! SCHEDA DOPPIA ! Il Diavolo e la Signorina Prym

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Di

3.5
(3481)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Portoghese

Isbn-10: A000094606 | Data di pubblicazione: 

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia , Religione & Spiritualità

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Descrizione del libro
SCHEDA DOPPIA da non aggiungere in libreria o, se lo si possiede, da eliminare. La scheda corretta è una delle seguenti:

http://www.anobii.com/books/Il_Diavolo_e_la_Signorina_Prym/0120839165ffa24fa9/

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  • 5

    È il primo libro di Coelho che leggo, e non ne sono rimasta delusa, anzi. Scritto in modo semplice ma arguto, a mio parere questo romanzo racconta la classica lotta del Bene contro il Male in maniersa ...continua

    È il primo libro di Coelho che leggo, e non ne sono rimasta delusa, anzi. Scritto in modo semplice ma arguto, a mio parere questo romanzo racconta la classica lotta del Bene contro il Male in maniersa diversa dal solito, più sottile e sorprendente. È un libro che mi ha fatto riflettere molto su una cosa tanto semplice quanto difficile da ricordare al giorno d'oggi, che è anche uno dei messaggi della religione cristiana: l'uomo non nasce buono, né cattivo, nasce semplicemente con un dono meraviglioso ma allo stesso tempo terribile, cioè la possibilità di scegliere tra Bene e Male tutti i giorni. Ogni azione che compiamo può essere buona, ma sta solo a noi la scelta, anche quando tutte le circostanze sembrerebbero "giustificarci" un'azione cattiva. Coelho secondo me ha centrato bene il messaggio con la sua storia e a questo punto sta al lettore accogliere o meno questa riflessione e cominciare ad agire di conseguenza.

    ha scritto il 

  • 3

    E' l'ultimo libro di una trilogia con protagoniste donne: qui vi è la lotta con il diavolo, i pregiudizi, la paura e il male. Ostico per me dare un giudizio anche per le diverse vedute con altri "Anob ...continua

    E' l'ultimo libro di una trilogia con protagoniste donne: qui vi è la lotta con il diavolo, i pregiudizi, la paura e il male. Ostico per me dare un giudizio anche per le diverse vedute con altri "Anobiani", ma è un autore che si legge e basta in certi momenti della vita in cui c'è bisogno delle sue parole. Questa parabola sulla contrapposizione a ciò che è accidentale, accessorio, contingente della natura umana, sulla libera scelta fra bene e male, sulla volontà di essere angeli o demoni, fa parlare le sue idee, ciò che ha in mente e non i personaggi del libro, è la sconvolgente forza che ciascun essere umano racchiude dentro di sé: la capacità di scelta, in ogni momento della vita, del giusto o errato percorso da intraprendere. A volte la scrittura può diventare monotona, ma il testo è ben strutturato. Il tema centrale del libro è, evidentemente, l’antica lotta tra il Bene e il Male, con una novità, ossia la consapevolezza che si stia parlando di un’unica medaglia con le canoniche due facce, così che il loro aspetto dipenda esclusivamente dal momento in cui esse si presentano nella nostra esistenza. Insomma, come dicevo prima, un buon libro da leggere in determinati periodi di vita con animo sensibile e riflessivo, per chi preferisce lasciare spiragli aperti a nuove prospettive. In conclusione, mi è parsa molto bella la metafora del dipinto leonardesco dell'Ultima cena" in cui “Il Bene e il Male hanno la stessa faccia. Tutto dipende dal momento in cui attraversano il cammino di ogni essere umano”.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Mi aspettavo qualcosa in più.

    Avevo puntato questo libro e "Veronika decide di morire" da moltissimo tempo, basandomi solo sulla noticina della quarta di copertina e senza andare a cercare informazioni, forse per la paura di rovin ...continua

    Avevo puntato questo libro e "Veronika decide di morire" da moltissimo tempo, basandomi solo sulla noticina della quarta di copertina e senza andare a cercare informazioni, forse per la paura di rovinarmi la scoperta della storia.
    Fatto sta che ho scoperto solo a lettura iniziata che si trattava di una trilogia-slegata e che io sono partita dall'ultimo volume. XD Quindi, il mio percorso di lettura sarà a ritroso: "Il diavolo e la signorina Prym" - "Veronika decide di morire" - "Sulle sponde del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto" (quest'ultimo le devo ancora recuperare, appunto perché non avevo idea di trattasse di una trilogia!)
    Allora, volume che si legge davvero in un giorno; sono 170 pagine, quindi vola via. Io l'ho tenuto un po' di più solo per una questione di tempo. Ma insomma, in definitiva la lettura scorre velocemente, una volta preso il via.
    Ammetto di essere stata un po' ingannata dal riassunto della quarta di copertina, perché forse mi ero aspettata molta più azione e la presenza di un Diavolo che fosse 'fisico'. M'ero dimenticata che si trattava di Coelho e che quindi tutto sarebbe dovuto venir traslato su un piano molto più simbolico e filosofico.
    Difatti, l'intero racconto non è che una specie di lotta dialettica tra Bene e Male, in cui dei due, vince quello con l'esponente più abile nel parlare e, quindi, nel manipolare la mente della gente - fin troppo sempliciotta - del paesino di Viscos, dove è ambientata la vicenda. (No, niente Apocalisse, niente scenografie da da effetti speciali; la vicenda è affrontata su un piano estremamente soft molto affine al luogo in cui si svolge: è come se tutto dovesse nascere e morire solo lì, e basta; il resto del mondo tagliato fuori).
    Cosa si può dire, alla fine? Che il Bene vince? Parrebbe così, ma almeno per quanto riguarda me, credo che non abbia vinto nessuno dei due.
    C'erano delle riflessioni molto interessanti, ma devo dire che la lettura non mi ha avvinto come ho sperato all'inizio. Mi aspettavo di più e forse un po' sono stata delusa.
    I personaggi restano tutti senza nome, tranne la signorina Prym e la vecchia Berta, eppure parte della personalità di coloro che restano 'innominati', se non tramite l'identificazione del loro ruolo nella società, emerge abbastanza bene dagli atteggiamenti che hanno e dalle scelte che prendono.
    Immagino che l'intento fosse proprio questo: lasciare un senso di vaga conoscenza del paese - in cui posso riconoscere vari paesini dell'entroterra italico - e focalizzarsi sulla persona qualunque che da quel paesino si sente quasi soffocare (posso essere io, puoi essere tu, può essere chiunque viva in un paese così e non lo riconosce nella propria personalità e modo di essere e vivere).
    Per il resto, poca azione, giusto quella necessaria, e molte, molte disquisizioni fisolofiche.
    Consigliato a chi preferisce i combattimenti interiori piuttosto che quelli armi in pugno.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    1

    Nella lotta tra il Bene e il Male, quando Coelho ha pubblicato questo libro, ha vinto il Male

    Con tutto il rispetto per uno scrittore e, nel caso specifico, per Coelho, penso che mia nipote di quattro anni potrebbe descrivere la lotta tra il Bene e il Male con molto più acume e fantasia. Il te ...continua

    Con tutto il rispetto per uno scrittore e, nel caso specifico, per Coelho, penso che mia nipote di quattro anni potrebbe descrivere la lotta tra il Bene e il Male con molto più acume e fantasia. Il tema, di per sé estremamente affascinante, viene trattato in maniera quasi grottesca. Per coloro che, seguendo il mio consiglio, volessero evitare la fatica di leggere questo libro, ecco spoilerata la trama: a Viscos, un paesino dimenticato da Dio di 281 anime, giunge uno straniero ricchissimo con una mega-tragedia alle spalle il quale, per farsi una ragione di tutto il male che ha subito, vuole dimostrare che non c'è una ragione a tutto il male che ha subito. Semplificando, il ragionamento del suddetto è il seguente: se dimostro che tutti gli uomini sono cattivi, dimostro l'inevitabilità del male, indi per cui mi metto l'anima in pace se mia moglie e mia figlia sono state trucidate dai terroristi. Una logica davvero impressionante. Questo tizio propone dunque agli abitanti di Viscos di commettere un omicidio in cambio di un'enorme quantità d'oro che potrebbe essere usato per far rinascere il paesello (ormai morente in quanto privo di nuove nascite e abitato solo da pastori e agricoltori). Qui entra in scena la Signorina Prym (quella del titolo), una povera orfana che lavora nell'unico albergo del paese e che viene scelta dallo straniero come portavoce della sua proposta agli abitanti del luogo. La Signorina comprende che non è proprio una delle azioni più rette uccidere in cambio di denaro ma dall'altra parte il diavoletto che ha sulla spalla sinistra (si, Coelho personifica in questo modo il bene e il male, con l'angioletto e il diavoletto, proprio come mia nipote) le fa intravedere in quel denaro la possibilità di riscattarsi da una vita da sfigata. Ed in effetti alla fine lei si riscatta. Gli abitanti di Viscos, invece, se la prendono nel secchio. All'inizio si rifiutano di commettere l'omicidio e vengono tacciati di essere solo dei cagasotto (e non persone realmente buone di cuore), successivamente si decidono a compierlo ma la Signorina li fa venir meno all'intenzione facendo loro sorgere il dubbio che, a giochi fatti, la banca potrebbe creare problemi a cambiare in soldoni una quantità così grande d'oro (si avvierebbero delle indagini, verrebbero scoperti etc.). Ah! Dimenticavo. La vittima sacrificale prescelta per l'esecuzione è una vecchia di nome Berta che parla con l'anima del marito morto e passa le giornate seduta davanti alla porta di casa a contemplare la natura. Ecco qua. Questo è tutto. Non c'è alcuna caratterizzazione psicologica dei personaggi, che sono quasi evanescenti. Non c'è simbolismo. Per il resto, il solito Coelho: qualche storia metaforica buttata lì sul Bene e il Male come le due facce di una stessa medaglia, qualche leggenda celtica, Dio nominato con regolare cadenza.
    Curiosità: data la mia ignoranza in geografia, ho fatto una ricerca, scoprendo che Viscos esiste davvero: è un comune francese sui Pirenei abitato da circa 50 persone.
    Almeno queste saranno state contente che Coelho abbia scritto questo romanzo. Io no.

    ha scritto il 

  • 3

    Giro del mondo letterario: il Brasile di Coelho

    Ogni tanto mi capita di leggere romanzi, spesso editi da piccole case editrici, di spessore narrativo notevole; inevitabilmente, si affaccia alla mia mente il pensiero “Se lo stesso libro fosse stato ...continua

    Ogni tanto mi capita di leggere romanzi, spesso editi da piccole case editrici, di spessore narrativo notevole; inevitabilmente, si affaccia alla mia mente il pensiero “Se lo stesso libro fosse stato scritto da Baricco / Benni / Camilleri – Metteteci-Il-Nome-Che-Volete avrebbe venduto decine di migliaia di copie”.

    A volte, poi, capita l’esatto contrario: mi sorprendo cioè a pensare se un romanzo come “Il Diavolo e la Signorina Prym” avrebbe superato lo scoglio di un primo valutatore in una media casa editrice, in assenza naturalmente dell’incredibile successo editoriale de “L’Alchimista” e di altre prove narrative dello stesso Paulo Coelho.
    Francamente, non ne sono così certo.

    Trama, che poi altrimenti qualcuno si arrabbia: la vita sonnecchiosa dei 281 abitanti di Viscos viene scossa dall’arrivo di uno strano individuo che, con l’involontaria assistenza di una ragazza del luogo (Chantal Prym), darà il via ad un diabolico gioco teso a dimostrare la cattiveria insita nel genere umano.
    Probabilmente è colpa mia, non ho mai amato eccessivamente le favolette; l’effetto mi è sembrato francamente quello, e il magnifico tema della lotta eterna fra Bene e Male è stato trattato con profondità ben maggiore da autori che – loro si – hanno segnato la storia della letteratura mondiale; è innegabile che alcune delle metafore utilizzate siano affascinanti – quella dei “modelli” di Leonardo da Vinci per l’Ultima Cena la sto rivendendo con una certa frequenza – ma non mi sembra siano sufficienti per nobilitare un testo un po’ furbo, ammiccante, commercialmente ineccepibile ma narrativamente troppo povero.

    Poi, come capita su alcuni autori in particolare, su Coelho ci si divide profondamente in opposte fazioni. Personalmente, non lo trovo così stimolante per un pensiero profondo come, di norma, si cerca di farlo passare.

    LINK: http://www.masedomani.com/2015/09/08/recensione-il-diavolo-e-la-signorina-prym-di-paulo-coelho/

    ha scritto il 

  • 2

    Creo que Paulo Coelho peca de simplista en este libro. Supuestamente representa la batalla del bien y del mal. Pero en vez de narrarlo de una manera grandilocuente o con una historia complicada, Coelh ...continua

    Creo que Paulo Coelho peca de simplista en este libro. Supuestamente representa la batalla del bien y del mal. Pero en vez de narrarlo de una manera grandilocuente o con una historia complicada, Coelho enmarca esta guerra tan familiar, en un entorno rural y con unas circunstancias muy concretas, lo que a mi modo de ver le da atractivo a la novela.

    La forma de escribir tan sencilla del autor ayuda a mejorar la primera impresión que se tiene del libro. Quizás la historia sea de sobra conocida, pero está puesta en escena de un modo simple y comprensible para todos los lectores.

    Por desgracia la novela decae muy rápido, cayendo en los previsibles tópicos del género. El autor intenta abarcar muchos conceptos, lo que conduce a que tenga que simplificarlos, llenado el texto de mensajes repetitivos y con cierto regusto artificial.

    Confieso que no he conseguido captar el mensaje. Se me ocurren muchos típicas frases para intentarlo, pero ninguna me parece representativa del libro. Pienso que a lo mejor no hay moraleja, puesto que aunque las dos partes (bien y mal) se enfrenten, no parece que haya un claro vencedor. Coelho dota a ambas partes de argumentos más que razonables. Y todo esto, junto con ese infumable y cuestionable (por lo menos desde el punto de vista moral) final te dejan confusa y desorientada.

    Resumiendo nos encontramos ante un libro lleno de mensajes repetidos y estereotipos por doquier. Una decepción profunda, que me lleva a cuestionarme seriamente si volveré a leer algo de este autor.

    ha scritto il 

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