Το ημερολόγιο της Άννας Φρανκ

Επιστολές από τη 14η Ιουνίου 1942 έως την 1η Αυγούστου 1944

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Εκδοτικός Οίκος: Πατάκη

4.1
(13804)

Language: Ελληνικά | Number of Pages: 382 | Format: Others | In other languages: (other languages) English , Chi traditional , Spanish , German , Chi simplified , Galego , French , Italian , Dutch , Japanese , Catalan , Portuguese , Slovenian , Russian , Swedish , Croatian , Danish , Czech , Afrikaans , Hungarian , Basque

Isbn-10: 9603609714 | Isbn-13: 9789603609711 | Publish date: 

Category: Biography , Fiction & Literature , History

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Book Description
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    Bellissimo libro. Prima la "prigionia" in una soffitta e poi in un campo di concentramento visto con gli di una adolescente. Con il suo diario ci ha lasciato una "pezzo" di storia, che meglio possiamo ...συνέχεια

    Bellissimo libro. Prima la "prigionia" in una soffitta e poi in un campo di concentramento visto con gli di una adolescente. Con il suo diario ci ha lasciato una "pezzo" di storia, che meglio possiamo comprendere dalla lettura del diario di una bambina che da un libro di storia.

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  • 4

    "Viviamo tutti, ma non sappiamo perché e a che scopo; viviamo tutti coll'intento di diventare felici, viviamo tutti in modo diverso eppure uguale."

    Parto dall'unica nota che mi sento di segnalare in negativo: la mia obsoleta versione del 1954. Una traduzione a dir poco orribile, burocratica, alla stregua del mero linguaggio giornalistico/cronachi ...συνέχεια

    Parto dall'unica nota che mi sento di segnalare in negativo: la mia obsoleta versione del 1954. Una traduzione a dir poco orribile, burocratica, alla stregua del mero linguaggio giornalistico/cronachistico... Mi ha davvero portato via una parte del piacere della lettura, quello di riconoscere il vero e proprio stile dell'autrice, che sì, è una testimone, ma è innanzitutto una quattordicenne, una ragazzina dell'età di mia sorella. E no, questa mia attempata edizione, per quanto impreziosita dal tempo e dalla bellissima prefazione della Ginzburg, non ha affatto reso giustizia alla freschezza e alla limpidezza della piccola Anna, che comunque è stata in grado di colpirmi e commuovermi.
    A un certo punto, durante la lettura, sono arrivata addirittura a chiedermi "perché non ci siamo conosciute?" - Avremmo avuto un sacco di cose da dirci. L'impostazione del diario aiuta, perché talvolta mi sembrava davvero di essere Kitty, e nei suoi panni sono riuscita ad apprezzare l'ironia, lo spirito, il coraggio, la passione e il meraviglioso temperamento di una giovane promessa che, se non fosse stata brutalmente assassinata, avrebbe pubblicato tanti, tanti altri volumi.

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  • 5

    Il coraggio di essere Kitty

    Mi sono interessato alle vicende della Siria mediante i Tweet della piccola Bana Alabed, di 7 anni poco più della metà di quando Anne è entrata nell'alloggio segreto.
    Ad un certo punto le due storie s ...συνέχεια

    Mi sono interessato alle vicende della Siria mediante i Tweet della piccola Bana Alabed, di 7 anni poco più della metà di quando Anne è entrata nell'alloggio segreto.
    Ad un certo punto le due storie si sono praticamente sovrapposte al punto tale che ho deciso di leggere quanto Anne avesse da dire al mondo e a chi ha avuto il coraggio di conoscerne la storia, perché ci vuole coraggio a leggere e codardia a tralasciarlo, come come nel caso delle voci che si sollevano ora dalla Siria.

    Potresti tranquillamente credere che sia una storia di fantasia, un racconto per spingere a non dimenticare, ma è forse questo il legame che ti accomuna ad Anne. Ha creato un'amica di fantasia per tirare fuori la vera Anne, o almeno una delle due, per far si che a tanti anni di distanza chiunque tu sia possa diventare Kitty e tenerle compagnia in mezzo agli stenti, le liti, i regali e le sue piccole maturazioni senza però tralasciare la cornice che accompagnava tutti questi eventi.

    Forse è giusto leggerlo più volte ad età diverse per cogliere tutte le varie sfumature che un diario scritto durante un genocio può darti, ma quel che è certo è che oggi la mia cara Anne M. Frank è stata portata via e da oggi mi mancherà chiacchierare con lei e spero che tutte i piccoli e le piccole Anne che ora si trovano nei vari alloggi segreti ne escano incolumi e a ottobre possano tornare a scuola, parafrasando la voglia di vita che Anne aveva in cuor suo.

    Se il fine di ogni buon libro è quello di non lasciarti uguale a prima, di scatenare delle tempeste nel cuore del lettore, allora hai realizzato il tuo sogno di diventare una scrittrice.

    P.S. Nelle note di Notturno no.3 di Sogno d'amore di Liszt ho trovato la giusta melodia da associare a questa nuova, indimenticabile, amicizia

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  • 5

    Rileggere il diario personale di Anne Frank è davvero emozionante... Una ragazzina nel pieno dell'adolescenza che ci descrive tutta la sua permanenza nel nascondiglio segreto con la sua famiglia e al ...συνέχεια

    Rileggere il diario personale di Anne Frank è davvero emozionante... Una ragazzina nel pieno dell'adolescenza che ci descrive tutta la sua permanenza nel nascondiglio segreto con la sua famiglia e altri amici ebrei per fuggire alla cattura dei tedeschi.

    Un linguaggio dell'anima, che descrive la sua evoluzione interiore e fisica. Una ragazza che con la sua autentica e spontanea testimonianza dell'orrore che è la guerra ci insegna a non dimenticare.

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  • 3

    "Sii gentile e abbi coraggio", aveva scritto Anne Frank sulla copertina di uno dei suoi diari. Una massima che l'accompagna per tutti gli anni che resta nascosta nell'Alloggio segreto tra paura, sogn ...συνέχεια

    "Sii gentile e abbi coraggio", aveva scritto Anne Frank sulla copertina di uno dei suoi diari. Una massima che l'accompagna per tutti gli anni che resta nascosta nell'Alloggio segreto tra paura, sogni e speranze. Un importante documento che tutti dovrebbero leggere e che ci lascia intravedere la donna intelligente, coraggiosa, volenterosa ed emancipata che sarebbe stata Anen Frank se avesse avuto la possibilità di diventare adulta.

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  • 5

    L'Olocausto raccontato ai ragazzi

    Credo che la letteratura sull'Olocausto sia così sterminata, non solo perché chi l'ha vissuto ha trovato, dopo tanti decenni di silenzio, la voglia ed il coraggio di raccontare l'incredibile storia di ...συνέχεια

    Credo che la letteratura sull'Olocausto sia così sterminata, non solo perché chi l'ha vissuto ha trovato, dopo tanti decenni di silenzio, la voglia ed il coraggio di raccontare l'incredibile storia di questo abisso di morte.
    Ma anche perché é una vicenda storica non controversa.
    A parte alcuni negazionisti esibizionisti, tutti siamo d'accordo su come il nazismo abbia incarnato l'apice del male di cui l'umanità è stata capace di macchiarsi nella sua storia.
    Allora perché il 'Diario' di Anna Frank emerge su tutta questa letteratura come un classico?
    Perché Anna Frank riesce a raccontare in parallelo, tanto la paura soffocante di chi si sottrae ad un apparato di controllo ossessivo com'era la Gestapo, che poteva fare affidamento su uno strumento potentissimo e subdolo come la delazione.
    Tanto quella voglia di normalità vissuta attraverso i primi amori adolescenziali.
    E lo fa con un linguaggio che é quello dell'ingenuità di ragazzina, ma che al tempo stesso é così semplice ed efficace da raggiungere e conquistare il lettore di qualsiasi età.
    Ecco quindi il modo migliore di far conoscere anche ai ragazzi in età scolare cos'é stato l'Olocausto nazista, senza dover descrivere i lager, le camere a gas ed i forni crematori.
    Un pezzo di adolescenza vissuto in uno spazio esiguo, condiviso con altri estranei, dove non ci si poteva permettere nemmeno il lusso di un luogo esclusivo per sé.
    Il razionamento di ogni genere di conforto, sia quello materiale come il cibo, sia quello spirituale come i buoni sentimenti o le semplici buone maniere della convivenza.
    E come se non bastasse, tutto questo accompagnato dal terrore di essere scoperti che attanagliava ad ogni ora le vite di queste persone, sono aspetti più che sufficienti per raccontare cosa é stata capace di fare l'umanità contro sé stessa, in quel tragico secolo che é stato il '900.
    Tutto questo rende preziosa la testimonianza di questa ragazza ebrea che capitata nel luogo sbagliato, nel momento sbagliato, ha perso tutto quello che poteva perdere: l'adolescenza, la spensieratezza, la quotidianità, l'affetto, l'amore e la vita.

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  • 5

    L’argomento è serio e importante, necessita di non essere mai affievolito dal tempo. Ci sono numerose testimonianze e racconti sulla Shoah, ma personalmente la stella polare degli orribili fatti della ...συνέχεια

    L’argomento è serio e importante, necessita di non essere mai affievolito dal tempo. Ci sono numerose testimonianze e racconti sulla Shoah, ma personalmente la stella polare degli orribili fatti della seconda guerra mondiale, è lei, Anne. Nata a Francoforte nel 1929 da padre Otto e mamma Edith, Anne Frank non avrebbe mai immaginato che il diario da lei redatto tra il giugno del 1942 e l’agosto del 1944, sarebbe divenuto un best-seller tradotto in settanta lingue e che ha venduto milioni di copie. O meglio, lo sperava. Ma poi chiosava: “A chi potrebbero interessare i racconti di una tredicenne?”. Hanno invece stregato milioni di persone. La ragazzina vivace e carismatica di Francoforte, emigra ad Amsterdam nel 1933 quando sale al potere il partito nazista e per gli ebrei inizia un lungo inverno. Anne abita dapprima a Merwedplein, frequenta la Scuola Montessori, gioca con le compagne di scuola e conduce una vita apparentemente normale. All’entrata in vigore delle leggi razziali, Anne, come tutti i bambini ebrei, è costretta a frequentare il Liceo ebraico. La morsa dei tedeschi, che nel frattempo hanno occupato l’Olanda il 10 maggio 1940, si fa sempre più stretta nei confronti della famiglia Frank. Quando nel mese di luglio del ’42 la sorella Margot riceve una chiamata per essere trasferita nei campi di sterminio, il padre Otto mette in pratica un piano che da tempo covava: la clandestinità. Nel retro di un edificio sulla Prinsengracht numero 263, dove trova collocazione, ai piani inferiori, la ditta del padre, Anne si rifugia con tutta la famiglia, raggiunta poi da un altro nucleo familiare (i Van Pels, che nel diario saranno i Van Daan) e un amico di Otto Frank, dentista, di nome Fritz Pfeffer, ribattezzato “signor Dussel” negli scritti di Anne. Prima di entrare in clandestinità, per il suo tredicesimo compleanno, la ragazza riceve infatti un diario con una copertina di tela rossa e quadretti bianchi. Sarà “Kitty”, la sua amica immaginaria, a cui racconterà con grande costanza e senza peli sulla lingua il trascorrere del tempo rinchiusa in quello che lei battezza “Alloggio Segreto”. Emergono tutte le sfaccettature di Anne: la grande speranza (“Eppure, quando guardo il cielo, penso che tutto tornerà a volgersi al bene, che anche questa durezza spietata finirà, e che nel mondo torneranno tranquillità e pace”), il rapporto tormentato con la madre (“E’ difficile dire la verità, eppure la verità è che lei mi ha allontanata da sé con i suoi commenti inopportuni e il suo modo sarcastico di affrontare temi su cui non voglio scherzare, mi ha reso immune al suo affetto”), il sentimento che sboccia verso Peter, compagno di clandestinità figlio dei Van Daan, l’amore per la natura seppur spiata dal piccolo lucernario della soffitta. Emerge un’Anne molto più matura della sua giovanissima età. Seguendo una sicura vocazione di scrittrice, quando il ministro olandese per l’educazione, in esilio nel Regno Unito, annuncia via radio di voler pubblicare gli scritti e le memorie della guerra una volta che essa sarà finita, Anne non esita a tramutare la sua opera, finora semplice sfogo personale, in un manoscritto pronto per la pubblicazione. Il diario ci prende per mano e ci porta all’interno di una situazione a noi talmente lontana e inimmaginabile che desta gioco forza grande tensione ed emozione. Anne è autocritica, ammette di non avere un carattere semplice, e di essere perennemente in preda a una doppia personalità: l’Anne buona, che vorrebbe far uscire più spesso, e l’Anne scanzonata e irriverente che spesso complica i rapporti con gli altri. Il primo di agosto del 1944, è una mattina: i sogni e le speranze di Anne, così tenacemente difesi e custoditi, finiscono con l’irruzione della polizia tedesca che consegna Anne al destino dei campi di concentramento insieme agli altri componenti della famiglia; ma allo stesso tempo la proietta nel mito, nel ricordo, nell’immagine del bene che deve trionfare sul male.

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  • 4

    Lectura que debería ser obligatoria. Ana describe su cautiverio con tanto detalle que se te pone la piel de gallina sólo al pensar en pasar por su situación. A ratitos, muy pocos, un poquito aburrido ...συνέχεια

    Lectura que debería ser obligatoria. Ana describe su cautiverio con tanto detalle que se te pone la piel de gallina sólo al pensar en pasar por su situación. A ratitos, muy pocos, un poquito aburrido porque sigue siendo el diario de una niña de 14 años; una niña de la que admiro sin embargo su forma de escribir y expresarse.

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  • 5

    Scritto, ricopiato, corretto, modificato per la pubblicazione, scarabocchiato, amato come l'oggetto più prezioso. Questo diario giunge ai nostri occhi ed alla nostra mente come le confessioni di una r ...συνέχεια

    Scritto, ricopiato, corretto, modificato per la pubblicazione, scarabocchiato, amato come l'oggetto più prezioso. Questo diario giunge ai nostri occhi ed alla nostra mente come le confessioni di una ragazzina nel suo percorso interrotto verso l'età adulta, sincero e a volte cattivo, quasi senza filtri. Si impone al centro dell'attenzione e si lascia osservare mentre cambia, come cambiava l'autrice all'interno del rifugio segreto. La scrittura fa a volte dimenticare le condizioni in cui vivevano le famiglie nascoste, fino a quando alcune frasi o intere pagine costringono il lettore a prendere atto della realtà, che non è riuscita in quegli anni ad annientare la giovane mente di Anne Frank. Spesso triste, sempre piacevole da leggere. Consigliato a chiunque senta il richiamo di questa testimonianza.

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