscano del tutto dalla storia, ma per il particolare momento che viene racontato. Paul è riuscito a cambiare molto cose dell’universo noto e in particolare su Arrakis, ma ha anche il dovere di far si che il suo operato sia servito a qualcosa, che le sue scelte portino alla pace e alla prosperità dell’impero, e per farlo dovra sacrificare tutto seguendo le sue visioni.
    [...]
    Continua a leggere la recensione http://n7blog.altervista.org/2015/11/messia-di-dune-frank-herbert/

    ha scritto il 

  • 3

    Troppo lento anche in questo secondo. Forse Herbert non fa per me, anche se ogni tanto ha dei guizzi che mi fanno mantenere un minimo vivo l'interesse.
    Leggerò anche il terzo giusto per completare il ...continua

    Troppo lento anche in questo secondo. Forse Herbert non fa per me, anche se ogni tanto ha dei guizzi che mi fanno mantenere un minimo vivo l'interesse.
    Leggerò anche il terzo giusto per completare il primo ciclo, poi adieu Arrakis.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    前面的鋪陳實在是有點無聊, 讓人看的斷斷續續.

    但越進展到後面, 主角對於自己預知能力的痛苦和不得不為, 又讓人動容, 這是我給這本書多一顆星的原因.

    而且也讓人有想接著看第三部的動力了.

    ha scritto il 

  • 2

    Deluso

    Fino metà rispetta con qualche calo più che giustificato il capolavoro del primo capitolo.
    Poi di punto in bianco personaggi che sembravano fondamentali spariscono nel niente, ne appaiono di nuovi sen ...continua

    Fino metà rispetta con qualche calo più che giustificato il capolavoro del primo capitolo.
    Poi di punto in bianco personaggi che sembravano fondamentali spariscono nel niente, ne appaiono di nuovi senza presentazione, situazioni che si concatenano a caso senza particolare senso... tutto giustificato solo da quello che vede Paul nel futuro, con tanto di finale ugualmente casuale.

    Spero sia un libro di passaggio, fatto male ma di passaggio al terzo capitolo.

    ha scritto il 

  • 3

    devo ammettere di essere rimasto perplesso: da un lato c'è la capacità di herbert di creare un universo perfetto, dall'altro c'è troppa carne al fuoco, ci sono troppe idee che potevano essere più svil ...continua

    devo ammettere di essere rimasto perplesso: da un lato c'è la capacità di herbert di creare un universo perfetto, dall'altro c'è troppa carne al fuoco, ci sono troppe idee che potevano essere più sviluppate.
    eppure non è un brutto libro, ci sono passaggi magnifici: ma vengono messi in secondo piano dalla lentezza spossante di gran parte del libro.

    ha scritto il 

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