È troppo facile

Di

Editore: Mondadori

3.8
(723)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 208 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Spagnolo , Chi semplificata , Tedesco , Francese , Ceco , Portoghese , Olandese

Isbn-10: 8804520892 | Isbn-13: 9788804520894 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Copertina rigida , eBook

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Luke Fitzwilliam rientra in Inghilterra dopo anni di assenza. Durante il viaggio in treno incontra un'anziana signorina, Lavinia Pinkerton. La signorina racconta che sta andando a Scotland Yard per riferire che nel villaggio in cui vive stanno avvenendo una serie di delitti. Fitzwilliam non la prende sul serio. Il giorno dopo legge sul Times che la signorina Pinkerton è stata investita da un pirata della strada. Inizia allora a pensare che forse non erano tutte sciocchezze quelle che aveva detto in treno. Parte così per Wynchwood-under-Ashe ed inizia ad investigare.
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  • 0

    Mmmm pensavo meglio...

    Rispetto ad altre opere dell'autrice - che adoro - l'ho trovato decisamente inferiore. La trama è piuttosto banale, la soluzione facilmente comprensibile e i personaggi piuttosto stereotipati. Niente ...continua

    Rispetto ad altre opere dell'autrice - che adoro - l'ho trovato decisamente inferiore. La trama è piuttosto banale, la soluzione facilmente comprensibile e i personaggi piuttosto stereotipati. Niente a che vedere con la complessità strutturale e psicologica di Dieci piccoli indiani...
    La stessa Christie doveva essere poco convinta della trama, tanto che ha inserito una linea rosa inutile e abbastanza tirata per i capelli.
    Libro da leggere in spiaggia o a letto con l'influenza.

    ha scritto il 

  • 3

    Il giallo "semplice"

    L'associazione tra la denominazione "romanzo giallo" e il nome di Agatha Christie è un qualcosa che è entrato, ormai, di diritto, nella concezione pop di tutti gli amanti della letteratura e non.
    Il ...continua

    L'associazione tra la denominazione "romanzo giallo" e il nome di Agatha Christie è un qualcosa che è entrato, ormai, di diritto, nella concezione pop di tutti gli amanti della letteratura e non.
    Il segreto sta proprio nel genere: il giallo è fruibile, interessante, accattivante senza essere, per questo, frivolo. Rientra tranquillamente tra le "letture da ombrellone" (etichetta che di questi tempi sembrerebbe essere utilizzata in un'accezione negativa ma che, per come la penso io, andrebbe ridimensionata) ma è anche capace di regalare trame belle, intricate e significative, caratteristica che permette anche ai lettori occasionali di approcciarvisi senza nutrire quel reverenziale timore che circonda un classico, ad esempio.
    Eppure, impossibile negarlo, Agatha Christie, con i suoi romanzi, ha creato dei riferimenti definibili, in un certo senso, classici ( giallisticamente parlando) che sono oramai universalmente riconosciuti ed apprezzati: basti pensare alle numerose trasposizioni cinematografiche dei suoi romanzi oppure agli adattamenti che fumetti e comics ripropongono continuamente, lasciandosi affascinare da quel mondo di ipotesi, ricerche e presunti colpevoli, creato dalla signora indiscussa del giallo.
    Per quanto mi riguarda, Agatha Christie è una scrittrice che apprezzo moltissimo: mi piace il suo stile, molto leggero, semplice e ricco di dialoghi che aiutano a creare immediatamente immagini mentali dei personaggi e, contemporaneamente, mi piace il suo ingegno, la capacità di creare trame complicate nelle quali una risoluzione appare, il più delle volte, impossibile.
    Ritrovare questi due elementi chiave della scrittura della Christie, ogni volta che leggo un suo romanzo, ha l'effetto di farmi sentire a casa, di catapultarmi in un'atmosfera particolare che fa dell'unione tra stile semplice e complessità d'indagine il proprio perno.
    L'altra cosa che apprezzo tanto nei romanzi di Agatha Christie è la difficoltà che si riscontra nell'individuazione del colpevole...

    Qui, il mio parere completo-->http://dovecominciailmond.wixsite.com/dovecominciailmondo/single-post/2017/04/04/Il-giallo-semplice--%25C3%2588-troppo-facile-di-Agatha-Christie

    ha scritto il 

  • 2

    O il mio acume poliziesco si sta affinando sempre più (!?), oppure ad un certo punto gli indizi hanno cominciato ad essere troppo evidenti.
    Direi: la seconda che ho detto !:o)
    Però la lettura è piacev ...continua

    O il mio acume poliziesco si sta affinando sempre più (!?), oppure ad un certo punto gli indizi hanno cominciato ad essere troppo evidenti.
    Direi: la seconda che ho detto !:o)
    Però la lettura è piacevole.

    ha scritto il 

  • 4

    Facile?

    Sarà anche facile commettere un omicidio ma scoprire chi è l'assassino è un altro paio di maniche. Anche questa volta ho preso un abbaglio gigantesco!
    L'unica stranezza è la storia d'amore. Da quando ...continua

    Sarà anche facile commettere un omicidio ma scoprire chi è l'assassino è un altro paio di maniche. Anche questa volta ho preso un abbaglio gigantesco!
    L'unica stranezza è la storia d'amore. Da quando in qua la Christie fa sbocciare l'amore nei suoi romanzi?

    ha scritto il 

  • 2

    La Signora del Giallo 3 - 14 feb 16

    Concediamoci una pausa da Poirot (e sempre in attesa di attaccare Miss Marple), con un romanzo che viene definite della serie “Sovraintendente Battle”, perché costui compare, ad un certo punto. Ma pro ...continua

    Concediamoci una pausa da Poirot (e sempre in attesa di attaccare Miss Marple), con un romanzo che viene definite della serie “Sovraintendente Battle”, perché costui compare, ad un certo punto. Ma proprio alla fine, per sancire un quasi scontato finale, e senza che intervenga in tutta la storia, dove l’investigazione è condotta dal poliziotto in pensione Luke Fitzwilliam (in pensione dopo un servizio in Oriente, ma evidentemente giovane se riesce ad imbastire una storia con… beh su questo ci torniamo dopo). La scrittura della nostra ormai però si è incanalata sul binario parallelo dei suoi due eroi, e quando ne esce, i risultati non sono più esaltanti come ad inizio carriera. Questo, ad esempio, né è una tipica dimostrazione. Che potrebbe benissimo essere condotta sul filo delle avventure (almeno quelle a me note) di Miss Marple. Avvengono delle morti in una cittadina di provincia che sembrano naturali. Qualcuno però s’insospettisce, indaga, si aggira. E palando accumula indizi. Che ovviamente, non essendo né Poirot né Miss Marple lo portano a puntare l’indice accusatore verso tutt’altra parte da quella che, e si capisce ben presto, è l’accusa giusta. Tant’è “marpleiana” la scrittura che ad un certo punto, a pagina 173, Luke afferma “Solo le zie capiscono che il Tale è un disonesto perché assomiglia a un cameriere disonesto che avevano avuto in casa, e non importa se la gente di buon senso garantisce che il Tale è un’ottima persona. Le vecchie zie non sbagliano mai.” Una frase che potrebbe essere presa tale e quale da uno dei racconti di “Miss Marple e i tredici problemi”. Comunque qui non abbiamo la signora, né tanto meno il baffuto belga, con il suo format di un cattivo che muore e molti che possono averlo ucciso. Abbiamo appunto il buon Luke che incontra la vecchia Lavinia (una “zia” di cui sopra) che gli dice dei suoi sospetti verso le morti in una cittadina di provincia. Luke non è convinto, ma quando Lavinia viene investita e muore, pensa che potrebbe esserci qualcosa. Con uno stratagemma si reca nella cittadina (si finge cugino della bella Bridget che sta per andare in sposa all’arricchito Lord Whitfield) e comincia ad indagare. Molto cautamente, perché le morti della signora Horton, di Carter, del piccolo Timmy, della bella signorina Abby e del medico dr. Humbleby sembrano tutte naturali. I sospetti di Luke si appuntano prima sul sostituto del dr. Humbleby, ma questi avrebbe avuto la possibilità solo in 2 casi su 5. Poi sul losco antiquario della zona. Ma a parte la poca rassicurabilità, anche lui è coinvolgibile solo in 2 casi. A lungo s’intrattiene con la signorina Waynflete, una che sa tutto di tutti. E che è stata in gioventù fidanzata con il futuro Lord. Ma il loro amore si ruppe con la rottura del collo di un canarino. Ovviamente, anche se come detto non ne sappiamo l’età, è comunque un pensionato, seppur giovane. Allora Luke s’innamora della ventottenne Bridget. E riesce a convincerla di lasciare il redditizio fidanzamento con il Lord, per coronare il loro sogno di amore da “due cuori e una capanna”. In tutto questo, finalmente, scopriamo un filo “nero” che collega tra loro tutte le persone decedute. Sono state tutte in conflitto con il Lord. Chi lo trattava da parvenu, chi ne faceva l’imitazione, chi ricordava i suoi modi arroganti, chi rompeva tazzine del servizio buono, chi infine si opponeva alle sue opere innovative ma redditizie solo per lui. Il Lord è un delirio di egotismo: nel suo mondo esiste solo lui, le sue azioni, e la presenza degli altri serve a riconoscere la bontà della sua vita. Solo la signorina Waynflete sembra resistere al suo carisma. Nel presumibilmente concitato finale, quello in cui Battle da Londra si presenta anche lui sul posto, quando Bridget ha detto al Lord che andava via con Luke, si assiste allo svelamento dei misteri, e chi ha commesso tutti i delitti, mentre cerca di uccidere l’impotente Bridget, svela come e perché questi sono stati commessi. Non vi dirò chi è (ovviamente), ma penso l’avete capito come si capisce dal testo. Comunque Bridget si salva, e convola a giuste nozze con il buon Luke. Come avete visto, non ho dato la sufficienza a questo pur godibile scritto. Troppo sotto tono i personaggi. Troppo scontata la fine, seppur tumultuosa. Sembra uno di quei romanzi che i francesi e gli inglesi dell’Ottocento scrivevano a puntate per i giornali, più sotto la spinta della necessità economica, che per avere qualcosa da mostrare all’inclito pubblico. Vedremo che succede al ritorno di Poirot. Ed all’avvicinarsi della Seconda Guerra Mondiale (siamo ormai al ’39).
    “Le persone di una certa età non ricordano più di essere state giovani anche loro.” (85)
    “Nessun essere umano può sapere l’intera verità di un altro essere umano.” (94)

    ha scritto il 

  • 4

    Carino: solito giallo di maestra Agatha, con vari possibili assassini, e vari indizi che ovviamente tendono a depistare. Diciamo che stavolta non riesce del tutto a "fregare" il lettore, ma la lettura ...continua

    Carino: solito giallo di maestra Agatha, con vari possibili assassini, e vari indizi che ovviamente tendono a depistare. Diciamo che stavolta non riesce del tutto a "fregare" il lettore, ma la lettura è comunque piacevole e rilassante.

    ha scritto il