È Oriente

Di

Editore: Feltrinelli (I Narratori)

3.9
(609)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 198 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8807016311 | Isbn-13: 9788807016318 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Viaggi

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Descrizione del libro
Dalle Alpi svizzere al Salento, da Vienna al Mar Nero, dalla crosta delle montagne alle pianure incise dal serpente del Danubio, un lungo viaggio, anzi una serie di viaggi, per imparare a guardare e a sentire la spalla orientale dell'Europa. Il volume raccoglie per la prima volta scritti editi e inediti del reporter italiano, in cui convivono gusto per il viaggio e dell'andare (attraversando paesaggi, incontrando uomini, sondando umori), la fascinazione del racconto e della parola.
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  • 3

    Se uno supera l'immediata sensazione di antipatia che irradia uno scrittore che gira per l'Europa ma non è un turista come gli altri (come te lettore), va in bici ma non è un volgare ciclista della do ...continua

    Se uno supera l'immediata sensazione di antipatia che irradia uno scrittore che gira per l'Europa ma non è un turista come gli altri (come te lettore), va in bici ma non è un volgare ciclista della domenica, e che non rinuncia (a nessun costo) ad ogni occasione per farti una bella predica, in genere sulla superficialità e il degrado culturale della nostra civiltà consumista e immemore (di cui tu lettore sei parte integrante ed inconsapevole, ovviamente), se uno resiste a tutto ciò può anche gradire soprattutto le belle descrizioni di un mondo multietnico, anzi aggrovigliato, come il nostro misconosciuto Est dell'Europa, che in realtà ne costituisce il cuore, culturale e ideale. Per approfondimenti, vedere Magris.

    ha scritto il 

  • 1

    Pedalare sulla cyclette durante uno sciopero di Trenitalia

    Non ho mai letto Rumiz e non credo che leggerò altro in futuro. Mi correggo, leggerò quasi sicuramente Maledetta Cina, da tutti ritenuto una ciofeca, per quel puro gusto sadomasochistico di leggere qu ...continua

    Non ho mai letto Rumiz e non credo che leggerò altro in futuro. Mi correggo, leggerò quasi sicuramente Maledetta Cina, da tutti ritenuto una ciofeca, per quel puro gusto sadomasochistico di leggere qualcosa di infame e poi dileggiarlo.
    E' Oriente è una raccolta di racconti di viaggio in bicicletta e treno. Mi è capitato di leggere diversi libri in cui la prospettiva è quella della vista dal finestrino mentre il paesaggio scorre e, spesso queste opere sono, forse per solidarietà col mezzo di trasporto, troppo lente (infinite e noiose descrizioni) o troppo veloci (accenni vaghi a incontri mai approfonditi).
    Rumiz pescando il peggio di tutti e due e con una scrittura piatta e frammentaria dedica poco spazio al viaggiare e agli incontri con l'altro e tanto, troppo, alle stancanti e trite riflessioni politiche e personali.
    Stesso dicasi dei racconti dei viaggi a due ruote: scialbi, insignificanti, sia dal profilo dell'esperienza sia dal profilo sportivo.
    Pessimo

    ha scritto il 

  • 4

    Una serie di storie, una raccolta di impressioni, tutte raccolte in viaggi nello spazio che va dai Balcani a Istanbul. Non si parla quindi di estremo oriente, ma quell'oriente vicino, così tanto che b ...continua

    Una serie di storie, una raccolta di impressioni, tutte raccolte in viaggi nello spazio che va dai Balcani a Istanbul. Non si parla quindi di estremo oriente, ma quell'oriente vicino, così tanto che basta sporgersi oltre Trieste per toccarlo e respirarlo. Complesso, affascinante, determinato da così tante vicende storiche da costruire un mosaico fittissimo di rimandi.
    Come sempre, leggere Rumiz vuol dire immergersi in un mare infinito di suggestioni - ed esporsi consapevolmente a parole che spingono inevitabilmente al viaggio.

    ha scritto il 

  • 4

    i libri di Rumiz, i suoi racconti di viaggio, sono sempre densissimi di pensieri e annotazioni, riflessioni a volte persino vorticose e in contrasto con la lentezza che più volte richiama, ma che in a ...continua

    i libri di Rumiz, i suoi racconti di viaggio, sono sempre densissimi di pensieri e annotazioni, riflessioni a volte persino vorticose e in contrasto con la lentezza che più volte richiama, ma che in alcuni casi gli sfugge di mano nel voler affrontare contemporaneamente troppi argomenti (tutti peraltro interessanti e stimolanti). Comunque godibilissimo

    ha scritto il 

  • 4

    Se è vero che “il mezzo è il messaggio”, come scrisse McLuhan, è anche vero che il mezzo (di trasporto) è il paesaggio. Ce lo mostra al meglio questo libro, presentandoci l’Europa danubiano-balcanica ...continua

    Se è vero che “il mezzo è il messaggio”, come scrisse McLuhan, è anche vero che il mezzo (di trasporto) è il paesaggio. Ce lo mostra al meglio questo libro, presentandoci l’Europa danubiano-balcanica attraversata in bici, in treno, su una chiatta e in auto. Questi mezzi mettono Rumiz in un contatto con luoghi e persone affatto ignoti ai giornalisti della jet society, quelli che ti parlano dell’Iraq o dell’Afghanistan dalle basi militari o dalle sale-stampa o dall’ultima terrazza degli hotel internazionali, accanto alla piscina panoramica. Rumiz invece no: come Terzani, si mescola alla gente, al mondo, alla terra; e ne scopre le rivelazioni più capitali: "Tutto, in un viaggio lento, si riempie di simboli”. Gran libro.

    ha scritto il 

  • 2

    Bello è bello, e come al solito leggere Rumiz fa venire voglia di partire subito, però QUESTO Rumiz ê meno facile di altri: a tratti decisamente triste, di quella tristezza languida che si insinua sot ...continua

    Bello è bello, e come al solito leggere Rumiz fa venire voglia di partire subito, però QUESTO Rumiz ê meno facile di altri: a tratti decisamente triste, di quella tristezza languida che si insinua sottopelle e condiziona tutta la lettura. Ma forse è la stessa tristezza languida di certi paesaggi orientali, di luoghi dimenticati, di quello che erano e che non sono più.

    ha scritto il 

  • 4

    Innanzitutto la scrittura…bellissima come sempre, ammaliante, viva. Ho viaggiato con l’autore, letteralmente. Ho “letto” tanti viaggi ma, secondo me, nessun autore come Rumiz riesce a farti assaporare ...continua

    Innanzitutto la scrittura…bellissima come sempre, ammaliante, viva. Ho viaggiato con l’autore, letteralmente. Ho “letto” tanti viaggi ma, secondo me, nessun autore come Rumiz riesce a farti assaporare la consapevolezza di viaggiare insieme a lui. Forse perché il suo viaggio è anche un viaggio dell’anima, forse perché il suo viaggio è anche amore per la gente che incontra, forse perché… non lo so.
    So soltanto che il racconto dei suoi viaggi mi commuove, tocca corde profonde del mio animo, sconvolge le mie vedute, sposta i confini del mio orizzonte. Fa tante cose Rumiz mentre mi racconta quello che ha visto: aggiunge anche un pizzico di orgoglio in più al mio essere italiana.

    ha scritto il 

  • 5

    Rumiz non tradisce mai. Bevuto anche questo E' Oriente come un'assetata, rubando ogni minuto della giornata e della sera pur di non staccarmene.
    Cosa per me nuova, mi sono scoperta a soffrire di un nu ...continua

    Rumiz non tradisce mai. Bevuto anche questo E' Oriente come un'assetata, rubando ogni minuto della giornata e della sera pur di non staccarmene.
    Cosa per me nuova, mi sono scoperta a soffrire di un nuovo patimento: il desiderio fisico di vedere ciò che gli occhi della mente andavano figurandosi e annusare gli odori che mi pareva di poter ricordare per similitudine con altri odori di altri posti.
    Struggente tutta la parte "asiatica", tornando con lui a casa, cioè nel NordEst, è stato un dolore sordo leggere ciò che scriveva nel 2001 sul possibile tracollo di un'economia che, già allora, ben prima del 2007 e dei sub-prime, dava segni di un esaurimento da fine corsa tutto locale, tutto italiano, tutto "politico" nordestino e nazional-nostrano.
    Frasi come lame che lette oggi sembrano perfino facili profezie e sono invece un avere occhi acuti per vedere oltre le apparenze e orecchie attente all'ascolto di tutto ciò che suona fuori sincrono.
    Ne voglio ancora.

    ha scritto il 

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