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! SCHEDA DOPPIA ! La storia

Di

Editore: Gruppo Editoriale L'Espresso Spa

4.5
(86)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 605 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: A000013256 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina morbida e spillati

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 5

    Il destino di ognuno di noi è avere una storia. quando questa non si determina nella nascita e nella morte è catartico esitere nel dramma della vita non vissuta, ma subita. i temi di questo capolavoro sanno di redenzione, di elevarsi sopra l'amore materno o la disonestà della guerra. useppe nasce ...continua

    Il destino di ognuno di noi è avere una storia. quando questa non si determina nella nascita e nella morte è catartico esitere nel dramma della vita non vissuta, ma subita. i temi di questo capolavoro sanno di redenzione, di elevarsi sopra l'amore materno o la disonestà della guerra. useppe nasce dalla sua stessa morte, da una violenza che inconsapevole subisce e commuove fino a farlo rinascere dentro noi stessi.

    ha scritto il 

  • 5

    letto a 15 anni, non ho mai avuto bisogno di rileggerlo: è un libro che rimane dentro, che si ricorda per sempre...come appunto dovrebbe essere la Storia, la Storia vissuta da noi, dai nostri genitori,dai nostri nonni.

    ha scritto il 

  • 5

    Leggere "La Storia" è come fare un viaggio nel tempo.
    Ciò che rende questo romanzo diverso da quelli ambientati negli anni 40 è che la protagonista, Ida Ramundo, non ha i requesiti letterari per essere considerata una vittima della guerra: non ha un marito al fronte, suo figlio non muore in ...continua

    Leggere "La Storia" è come fare un viaggio nel tempo.
    Ciò che rende questo romanzo diverso da quelli ambientati negli anni 40 è che la protagonista, Ida Ramundo, non ha i requesiti letterari per essere considerata una vittima della guerra: non ha un marito al fronte, suo figlio non muore in guerra, anche se è per metà ebrea la deportazione non la coinvolge in prima persona.
    Ida è una vittima della vita, è una vittima della Storia.
    Elsa Morante porta il lettore nella realtà di chi subisce le conseguenze che la guerra ha sulla quotidianità: la vita di chi, ignorando cosa avvenga a livello diplomatico, ha un unico obiettivo e desiderio: sopravvivere fino al giorno successivo.
    E anche quando la guerra sarà finita, rimarranno i suoi segni negli animi di tutti i personaggi, testimoni dell'atrocità di 'uno scandalo che dura da diecimila anni'.
    E che ancora non accenna a finire...

    ha scritto il 

  • 5

    Un classico del '900, un libro che non dovrebbe mancare nella propria libreria.
    Romanzo storico, ambientato a Roma sul finire della seconda guerra mondiale, racconta la spietatezza della guerra e, al contempo, commuove per la variegata umanità di cui è intriso il racconto. La scrittura è pia ...continua

    Un classico del '900, un libro che non dovrebbe mancare nella propria libreria.
    Romanzo storico, ambientato a Roma sul finire della seconda guerra mondiale, racconta la spietatezza della guerra e, al contempo, commuove per la variegata umanità di cui è intriso il racconto. La scrittura è piacevole, i personaggi indimenticabili, l'autrice è riuscita ad immergermi negli odori e nei luoghi della Roma di quegli anni, nelle emozioni ed inquietudini delle persone. Imperdibile, il più bel libro di Elsa Morante.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    storia uguale a mai e poi mai pace

    Questo libro mi sembra il tipo di libro che nessuno nella nostra epoca potrebbe scrivere; gli eventi descritti sono talmente grandi per gli esseri che ne vengono attraversati, che essi sembrano passarci in mezzo credendosi degli attori mentre sono poco più che marionette. Cambia solo il burattina ...continua

    Questo libro mi sembra il tipo di libro che nessuno nella nostra epoca potrebbe scrivere; gli eventi descritti sono talmente grandi per gli esseri che ne vengono attraversati, che essi sembrano passarci in mezzo credendosi degli attori mentre sono poco più che marionette. Cambia solo il burattinaio ; possono credere di gestirsela loro la vita, come Ninuzzu, ma irrimediabilmente un burattinaio più grande ha già scritto per loro il copione. Gran senso di tragicità di questa sinfonia in parole, fin dall'incipit si presente che niente andrà bene nè per Ida, stuprata fin dalle prime pagine, nè per i suoi sfortunati figli. Perchè dico che un libro così nessuno può scriverlo nella nostra epoca? Perchè noi la guerra la viviamo attraverso il televisore, non sulla nostra pelle,mentre chi sta vivendo una guerra deve ancora vedere nascere nella sua terra un Omero che la possa cantare una volta che si sia conclusa. Elsa Morante fa rivivere per noi l'attonito sgomento di chi è testimone della storia durante il secondo conflitto mondiale, tramite gli occhi della sua passiva e indifesa protagonista; ci fa vedere gli ebrei romani ammassati sui carri bestiame , ancora increduli che stia capitando proprio a loro, un po' come gli animali al macello, perchè mai e poi mai avrebbero creduto che potesse irrompere nelle loro quiete e povere vite qualcosa di così incomprensibile. Le pagine della tradotta testimoniata da Ida sono potenti. Tutto il libro è una sinfonia lenta e grave; con personaggi che a volte servono da tramite alle convinzioni più profonde dell'autrice, il suo pessimismo , il suo dipingere senza stupore sia la bontà che la mediocrità che la ferocia umane, con pagine di altissima poesia e indagine psicologica; gli animali che accompagnano i nostri protagonisti sono amici che li accompagnano, e la Morante crea ritratti di autentica poesia di Bella, di Blitz e quando vuole descrivere il dolore umano alla radice lo paragona a quello senza scampo degli asini legati alla macina, l'urlo del maiale che assomiglia a quello umano quando lo macellano: Il piccolo predestinato, Useppe, vive un rapporto preferenziale con la natura, affascinato dalle manifestazioni di gioia della sua cagna Bella, che gli fa da madre nelle sue lunghe passeggiate lungo il Tevere; e si immedesima nel sogno di libertà della cavia vista nello studio medico, che diviene metafora della sua ruota esistenziale, quella da cui non può scendere. Un libro lungo e triste, che si fa bere come un calice amaro , fino alle pagine della disfatta di Davide Segre, che perde i suoi ideali, perde gli amici, perde la famiglia e perde se stesso. La guerra è lo scenario su cui si svolgono queste misere esistenze votate fin dall'inizio alla sconfitta. Bellissima la resa di una Roma trasognata e popolaresca, bellissima la vita dei comprimari, tutti personaggi colti con vivide pennellate di colori. Un capolavoro.

    ha scritto il