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Por quién doblan las campanas

By Ernest Hemingway

(67)

| Paperback | 9789875661639

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285 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Molto bello il fatto che praticamente fin dall'inizio l'autore ci fa capire come finirà la storia, attraverso una specie di profezia. Questa cosa si propaga per tutto il romanzo, e H. ci racconta come il protagonista affronta il suo destino attravers ...(continue)

    Molto bello il fatto che praticamente fin dall'inizio l'autore ci fa capire come finirà la storia, attraverso una specie di profezia. Questa cosa si propaga per tutto il romanzo, e H. ci racconta come il protagonista affronta il suo destino attraverso le introspezioni di Robert Jordan.

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    Nico Bettio said on Jul 25, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un realismo agghiacciante

    Meraviglioso romanzo il quale insegna che nella guerra non esistono buoni o cattivi, non c'è una ragione o un torto, ma si è tutti egualmente colpevoli, ognuno con i suoi demoni, le sue paure e i suoi peccati. Nel mezzo, una tenerissima storia d'amor ...(continue)

    Meraviglioso romanzo il quale insegna che nella guerra non esistono buoni o cattivi, non c'è una ragione o un torto, ma si è tutti egualmente colpevoli, ognuno con i suoi demoni, le sue paure e i suoi peccati. Nel mezzo, una tenerissima storia d'amore sincero e incondizionato, disilluso per via di un destino segnato, ma allo stesso tempo completamente libero d'esprimersi, senza remore o rimpianti.

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    Francesco said on Jul 18, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Sono impressionata dalla capacità di Hemingway di creare un'esperienza completa di realtà. Metafore fulminee e perfette: gli aerei proiettano le loro ombre sulle colline come squali sul fondo sabbioso dell'oceano, e non c'è bisogno di sapere altro. S ...(continue)

    Sono impressionata dalla capacità di Hemingway di creare un'esperienza completa di realtà. Metafore fulminee e perfette: gli aerei proiettano le loro ombre sulle colline come squali sul fondo sabbioso dell'oceano, e non c'è bisogno di sapere altro. Sorridi alle bestemmie di Augustin, Pilar te lo fa vedere don Faustino, lo senti quel sapore di catrame nel vino e quel campo di grano mosso dal vento diventa più reale di te. Equilibrio perfetto di azione e riflessione, mai distinte nettamente, in un ritratto completo della morte: grottesca, surreale, esilarante, indegna, necessaria, struggente, nobile, accolta, come si accoglie l'amore. Consigliatissimo!

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    Medea said on Jun 4, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    No, decisamente mi aspettavo molto di più dal mio primo approccio col Nobel americano... A dire il vero, leggendo e rileggendo la quarta di copertina, mentre cercavo di convincermi a iniziarlo una buona volta, sentivo che non mi avrebbe folgor ...(continue)

    No, decisamente mi aspettavo molto di più dal mio primo approccio col Nobel americano... A dire il vero, leggendo e rileggendo la quarta di copertina, mentre cercavo di convincermi a iniziarlo una buona volta, sentivo che non mi avrebbe folgorato... però chissà, ci si può anche sbagliare.
    E adesso che l'ho finito, mi chiedo se non sia proprio lo scrittore (di cui non metto in dubbio il valore oggettivo, non lo faccio mai quando questo è universalmente riconosciuto, anche se poi io personalmente magari non l'ho recepito) che non è "fatto per me"...
    Un libro che vive molto di trama (e già qui...), trama di guerra, poi... Un po' prima di metà ho iniziato a farmi ammaliare dal racconto di alcuni episodi che esulavano dalla vicenda principale (definitivamente conquistata dal racconto di Pilar sulla presa del loro paesino d'origine da parte dei repubblicani) e soprattutto dalla caratterizzazione di alcuni personaggi, Pilar e Pablo su tutti. Ecco, se una cosa mi è piaciuta davvero, questa è stata il delinearsi di queste figure così forti, complesse, emblematiche, di "rottura" rispetto all'eccessiva ideologizzazione del protagonista, che ho trovato decisamente insopportabile (cosa rara: di solito amo molto i personaggi principali di un romanzo, indipendentemente dal loro carattere o dalla loro "moralità")... Piacevoli anche le digressioni su Karkov e gli altri "pezzi grossi" della guerra: in pochi tratti Hemingway riesce a definire figure credibili), mentre ciò che mi ha messo a dura prova è la storia d'amore con Maria (che rivaleggia con Robert Jordan nell'assegnazione della palma al personaggio più odioso)...
    Niente, non c'è stato nulla da fare: almeno in questo caso (non ho letto altro di questo autore e mi chiedo se lo farò mai), ho avuto l'impressione che Hemingway dovesse infilare questa passione travolgente ed esclusiva a tutti i costi, quasi il protagonista dovesse timbrare il cartellino per poter dire (come dice) di "essere stato molto fortunato rispetto agli altri" e "aver trovato persino l'amore" (e dovesse farlo anche l'autore per rendere "completa" la sua storia di amore e di guerra, di vita e di morte)... Poca naturalezza in questo sentimento scoppiato all'improvviso (e vabbè... il tempo è poco!) e sviluppato senza credibilità (ogni volta che leggevo "coniglietto" mi si stringeva lo stomaco), per non parlare della straziante scena finale. Tagliando la storia d'amore con Maria e i trascinanti monologhi con se stesso, la storia avrebbe retto meglio.

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    newlife said on May 20, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Oggi non è che un giorno qualunque di tutti i giorni che verranno. Ma quello che accadrà in tutti gli altri giorni che verranno può dipendere da quello che farai tu oggi.

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    Suttree said on Mar 19, 2014 | Add your feedback

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    Una storia di 3 giorni che sembra una vita intera, personaggi che credi di conoscere da sempre. Un romanzo di guerra, d’amore, di rispetto. Rispetto per la vita e per chi la sorte ti ha messo di fronte con il tuo stesso identico umore ma la divisa ...(continue)

    Una storia di 3 giorni che sembra una vita intera, personaggi che credi di conoscere da sempre. Un romanzo di guerra, d’amore, di rispetto. Rispetto per la vita e per chi la sorte ti ha messo di fronte con il tuo stesso identico umore ma la divisa di un altro colore, dove il nemico non è chi ti si para davanti ma la guerra intesa come entità a sé stante, che divide gli uomini in nome di una falsa ideologia. Una storia drammatica ma capace, sotto la grigia corteccia della bruttura della guerra, di lasciare un messaggio di speranza e progresso: il progresso dell’uomo sull’uomo stesso, l’idea che il sacrificio della propria vita per il bene comune dia alla stessa pieno significato, anche se questa dura solo 3 giorni, il tempo di un amore fugace nei boschi di Segovia.

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    Gec said on Feb 17, 2014 | Add your feedback

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