! SCHEDA DOPPIA ! Il Diavolo e la Signorina Prym

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Di

3.5
(3450)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Portoghese

Isbn-10: A000094606 | Data di pubblicazione: 

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia , Religione & Spiritualità

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Descrizione del libro
SCHEDA DOPPIA da non aggiungere in libreria o, se lo si possiede, da eliminare. La scheda corretta è una delle seguenti:

http://www.anobii.com/books/Il_Diavolo_e_la_Signorina_Prym/0120839165ffa24fa9/

http://www.anobii.com/books/Il_Diavolo_e_la_Signorina_Prym/9788845247002/0079d4196e31da32cd/

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  • 3

    Giro del mondo letterario: il Brasile di Coelho

    Ogni tanto mi capita di leggere romanzi, spesso editi da piccole case editrici, di spessore narrativo notevole; inevitabilmente, si affaccia alla mia mente il pensiero “Se lo stesso libro fosse stato ...continua

    Ogni tanto mi capita di leggere romanzi, spesso editi da piccole case editrici, di spessore narrativo notevole; inevitabilmente, si affaccia alla mia mente il pensiero “Se lo stesso libro fosse stato scritto da Baricco / Benni / Camilleri – Metteteci-Il-Nome-Che-Volete avrebbe venduto decine di migliaia di copie”.

    A volte, poi, capita l’esatto contrario: mi sorprendo cioè a pensare se un romanzo come “Il Diavolo e la Signorina Prym” avrebbe superato lo scoglio di un primo valutatore in una media casa editrice, in assenza naturalmente dell’incredibile successo editoriale de “L’Alchimista” e di altre prove narrative dello stesso Paulo Coelho.
    Francamente, non ne sono così certo.

    Trama, che poi altrimenti qualcuno si arrabbia: la vita sonnecchiosa dei 281 abitanti di Viscos viene scossa dall’arrivo di uno strano individuo che, con l’involontaria assistenza di una ragazza del luogo (Chantal Prym), darà il via ad un diabolico gioco teso a dimostrare la cattiveria insita nel genere umano.
    Probabilmente è colpa mia, non ho mai amato eccessivamente le favolette; l’effetto mi è sembrato francamente quello, e il magnifico tema della lotta eterna fra Bene e Male è stato trattato con profondità ben maggiore da autori che – loro si – hanno segnato la storia della letteratura mondiale; è innegabile che alcune delle metafore utilizzate siano affascinanti – quella dei “modelli” di Leonardo da Vinci per l’Ultima Cena la sto rivendendo con una certa frequenza – ma non mi sembra siano sufficienti per nobilitare un testo un po’ furbo, ammiccante, commercialmente ineccepibile ma narrativamente troppo povero.

    Poi, come capita su alcuni autori in particolare, su Coelho ci si divide profondamente in opposte fazioni. Personalmente, non lo trovo così stimolante per un pensiero profondo come, di norma, si cerca di farlo passare.

    LINK: http://www.masedomani.com/2015/09/08/recensione-il-diavolo-e-la-signorina-prym-di-paulo-coelho/

    ha scritto il 

  • 2

    Creo que Paulo Coelho peca de simplista en este libro. Supuestamente representa la batalla del bien y del mal. Pero en vez de narrarlo de una manera grandilocuente o con una historia complicada, Coelh ...continua

    Creo que Paulo Coelho peca de simplista en este libro. Supuestamente representa la batalla del bien y del mal. Pero en vez de narrarlo de una manera grandilocuente o con una historia complicada, Coelho enmarca esta guerra tan familiar, en un entorno rural y con unas circunstancias muy concretas, lo que a mi modo de ver le da atractivo a la novela.

    La forma de escribir tan sencilla del autor ayuda a mejorar la primera impresión que se tiene del libro. Quizás la historia sea de sobra conocida, pero está puesta en escena de un modo simple y comprensible para todos los lectores.

    Por desgracia la novela decae muy rápido, cayendo en los previsibles tópicos del género. El autor intenta abarcar muchos conceptos, lo que conduce a que tenga que simplificarlos, llenado el texto de mensajes repetitivos y con cierto regusto artificial.

    Confieso que no he conseguido captar el mensaje. Se me ocurren muchos típicas frases para intentarlo, pero ninguna me parece representativa del libro. Pienso que a lo mejor no hay moraleja, puesto que aunque las dos partes (bien y mal) se enfrenten, no parece que haya un claro vencedor. Coelho dota a ambas partes de argumentos más que razonables. Y todo esto, junto con ese infumable y cuestionable (por lo menos desde el punto de vista moral) final te dejan confusa y desorientada.

    Resumiendo nos encontramos ante un libro lleno de mensajes repetidos y estereotipos por doquier. Una decepción profunda, que me lleva a cuestionarme seriamente si volveré a leer algo de este autor.

    ha scritto il 

  • 3

    Senza infamia e senza lode.

    È il primo libro di Coelho che leggo e devo dire che non c'è male. Come scrittore è bravo, la trama è interessante e permette al lettore di soffermarsi su questioni piuttosto profonde. Nonostante ques ...continua

    È il primo libro di Coelho che leggo e devo dire che non c'è male. Come scrittore è bravo, la trama è interessante e permette al lettore di soffermarsi su questioni piuttosto profonde. Nonostante questo non posso dargli più di tre stelle perché il finale è un po' scontato e tirato via, la personificazione di bene e male in angeli e diavoli diventa TROPPO reale e improvvisamente sci troviamo davanti ad un racconto quasi fantastico e infine perché comunque non dice niente di più di quello che tutti noi sappiamo: il male è male e il bene è bene. Un libro carino da leggere nei momenti di noia ma niente di più.

    ha scritto il 

  • 5

    Un libro per me molto intenso che mi ha fatto riflettere di più sulle cose che possono capitare ogni giorno, in ogni momento. Un libro dove nostalgia delle persone amate, una vita sempre uguale con le ...continua

    Un libro per me molto intenso che mi ha fatto riflettere di più sulle cose che possono capitare ogni giorno, in ogni momento. Un libro dove nostalgia delle persone amate, una vita sempre uguale con le sue certezze e i suoi ritmi ma che non soddisfa, e poi gli eventi che ci sorprendono e ci fanno vacillare, la possibilità di scappare verso qualcosa i nuovo e con il brivido dell avventura e poi… e poi torniamo sempre a casa nonostante tutto perché la sicurezza è qualcosa di concreto e reale che sia l abbraccio di una madre o il conforto dell’amico. Dire di si alle cose è molto facile, vuoi perché lo fanno in tanti o perché a volte è meglio prendere le cose come vengono invece di lottare. È dire no la cosa difficile, perché si va controcorrente, perché si rischia di litigare con gli altri o perché dicendo no si rischia di perdere tutto. È allora che viene voglia di scappare e di andare altrove pur di non dover scegliere, ma anche quando siamo andati via dalla scelta da fare alla fine abbiamo comunque fatto una scelta che comporterà del bene o del male. È solo quando siamo obbligati a sceglie che diciamo un si o un no ma alla fine torniamo sempre dove per noi è casa. Che sulla piazza della ns vita ci sia una forca o una croce.

    ha scritto il 

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