質數的孤獨

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Publisher: 寂寞出版社股份有限公司

3.4
(27439)

Language: 繁體中文 | Number of Pages: 312 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , English , Spanish , Portuguese , Catalan , French , Dutch , Finnish , German , Chi simplified , Polish

Isbn-10: 9868461464 | Isbn-13: 9789868461468 | Publish date:  | Edition 1

Translator: 林玉緒

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Teens

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Book Description

「哪樣比較孤獨?是活在自己的世界裡,誰也不愛;還是心裡愛著一個人,卻始終無法向愛靠近?」

☆義大利出版史上,最驚人的處女作暢銷紀錄。兩年銷售逾120萬本,上榜近100週☆ 34國版權售出,暢銷全歐逾500萬本,在西班牙成為唯一超越《龍紋身的女孩》與《暮光之城》的小說☆ 義大利最高文學獎「史特雷加文學獎」得獎作☆ 於義大利掀起三十世代讀者的迷戀狂潮,書迷們甚至在城市各角落塗鴉書中佳句。

他們就像一對中間只隔一個數字的「孿生質數」,如此相似、如此接近,卻又永遠無法真正靠在一起......

兩個質數,代表兩個不幸的小孩、兩個孤獨的青少年、兩個脆弱的大人。

艾莉契討厭滑雪,卻在父親的逼迫下不得不去上滑雪課,因此遭逢了生命中最大的意外。

馬提亞有一個智能不足的雙胞胎妹妹,父母卻總是硬將他們綁在一起。當終於有同學願意邀請他們去參加生日餐會的那天,馬提亞做出了讓他一生懊悔的抉擇。

兩個人生曾經面臨缺憾的青少年,在另外一場生日會上相遇了...他們如此相像,卻又如此不同;如此接近,卻又難以真實碰觸,像兩個「孿生質數」,緊密卻又非獨自存在不可。他們,究竟會面對怎樣的未來?

這是個關於童年經驗、孤單與愛的動人故事。看完之後你會想問:當你愛上另一個人時,是否還能保有自己的完整性?為何越是相愛的人,卻越是無法彼此靠近?

26歲便和安伯托.艾可同樣榮獲義大利最高文學獎的裘唐諾知道,生命,是由殘缺不全卻極為珍貴的片段所組成的。而這一切的不完美,讓我們不得不陷落在整個故事中無法自拔。

作者簡介

保羅.裘唐諾 Paolo Giordano

生於1982年,目前正在攻讀粒子物理學博士學位。2008年1月於義大利出版處女作《質數的孤獨》,兩年內售出逾34國版權,全歐暢銷逾500萬冊,贏得五座文學獎,包括義大利最重要的史特雷加文學獎,成為該獎項有史以來最年輕的得主。得過該獎項的都是義大利重量級小說家,包括安伯托.艾可、《週期表》作者普利摩.李維等人。

譯者簡介

林玉緒

政大統計系畢。七年半的公務員生涯之後,辭職前往義大利中部語言大學就讀,選修文化組;之後,又考上翡冷翠大學,選讀義大利近代文學。旅居義大利近九年。曾為特約記者,現為自由文字工作者。

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  • 1

    Ai tempi in cui lo Strega era un premio serio e lo vinceva, non so , Giovanni Arpino, il libro di Giordano sarebbe servito (forse) per incartare le uova. Sono duro? Si certo, ma non è tollerabile ch ...continue

    Ai tempi in cui lo Strega era un premio serio e lo vinceva, non so , Giovanni Arpino, il libro di Giordano sarebbe servito (forse) per incartare le uova. Sono duro? Si certo, ma non è tollerabile che questa roba abbia la diffusione e i riconoscimenti che ha avuto. Perchè non riesco a trovare un dettaglio, un personaggio, un momento che a distanza di anni mi sia rimasto impresso. Perchè al di là della metafora che dà il titolo al romanzo ho trovato il nulla. E uno stile piatto, anonimo, allucinante. Premi? Nemmeno la pubblicazione doveva ottenere.

    said on 

  • 1

    Umberto Bieco espleta funzioni fisiologiche su "La solitudine dei numeri primi"

    La lettura, come il tempo di amare, dilata il tempo di vivere, e a quanto pare anche il tempo di defecare. Alle vittime della defecazione è infatti dedicato il primo capitolo di questo capolavoro scat ...continue

    La lettura, come il tempo di amare, dilata il tempo di vivere, e a quanto pare anche il tempo di defecare. Alle vittime della defecazione è infatti dedicato il primo capitolo di questo capolavoro scatologico, che, vincitore del Premio Strega, ha stregato centinaia di migliaia di lettori - mentre altri se lo sono preso come un'influenza intestinale, a Natale, impacchettato sotto l'albero: non c'è niente di più letale dei libri che ti vogliono regalare.

    Il libro narra di Mattia, Alice, e della terrificante sofferenza dell'essere incongruenti con il mondo circostante – benché da due prospettive diverse, quella di chi – autistico genio matematico autolesionista - non vuole farne parte e quella di chi – sciancata e anoressica – non riesce ad integrarvisi: data questa affinità riusciranno almeno ad incontrarsi tra di loro?

    Come anticipato, il romanzo inizia subito col più sublime tripudio intimistico: una fatale scarica fecale, per quanto peculiare, questa è in ultima analisi la causa dell'azzoppamento della protagonista femminile. Caspita, che deiezione violenta!

    L'artefice di queste pagine, del resto, si compiace di crogiolarsi nei più svariati umori umani e sporcizie miscellanee, costellando il suo capolavoro con imbarazzanti water traboccanti, a coronamento della cena romantica più fallimentare di sempre [capitolo 29], con vomitate poltigliose [capitolo 15], nonché con l'ingerimento di luridume rivoltante [capitolo 5] – tanto che vien da sospettare sia questa la materia di cui son fatti i sogni dell'autore, e quindi del libro stesso.

    Lo stile secco complessivamente sembra indeciso tra momenti, nel loro piccolo, spettacolarmente drammatici e una narrazione psicoesistenziale sobria e contrita, densa del grigiore della banalità quotidiana – e così troviamo sequenze eccessive da film o telefilm americano, se non proprio alla Stephen King: il rapporto di Alice con le sue coetanee adolescenti – tipiche aguzzine televisive bidimensionali senza un perché - si cristallizza nella deliziosa circostanza accennata, quella del capitolo 5 – una violenza psicologica che si espleta in modo fisicamente disgustoso, e che potrebbe uscire, per l'appunto, da Carrie di King – ma che in questo contesto risulta effettisticamente becero. Così come l'esagerazione sensazionalistica di Mattia, che al compagno di scuola che cerca di confessargli la propria omosessualità con un baratto di segreti, rivela il suo in questo modo:

    “Strinse il coltello con tutte e cinque le dita. Poi se lo piantò nell'incavo tra indice e medio e lo trascinò giù fino al polso”.

    In altre parole, sembrano generose porcate con cui intrallazzare facilmente il lettore impressionabile – per quanto, certamente, veicolino bene il concetto che per i due protagonisti gli anni formativi siano stati Puro Orrore – un po' come la lettura di questa gemma letteraria per il sottoscritto.

    Intanto, laureatosi, Mattia confessa ad Alice il proprio colpevole trauma originario – e ciò li porta finalmente vicini, ma non a sufficienza: il culo colloso del giovane matematico rimarrà appiccicato alla sua comoda inerzia anafettiva, lui partirà per un'università straniera, e lei si accontenterà di un surrogato, per la verità un gradevole e appetibile partito, di cui però non è davvero innamorata e che però non la conosce davvero, né la conoscerà davvero durante la vita matrimoniale – la quale quindi si spezzerà dopo qualche anno. A questo punto lei spedirà un messaggio a Mattia.

    Personalmente, avrei trovato maggiormente appassionante uno sviluppo della tematica sollevata a pagina 129:

    “Non so” rispose Mattia alle zucchine.

    Più conversazioni con le zucchine, e, possibilmente, anche con altri ortaggi. Perché questo spunto è stato lasciato intentato?

    In definitiva, che dire di questo angoscioso e poltiglioso Capolavoro Assoluto della Recente Narrativa Italiana?
    Che il giudizio coincide con l'inizio: una evacuazione indesiderata.

    http://disaster.over-blog.com/2017/05/umbertobieco-espleta-funzioni-fisiologiche-su-la-solitudine-dei-numeri-primi.html

    said on 

  • 4

    Paolo Giordano mi ha piacevolmente stupita: ho amato questo libro fin dalle prime pagine e ho trovato una trama ben strutturata, originale e, checchè se ne dica, ben scritta, con uno stile incisivo e ...continue

    Paolo Giordano mi ha piacevolmente stupita: ho amato questo libro fin dalle prime pagine e ho trovato una trama ben strutturata, originale e, checchè se ne dica, ben scritta, con uno stile incisivo e ricco, una spanna sopra il miglior D'Avenia, suo contemporaneo!!! Il ritmo della storia è incalzante e decisamente scorrevole (ho acquistato questo libro in edizione flipback Mondadori e anche questo ha contribuito a rendere l'edizione speciale e particolare ai miei sensi, tatto e vista!).
    La vita dei due protagonisti, seguita nella loro evoluzione, da sfortunati e incompresi bambini fino a nevrotici adulti schiacciati dal peso dei drammi vissuti ed ingigantiti dal passare del tempo, è perfettamente messa a fuoco: fin da subito l'autore ci fa essere solidali con questi bimbi che si destreggiano spaesati nelle incapacità di comunicazione degli adulti e che inevitabilmente restano traumatizzati dagli eventi che hanno dovuto affrontare senza il conforto della comprensione genitoriale.
    Un libro che nell'esasperazione delle situazioni, ci spinge a riflettere, ci costringe a guardare in faccia le difficoltà adolescenziali dei protagonisti per farci ripescare le emozioni di inadeguatezza che hanno caratterizzato la nostra infanzia e le successive ferite che, chi più chi meno, ci hanno reso gli adulti che siamo oggi e con i quali ci troviamo a che fare quotidianamente.
    Ed è proprio nella ineluttabilità delle situazioni, nelle svolte più tristi della trama che si riesce ad apprezzare la concretezza del racconto di queste vite così reali, scevre da happy ending e drammaticamente ordinarie.
    Se a primo acchito, quindi, si potrebbe pensare che tutta l'opera si consuma nella descrizione di queste miserie umane, in seconda battuta si evince la grandezza dell'autore che la arricchisce e completa, dandoci la possibilità di cogliere sempre i due risvolti della medaglia.
    Siamo, infatti, sempre posti difronte ad una sorta di continuo "sliding doors", un "e se avesse fatto diversamente" per farci comprendere che la vita è fatta di scelte e solo noi siamo gli artefici del nostro destino e che, se anche è vero che siamo il prodotto del nostro vissuto, sta sempre a noi la scelta di perpetuare gli atteggiamenti distruttivi o migliorare la nostra condizione di vita, scegliendo consapevolmente di essere felici. Questa secondo me è la chiave ultima di lettura, che ci permette di non archiviare questo libro come semplicemente triste, bensì di apprezzarlo come un capolavoro!!!

    said on 

  • 1

    Inizio rivelatore.

    Il libro inizia con una evacuazione indesiderata e ciò è alquanto significativo.

    http://disaster.over-blog.com/2017/04/pillole-di-biechitudine.html

    said on 

  • 3

    Si tratta di un romanzo etichettato come triste, ed è quello che è. Inutile negarlo. Ma è scritto benissimo e l'intreccio delle due storie dei protagonisti è coinvolgente. È un libro che emoziona, è u ...continue

    Si tratta di un romanzo etichettato come triste, ed è quello che è. Inutile negarlo. Ma è scritto benissimo e l'intreccio delle due storie dei protagonisti è coinvolgente. È un libro che emoziona, è un libro malinconico. A me è piaciuto tantissimo, lo trovo profondo e schietto.

    said on 

  • 1

    Alice e Mattia, due bambini che saranno segnati per tutta la vita ognuno da un evento drammatico. Le due storie si incrociano ma, come i numeri primi, senza mai incontrarsi realmente.
    La metafora potr ...continue

    Alice e Mattia, due bambini che saranno segnati per tutta la vita ognuno da un evento drammatico. Le due storie si incrociano ma, come i numeri primi, senza mai incontrarsi realmente.
    La metafora potrebbe essere interessante ma l'autore tratta una moltitudine di temi profondi e complessi in modo superficiale e banale. Si sforza di essere triste ma personalmente non mi ha dato niente, non un'emozione, non una riflessione. Lo trovo un libro vuoto.

    said on 

  • 4

    Questo romanzo, criticato da molti e amato da altrettanti, per quanto mi riguarda, era partito a mille.
    Con la sua scrittura scorrevole, a tratti molto cruda, Giordano mi ha trascinata all’interno del ...continue

    Questo romanzo, criticato da molti e amato da altrettanti, per quanto mi riguarda, era partito a mille.
    Con la sua scrittura scorrevole, a tratti molto cruda, Giordano mi ha trascinata all’interno delle vite di Mattia e di Alice senza troppa difficoltà. Le sensazioni, i sentimenti e i pensieri dei due protagonisti sono descritti talmente tanto bene che ho avuto spesso la sensazione, durante la lettura, di avvertire personalmente il malessere e il disagio che loro stessi provavano, cosa che non sempre mi capita.
    Sono arrivata a tre quarti di libro con grandi aspettative per il finale. Aspettative che, purtroppo, non sono state realizzate.
    Non posso dirvi molto di più, altrimenti rischierei di fare tremendi spoiler, però posso dire che il finale mi ha alquanto delusa. È giusto precisare che non è il finale in sé ad avermi lasciata perplessa, in fondo trovo che abbia la sua coerenza, ma il come ci si è arrivati. Ho avuto come l’impressione che Giordano si sia trovato nella situazione di dover per forza di cose finire il libro e perciò abbia dovuto pigiare sull’acceleratore. Ma questa è solo una mia impressione.
    (Recensione: http://piccolacrisalide.it/last-reads-2-siddartha/)

    said on 

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