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小城畸人

By 舍伍德.安德森

(207)

| Paperback | 9789573258636

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Book Description

  在無聊乏味的小城中,日復一日的生活乍看平凡無奇,然而畸人隱身其中,每個人都抓住一個真理。真理成千上萬,而且統統是美麗的。

  於是畸人逐一登場了。年輕的記者喬治.威拉德行將離鄉前往大都市尋求燦爛人生的前夕,眾多的魅影幽靈如輪舞曲般出現,單純的牧師、芳華虛度的女店員、抑鬱的旅館老闆娘、神秘的醫生、醜陋的電報員、未婚女教師、遭人誤解以致被驅逐出境的男教師、開荒創業而又虔信上帝的地主……小城溫士堡形形色色的畸人,各自述說著不同的奇異人生,既像一首詩,又像一場夢。

  作者舍伍德.安德 Continue

  在無聊乏味的小城中,日復一日的生活乍看平凡無奇,然而畸人隱身其中,每個人都抓住一個真理。真理成千上萬,而且統統是美麗的。

  於是畸人逐一登場了。年輕的記者喬治.威拉德行將離鄉前往大都市尋求燦爛人生的前夕,眾多的魅影幽靈如輪舞曲般出現,單純的牧師、芳華虛度的女店員、抑鬱的旅館老闆娘、神秘的醫生、醜陋的電報員、未婚女教師、遭人誤解以致被驅逐出境的男教師、開荒創業而又虔信上帝的地主……小城溫士堡形形色色的畸人,各自述說著不同的奇異人生,既像一首詩,又像一場夢。

  作者舍伍德.安德森被福克納譽為「我這一代的美國作家之父」,對福克納、海明威、史坦貝克等人的影響深遠。其文風簡潔,因受弗洛依德學說影響,除了寫實,更著力於描繪人心底層複雜的意識與衝突。豐富的人生閱歷讓他以散文般的筆觸描繪出一則則靈魂風景,尤其擅寫美國中西部的鄉野傳奇,下筆總能準確捕捉小人物的寂寞心緒。

  在其歷久不衰的傳世傑作《小城畸人》中,二十五則短篇小說各自獨立卻又呵成一氣,道盡小城眾生的愛恨、夢想、感傷、希望、幻滅……。形色人物如夢般輪番上場,道出一則又一則的心靈故事,若即若離的雰圍搭配優美的文筆,以短篇故事之輕傳遞靈魂掙扎之重,不愧為跨越時空藩籬、令人愛不釋手的文學經典。

153 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    I don't know, it's probably my fault. I could see its magic only at times, and the other times I was not sure whether the book was taking the direction of a collection of short stories or a novel with George Willard as a protagonist.

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    il Ciri said on Jul 30, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    http://librosulcomo.it/2014/05/i-racconti-dell-ohio/ Il rapporto con Dio. Ecco uno dei tanti volti che emergono da questo capolavoro di Sherwood Anderson, I racconti dell’ Ohio, edito da Newton Compton. Il rapporto con Dio che è rapporto con la ter ...(continue)

    http://librosulcomo.it/2014/05/i-racconti-dell-ohio/

    Il rapporto con Dio. Ecco uno dei tanti volti che emergono da questo capolavoro di Sherwood Anderson, I racconti dell’ Ohio, edito da Newton Compton.
    Il rapporto con Dio che è rapporto con la terra, vissuto in un orizzonte iniziatico, orizzonte temporale come origine di una nuova era, gli albori del materialismo proprio dell’età capitalistica.

    L’opera viene pubblicata per la prima volta nel 1919, ma il tempo della narrazione è ormai storico; riguarda, infatti, quel periodo che segue la guerra civile americana (guerra di secessione), anni a cavallo tra la seconda metà dell’Ottocento e gli inizi del Novecento. All’interno di questo riferimento temporale ruotano le 24 storie, voci di 24 diversi personaggi, abitanti di Winesburg, Ohio, che sembrano rivolgersi a un’unica figura: il giovane George Willard. Costui è, infatti, il cronista del giornale locale, il <<Winesburg Eagle>> ed è il collante delle 24 vite che si susseguono senza ordine preciso, in questo insieme. In quanto giornalista è proprio George l’orecchio del paese, colui che si muove nel piccolo villaggio in ascolto di tutti quelli che hanno qualcosa da dire.
    Si apre così la dimensione del racconto, quella in cui i diversi personaggi, il dottore, il filosofo, la maestra, il reverendo, la madre, ecc., rivelano un’intimità inquieta, fatta di desideri repressi e conflitti taciuti troppo a lungo. Ciascuno di questi uomini e donne di Winesburg, Ohio, trattiene dietro di se un passato nascosto, in cui il fallimento si manifesta come l’elemento dominante, causa di un presente fatto di sofferenza e frustrazione. Il desiderio di essere amati è ciò che George Willard percepisce nelle loro voci in quei momenti di confidenza, quando la facciata apparente di una vita rispettabile e quotidiana si frantuma di fronte a un impulso prepotente.
    Sono le voci figlie del mutamento, del più grande cambiamento avvenuto nella storia, quando la dimensione ordinata e pacifica del paesaggio rurale sta per lasciare il posto alla frenesia delle macchine e delle riviste.
    Vite che, toccate perifericamente da questo grande capovolgimento, ne percepiscono, in lontananza, la presenza che si manifesta, come è solito, in una profonda crisi.
    “I racconti dell’Ohio”, libro che rientra tra i classici della narrativa, può essere definito, senza esagerare, un capolavoro.
    Si ritrovano, al suo interno, le grandi questioni che hanno interessato tutto il Novecento: l’avvento delle macchine nell’antica dimensione rurale che trasforma il rapporto con il lavoro e con la terra; il mutamento vissuto intimamente come momento di crisi, con il manifestarsi di quei conflitti interiori e quelle nevrosi che furono portate alla conoscenza dell’uomo dalla psicanalisi freudiana; il desiderio di abbandonare il luogo natio, troppo piccolo e angusto, troppo chiuso di fronte a un avvenire ricco di speranze; l’imporsi di quella Volontà di Potenza, il volto dell’uomo moderno, che Nietzsche aveva elevato ad emblema del secolo scorso. Per ultimo, il mutato rapporto con Dio, un rapporto antico che, se da un lato esigeva dei sacrifici, pentimenti, e il timore del peccato, dall’altro lato si rivelava in un bisogno diretto, immediato, intimo, a sostegno di una fede come unico riferimento della vita.
    “Più tardi, quando rincasava, e si faceva avanti la notte piena di stelle, era più difficile tornare al vecchio sentimento di un Dio vicino e personale che viveva nel cielo soprastante e che poteva, ad ogni istante, allungare la sua mano e toccargli la spalla affidandogli un compito eroico da svolgere. La mente di Jesse era ferma sulle cose che aveva letto nei giornali e sulle riviste, sulle fortune da farsi…”.

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    Librosulcomò said on Jun 28, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    a Winesburg si ride senza allegria.
    a Winesburg tutti hanno gli occhi azzurri grigi. Villaggio dei dannati?.
    a Winesburg, che due palle, a Winesburg.

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    said on Jun 20, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Con rapida immaginazione, cominciò a inventarsi persone sue, con le quali poter infine parlare e spiegare quelle cose che non era stato capace di spiegare alle persone vere. La stanza si affollò di spiriti di uomini e donne, tra i quali egli si muove ...(continue)

    Con rapida immaginazione, cominciò a inventarsi persone sue, con le quali poter infine parlare e spiegare quelle cose che non era stato capace di spiegare alle persone vere. La stanza si affollò di spiriti di uomini e donne, tra i quali egli si muoveva, parlando a sua volta. Era come se tutti quelli che Enoch Robinson aveva conosciuto, avessero lasciato un qualcosa di se stessi, qualcosa che egli potesse plasmare e cambiare, a seconda della sua fantasia, qualcosa capace di capire tutto circa i discorsi tipo quello della donna ferita dietro la macchia di sambuchi, nel suo quadro. Il mite ragazzo dell'Ohio, dagli occhi azzurri, era un egoista totale, egoista come tutti i bambini. Non voleva amici per la pura e semplice ragione che nessun bambino vuole amici. Più di tutto, voleva persone che ragionassero come lui, persone con le quali poter parlare realmente, persone che egli potesse catechizzare ore e ore, e sgridare: servi, in realtà, della sua fantasia. Tra queste persone, si sentiva sempre sicuro di sé e quasi audace. Potevano parlare, certo, e anche avere le loro opinioni, ma l'ultima parola era sempre la sua ed era definitiva (Solitudine, p. 128).

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    pink_rose_72 said on Jun 12, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Questi racconti hanno in comune il luogo, Winesburg, una fittizia piccola cittadina dell'ohio e un personaggio, George Willard, giovane cronista di cronaca locale e spirito di Winesburg. Anderson narra le vicende di alcuni abitanti di Winesburg verso ...(continue)

    Questi racconti hanno in comune il luogo, Winesburg, una fittizia piccola cittadina dell'ohio e un personaggio, George Willard, giovane cronista di cronaca locale e spirito di Winesburg. Anderson narra le vicende di alcuni abitanti di Winesburg verso la fine del XIX secolo. Si tratta di outsiders con delle singolari personalità e delle storie spesso sfortunate.Ben scritto.

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    sonietta82 said on Jun 11, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Exile on Main Street

    La vita è una cosa elastica, che scorre. Non ci sono storie a trama fissa nella vita.
    (Sherwood Anderson, “Memoirs”)

    Amos Oz voleva fare lo scrittore ma era insoddisfatto delle sue storie, gli sembravano insignificanti. Finché non gli capitò ...(continue)

    La vita è una cosa elastica, che scorre. Non ci sono storie a trama fissa nella vita.
    (Sherwood Anderson, “Memoirs”)

    Amos Oz voleva fare lo scrittore ma era insoddisfatto delle sue storie, gli sembravano insignificanti. Finché non gli capitò in mano “Winesbourg, Ohio” ed ebbe la classica illuminazione. Comprese che è possibile raccontare di personaggi ordinari, con vite ordinarie, in un ambiente ordinario. Sono le piccole mele vizze, scartate dai raccoglitori, brutte di aspetto ma ugualmente buone e succose.

    Questo romanzo per racconti è responsabile, quanto meno, del più grande scrittore israeliano contemporaneo. Ma il suo impatto sulla narrativa, soprattutto americana, è devastante. Si può arrivare fino a Carver, che porterà all’estremo il processo di Anderson e, con metodo michelangiolesco, toglierà ai suoi personaggi la biografia e l’ambiente per lasciare le sue impareggiabili fotografie.

    Main Street è uno spazio ma è anche un luogo mentale. La via principale delle piccole città, così importante nel Midwest, l’Ohio di Anderson, è il luogo di incontro, lo spazio comune. Il posto in cui le persone interagiscono e si relazionano mostrando il loro aspetto pubblico.
    Ma ogni vita è fatta di molto altro. E spesso quello che si vede è solo la punta di un iceberg.
    Main Street è lunga, inizia e finisce nella campagna. Si dipartono i vicoli, e nelle vie parallele ci sono il retro delle case e delle botteghe. I luoghi in cui si compiono le esperienze, in cui si conosce, in cui si cresce.
    Sherwood Anderson racconta storie che grattano la facciata di Main Street per farci sapere che ogni persona, ogni vita ha il diritto di assurgere ad argomento letterario.

    Siamo alla fine dell’Ottocento. La Guerra di Secessione si sente ancora ma si sta preparando una nuova rivoluzione, che sta per trasformare gli Stati Uniti. L’agricoltura, che resterà, sarà però affiancata e superata dall’industria e dai commerci, dalle tecnologie e dalle vie di comunicazione.
    È la grande epopea delle fasi di passaggio, in cui gli uomini si trovano tirati dal passato e dal futuro, sono tentati di resistere e di cambiare.
    Gli albori dell’era più materialistica nella storia di questo mondo, quando le guerre saranno combattute senza patriottismo, e gli uomini dimenticheranno Dio per attenersi solo a precetti morali, quando la volontà di potere rimpiazzerà la volontà di servire, e la bellezza verrà quasi dimenticata, nell’agghiacciante tutto a capofitto dell’umanità verso altri possedimenti materiali

    E, se ci fossero dubbi sulle intenzioni dell’autore, in un passaggio del libro, a quello che si può definire il protagonista, George Willard, vengono rivolte queste parole.
    Se vuoi diventare uno scrittore devi smettere di giocare con le parole.
    Non devi diventare un venditore ambulante di parole. L’importante è imparare a conoscere cosa la gente ha in mente, non quello che dice.

    Amos Oz – ma non solo – ringrazia.

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    F.Ramone said on May 4, 2014 | Add your feedback

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