Di questo lavoro del fumettista di Hong Kong Chihoi Lee, trasposizione visionaria del racconto 'La giostra' di Hung Hung, esiste una traduzione italiana dal titolo 'Il treno', pubblicata con molta cura dal collettivo Canicola. Non conoscendo il cinese ho letto proprio quella. Ma posseggo il volume oContinue
Di questo lavoro del fumettista di Hong Kong Chihoi Lee, trasposizione visionaria del racconto 'La giostra' di Hung Hung, esiste una traduzione italiana dal titolo 'Il treno', pubblicata con molta cura dal collettivo Canicola. Non conoscendo il cinese ho letto proprio quella. Ma posseggo il volume originale trovato in una bancarella durante la manifestazione di fumetto BilBolBul a Bologna.
Le tavole di Chihoi hanno una struttura semplicissima: contengono uno o due disegni a matita chiusi nel rettangolo della vignetta, che mantiene sempre la stessa dimensione. Disegni e tavole fanno parte di una storia, perciò vanno letti in sequenza. Ma anche presi singolarmente, e anche col lettering - per me - 'silenzioso' della lingua originale, sono di grande bellezza evocativa e delicatezza.
Credo di aver trovato la spiegazione della forza della matita di Chihoi nel racconto 'Grafite' di Varlam Shalamov.
"Con che cosa vengono firmate le condanne a morte? con l'inchiostro chimico, con quello di china dei passaporti, con l'inchiostro grasso delle penne a sfera o con l'alizarina diluita in puro sangue umano?
Di una cosa si può esser certi: nessuna condanna a morte è stata mai firmata con un semplice lapis.
Nella Taiga non abbiamo bisogno di inchiostro. Pioggia lacrime e sangue lo farebbero sciogliere insieme a qualsiasi segno di matita copiativa.
Con i pacchi di casa è vietato inviare matite copiative ed esse vengono anche confiscate durante le perquisizioni. Questo per due motivi. Anzitutto il detenuto potrebbe contraffare qualche documento e poi questo tipo di matita fornisce un inchiostro quasi tipografico che i malavitosi utilizzano per la preparazione delle loro carte da gioco, le 'stirki' e di conseguenza...
E' ammessa solo la matita nera, di semplice grafite. Alla Kolyma la grafite ha un'importanza straordinaria, unica." ['I racconti di Kolyma', Einaudi]