恐懼之邦

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Publisher: 遠流出版事業股份有限公司

3.8
(1916)

Language: 繁體中文 | Number of Pages: 706 | Format: Softcover and Stapled | In other languages: (other languages) English , Spanish , German , French , Italian , Chi simplified , Catalan , Portuguese , Dutch , Czech , Indonesian , Polish

Isbn-10: 9573255308 | Isbn-13: 9789573255307 | Publish date: 

Translator: 洪蘭

Also available as: Paperback

Category: Fiction & Literature , Science & Nature , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
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  • 2

    ...scusa Michael, ma non ti ho riconosciuto in questo libro...

    Il tema trattato è interessante e ancora oggi dato per scontato perchè siamo abituati a lasciarci plagiare dai mezzi di informazione di massa. Purtroppo non ho ritrovato lo stile di Crichton se non in ...continue

    Il tema trattato è interessante e ancora oggi dato per scontato perchè siamo abituati a lasciarci plagiare dai mezzi di informazione di massa. Purtroppo non ho ritrovato lo stile di Crichton se non in qualche passaggio, a tratti il ritmo diventa estremamente lento e la noia sale.
    Le informazioni scientifiche sono come sempre affascinanti, peccato per la parte narrativa.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Troppo nozionistico

    La storia è appassionante, e lo stratagemma di invertire, in un certo senso, i buoni e i cattivi sulla base dell'ignoranza, funziona.
    È però molto pesante la parte scientifica, i riferimenti, i grafic ...continue

    La storia è appassionante, e lo stratagemma di invertire, in un certo senso, i buoni e i cattivi sulla base dell'ignoranza, funziona.
    È però molto pesante la parte scientifica, i riferimenti, i grafici......

    said on 

  • 2

    Dopo aver letto “Andromeda” e “Eaters of the dead”, un romanzo decisamente bruttino, persino più di “Micro”. Crichton qui particolarmente sciatto, senza nemmeno spiegoni particolarmente approfonditi: ...continue

    Dopo aver letto “Andromeda” e “Eaters of the dead”, un romanzo decisamente bruttino, persino più di “Micro”. Crichton qui particolarmente sciatto, senza nemmeno spiegoni particolarmente approfonditi: solo fatti su fatti, evidenza controfattuale che le spiegazioni che venivano date dei cambiamenti climatici (allora, parliamo del 2004, chiamati più direttamente “riscaldamento globale”) erano troppo sommarie; ma allora tanto vale leggersi “L’ambientalista scettico”, uscito proprio in quegli anni e ben più nutrito di fatti.
    In un paese poco ambientalista come il nostro, criticare gli ambientalisti sembra come sparare sulla Croce Rossa; oltre tutto sono passati 13 anni e non possiamo non constatare come i ghiacciai continuino ad arretrare, gli oceani a inacidirsi, le barriere coralline a sbriciolarsi, i ghiacci artici a ridursi. D’altro canto, tuttora nessuno possiede modelli climatici che permettano previsioni affidabili anche solo generiche, né è divenuto chiaro quanto non era chiaro allora, ovvero le ragioni dei grandi cambiamenti climatici plurisecolari: com’è che intorno all’anno 1'000, con l’Europa tornata al massimo storico di estensione forestale, la temperatura era così alta che i coloni vichinghi potevano coltivare l’orzo nel sud della Groenlandia; e perché nei secoli successivi la temperatura è poi scesa fino alla piccola era glaciale del XIV-XVI sec., per poi riprendere a salire ben prima della Rivoluzione Industriale?
    Abbiamo più teorie: l’importanza dei particolati, i cicli di macchie solari semplici e complessi, eruzioni vulcaniche come quella che portò alla nascita della società vichinga sulle ceneri della civiltà contadina precedente.. chissà.
    Leggere Crichton è pur sempre come leggersi un manuale divulgativo su un dato argomento scientifico, con l’aggiunta di una trama d’azione; peccato che in questo caso la trama sia sconclusionata quanto alcune delle molte tesi esposte.
    Abbondano scene di azione fin troppo cinematografiche, come quella di Peter e Sarah precipitati nel crepaccio con il loro gatto delle nevi (“snowtrack”), anche se l’affascinante ambientazione antartica poteva essere sfruttata di più; o scene genuinamente horror, come il vanesio attore impegnato nella causa ambientalista che finisce letteralmente mangiato (vivo) dalle popolazioni indigene che lodava come “buoni selvaggi”; o l’idea dei sicarii che uccidono applicando alle vittime un particolare polpo australiano, velenosissimo e che non lascia tracce. Interessanti certe tecnologie, come la cavitazione. Ma non ci si può appassionare ai due superuomini Kenner e Sajong, scienziati tecnologi e militari, che scorrazzano per il mondo in jet a sventare gli attentati degli ecoterroristi, quasi costituissero una CIA o uno SHIELD da soli; mentre il povero avvocato Evans sopravvive a una serie di devastante di tentativi di ucciderlo, per essere poi sballottato ai quattro angoli del globo, senza che si capisca bene il perché dell’una o dell’altra cosa; è pure diviso tra due donne affascinanti, la bionda Sarah, californiana dedita al benessere, e la bruna Jennifer, “un tipo newyorchese” esperta di arti marziali; al punto che l’apparente indecisione di lui snerva anch’esse.
    Peter Evans ha il ruolo dell’ingenuo pupillo che il duro ma saggio professor Kenner deve portare alla consapevolezza che molto di quanto viene propagandato sul riscaldamento globale è, appunto, propaganda. Viene persino salvato, chissà come!, dopo essere stato morso dal letale polpo contro il cui veleno non esiste contravveleno..
    E che dire del folle professore che a un certo punto cerca di intromettersi nella conferenza sui “Cambiamenti climatici improvvisi” per esporre una teoria ancora più paranoica: finita la Guerra Fredda, è necessario un altro nemico per spaventare le popolazioni e convincerle all’ubbidienza; questo nemico, propagandato dal “Complesso Politico-Legale-Mediatico”, potrebbe essere il riscaldamento global?
    Per fortuna Crichton stesso nella conclusione afferma che il romanzo espone punti di vista diversi e contrastanti, nessuno dei quali coincide necessariamente con il pensiero dell’autore.

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  • 1

    Uno dei pochi...

    Uno dei pochi libri di questo autore che ho abbandonato, le questioni relative al clima sono ultra-ripetitive, per niente approfondite e noiosissime. La trama vera e propria è sconnessa e priva di mor ...continue

    Uno dei pochi libri di questo autore che ho abbandonato, le questioni relative al clima sono ultra-ripetitive, per niente approfondite e noiosissime. La trama vera e propria è sconnessa e priva di mordente.

    said on 

  • 2

    Delusione

    Purtroppo è un libro che non mi ha entusiasmato. Si passa da una prima fase confusionaria ad una parte centrale interessante per poi passare ad una noia mortale nella parte finale. Decisamente deluden ...continue

    Purtroppo è un libro che non mi ha entusiasmato. Si passa da una prima fase confusionaria ad una parte centrale interessante per poi passare ad una noia mortale nella parte finale. Decisamente deludente.

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  • 3

    撇開文中"全球暖化"的正確與否
    我倒是對"恐懼"這一議題較感興趣
    以下引用文中內容:
    「彼得,每一個獨立主權的國家如果要控制人民的行為,使他們安分守己、溫馴聽話,使他們開車靠右、乖乖繳稅,最好的方式就是恐懼。……儘管某個特定的恐懼原因改變了,我們依然離不開恐懼的糾纏。恐懼滲透到我們社會的每一個角落、生活的每一個層面。我們自以為住在不同的國家──法國、德國、日本、美國──其實我們都生活在同一個國家: ...continue

    撇開文中"全球暖化"的正確與否
    我倒是對"恐懼"這一議題較感興趣
    以下引用文中內容:
    「彼得,每一個獨立主權的國家如果要控制人民的行為,使他們安分守己、溫馴聽話,使他們開車靠右、乖乖繳稅,最好的方式就是恐懼。……儘管某個特定的恐懼原因改變了,我們依然離不開恐懼的糾纏。恐懼滲透到我們社會的每一個角落、生活的每一個層面。我們自以為住在不同的國家──法國、德國、日本、美國──其實我們都生活在同一個國家:恐懼國。」
    想想在日常生活中
    政府、媒體傳播資訊中的兩岸議題、能源議題、治安問題等等
    不正是在塑造一個恐懼之邦嘛?
    請讓自己養成獨立思考與找尋資料的能力
    使得我們在面對科學被濫用的議題
    能有與之抗衡的武器

    said on 

  • 3

    “ ...la realtà ormai è quella che ci propinano i media. “

    Erano parecchi anni che non leggevo nulla di Michael Chricton e
    questo romanzo mi è sembrato adatto per riprendere contatto con uno fra gli scrittori più prolifici nel genere techno-thriller .
    Il tema ...continue

    Erano parecchi anni che non leggevo nulla di Michael Chricton e
    questo romanzo mi è sembrato adatto per riprendere contatto con uno fra gli scrittori più prolifici nel genere techno-thriller .
    Il tema , improntato alla stringente attualità del riscaldamento globale e quindi alle variazioni ambientali che , a detta degli studiosi del fenomeno , ne conseguirebbero , è svolto con la consueta abilità e l'autore si dimostra piuttosto scrupoloso nell'esposizione dei dati scientifici , peraltro documentati come si legge alla fine .
    Ma la narrazione , pur scorrevole ed avvincente e con un ritmo incalzante dall'inizio alla fine , presenta tanti , troppi per i miei gusti , momenti e personaggi decisamente sopra le righe al confronto dei quali le migliori prestazioni di James Bond possono essere paragonabili a quelle di un venditore porta a porta.
    E solo per tale motivo mi limito ad assegnargli solo tre stelline anziché le quattro che avrebbe sicuramente meritato.
    Ma al di là di questa che è una valutazione personale , il romanzo è piuttosto interessante soprattutto per gli inquietanti spunti di riflessione che esso pone e che inducono a porsi domande sulla reale situazione del nostro pianeta alle quali mi sembra difficile fornire una risposta certa ed univoca .

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  • 3

    Si lascia leggere, ma è scritto in maniera asettica: è più una sceneggiatura per un film americano d’azione di serie B.
    I personaggi sono stereotipati, lo svolgimento inverosimile.
    Però il punto a fav ...continue

    Si lascia leggere, ma è scritto in maniera asettica: è più una sceneggiatura per un film americano d’azione di serie B.
    I personaggi sono stereotipati, lo svolgimento inverosimile.
    Però il punto a favore è l’argomento ben sviluppato (il riscaldamento globale e l’ecoterrorismo), e ben documentato, che pone sotto una luce diversa la problematica della difesa dell’ambiente.
    tre meno

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  • 5

    Michael Crichton è stato una rivelazione.
    Ammetto che per le prime 100/150 pagine avrei voluto piangere: tutti quei salti da un luogo del mondo all'altro e quelle spiegazioni scientifiche e dettagliat ...continue

    Michael Crichton è stato una rivelazione.
    Ammetto che per le prime 100/150 pagine avrei voluto piangere: tutti quei salti da un luogo del mondo all'altro e quelle spiegazioni scientifiche e dettagliate mi sembravano incomprensibili. E ho pensato:"se il resto del libro è così, penso che chiuderò qui". Dopo un altro piccolo sforzo, all'improvviso le pagine mi scorrevano tra le dita e la storia si faceva sempre più chiara e avvincente. Ho amato alla follia lo stile di Crichton: è semplice, incisivo e non si perde in descrizioni. Magari alcuni possono trovarlo un po' "sbrigativo", ma a me personalmente è piaciuto molto. La divisione in paragrafi aumentava la tensione. Questo libro, però, non è solo una scarica di adrenalina, ma anche una finestra sul mondo. Questo libro mi ha aperto la mente e gli occhi, e personalmente amo i libri così. Ha cambiato il mio modo di pensare e di vedere il surriscaldamento globale e la società più in generale. Sono stata molto aiutata dal fatto che il protagonista, Peter Evans, è una persona assolutamente comune: un giovane (mi pare abbia trent'anni) avvocato in carriera, un po' un sempliciotto all'inizio del libro, di una bellezza normale ... insomma, un uomo normalissimo. Questo permette anche di immedesimarsi in lui, ed entrare ancora di più nella storia. Tutti gli altri personaggi, poi, sono grandiosi, ognuno a modo suo. Dai commenti, mi ero spaventata perché tutti dicevano che ha davvero tanti personaggi. In realtà, essendo io abituata ai libri di George Martin non ho avuto molti problemi da questo punto di vista; anche perché alla fin fine i personaggi veramente importanti sono 5/6. E poi mi piacciono moltissimo i libri con tanti personaggi. Insomma, un libro che consiglio a tutti gli amanti di scienze, attualità e azione/avventura. Mi sono sentita davvero partecipe della storia e mi è dispiaciuto girare l'ultima pagina.

    said on 

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