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海洋,海

By 亞歷山卓.巴瑞科

(81)

| Paperback | 9789573316725

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Book Description

一群身分背景截然不同的人,相繼來到位在偏遠海邊的旅館。他們各懷心事,但身處於與世隔絕的地方,命運也逐漸化成一體。一天,神祕水手亞當出現,一切如夢境般的美麗與殘酷事實逐漸變得澄澈。

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    In bilico sull'orlo della terra, a un passo dal mare in burrasca, riposava immobile la locanda Almayer.
    Che posto era mai quello, dove la gente c'era ma era invisibile, andava avanti e indietro all'infinito, come se avesse l'eternità davanti.
    Né ter ...(continue)

    In bilico sull'orlo della terra, a un passo dal mare in burrasca, riposava immobile la locanda Almayer.
    Che posto era mai quello, dove la gente c'era ma era invisibile, andava avanti e indietro all'infinito, come se avesse l'eternità davanti.
    Né terra né mare. Era un luogo che non esisteva, un mondo di angeli con la stessa solitudine, gli stessi colori, gli stessi profumi, lo stesso silenzio. La gente ci arrivava
    e il tempo si fermava: un passo al di qua delle cose. Non c'era niente di reale.
    La realtà sfumava e tutto diventava memoria.
    Per qualcuno doveva essere una sensazione come di felicità.
    Era un posto dove prendevi commiato da noi
    stessi. Quello che eravamo ci scivolava addosso, a poco a poco, passo dopo passo, su quella riva che non conosceva tempo e viveva un solo giorno, sempre quello.
    Il presente spariva e diventava memoria.
    Si sgusciava via da tutto, paure, sentimenti, desideri.
    Il futuro era un'idea, non era importante.
    Non significava più nulla.
    Un tempo immobile,istanti da posare uno sull'altro, come se fossero uno solo.
    C'era qualcosa di malato in quella locanda: i quadri bianchi di quel pittore, Plasson, che aveva fatto i soldi diventando il ritrattista più amato della capitale. Ma, di punto in bianco, decise un giorno di mollare tutto e di
    andarsene. Un'idea molto precisa, e covata dentro per anni, se lo portò via: fare un ritratto al mare.
    E poi le misurazioni infinite del professor Bartleboom e la sua Enciclopedia dei limiti riscontrabili in natura, con un supplemento dedicato ai limiti delle umane facoltà.
    La natura è perfetta perche non è infinita. Tutto sta nel capire i limiti.
    Tutto si disfa, diceva, non ha gratitudine, la vita; ma una volta, raccontava, aveva visto gli angeli sulla riva del mare,anche se non credeva, in Dio perché era uno scienziato.
    Era un uomo semplice e giusto, Bartleboom; aveva 38 anni e pensava che da qualche parte, nel mondo, avrebbe incontrato un giorno una donna che, da sempre, era la sua donna.
    Alla locanda aveva conosciuto Ann Deveri, signora bellissima eppure infelice e sola. Aveva tradito suo marito. E suo marito pensava che il clima del mare assopisse le passioni e la sua vista stimolasse il senso etico, mentre la sua solitudine la inducesse a dimenticare il suo amante.
    Ma guarire era una parola troppo piccola
    e semplice, un modo, solo più lieve, di morire. Ann non si era mai sentita più viva di allora.
    E poi c'era Thomas, il marinaio che aveva qualcosa di ipnotico nel suo salmodiare immagini fantastiche.
    Ascoltarlo era una magia.
    Aveva visto uomini disfarsi e tramutarsi in bambini. E poi cambiare ancora e diventare bestie feroci. Aveva visto sognare sogni meravigliosi, ascoltato le storie più belle della sua vita, raccontate da uomini qualunque, un attimo prima di buttarsi in mare e sparire per sempre. Aveva letto nel cielo segni che
    non conosceva e fissato l'orizzonte con occhi che non credeva di avere. Cosa fosse l'odio, veramente, l'aveva capito su quelle assi insanguinate della zattera, dove Therese, la ragazza che amava, era stata uccisa.
    Il mare, il profondo l'aveva accolta, per custodire la sua pace.
    Era la più bella delle onde.
    Thomas ci aveva messo anni a scendere fino in fondo al ventre del mare: ma quello che cercava, l'aveva trovato. Le cose vere. Perfino quella, di tutte, più insopportabilmente e atrocemente vera. Era uno specchio, quel mare e nel suo ventre, aveva visto se stesso e la verità.
    Anche se avesse ritrovato mai una qualche terra, non sarebbe stato più salvo, mai più.
    E quel che aveva visto sarebbe rimasto per sempre nei suoi occhi e nella sua anima.
    Per sempre sarebbe stato inconsolabile con il bisogno, la voglia di aspettare qualsiasi giustizia.
    E poi c'era Elisewin, posseduta da una sensibilità d'animo incontrollabile.
    Lei la voleva la vita, avrebbe fatto qualsiasi cosa per poter averla, tutta quella che c'era.
    Una ragazzina troppo fragile per vivere e troppo viva per morire e ciò che l'avrebbe salvata era una parola infinita, a suo modo, perfino magica,intollerabilmente semplice.
    Il mare.
    Il mare immenso, l'oceano mare, che infinito corre oltre ogni sguardo, l'immane mare onnipotente, l'immenso mare, un luogo piccolissimo e un istante da nulla.
    Il mare è senza strade, il mare è senza spiegazioni.
    Se lo guardi non te ne accorgi: di quanto rumore faccia. Non lo spegni, il mare, quando brucia nella notte.
    Il mare cancella, di notte. La marea nasconde. E' come se non fosse mai passato nessuno, è qualcosa da cui non puoi scappare
    Il mare incanta, il mare uccide, commuove, spaventa, fa anche ridere, alle volte, sparisce, ogni tanto, si traveste da lago, oppure costruisce tempeste, divora navi, regala ricchezze, non dà risposte, è saggio, è dolce, è
    potente, è imprevedibile. Ma soprattutto: il mare chiama.
    Aveva chiamato anche Padre Pluche che avrebbe dovuto guarire Elisewin, ma aveva chiesto al mare di farlo.
    Padre Pluche e le sue preghiere, ma non erano come le altre, le sue.
    Lui affidava a Dio il suo buio e gli chiedeva di
    di tenerlo con Lui un'ora soltanto, quel tanto che bastava per scioglierne il nero, per sciogliere il male che quel buio faceva nella sua testa e nel cuore.
    Dio poteva anche solo rubargli una luce e lasciarlo cadere che tanto a trovarlo avrebbe pensato Padre Pluche.
    Una cosa da nulla per Dio, ma così grande per lui.
    E poi era solo una preghiera, che era un modo di scrivere il profumo dell'attesa.
    Anche quell'uomo, nella settimana stanza, attendeva e solo Dio sapeva cosa.
    Non usciva mai. Solo Dira lo sapeva. Nessuno degli altri l'aveva mai visto.
    Ma alla fine quell'uomo della settimana stanza, si fermò in mezzo al ponte. Si inginocchiò e disegnò il segno di una croce su quelle assi di legno. E allora tutti si voltarono verso il mare, con lo sguardo di chi ha vinto.
    Qualche passo, fino a quando l'acqua gli arrivò alle ginocchia. Gli occhi dritti in quelli del mare. Silenzio. Non si muoveva più nulla, tutt'intorno. La gente tratteneva il fiato. Un incantesimo: il vecchio abbassò gli occhi, immerse una mano nell'acqua e lentamente disegnò il segno di una croce.
    Lentamente. Benedì il mare.
    La mano di un vecchio. Un segno, nell'acqua.
    Il mare non faceva più paura: restava solo dire il mare.
    L'importante era provare a dirlo. Qualcuno lo avrebbe ascoltato.

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    Cri1967 said on Oct 20, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    La storia in sé non è poi così male ma ho trovato veramente insopportabile lo stile di Baricco, che non mi era dispiaciuto in Seta. Potrebbe anche essere stato il periodo sbagliato in cui l'ho letto ma ho trovato davvero noiosa la lettura per buona p ...(continue)

    La storia in sé non è poi così male ma ho trovato veramente insopportabile lo stile di Baricco, che non mi era dispiaciuto in Seta. Potrebbe anche essere stato il periodo sbagliato in cui l'ho letto ma ho trovato davvero noiosa la lettura per buona parte del libro che almeno per me si è ripreso verso il finale. Anche il fatto che abbia impiegato più dieci giorni a leggerlo la dice lunga.

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    MimiChan said on Oct 14, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Sopravvalutato!

    Come già detto per "Castelli di Rabbia", Baricco è sicuramente un autore poetico e suggestivo ma, a mio avviso, è stato davvero sopravvalutato.
    Questo romanzo racchiude molto lirismo e suggestione per l'immenso mare e delle parti incantano davvero, s ...(continue)

    Come già detto per "Castelli di Rabbia", Baricco è sicuramente un autore poetico e suggestivo ma, a mio avviso, è stato davvero sopravvalutato.
    Questo romanzo racchiude molto lirismo e suggestione per l'immenso mare e delle parti incantano davvero, sembra quasi di sentire il profumo di salsedine, il vento sulla pelle, i piedi sulla sabbia... Ma poi troppi personaggi, dialoghi ripetitivi e un eccessivo filosofare... la storia non regge proprio, non si riesce a seguire il filo. Mi sono davvero annoiata, non vedevo l'ora di arrivare all'ultima pagina, motivata dal fatto che forse, en passant, avrei trovato qualcosa di davvero appassionante. Forse si potrebbe eliminare gran parte del romanzo per ridurlo a una raccolta di aforismi sul mare, diventerebbe davvero bello così...forse.

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    Emma said on Oct 8, 2014 | Add your feedback

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    Letto come fosse una lunga poesia, incantata dalla musicalità delle frasi. Poetico e surreale, magico.

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    Patrizia said on Oct 6, 2014 | Add your feedback

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    "Sulle labbra della donna rimane l'ombra di un sapore che la costringe a pensare "acqua di mare,quest'uomo dipinge il mare con il mare"- ed è un pensiero che dà i brividi."

    Oceano mare è una delle opere più note di Alessandro Baricco, pubblicata nel 1993 da Rizzoli. Il romanzo è diviso in tre "libri":

    -Locanda Almayer;
    -Il ventre del mare;
    -I canti del ritorno.

    Il primo introduce i 5 protagonisti: Elisewin, Bartlebo ...(continue)

    Oceano mare è una delle opere più note di Alessandro Baricco, pubblicata nel 1993 da Rizzoli. Il romanzo è diviso in tre "libri":

    -Locanda Almayer;
    -Il ventre del mare;
    -I canti del ritorno.

    Il primo introduce i 5 protagonisti: Elisewin, Bartleboom, Plasson, Madame Deverià e Padre Pluche.Elisewin è una ragazza malata di ipersensibilità emotiva che vive col padre, il conte di Carewall; Bartleboom è uno scienziato, un professore che studia i limiti; Plasson è uno stravagante pittore che dipinge il mare con l'acqua del mare; Madame Deverià è una bellissima donna colpevole di adulterio ed infine Padre Pluche, il sacerdote che guida Elisewin nel suo viaggio di guarigione.
    I destini dei protagonisti,tutti in cerca di risposte e di una guarigione, finiranno per incrociarsi nella Locanda Almeyer,situata sulla riva del mare, un luogo che non è "né terra, né mare","un luogo che non esiste".
    Il secondo libro racconta la storia, realmente accaduta, del naufragio della fregata francese Méduse nelle coste della Mauritania nel 1816. La vicenda viene narrata da due diversi punti di vista: quello del medico Savigny e quello del marinaio Thomas.
    Nel terzo libro, infine, è narrato il destino di ciascun personaggio.

    Il libro si presenta con uno stile discutibile,infatti ampiamente criticato. La lettura non è sempre scorrevole ed è facile perdersi all'interno di proposizioni infinite, che quasi manca il fiato a leggerle di fila; per non parlare dei dialoghi dove, spesso, è un problema capire chi sia a parlare.

    Il tema è invece molto bello e interessante: l'oceano mare. E' infatti quest'ultimo, tra tutti i protagonisti, quello principale. Il mare viene presentato come soggetto,attorno al quale contornano i diversi personaggi. Il mare, l'oceano mare, assume nel libro il ruolo di salvatore, guaritore e purificatore, nonostante non sia portatore solo di vita ma anche di morte; il mare è specchio e nel suo ventre ci si può specchiare; "il mare è senza spiegazioni", il mare non ha un inizio, il mare non ha una fine, nonostante rispettivamente Plasson e Bartleboom li cerchino.
    Il mare diventa la chiave di ogni problema ed in esso confluiscono tutti i personaggi.
    Oceano mare è un libro da leggere con la sensibilità di chi cerca il mare e nel mare cerca le risposte e, talvolta, le domande. "Come 'dire' il mare?".

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    Davide89 said on Oct 5, 2014 | Add your feedback

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    "Sulle labbra della donna rimane l'ombra di un sapore che la costringe a pensare "acqua di mare,quest'uomo dipinge il mare con il mare"- ed è un pensiero che dà i brividi.

    Oceano mare è una delle opere più note di Alessandro Baricco, pubblicata nel 1993 da Rizzoli. Il romanzo è diviso in tre "libri":

    -Locanda Almayer;
    -Il ventre del mare;
    -I canti del ritorno.

    Il primo introduce i 5 protagonisti: Elisewin, Bartleboo ...(continue)

    Oceano mare è una delle opere più note di Alessandro Baricco, pubblicata nel 1993 da Rizzoli. Il romanzo è diviso in tre "libri":

    -Locanda Almayer;
    -Il ventre del mare;
    -I canti del ritorno.

    Il primo introduce i 5 protagonisti: Elisewin, Bartleboom, Plasson, Madame Deverià e Padre Pluche.Elisewin è una ragazza malata di ipersensibilità emotiva che vive col padre, il conte di Carewall; Bartleboom è uno scienziato, un professore che studia i limiti; Plasson è uno stravagante pittore che dipinge il mare con l'acqua del mare; Madame Deverià è una bellissima donna colpevole di adulterio ed infine Padre Pluche, il sacerdote che guida Elisewin nel suo viaggio di guarigione.
    I destini dei protagonisti,tutti in cerca di risposte e di una guarigione, finiranno per incrociarsi nella Locanda Almeyer,situata sulla riva del mare, un luogo che non è "né terra, né mare","un luogo che non esiste".
    Il secondo libro racconta la storia, realmente accaduta, del naufragio della fregata francese Méduse nelle coste della Mauritania nel 1816. La vicenda viene narrata da due diversi punti di vista: quello del medico Savigny e quello del marinaio Thomas.
    Nel terzo libro, infine, è narrato il destino di ciascun personaggio.

    Il libro si presenta con uno stile discutibile,infatti ampiamente criticato. La lettura non è sempre scorrevole ed è facile perdersi all'interno di proposizioni infinite, che quasi manca il fiato a leggerle di fila; per non parlare dei dialoghi dove, spesso, è un problema capire chi sia a parlare.

    Il tema è invece molto bello e interessante: l'oceano mare. E' infatti quest'ultimo, tra tutti i protagonisti, quello principale. Il mare viene presentato come soggetto,attorno al quale contornano i diversi personaggi. Il mare, l'oceano mare, assume nel libro il ruolo di salvatore, guaritore e purificatore, nonostante non sia portatore solo di vita ma anche di morte; il mare è specchio e nel suo ventre ci si può specchiare; "il mare è senza spiegazioni", il mare non ha un inizio, il mare non ha una fine, nonostante rispettivamente Plasson e Bartleboom li cerchino.
    Il mare diventa la chiave di ogni problema ed in esso confluiscono tutti i personaggi.
    Oceano mare è un libro da leggere con la sensibilità di chi cerca il mare e nel mare cerca le risposte e, talvolta, le domande. "Come 'dire' il mare?".

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    Davide89 said on Oct 5, 2014 | Add your feedback

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