! SCHEDA DOPPIA - Q

Di

Editore: Einaudi

4.4
(7867)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Francese , Olandese , Polacco , Ceco

Isbn-10: A000005339 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Tascabile economico , Copertina rigida

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Politica

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Descrizione del libro
SCHEDA DOPPIA
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  • 2

    Mah

    Vedo che questo romanzo ha fatto perdere la testa a molti (nel senso che è piaciutissimo a migliaia di persone). Queste le mie osservazioni su quello che in tanti chiamano "Capolavoro":
    1 - I salti cr ...continua

    Vedo che questo romanzo ha fatto perdere la testa a molti (nel senso che è piaciutissimo a migliaia di persone). Queste le mie osservazioni su quello che in tanti chiamano "Capolavoro":
    1 - I salti cronologici, i cambi di luogo e di narratore non aiutano la lettura e la comprensione della storia (e si va direttamente al punto 2).
    2 - Personalmente ho fatto fatica a capire la storia, più che altro perché, per impostazione narrativa, delle vicende e dei personaggi, allo stesso modo, ho capito poco. Compaiono nomi, compaiono luoghi, si fanno cose: sembra che niente abbia un senso o una forma, che le cose scorrano via senza importanza.
    2.1 - I personaggi sono anonimi, a parte alcuni. Nel senso che di alcuni personaggi il narratore riporta giusto il nome: tizio, caio, sempronio fanno questo e quello. Sono tutti macellai, birrai, tavernieri, contadini, e li chiama come se il lettore li conoscesse da sempre. Poi a un certo punto scompaiono e ciao.
    3 - Ho avuto qualche difficoltà a capire chi dice cosa (e questo punto si collega al secondo, in quanto un problema correlato è la "vaghezza" dei personaggi. Il protagonista racconta e allo stesso tempo riporta i suoi dialoghi, ma poche volte dice "dico/affermo/commento/aggiungo", e le sue frasi si mescolano alle frasi che vengono da tutto il resto del mondo.
    4 - Per esigenze, chiamiamole, "intellettualoidi", la narrazione mi sembra volutamente confusionaria. Senza contare i salti temporali, le lettere del cattivo (un antagonista invisibile che non c'è mai ma fa tutto), i cambi di luoghi randomici ai quali si è già detto sopra. La narrazione, dicevo, mi sembra confusionaria per scopi intellettualoidi perché sarebbe stato troppo semplice raccontare i fatti in ordine cronologico, o almeno aiutare il lettore a capire gli eventi storici, le cause, le conseguenze, i passaggi, le connessioni: no, il protagonista (e il narratore) non ha voglia di stare dietro su queste cose. E' uno spirito libero che passa da studente, a ladro, a soldato, a conquistatore, a imperatore del mondo. A cosa serve la chiarezza? E andiamo al punto 5.
    5 - Troppa volgarità gratuita, usata solo per fare scena. Cazzo, figa, tette, culo, scopare, bastardo, puttana, e via dicendo. Buttati come il sale sull'insalata perché il medioevo/il cinquecento era un'età di gente a cui non fregava niente della cortesia, dell'igiene, dell'educazione, quindi tutte le donne si scoprono il seno e tutti gli uomini vanno in giro col pesce di fuori. Va bene così. (Non dico che sia da togliere la volgarità, ma che sia da usare con un metodo, non perché tanto piace, tanto è il periodo storico giusto, e tanto noi autori siamo controcorrente, quindi usiamola).
    6 - Il tempo verbale narrativo usato è il presente. Questa non è una critica negativa, ma l'uso di questo tempo verbale andrebbe curato molto bene perché non è convenzionale, e in questo libro (a differenza ad esempio di Hunger Games, dove il narratore registra la realtà tramite il presente, dando un senso immediato) il presente è usato per avvenimenti caotici, disordinati del passato. Non riesco a esprimere un parere lucido su questo punto che possa impattare sul giudizio finale.

    ha scritto il 

  • 4

    Difficile da seguire all'inizio, tanti personaggi (e ancora più nomi) in un contesto storico con cui non è detto che si abbia familiarità. Paralleli e allusioni a fatti di altre epoche sono sempre in ...continua

    Difficile da seguire all'inizio, tanti personaggi (e ancora più nomi) in un contesto storico con cui non è detto che si abbia familiarità. Paralleli e allusioni a fatti di altre epoche sono sempre interessanti ma do per scontato che alcune cose restino valide nel corso dei secoli e finiscano per ripetersi sotto altre forme, secondo altre modalità e con altri nomi, e proprio per questo motivo ben venga che in Q ci sia anche questo, ma nel romanzo cercavo anche altro. Desideravo emergessero gli uomini e il loro sopravvivere al tempo e agli eventi più che le loro lotte, e se per tutta la prima metà ho continuato a sentirli troppo distanti e invischiati in faccende che non riuscivo a sentire mie, nel resto la situazione si è capovolta. Forse è proprio così che è stato pensato, o più probabilmente sono io ad aver impiegato 300 pagine per riuscire ad orientarmi. Alla fine ho trovato ciò che volevo e sono rimasto molto soddisfatto dalla lettura. Per quanto riguarda lo stile, no la penna volta al turpiloquio e alle frasi brevissime e telegrafiche e sì a tutto il resto, ma nel complesso ha perfettamente senso che siano più voci a raccontare la storia.

    ha scritto il 

  • 5

    WOW

    La storia di una vita e di un ideale scomposta in tre momenti. Praticamente una trilogia. Mi ha sorpreso la scrittura: potente e densa, capace di portarti dentro la storia. E allora sei lo straccione ...continua

    La storia di una vita e di un ideale scomposta in tre momenti. Praticamente una trilogia. Mi ha sorpreso la scrittura: potente e densa, capace di portarti dentro la storia. E allora sei lo straccione al bordo della strada che sfugge ai mercenari. Sei il sovversivo sporco di sangue e con un coltello in mano. Sei lo sconfitto.
    Secondo me è proprio la sconfitta la protagonista.
    Ammetto di averlo letto in tempi biblici, ma a tratti è ostico, duro, scomodo. Bello. Lo consiglierei.

    ha scritto il 

  • 4

    Lettura non per tutti, ma avvincente

    Prima di "Q" non avevo letto mai nulla di questo collettivo e in generale non sono un'appassionata dei romanzi storici, ma devo dire che mi è piaciuto molto e lo consiglierei a un lettore medio-alto.
    ...continua

    Prima di "Q" non avevo letto mai nulla di questo collettivo e in generale non sono un'appassionata dei romanzi storici, ma devo dire che mi è piaciuto molto e lo consiglierei a un lettore medio-alto.
    Sicuramente non è una lettura semplice, spesso ho dovuto dare una sbirciatina a wikipedia per capire meglio gli eventi storici di cui conoscevo ben poco, ma è scritto in maniera magistrale e ti permette di viaggiare in un periodo davvero interessante. Riforma protestante, santa inquisizione, anabattisti, rivolta dei contadini, Anversa, Roma, Venezia: è un affresco completo del periodo che va dal 1518 al 1555.
    Un consiglio: bisogna dedicare tempo e attenzione a questo libro, lo si deve leggere continuativamente e in un lasso di tempo breve per non perdersi fra i mille nomi, eventi, date, luoghi.

    ha scritto il 

  • 4

    Non è un libro facile; richiede attenzione curiosità capacità di entrare in un racconto e in un contesto storico caotico. Poi si legge di un fiato e la curiosità di capire cosa è Storia cosa è fin ...continua

    Non è un libro facile; richiede attenzione curiosità capacità di entrare in un racconto e in un contesto storico caotico. Poi si legge di un fiato e la curiosità di capire cosa è Storia cosa è finzione aiuta ad approfondire. Libro consigliato per periodi calmi.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    0

    Bello ma

    Questo è stato il romanzo che ha fatto conoscere il collettivo dei Wu Ming al grande pubblico. Ho letto il suo seguito per primo, Altai, molto diverso come stile da Q.
    Qui si avvertono le diverse mani ...continua

    Questo è stato il romanzo che ha fatto conoscere il collettivo dei Wu Ming al grande pubblico. Ho letto il suo seguito per primo, Altai, molto diverso come stile da Q.
    Qui si avvertono le diverse mani che hanno composto il romanzo sia per stile narrativo che per tono. Nonostante questo è veramente un ottimo libro, dimostrando che è possibile scrivere a più mani senza che la storia perda di interesse.
    E' un profondo atto di accusa contro la chiesa di Roma, che viene descritta nel modo meno nobile. Tutto ruota intorno al grande inquisitore Carafa, che spese la sua vita con l'eresia di Lutero e Calvino e di tutti quei riformatori in odore di eresia. Molto avvincente sono le aree di azioni e le riflessioni sulla religione e sugli effetti distorti di una rigida applicazione delle fede cristiana. Ma in dettaglio èì un atto di accusa contro le ingerenze papali nelle vita di tutti i giorni e contro le dottrine che predicano l'uguaglianza tre le persone. Ovviamente il romanzo è frutto di fantasia in un contesto storico reale. Dove invece mostra la corda sono proprio i riferimenti storici, ininfluente nella storia ma non sempre felici. Ad esempio Renata di Francia è descritta come vedeva di Alfonso d'Este, mentre in realtà era la duchessa di Ferrara, moglie di Ercole II d'Este. Altro refuso storico. Finale Emilia non era il posto di dogna tra i ducati di Modena e di Ferrara ma Modena e Ferrara erano un unico ducato. E non sono gli unici. Non cambia la storia del romanzo ma non si capiscono perché non si è fatta una ricerca storica più accurata.

    ha scritto il 

  • 3

    Una vita all'insegna della "sovversione" , il sogno di ribaltare l'ordine precostituito, quarant anni di lotte con poche vittorie e molte sconfitte ... la realtà che come un muro di gomma metabolizza ...continua

    Una vita all'insegna della "sovversione" , il sogno di ribaltare l'ordine precostituito, quarant anni di lotte con poche vittorie e molte sconfitte ... la realtà che come un muro di gomma metabolizza i colpi e si ripresenta uguale a prima, sempre uguale a sè stessa... passano gli anni, i compagni di lotta e le lotte hanno nomi e principi diversi con il solito obiettivo...ma l'ordine è immutabile...non resta che continua a lottare, continuare a sperare, continuare a sognare...vivere... A tratti un po lento nel complesso piacevole.

    ha scritto il 

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