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!!!! SCHEDA INCOMPLETA !!!! - Dune

Seconda Parte - Il messia

Di

Editore: Editrice Nord

3.8
(1518)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Inglese , Spagnolo , Chi semplificata , Tedesco , Chi tradizionale , Portoghese , Olandese , Polacco , Ceco , Rumeno , Ungherese

Isbn-10: A000093962 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , eBook

Genere: Fiction & Literature , Religion & Spirituality , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 4

    「沙丘系列」第二集,故事的時間點來到前作的十二年後,保羅-穆哈迪帶著他的弗瑞曼人橫掃了全宇宙,建立起龐大的宗教政治體系,以人身被眾人尊奉為神祇,成為獨一無二的宇宙霸王。

    作者第一集時塑造出了身於命運洪流下不得不為的少年英雄,而現在十二年過去了,少年成長為一代帝皇,同時也是擁有預知魔力、能看透未來的活生生傳奇。然而我最激賞的地方在於,作者在第二集一開場就狠狠地大肆批判了一番,尖銳的質疑穆哈迪所帶來的暴力與傷害;斥責弗瑞曼人的愚蠢,將珍貴的自由拱手交給某個只是具有特殊力量的凡人;顛呼世人要自己去思考!不要受到操弄!

    除了愉快的打臉之外,《沙丘救世主》中也把保羅心思中的細膩與掙扎之處描述的更為詳盡,他早已了解未來的可能,並且做出了兩其相害取其輕的斷決,最終他以弗瑞曼人式的方式離去......說真的,這樣子你不想被神格化都很難啊!WWWWW

    另外我個人超喜歡阿麗亞的!暨是放蕩娼妓又是清純少女、粗鄙豪放卻又優雅敏捷、不受教化卻又睿智聰穎,基本上就是個矛盾的粽合體,瀟灑的形象實在太帥氣了~WWWW 她為青春期的荷爾蒙苦惱的樣子真是可愛啊~WWWWW

    這集中還有個重要角色,就是被以「死靈」身份重新復活的舊家臣鄧肯.艾德荷,雖然我到現在也不太確定他在故事中的定位,但至少他在本書中的戲份頗重,和阿麗亞之間的互動也很令人玩味~WWW

    「沙丘系列」呈現出了一種單一卻又壯闊的宇宙樣貌,它的世界狹小而深厚,感覺起來似乎有些單薄,但又有著許多值得探討的有趣觀點......,實在很難想像故事會將未來帶向何種方向,所以看來只能繼續來閱讀下一集了~XD

    總之,《沙丘救世主》不是本給人看爽的書,但卻也挺有意思的。

    以上。  

    ha scritto il 

  • 3

    Un uomo, con poteri superiori agli altri e animato da alti ideali, riesce, grazie al suo carisma, a creare un esercito e a far condividere la sua visione del mondo ad altri uomini, solitamente ...continua

    Un uomo, con poteri superiori agli altri e animato da alti ideali, riesce, grazie al suo carisma, a creare un esercito e a far condividere la sua visione del mondo ad altri uomini, solitamente diffidenti verso gli estranei e abituati a dissimulare le reali capacità per non incorrere nelle ire dei loro padroni; li conduce in battaglia e, alla fine, conquista il potere ribaltando le sorti delle parti in lotta: gli schiavi diventano detentori del potere, gli aguzzini sono uccisi o esiliati. Una grande festa ufficializza il passaggio del potere e l’insediamento del nuovo leader. Se tutto si fermasse qui, potremmo rifugiarci nella rassicurante certezza che vissero tutti felici e contenti. Certo, potremmo farci le nostre fantasie su come procede la vita di Paul Muad'Dib, ora imperatore, e del suo popolo, i Fremen, ma comunque la loro vita rimarrebbe congelata a quell’ultimo istante in cui assaporano la vittoria e si fanno inebriare dalla sensazione appagante che, finalmente, i giusti sono al potere. Al massimo, potremmo ripercorrere la vicenda tutta da capo sino a quell’esaltante finale.

    Proseguire la storia, invece, significa chiedersi cosa accade all’autorità nel passaggio dalla fase carismatica a quella di istituzionalizzazione del potere attraverso l’organizzazione dell’esercito, della religione e della burocrazia. Per mantenere l’ordine nell’universo, l’imperatore Paul Atreides deve accettare di trasformarsi in un dio agli occhi dei suoi sudditi. I riti religiosi formalizzano la trasfigurazione di Paul, da uomo dotato di capacità e poteri eccezionali, in un dio guerriero, legittimato dalla sua stessa natura a portare la guerra sacra (la jihad) in tutti i pianeti dell’universo che, una volta conquistati e controllati dai sacerdoti del Quizarato, sono gravati da un pesante regime fiscale e privati della libertà. Paul, da giovane duca e leader dei Fremen in lotta per la libertà, si è trasformato in uomo di governo che agisce secondo i principi della real politik. La condizione di Paul è resa più complessa dalla prescienza, la sua capacità di vedere il futuro o, meglio, di intravedere tutti i futuri possibili. Sin dal momento in cui ha condotto i Fremen in battaglia contro gli Arkonnen (nel primo libro della serie, Dune) Paul è consapevole dei rischi della sua ascesa al potere e sa che non potrà evitare la jihad, paradossalmente il minore dei mali tra tutti quelli possibili.

    Continua su: http://www.lastambergadeilettori.com/2014/05/speciale-fantascienza-messia-di-dune.html

    ha scritto il 

  • 4

    contro ogni previsione ho preferito di gran lunga questo secondo volume al primo, che reputo una sorta di preludio alle vicende vere e proprie. Si rientra all'interno di un'atmosfera nota ma essa è ...continua

    contro ogni previsione ho preferito di gran lunga questo secondo volume al primo, che reputo una sorta di preludio alle vicende vere e proprie. Si rientra all'interno di un'atmosfera nota ma essa è più ricca, intricata ed interessante perché complessa e mai banale. Si mischiano complotti, filosofia, sociologia, antropologia e religione in un mix che ha dell'incredibile. Preso singolarmente sarebbe comunque un ottimo romanzo con un finale degno del teatro greco.

    ha scritto il 

  • 4

    ...

    Ho letto DUNE molto tempo prima, perciò forse non sono entrato subito nel racconto come avrei fatto leggendolo immediatamente dopo il primo, ma credo che l'inizio sia comunque pesante da seguire, ...continua

    Ho letto DUNE molto tempo prima, perciò forse non sono entrato subito nel racconto come avrei fatto leggendolo immediatamente dopo il primo, ma credo che l'inizio sia comunque pesante da seguire, per poi migliorare nettamente fino alla fine. In questo libro si succedono cose importanti, come la ricomparsa di Duncan Idaho sotto forma di "ghola". Fatto sta che i Bene Tleilax non li ricordavo dal libro precedente, comunque altre cose sono sembrate strane, come la quasi assoluta mancanza di lady Jessica, tranne forse per qualche accenno in forma di lettera o pensiero. In sostanza qui si ordisce un complotto in piena regola, ovviamente portato avanti dai soliti, reverenda madre, e navigatori della gilda, che uniti al Tleilaxu e alla sposa paravento di Usul, e figlia del vecchio Shaddam IV Imperatore Padishah, contribuiscono ad aumentare un pelo la curiorità, anche se alla fine Irulan è ben poca cosa nella totalità del racconto, mentre Scytale "danzatore del volto" è forse il personaggio chiave, assieme alle sue creazioni "ghola", tra cui Hyat/Idaho "ex-morto, ex Atreides, ex amico del giovane Leto, ex maestro di spada e fedele alla casata Atreides", e il piccolo Bijaz, del quale forse avrei approfondito maggiormente la vicenda pre-Tleilaxu. Comunque molto importanti pure il buon Stilgar, e la "presenza" di Alia, che credo troverà spazio nel prossimo libro, il Figli di Dune. Ripensandoci mi sono scordato di Chani, che però nemmeno lei è molto attiva in questo capitolo della saga, tranne forse per alcune riflessioni, e per quello che è il finale "importantissimo" per mantenere alto l'interesse.

    ha scritto il 

  • 4

    un altro grande gioiello al ciclo di Dune.

    Forse il primo romanzo, per azione e dinamica, e sorpresa nella tecnica di scrittura rimane ineguagliabile. Comunque questo secondo capitolo è un capolavoro di intrighi e misticismo, filosofia e ...continua

    Forse il primo romanzo, per azione e dinamica, e sorpresa nella tecnica di scrittura rimane ineguagliabile. Comunque questo secondo capitolo è un capolavoro di intrighi e misticismo, filosofia e antropologia applicata a una saga di grande respiro. Il fascino del deserto e delle sue sabbie che nascondono il dio verme Shai Ulud mozza il respiro.

    ha scritto il 

  • 2

    "Vi sono cose che nessuno può sopportare. Ho vagato fra tutti i futuri possibili che io potevo creare, finché, alla fine, essi hanno creato me".

    Francamente non capisco come sia possibile che il ...continua

    "Vi sono cose che nessuno può sopportare. Ho vagato fra tutti i futuri possibili che io potevo creare, finché, alla fine, essi hanno creato me".

    Francamente non capisco come sia possibile che il ciclo di Dune conti tutti questi romanzi, tra seguiti, prequel e spin-off. Già il secondo libro, dopo la tiepida soddisfazione del primo epico romanzo, mi sembra la rivelazione dell'altra faccia della medaglia: Dune sembrava troppo bello per essere vero, ed ecco raccolti in questo seguito tutti gli (ormai?) innegabili difetti e le debolezze di una storia che fa acqua da tutte le parti, un'ambientazione scopiazzata a destra e sinistra, e soprattutto un'etichettatura sbagliata, perché sto ancora ad arrovellarmi il cervello a cercarvi qualcosa di fantascientifico. L'intreccio sostanziale è debolissimo e quanto di più scontato e banale: lo status quo è minacciato da (udite, udite) una congiura. Attorno a questo elemento centrale (e che divien sempre più marginale), le gesta di personaggi, primari e secondari senza alcuna precisa ragione. E così ci troviamo personaggi snaturati, incongruenze e vuoti di trama mostruosi, domande senza risposte e idee buttate a caso di passaggio. Tipo: le potentissime "streghe" Bene Gesserit, alla cui Vista non sfugge nulla, si scoprono sempre più rimbambite, al punto da aver bisogno dei Tarocchi per la divinazione, che non servono nemmeno a far avvertire loro (né a Paul, tra l'altro) la creazione di un nuovo essere divino (come quando e perché? domande senza risposte). Paul dovrebbe essere impegnato a sventare la congiura, ma passa il tempo a crucciarsi sulle sue relazioni sentimentali (fantasie incestuose con Alia, il rapporto con l'isterica moglie, l'amore per l'amante Chani) o a giocare con la Spezia. Come se non bastasse c'è un Duncan redivivo, o forse non è lui, o forse sì, boh; infine, qualcuno ha prelevato dal pianeta un Verme gigante (chi? quando? per farci cosa? boh). Alla luce di tutto ciò, Messia di Dune è un pessimo romanzo, che sballotta il lettore tra eventi casuali privi di alcuna connessione logica. Sembra quasi che Herbert voglia sbarazzarsi dei personaggi per poi introdurre la nuova generazione (che verrà, appunto, con I figli di Dune). La mia indignazione è poi maggiore perché Messia mi rende ancora più evidente come in questo ciclo non ci sia nulla che possa far parlare di fantascienza. L'ho già detto: un'astronave non fa fantascienza. Se Dune era modellato sul canovaccio della quest (nulla di più fantasy), Messia gioca sulle lotte per il potere tra casate e stirpi, tradimenti e rivelazioni e figli sparsi, com'è tipico di quei fantasy che portano avanti una trama sfilacciata solo per continuare a far giocare i personaggi. Tutto ciò si riflette sul profilo stilistico: una narrazione che indugia sui dialoghi (quanto parlano, capitoli interi) e limita l'azione a una serie di scene preconfezionate. C'è di buono che, chissà come, si fa leggere rapidamente e senza sforzo. Leggerò gli altri? Chissà, confesso di esser curioso di vedere dove vuole andare a parare.

    ha scritto il 

  • 4

    Non è al livello del primo, storico "Dune" ma resta un buon seguito. Complotti e invidie di corte e dell'aristocrazia (sebbene interplanetaria), fondamentalismi religiosi (molto terrestri e molto ...continua

    Non è al livello del primo, storico "Dune" ma resta un buon seguito. Complotti e invidie di corte e dell'aristocrazia (sebbene interplanetaria), fondamentalismi religiosi (molto terrestri e molto attuali ai giorni nostri), un destino che per quanto previsto resta (forse) il male minore o comunque contro il quale non ci si vuole mettere e quindi si lascia che le cose vadano come devono andare, colpi di scena (realizzati molto bene a fine racconto). Forse la narrazione e gli stessi personaggi non sono caratterizzati benissimo, ma è piacevole da leggere.

    ha scritto il 

  • 2

    El Mesias de Dune es un libro difícil de catalogar, pero más q nada por ser la segunda parte de Dune. No tiene mucho que ver con su predecesor... Sí, los personajes "son los mismos" al menos en el ...continua

    El Mesias de Dune es un libro difícil de catalogar, pero más q nada por ser la segunda parte de Dune. No tiene mucho que ver con su predecesor... Sí, los personajes "son los mismos" al menos en el nombre... porque no se parecen en nada más. Nadie actúa como actuaba antes, los fremen ni siquiera parecen fremen y toda la acción que ocurre es casi al final. Aunque parezca mentira es un libro q cuesta de leer, más q nada porque trata de ser demasiado filosófico, de cómo puede actuar un Dios que no quiere serlo y de todo lo que puede ocurrir a su alrededor. Aquí se presenta a una nueva facción terriblemente poderosa en el Universo de Dune, y de la que no se sabía nada del anterior libro... ¿porqué? Fácil, hay q resucitar a un personaje importante de la novela anterior y no sabían como hacerlo... Vamos, todo metido a martillazos. Todo lo bueno, genial y entretenido que tenía Dune, aquí se diluye y ni siquiera hay destellos de su antecesor.

    Menos mal que ya me había leído la saga hace muchos años, porque si no, no seguiría leyéndola. Aún así hay que tener muchas ganas para leerse "El Mesías de Dune"

    ha scritto il 

  • 5

    Dune non finisce di stupire: questo sequel è ancora più riflessivo e filosofico. Per quanto non succeda molto a livello di narrazione, i personaggi (nuovi e vecchi) hanno tutti qualcosa di ...continua

    Dune non finisce di stupire: questo sequel è ancora più riflessivo e filosofico. Per quanto non succeda molto a livello di narrazione, i personaggi (nuovi e vecchi) hanno tutti qualcosa di interessante da aggiungere. Ed ora, il finale...

    ha scritto il 

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