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钢穴

机器人系列

By Isaac Asimov

(16)

| Paperback | 9787807260424

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Book Description

  长久以来,地球受控于外世界人。人类猬集在钢铁密封的各个城市中,城市郊外就有外世界人建立的太空城。
  太空城里发生的离奇的命案:一位外世界人被谋杀了,而外汇界人认定是地球人干的。地球便依刑警伊利亚・贝莱被迫承办这件案子。
  贝莱觉得精神压力大极了。他若不能顺利破案,地球将遭到外世界人的报复。更麻烦的是,他必须接受一位名叫机・丹尼尔的机器人做搭档。
  贝莱一向对机器人深恶痛绝,他能与机器人合作吗?

266 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Un libro scritto nel 1953

    E' sorprendente come Asimov riesca ad essere così contemporaneo pur avendo scritto questo romanzo oltre 61 anni fa.
    Cervello positronico, gli spaziali, i mondi esterni e gli umanoidi sono tutti concetti ben noti oggigiorno. Ma mezzo secolo fa?
    Uno sp ...(continue)

    E' sorprendente come Asimov riesca ad essere così contemporaneo pur avendo scritto questo romanzo oltre 61 anni fa.
    Cervello positronico, gli spaziali, i mondi esterni e gli umanoidi sono tutti concetti ben noti oggigiorno. Ma mezzo secolo fa?
    Uno splendido romanzo del più grande scrittore di fantascienza. Il mio primo romanzo di Asimov e, di certo, non l'ultimo.
    Splendidi i personaggi del robot umanoide Daneel Olivaw e del poliziotto terrestre Elijah Baley

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    Leon said on May 28, 2014 | 2 feedbacks

  • 4 people find this helpful

    C'è una leggenda della mitologia ebraica molto conosciuta: si tratta del golem, il gigante di argilla che può essere creato da chi padroneggi le formule della kabbalah. Il golem è un servo fedele e obbediente, dotato di una forza tale da svolg ...(continue)

    C'è una leggenda della mitologia ebraica molto conosciuta: si tratta del golem, il gigante di argilla che può essere creato da chi padroneggi le formule della kabbalah. Il golem è un servo fedele e obbediente, dotato di una forza tale da svolgere incarichi impossibili al suo creatore, eppure è privo di un'anima, incapace dunque di provare sentimenti o emozioni. E' a questo mito che Asimov dichiara più volte nelle sue prefazioni di essersi ispirato per ideare la figura del robot da lui intesa, creatura dalle sembianze umane generata dai più moderni ritrovati scientifici per assistere (e inevitabilmente sostituire) sempre più l'uomo nelle sue incombenze.

    Abissi d'acciaio esce inizialmente in tre puntate nel 1953, sulla rivista Galaxy, per poi essere ripubblicato in volume nel 1954. Asimov aveva già all'attivo almeno una dozzina di racconti che sarebbero poi confluiti nelle antologie che vengono comunemente inserite nel Pre Ciclo dei Robot, e in cui aveva già elaborato le famose tre leggi della robotica:

    "1. Un robot non può recar danno a un essere umano, né permettere che, a causa della propria negligenza, un essere umano patisca danno.
    2. Un robot deve sempre obbedire agli ordini degli esseri umani, a meno che contrastino con la Prima Legge.
    3. Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché questo non contrasti con la Prima o la Seconda Legge."

    Con Abissi d'acciaio si apre un ciclo cronologicamente successivo, il Ciclo dei Robot vero e proprio, collocato in un futuro di poco distante in cui i robot sono ormai parte della vita quotidiana, sebbene rigettati dalla maggior parte della popolazione umana che ancora guarda indietro a un passato scomparso. La società è radicalmente cambiata: la sovrappopolazione ha generato una nuova concezione degli spazi e dell'individualità di stampo pseudo-socialista, e le normali città a cielo aperto hanno lasciato il posto a enormi agglomerati cittadini sotterranei (le caves of steel del titolo originale) in cui migliaia di persone soddisfano i loro bisogni più elementari in spazi comuni. Parte dell'umanità è già emigrata nello spazio da tempo e ha raggiunto un livello di civilizzazione e tecnologia ben più elevato: lo stabilirsi sulla Terra di una comunità di Spaziali è causa di pericolosi malumori e di ritorsioni da parte della fazione dei Medievisti.
    Proprio a Spacetown, la città degli Spaziali, viene ucciso un eminente esperto di robotica, Nemmenuh Sarton, da qualcuno che con ogni probabilità è arrivato da New York. Il commissario di polizia Julius Enderby si rivolge al detective Elijah Baley perché indaghi sulla morte di Sarton insieme a un collega Spaziale, Daneel R. Olivaw, robot umanoide quasi del tutto identico a un comune umano. Elijah non appartiene alla fazione dei medievisti, ma è comunque tra coloro che detestano l'irruenza dei robot nella vita quotidiana e il loro progressivo sostituirsi agli esseri umani nei loro lavori, e pertanto mal sopporta il collega, tanto più che - si raccomanda Enderby - deve risolvere il caso per primo o l'assassinio rischia di degenerare in un grave incidente diplomatico.
    Abissi d'acciaio è una vera e propria detective story con ambientazione fantascientifica: le indagini sono vivacizzate (e complicate) dalla possibilità che l'assassinio sia un robot e dalle ipotesi sulle dinamiche che gli avrebbero consentito di aggirare le leggi della robotica - situazione già sperimentata dall'autore in alcuni racconti.
    Non mancano naturalmente le continue riflessioni sulla natura dei robot, fisicamente migliori degli esseri umani ma privi di un'anima che consenta loro di provare emozioni che non siano state precedentemente impiantate con un chip, come il senso della giustizia posseduto da Daneel per farne un buon poliziotto.
    Un gran bel romanzo, in definitiva, forse non all'altezza del capolavoro consacrato che è la Trilogia Originale (nella cui ragnatela pure s'inserisce: Daneel Olivaw torna nella conclusione de L'orlo della Fondazione), ma senza dubbio appassionante, forse un pelino penalizzato dal netto prevalere di verbosi dialoghi sull'azione.

    «Prendi questo Daneel, ci lavoro insieme da due giorni. È più alto di me, più forte, più bello. Sembra uno Spaziale. Ha una memoria migliore della mia e sa più cose, non ha bisogno di dormire o di mangiare. Non è tormentato dal mal di pancia, dal panico, dall'amore o dal senso di colpa.
    Però e una macchina. Posso fargli quello che voglio, proprio come se fosse una di quelle microbilance. Se do uno schiaffo a una bilancia non me lo restituisce, giusto? Nemmeno Daneel. Posso ordinargli di puntarsi addosso un fulmine e lo farà.
    Non siamo capaci di costruire robot che valgano quanto un essere umano, nelle cose che contano. Figuriamoci migliori! Non siamo capaci di costruire robot con il senso della bellezza, dell'etica o della religione. Non c'è modo di elevare il cervello positronico di un centimetro sopra il perfetto materialismo.
    L'ho detto, non siamo capaci. E continuerà ad essere così finché non capiremo cos'è che muove il nostro cervello, finché esisteranno cose che la scienza non può misurare. Che cos'è la bellezza, o la bontà, o l'arte, o l'amore, o Dio? Ci muoviamo sulla frontiera dell'inconoscibile e cerchiamo di capire ciò che non può essere capito. È questo che ci fa uomini.
    Il cervello di un automa dev'essere finito, limitato, o non potremo costruirlo. Dev'essere tutto prevedibile, tutto calcolabile. Quindi, di che hai paura? Un robot può essere bello come Daneel, bello come un dio, e non essere più umano di un mucchio di legna. Non riesci a capire?»

    Recensione pubblicata anche su
    http://www.lastambergadeilettori.com/2014/05/speciale-f…

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    Sakura87 (mi trovate su GR con lo stesso nick) said on May 21, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    C'è una leggenda della mitologia ebraica molto conosciuta: si tratta del golem, il gigante di argilla che può essere creato da chi padroneggi le formule della kabbalah. Il golem è un servo fedele e ubbidiente, dotato di una forza tale da svolgere inc ...(continue)

    C'è una leggenda della mitologia ebraica molto conosciuta: si tratta del golem, il gigante di argilla che può essere creato da chi padroneggi le formule della kabbalah. Il golem è un servo fedele e ubbidiente, dotato di una forza tale da svolgere incarichi impossibili al suo creatore, eppure è privo di un'anima, incapace dunque di provare sentimenti o emozioni. E' a questo mito che Asimov dichiara più volte nelle sue prefazioni di essersi ispirato per ideare la figura del robot da lui intesa, creatura dalle sembianze umane generata dai più moderni ritrovati scientifici per assistere (e inevitabilmente sostituire) sempre più l'uomo nelle sue incombenze.

    Continua su:
    http://www.lastambergadeilettori.com/2014/05/speciale-f…

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    La Stamberga dei Lettori said on May 20, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Abissi d'acciaio è un piccolo grande capolavoro. Mi ci sono voluti più di vent'anni per accorgermene, lo lessi per la prima volta quando ero uno “sbarbato” e per un caso mi è capitato di riprenderlo in mano proprio ora; diciamo che all'epoca “da tant ...(continue)

    Abissi d'acciaio è un piccolo grande capolavoro. Mi ci sono voluti più di vent'anni per accorgermene, lo lessi per la prima volta quando ero uno “sbarbato” e per un caso mi è capitato di riprenderlo in mano proprio ora; diciamo che all'epoca “da tanti alberi non vidi la foresta”, sì perchè è vero che Abissi d'acciaio è un giallo fantascientifico ma la cosa più bella è la cornice della storia, un mondo che è un vero trionfo per qualsiasi profeta malthusiano.
    La trama, per quanto avvincente, a una seconda lettura impallidisce di fronte all'imponente costruzione di un pianeta Terra sovrappopolato, in cui gli esseri uomini non sono più abituati all'aria fresca, al cibo genuino e persino alla luce stessa del sole. La figura del Robot, apparentemente unico simulacro dell'Uomo, è solo un'altra ombra proiettata sulla caverna d'acciaio costruita da Asimov. Il titolo originale del libro “The Caves of steel”, le caverne d'acciaio, è infatti molto più calzante dell'italico titolo “Abissi d'acciaio”, qui la razza umana non si è seppellita in un buco in profondità per sfuggire a qualche pericolo/radiazione/atmosfera contaminata, qui si è volutamente rinchiusa il capo sotto un tetto d'acciaio che ne tarpa le ali, i sogni e l'immaginazione; ringhiosamente impegnata a sopravvivere in un mondo povero di risorse, depauperato, in cui il peso stesso della popolazione eccessiva trascina irrimediabilmente a fondo tutto il pianeta.
    Daniel Estulin ha definito questo libro un manifesto dell'Ecofascismo Malthusiano del Nuovo Ordine Mondiale, uno strumento di propaganda per influenzare le giovani menti ad un pessimismo cosmico, non so quanto ci sia di vero in questo, forse però è più sicuro goderselo dopo i trent'anni (e più soddisfacente)

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    Matseinove said on May 19, 2014 | Add your feedback

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    http://goo.gl/FLLe4 Asimov ha lavorato alla Grande Saga Galattica per quasi 50 anni. Vediamo i cicli di cui è composta (Robot, Impero e Fondazione), analizziamo la Trilogia Originale (con citazioni) e ripassiamo le tre leggi della robotica!

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    Ryo said on May 4, 2014 | Add your feedback

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