Το στρίψιμο της βίδας

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Εκδοτικός Οίκος: Άγρα

3.8
(3980)

Language: Ελληνικά | Number of Pages: 227 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Spanish , Chi traditional , French , Italian , German , Portuguese , Catalan , Polish

Isbn-10: 9603254924 | Isbn-13: 9789603254928 | Publish date: 

Translator: Κοσμάς Πολίτης

Category: Fiction & Literature , Horror , Mystery & Thrillers

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Book Description
Το Στρίψιμο της Βίδας του Χένρυ Τζέημς (1843-1916) είναι ένα από τα διασημότερα έργα του συγγραφέα και ταυτόχρονα ένα από τα θαυμαστότερα κείμενα της φανταστικής λογοτεχνίας. Πρωτοδημοσιεύτηκε το 1898. Σχολιάζει ο Julian Green:« Αριστούργημα της υπαινικτικότητας. Ήδεξιοτεχνία είναι τόσο ευρηματική πού παίζει πρωταγωνιστικό ρόλο. Το μυστικό πού συνδέει τον Κουιντ με τον Μάιλς ή τη Φλώρα με τη Μις Τζέσελ, γίνεται τρομακτικότερο με το να μην εκφράζεται ξεκάθαρα».

Ό Αμερικανός συγγραφέας ζει στο Σάσσεξ της Αγγλίας όταν αποφασίζει να μετατρέψει σε εκτενή νουβέλα μια ιστορία παράξενη και φανταστική πού του διηγήθηκε ό αρχιεπίσκοπος του Καντέρμπουρυ, μια Ιστορία παιδιών πού το στοιχειώνουν νεκροί υπηρέτες. Ή αφηγήτρια στο έργο είναι ή γκουβερνάντα δύο παιδιών, του Μάιλς και τής Φλώρας. Το θέμα πού τίθεται σχετικά με την παρουσία των φαντασμάτων είναι ή πραγματικότητα των γεγονότων ή η τρέλα τής αφηγήτριας.

Το διφορούμενο παίζεται, στο Στρίψιμο τής βίδας, ανάμεσα στην πραγματικότητα και την ψευδαίσθηση του υπερφυσικού. Ίσως είναι το κείμενο πού ταιριάζει περισσότερο στον ορισμό του Τσβέταν Τοντόροφ σχετικό με τη φανταστική λογοτεχνία, πού βασίζεται στην ταλάντευση ανάμεσα στην απόδειξη του υπερφυσικού και την εξήγηση του.

Οπως λέει ό Χένρυ Τζέημς, « υπάρχουν σκοτεινά σημεία πού πρέπει να φωτιστούν. Άλλα είναι ένα ουσιαστικό σκοτεινό σημείο πού ανήκει στο έργο καθεαυτό. Κι αυτό, χωρίς να καταργείται, πρέπει να το γευτεί ό αναγνώστης με την ανησυχητική γοητεία του. Δεν φωτίζουμε το κιάρο-σκούρο, πού θα είχε σαν αποτέλεσμα τη διάλυση του, πρέπει να αρκεστούμε στην απόλαυση πού μας προσφέρει»

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  • 5

    Che paüra!

    Henry James con questo romanzo ci ha lasciato in eredità un capolavoro. Tutto è sottilmente geniale, a partire dalla narrazione, affidata alla protagonista e quindi incredibilmente soggettiva, che aff ...συνέχεια

    Henry James con questo romanzo ci ha lasciato in eredità un capolavoro. Tutto è sottilmente geniale, a partire dalla narrazione, affidata alla protagonista e quindi incredibilmente soggettiva, che affabula e riesce a far vivere al lettore momenti di vero terrore. Questi fantasmi che apparentemente non fanno nulla, ma la cui sola presenza basta a farci sudare freddo. E poi il finale, che fa cadere il velo attraverso il quale avevamo osservato fino a quel punto la vicenda, mostrandoci una scena che apre ad un mondo di possibili interpretazioni, delle quali lo stesso autore non volle mai indicare quella esatta, proprio perché quella esatta non esiste! Stupefacente.

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  • 3

    Giro di vite

    Inquietante romanzo ottocentesco. Un'istitutrice viene assunta per occuparsi di due ragazzini, dietro cui si celano i fantasmi del vecchio giardiniere e della precedente insegnante, deceduti misterios ...συνέχεια

    Inquietante romanzo ottocentesco. Un'istitutrice viene assunta per occuparsi di due ragazzini, dietro cui si celano i fantasmi del vecchio giardiniere e della precedente insegnante, deceduti misteriosamente.
    Brividi e suspense assicurati anche se la scrittura appare un po' datata: probabilmente il fatto di conoscere a memoria il film di Jack Clayton con Deborah Kerr mi ha rubato il piacere della sorpresa.

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  • 5

    recensione a cura di lunaticamente.com

    link al sito: http://www.lunaticamente.com/recensioni-di-libri/item/62-giro-di-vite-di-henry-james.html

    Ebbene si, perché tutto prende una piega grottesca quando una lettera dal collegio del nipote ar ...συνέχεια

    link al sito: http://www.lunaticamente.com/recensioni-di-libri/item/62-giro-di-vite-di-henry-james.html

    Ebbene si, perché tutto prende una piega grottesca quando una lettera dal collegio del nipote arriva e comunica che è stato espulso.
    Questo è solo l'inizio della storia ma dietro c'è molto di più....
    Chissà perché la conoscenza di queste perle le faccio sempre lasciandomi ispirare dall'istinto.
    L'ho acquistato perché mi chiamava, attirata dalla copertina l'ho pagato e senza battere ciglio me lo sono portato a casa.
    Pensavo che un libro di paura, affiancato ad una bella pioggia con temporale e una coperta calda mentre fuori fa freddo, fosse il connubio migliore per assaporare una storia di questo calibro, invece mi sono ritrovata a leggerlo solo ed esclusivamente di giorno per sopperire agli incubi che sicuramente mi avrebbe provocato se lo avessi letto di sera.
    E' una storia magnifica, scorrevole e da assaporare con la curiosità di un bambino che scopre per la prima volta dove la mamma nasconde i dolci.
    La magica capacità di lasciare certe cose in ombra, alcuni dettagli non detti, mettendo davanti al lettore il lato oscuro della propria immaginazione. Ti spinge a portare in superficie lati oscuri che non avresti pensato di avere.
    Forse è anche per questo che ho avuto veramente terrore e angoscia in certi passaggi, avevo la costante sensazione che qualcosa di terribile stesse per accadere.
    Parlava ai miei incubi. Gli chiedeva di uscire allo scoperto. Le immagini, i paesaggi di campagna e la serenità di una giornata di sole contrapposti all'incubo e al terrore ricorrente, saltano fuori non appena si abbassa la guardia...
    E' uno di quei libri che regalerei volentieri perché è una perla rara e un regalo di questo calibro è uno dei doni più preziosi che si possa fare!
    Entra di prepotenza nella mia top ten dei libri preferiti!
    Blacky

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  • 4

    Non tutto è come sembra

    Sembra, ed è, un tranquillo castello nella campagna inglese dove due bambini orfani, adottati da uno zio che non se vuole occupare e che vive lontano, nella capitale, abitano in compagnia della servi ...συνέχεια

    Sembra, ed è, un tranquillo castello nella campagna inglese dove due bambini orfani, adottati da uno zio che non se vuole occupare e che vive lontano, nella capitale, abitano in compagnia della servitù e della giovane istitutrice cui si legano, ricambiati. E sembra quasi naturale che nelle stanze e nel giardino, malgrado l’estate sfolgorante dell’inizio della storia, aleggino presenze, forse spiriti malvagi, che appaiono alla ragazza scatenando la spirale di paura in cui cade , paura per sè e paura per la sorte dei bambini. Paura e sospetti. Come in tutte le storie di fantasmi, il crescendo è così vorticoso e totalizzante che il resto sparisce, rimane solo la paura che trasfigura ogni oggetto e ogni relazione fino a creare il brusco misterioso epilogo. Perché non tutto è davvero come sembra, e come si annuncia. Nel corso della vicenda l’attenzione si sposta molto lentamente dai fatti così come vengono raccontati alla loro percezione da parte dei personaggi. Lo stratagemma di mostrare la storia attraverso lo sguardo e i pensieri della ragazza è essenziale per la comprensione degli eventi e soprattutto del finale, che rimane comunque ambiguo e che dà spunto a più interpretazioni.
    Inevitabilmente tornano alla memoria storie di morti in cui sono coinvolti bambini, The others o Il sesto senso, ed è questo il significato del titolo, giro di vite come ulteriore elemento di orrore perché le apparizioni toccano bambini, gli esseri che immaginiamo i più lontani dalla morte.
    Bel romanzo breve, avvincente e suggestivo.

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  • 5

    Il capostipite dei racconti di fantasmi, ma soprattutto dei thriller psicologici a cui siamo fin troppo abituati oggi. Ottima la versione cinematografica di Jack Clayton, "Suspense".

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  • 2

    Riletto, ricordando non un singolo evento, ma la sensazione di generale stupore e dubbio che mi aveva lasciato al termine della prima lettura. Con la consapevolezza di una mia maggiore maturità, e pro ...συνέχεια

    Riletto, ricordando non un singolo evento, ma la sensazione di generale stupore e dubbio che mi aveva lasciato al termine della prima lettura. Con la consapevolezza di una mia maggiore maturità, e pronta ai dubbi che mi avrebbero assalita, ho riletto questo classico con maggiore attenzione, concentrandomi sulla psicologia dei personaggi e cercando qua e là online notizie riguardanti questo enigmatico romanzo. Non ho avuto nessuna illuminazione circa la risposta ad interrogativi che hanno lasciato basiti letterati ben più esperti di me, ma mi sono goduta l'alone di mistero e di suspence, sempre con quella punta di fastidio riguardante le strambe azioni dei personaggi. Un libro pieno di domande, che non può non esser letto! Dovremmo tutti partecipare al grande dialogo su Henry e il suo misterioso romanzo!

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  • 0

    È un classico della letteratura gotica che non può mancare nella collezione di un appassionato. Romanzo che comincia lentamente e che prosegue con lo stesso ritmo a mano a mano che la trama si dipana. ...συνέχεια

    È un classico della letteratura gotica che non può mancare nella collezione di un appassionato. Romanzo che comincia lentamente e che prosegue con lo stesso ritmo a mano a mano che la trama si dipana. A me ha attirato molto ed ogni pagina mi spingeva ad andare avanti per capire come si sarebbe evoluta la trama. Sicuramente romanzo molto lento, dalle dimensioni contenute (intorno alle 150 pagine totali) , di grande atmosfera. Non il miglior romanzo che ho letto ma ha saputo mantenere alta la mia attenzione

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Ho cancellato la vecchia recensione appena finita di scrivere. Quindi, mo la rifo veloce e indolore. Ma quella prima, raga', era un botto fica. Ma proprio un botto. Sulla fiducia.

    1 La costruzione di ...συνέχεια

    Ho cancellato la vecchia recensione appena finita di scrivere. Quindi, mo la rifo veloce e indolore. Ma quella prima, raga', era un botto fica. Ma proprio un botto. Sulla fiducia.

    1 La costruzione di una cornice letteraria intorno al racconto dell'istitutrice non serve, come succederebbe ora, a mettere in dubbio la realtà della forma-racconto, dando vita a un discorso meta-narrativo, quanto più ad abattere ogni pretesa di oggettività nel racconto dell'istitutrice. Questo perché l'orrore è la mente dell'uomo. Non i fantasmi, ma la mente che li vede (e probabilmente li genera)

    2 Ma mettiamo che i fantasmi sono veri. Mettiamo che non sono solo psicosi. Cos'è che fanno? Cercano di corrompere i bambini? I fantasmi di due adulti viziosi stanno veramente cercando di continuare la loro opera di corruzione sui bambini? No, il loro obiettivo è ben più subdolo: corrompere la figlia del curato di campagna, repressa sessualmente, perfetta e dolcina, fino a farle odiare e uccidere quel bambino da lei tanto adorato (non a caso un maschio, sempre più adulto e sempre più dominante).

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  • 0

    Fra le molte ragioni per cui Henry James è giustamente passato alla storia della letteratura, non si annovera il suo essere l’anima della festa: i romanzi di James sono infatti tutti senza speranza, l ...συνέχεια

    Fra le molte ragioni per cui Henry James è giustamente passato alla storia della letteratura, non si annovera il suo essere l’anima della festa: i romanzi di James sono infatti tutti senza speranza, lucidi e spietati nel giudizio dell’uomo e della società, con personaggi dal percorso inevitabilmente infelice. Anche le sue ghost-stories, piuttosto emblematiche di come il genere è stato sviluppato in Inghilterra fra l’800 e il ‘900, hanno una venatura di disperazione barocca che a volte quasi surclassa l’aspetto più squisitamente orrorifico. Io confesso – ma suppongo si sia intuito – di non averlo mai amato, e di essere una di quelli che prenderebbero la protagonista di Ritratto di Signora, Isabel Archer, e la obbligherebbero alla lettura forzata di Jane Austen finché non si dà una svegliata. Sono quindi arrivata abbastanza tardi alla lettura del celeberrimo Giro di vite, e ho il terribile sospetto di esserci arrivata dopo una citazione dello stesso in CSI – Crime Scene Investigation, ma l’amor proprio mi suggerisce caldamente di non andare a controllare l’informazione e procedere oltre.

    Giro di vite è universalmente definito come una delle più belle storie dell’orrore di sempre, ma ancora una volta la mia prima lettura fu piuttosto deludente. La voce iniziale è quella di Douglas che legge il manoscritto lasciatogli da un’amica ormai morta, e vero narratore onnisciente della storia, la governante senza nome assunta da un ricco londinese perché si occupi dei due nipoti rimasti orfani. La giovane raggiunge l’isolata villa nel paesino di Bly, dove vive Flora e dove poco dopo arriva anche Miles, espulso dalla scuola cui è iscritto per ragioni vaghe, su cui l’istitutrice non ha il coraggio di indagare.

    La vita scorre serena e quieta, la donna è incantata dai ragazzini così educati e gentili, ma l’idillio viene infranto da due misteriose figure che solo l’istitutrice sembra vedere: la governante della casa, Mrs. Grose, le racconta che si tratta degli spettri della precedente educatrice e del suo amante, anch’egli impiegato presso la villa, che prima di morire si erano molto legati ai bambini. A poco a poco l’istitutrice si convince che anche questi ultimi possano vedere i due fantasmi, e anzi sono in combutta con essi per compiere qualcosa di orribile, pertanto non ne parlano con nessuno: quando cerca di costringere Flora a confessare, la bimba viene colta da febbri epilettiche e condotta altrove dalla governante. L’istitutrice rimane quindi sola con Miles, e finalmente riesce a farsi raccontare cos’è successo a scuola, ma in quel momento compare uno dei due fantasmi e, sebbene la donna cerchi di proteggere il bambino, questi vede lo spettro e le muore fra le braccia.

    Fine.

    Ai tempi lo trovai un finale molto deludente, che mi ricordava in qualche misura il moralismo latente di Zola in Il sogno, con questa morte improvvisa e molto risolutiva per l’autore più che per i protagonisti. Intendiamoci, il romanzo faceva paura, che è quanto ci si aspetta da una buona ghost-story, ma gli mancava il mordente per il guizzo finale.

    9613260460_0f6b32e829_bEro talmente delusa, anzi, che – in maniera per me abbastanza inconsueta – mi misi a leggere la post-fazione, giusto per vedere se sarei riuscita ad appagarmi, e sorpresa!, scoprii che esisteva una nutrita corrente di critici che leggevano Giro di Vite al contrario.

    Non si tratterebbe quindi di una storia di fantasmi, ma delle proiezioni psicotiche dell’istitutrice, malata di mente, forse repressa sessualmente (siamo sempre in epoca vittoriana), e che non è dunque la narratrice onnisciente e affidabile che abbiamo creduto fino a quel momento, ma una donna in preda al delirio: lette in quell’ottica, improvvisamente alcune note stonate tornavano al loro posto, ad esempio lo stranimento sempre crescente della giovane verso la bontà dei bambini, che accusa a più riprese di essere falsi ma senza mai portare nessuna evidenza a suffragare l’ipotesi. Sono bambini che si comportano da piccoli adulti, ma in modo dolce e spontaneo; ogni ambiguità, anche nel rapporto con la precedente istitutrice e il suo amante, viene sempre sottintesa solo dalla narratrice e mai dagli eventi, mentre il lettore esterno ne percepisce altra laddove ella non la vede, e cioè nel suo modo di fare verso i bambini, specie Miles, con cui ci sono scambi al limite dell’interazione seduttiva.

    Sia chiaro, la critica è tutto fuorché concorde su questa interpretazione. James ha scritto molte altre storie di fantasmi, pertanto non si vede perché questa dovrebbe essere in qualche modo diversa, viene obiettato. Ma qualcuno risponde che è stato anche un acuto narratore della società sua contemporanea, e non si vede perché non avrebbe potuto congiungere i due temi in un’unica storia: l’istitutrice povera che in qualche maniera protegge e “salva” i ricchi rampolli abbandonati a se stessi, gli strani rapporti che si intessono fra padroni e servitori, l’assenza morale e affettiva dei nobili contro la cura e l’affetto dei popolani, sono anche queste critiche più o meno velate a una società che James non condivideva.

    Impossibile oggi sapere quale fosse la vera intenzione dell’autore, ed è pertanto con un pizzico di licenza poetica che abbiamo inserito il Giro in questa rubrica, ma la chiave di lettura “scettica” lo rende decisamente più intrigante di quella “al dritto”, semplice e lineare. Se James ha davvero voluto raccontare la paranoia di una donna folle, ha saputo ricreare con una maestria impressionante il lento progredire di questa pazzia, dettaglio dopo dettaglio, ombra dopo ombra, lasciando insoluta la domanda sulla sorte di Miles (l’ha ucciso lei?).

    Con questa chiave in mano, tuttavia, la seconda lettura del Giro vi lascerà esterrefatti, incapaci di distinguere voi stessi se e dove finisce la storia di fantasmi e dove inizia la psicosi, chi siano i colpevoli e chi le vittime.

    Per una volta, anche le riduzioni cinematografiche sono state all’altezza dell’opera originale: consigliamo in particolare Suspense, del 1961, con Deborah Kerr, e The Others, con Nicole Kidman, del 2001 (quest’ultimo ispirato più che tratto).

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