達文西密碼

The Da Vinci Code

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Publisher: 時報文化出版企業股份有限公司

3.7
(40393)

Language: 繁體中文 | Number of Pages: 517 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Spanish , French , Chi simplified , Catalan , Italian , German , Portuguese , Swedish , Norwegian , Galego , Dutch , Czech , Greek , Polish , Slovak , Hungarian , Russian , Finnish , Slovenian , Croatian , Korean , Turkish , Romanian

Isbn-10: 9571341649 | Isbn-13: 9789571341644 | Publish date:  | Edition 1

Translator: 尤傳莉

Also available as: Hardcover

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
哈佛大學的宗教符號學教授羅柏•蘭登到巴黎出差的深夜,突然接到一通緊急電話,通知他羅浮宮年高德邵的館長遭人謀殺,就在博物館內,屍體旁邊留下了一個令人困惑的密碼。蘭登與法國美女密碼專家 Sophie Neveu 在整理分析謎團的過程中,驚訝地發現在達文西的作品中藏有一連串的線索。這些線索人人可見,卻被畫家巧妙地偽裝,加以隱藏。

蘭登發現一連串令人震驚的關聯:已故的館長是鍚安會的一員──鍚安會是一個真實存在的祕密會社,其中的成員包括牛頓、波提且利、雨果,和達文西等人。至此蘭登發現自己正在追蹤一個石破天驚的歷史大祕密,一個已經埋藏了幾個世紀、既富啟發性又危險的祕密。在這場遍及巴黎的追逐中,蘭登和 Neveu 發現他們是在跟一個始終不露面的幕後主使者鬥智,這個人似乎總是知道他們下一步要做什麼。除非他們可以解開這個錯綜複雜的謎團,否則錫安會的祕密,這個具爆炸力的古老真相,將永遠消失。

■作者簡介

丹‧布朗
畢業於安赫斯特大學(Amherst College)的菲利普o埃克塞特學院(Philips Exeter Academy),在他全心投入寫作之時,一直擔任該學院的英文老師。1996年,丹‧布朗出於對從事密碼破譯工作的秘密政府機關的興趣,寫作了自己的第一部小說《數位堡壘》(Digital Fortress)。而這部小說立刻成了國內首屈一指的網路小說。它以美國國家安全局(National Security Agency)背景,探究了公民隱私和國家安全之間的界限。
丹‧布朗的父親是一名曾獲得總統榮譽獎的數學教授,母親是一名職業宗教音樂家,因此,他從小就生活在科學和宗教相衝突的荒唐哲學中。丹‧布朗的妻子既是一名藝術歷史學家,也是一名油畫家,她不僅和丈夫一起合作研究,還一直陪伴著他完成頻繁的研究之旅。《達文西密碼》正是夫妻倆一起到巴黎,在羅浮宮所完成。
丹‧布朗另著有Angels & Demons以及Deception Point。現居新英格蘭。
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  • 4

    Dopo "Angeli e demoni" ho finalmente letto il libro più famoso di Brown, che si conferma un grande narratore. In questa seconda storia con protagonista Robert Langdon ci ha risparmiato anche qualche a ...continue

    Dopo "Angeli e demoni" ho finalmente letto il libro più famoso di Brown, che si conferma un grande narratore. In questa seconda storia con protagonista Robert Langdon ci ha risparmiato anche qualche americanata di troppo presente nel primo libro. Un ottimo thriller che consiglio di leggere prendendolo per quello che è, ovvero un romanzo, un'opera di fantasia. Lettura sicuramente leggera ma che lascia spazio anche a qualche piccola riflessione.

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  • 0

    Quasi divertente come i Monty Python, non c'è che dire

    Ecco, sono una persona che ride assai di rado, e poco mi deliziano i comici di casa nostra (con le dovute eccezioni, sia chiaro!) e ancor meno i loro colleghi americani.
    La comicità a Stelle e Strisce ...continue

    Ecco, sono una persona che ride assai di rado, e poco mi deliziano i comici di casa nostra (con le dovute eccezioni, sia chiaro!) e ancor meno i loro colleghi americani.
    La comicità a Stelle e Strisce non mi ha mai detto niente, escluso il buon vecchio Groucho Marx; non sopporto le loro trivialità, le risate sguaiate fuoriuscenti da quelle bocche larghe, che fanno tremare le loro grassissime gote.
    Sono invece un grande appassionato di comicità inglese.
    Nulla mi diverte come l'immenso Benny Hill, mi cappotto dal ridere quando c'è Mr Bean e, soprattutto, amo la vena geniale dei Monty Python.
    E se c'è una cosa che ha rischiato di mandarmi letteralmente in rianimazione (possono testimoniarvelo la mia signora e il mio caro amico Frescobaldo Chiaramonti) è stata senza dubbio il film "Monty Python e il Sacro Graal", che posseggo in tutti i formati: VHS, DVD, Blu-ray, pellicola, 16mm, Betamax, audiocassetta per non vedenti, varie ed eventuali. Ho anche da qualche parte un autografo fattomi da John Cleese in occasione della sua ospitata al Festival Internazione del Cinema di Pratovecchio: una serata indimenticabile.

    Come si suol dire, cari lettori, c'è sempre una eccezione che conferma la regola: a questo giro, infatti, mi sono innamorato alla follia di un umorista statunitense.
    Il suo nome è Dan Brown; e il suo romanzo, "Il codice Da Vinci", lo trovai per puro caso qualche anno fa all'autogrill di Cantagallo, messo lì tra i thriller più venduti. A quanto pare, l'addetto ai biscotti e a tutte le altre leccornie doveva aver sostituito l'addetto al reparto libri; cose che succedono, non gliene feci una colpa e non lo biasimo manco oggi.
    Io lo feci mio solo perché mi ritrovai a leggerne il primo capitolo, stuzzicato da titolo e copertina, tanto per vedere di che si trattasse; e fu così che, dopo poche pagine, mi ritrovai convulsionante come un tarantolato, paonazzo in viso, a tentare in vano di trattenere le fameliche risa che mi nascevano in corpo e in cuore.
    La mia signora, uscita dal bagno, vedendomi in quello stato, fece al principio finta di non conoscermi; poi, mi tolse di mano il volume col suo aristocratico distacco, presentandolo alla cassa assieme a un caffè e a un pacchetto di gomme da masticare. Io continuai a ridacchiare tra me e me, tanto da dimenticare di acquistare il mio pacchetto giornaliero di Nazionali.

    Tornato a casa, finalmente solo con le comiche pagine del Codice, continuai la mia ridanciana lettura, che ad oggi considero l'unica esperienza paragonabile alla visione della pellicola di Gilliam, Chapman, Cleese, Idle e Palin.
    Quello di Brown è un complottare divertente, scoppiettante, oserei dire funambolico; riesce a fare col thriller ciò che Douglas Adams è riuscito a fare con la fantascienza, cosa per nulla facile.
    Utilizza l'espediente del mistero, dell'intrigo, per colorare una narrazione che nasconde ad ogni pagina parodie esilaranti, che neanche l'Eco del Pendolo (infatti, sopravvalutato) ha saputo trasporre in un romanzo.
    L'americano sbeffeggia il Clero e il buon Dio ma anche coloro che del Clero e del buon Dio si fanno facili beffe. In poche parole, un incredibile visionario. Un genietto.

    Dopo una simile meraviglia, ho deciso di non leggere altro di colui che, grazie a questo libro, ritengo uno dei più significativi autori comico-satirici viventi.
    La paura di una delusione sarebbe fin troppa, e voglio che le mie risate restino un dolce ricordo di quei giorni vissuti così intensamente.

    Grazie, Dan Brown.

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  • 0

    Un neologismo semantico?Un invenzione?o una via tra esse? Il libero arbitrio di ognuno può ritrovarsi in questa narrazione lineare semplice di un mistery e una similutudine di un saggio d'arte. ...continue

    Un neologismo semantico?Un invenzione?o una via tra esse? Il libero arbitrio di ognuno può ritrovarsi in questa narrazione lineare semplice di un mistery e una similutudine di un saggio d'arte.

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  • 3

    Secondo me inferiore ad "Angeli e Demoni", che mi aveva preso di più, l'ho trovato noioso e un po' scontato in certe parti (lasciando perdere le "imprecisioni" - eufemismo - storiche di Dan Brown: c'è ...continue

    Secondo me inferiore ad "Angeli e Demoni", che mi aveva preso di più, l'ho trovato noioso e un po' scontato in certe parti (lasciando perdere le "imprecisioni" - eufemismo - storiche di Dan Brown: c'è davvero gente convinta che i suoi libri siano storicamente attendibili?). Ma sicuramente meglio del film, IMHO...

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  • 3

    Libro ben scritto in quanto fa riferimenti storici che lo rendono più o meno credibile e perché ha una certa tensione narrativa che incuriosisce il lettore e rende interessante la lettura. Non ho appr ...continue

    Libro ben scritto in quanto fa riferimenti storici che lo rendono più o meno credibile e perché ha una certa tensione narrativa che incuriosisce il lettore e rende interessante la lettura. Non ho apprezzato particolarmente il finale

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  • 4

    Un romanzo scritto in modo semplice, comprensibile e curato; il fatto che sia un bestseller non deve sminuirlo. Di particolare ha che, in pratica, è costruito attorno ad una tesi di ricerca artistica: ...continue

    Un romanzo scritto in modo semplice, comprensibile e curato; il fatto che sia un bestseller non deve sminuirlo. Di particolare ha che, in pratica, è costruito attorno ad una tesi di ricerca artistica: tolta la storia con i suoi risvolti avventurosi e i suoi colpi di scena, sarebbe un saggio di storia dell'arte. Devo ammettere che tiene col fiato sospeso dalle prime alle ultime pagine.

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  • 4

    Tanti approfondimenti interessanti

    Un libro avvincente, ricco di colpi di scena. Brown è davvero bravo a creare un giallo su storie già raccontate, unendo mito, religioni, storia e leggenda, scienza e fede. Sa tantissime cose e mi ha s ...continue

    Un libro avvincente, ricco di colpi di scena. Brown è davvero bravo a creare un giallo su storie già raccontate, unendo mito, religioni, storia e leggenda, scienza e fede. Sa tantissime cose e mi ha spinto ad approfondire vari argomenti, molti dei quali incredibilmente interessanti, come la storia del femminino sacro o della lettera greca phi. E' chiaro che per rendere il romanzo credibile, l'autore debba affermare che cose che non hanno alcun fondamento storico, siano verità assodate. Ma questa cosa non toglie nulla alla qualità del racconto. Ognuno è libero di credere quello che vuole, ma credo che chiunque abbia uno spirito critico minimamente sviluppato non si troverà mai a mettere in dubbio la credibilità della chiesa o della religione cristiana per queste pagine.. di motivi potrebbero essercene tanti.... sicuramente non un romanzo di fantasia.
    Il finale poi è tra le piacevoli sorprese, inaspettato, assolutamente non scontato, lascia aperte un milione di possibilità!

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  • 3

    Letto appena uscito in Italia, quando ancora era lungi dal diventare uno dei libri più venduti nel mondo, ero rimasto entusiasta della genialata di Brown: affrontare un tema scottante come la vita di ...continue

    Letto appena uscito in Italia, quando ancora era lungi dal diventare uno dei libri più venduti nel mondo, ero rimasto entusiasta della genialata di Brown: affrontare un tema scottante come la vita di un Cristo “uomo”, sposo e futuro padre e Maria Maddalena come reggente della cristianità utilizzando l’espediente del giallo. A distanza di 13 anni la penso allo stesso modo, ma soffermandomi sullo stile... è un pochino grezzo.

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