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长眠不醒

By Raymond Chandler

(1)

| Paperback | 9787501426195

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Book Description

270 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Il grande sonno

    "Che importa dove si giace, quando si è morti? In fondo a uno stagno melmoso o in una torre di marmo sulla vetta di una montagna? Si è morti, si dorme il grande sonno, non ci si preoccupa più di certe miserie."

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    Stefanino said on Oct 24, 2014 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    chissà perchè, ero convinto che fosse un libro per gente colta. forse lo confondevo con "chiamalo sonno". il problema è che i gialli e i neri non mi piacciono perchè, come forse ho già avuto l'onore di dire, trovo inverosimile che qualcuno uccida qua ...(continue)

    chissà perchè, ero convinto che fosse un libro per gente colta. forse lo confondevo con "chiamalo sonno". il problema è che i gialli e i neri non mi piacciono perchè, come forse ho già avuto l'onore di dire, trovo inverosimile che qualcuno uccida qualcun altro per questioni diverse dai soldi, e queste ultime non mi interessano. chiaro che la gente uccide eccome per i più svariati e grotteschi motivi, ma ciò non toglie che per me questo sforzo è spreco e follia e non vedo nemmeno il motivo di interrogarsi sul come e sul perchè. può farlo solo gente che viene pagata per questo tipo di cose, come i medici etc etc.

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    dhalgren said on Oct 19, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Più che leggerlo l'ho visto. Ogni passo che leggevo mi vedevo Robert Mitchum davanti rigorosamente in bianco e nero...

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    **Stefania** said on Sep 29, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    "...la superficie del mare si ondulava e si interessava quasi senza rumore, come un pensiero che si sforzi di prender forma al margine della consapevolezza."
    Tre stelle perché tra le pagine altro delle chicche come quella precedente, per il resto il ...(continue)

    "...la superficie del mare si ondulava e si interessava quasi senza rumore, come un pensiero che si sforzi di prender forma al margine della consapevolezza."
    Tre stelle perché tra le pagine altro delle chicche come quella precedente, per il resto il libro è piuttosto noioso. I personaggi abbastanza piatti e distanti, e la scrittura di avverte molto datata con dialoghi a volte imbarazzanti....
    Sicuramente un antesignano del genere, ma non sono riuscito ad apprezzarlo.

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    Elfo said on Aug 5, 2014 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    L'amarezza de " Il grande sonno". Una questione di stile, un autore davvero degno.

    C'è sempre una tromba che fa conversazione, un cantare etereo come il mercurio e una lungimirante ritmica. Nei pezzi di Chet Baker quindi, un'atmosfera ovattata sembrerebbe riprodurre così bene le sensazioni degli eroinomani di un tempo, nel loro att ...(continue)

    C'è sempre una tromba che fa conversazione, un cantare etereo come il mercurio e una lungimirante ritmica. Nei pezzi di Chet Baker quindi, un'atmosfera ovattata sembrerebbe riprodurre così bene le sensazioni degli eroinomani di un tempo, nel loro attico lontano dai rumori, dai fastidi e dalla follia della metropoli, nel loro sonno artificiale e asettico, privo di incubi...ed è in questi luoghi o perlomeno in queste dimensioni dei piani alti che Philiph Marlowe si presenta...indolente e malinconico, ex sbirro e uomo della strada, lupo solitario dotato di una sua ironia, che Chandler, il suo creatore, trasforma spesso in pensieri di puro distillato tra la sagacia e il disincanto e dove le riflessioni silenziose diventano sequenze fuori campo di una letteratura notevole, in cui l'analisi psicologica delle vicende è messa in luce da una complessa struttura narrata in prima persona e che quella del romanzo in questione diventerà uno dei migliori e più celebri incipit di un romanzo: " Erano pressappoco le undici del mattino, mezzo ottobre, sole velato... portavo un completo blu polvere, con camicia blu scuro cravatta e fazzolettini assortiti...ero corretto, lindo, ben sbarbato e sobrio, e me ne sbattevo che lo si vedesse...avevo appuntamento con quattro milioni di dollari". Marlowe dunque; cavaliere senza cavallo di un codice ormai estinto e costretto a nascondersi dietro le sembianze del duro e spesso isolato nel suo stesso pensiero:che dietro ogni delitto non solo colpevoli ma esseri umani trascinati via dalle periferie dove tutto diventa ovvio e grigio, anche l'odio e l'amore e dove l'"analisi morale" di uno come Marlowe spesso si perde nell'amarezza di quel che non si può evitare. "Il grande sonno" è quindi un classico che in una manciata di pagine ci proietta in un vortice dal quale nessuno, nemmeno gli intoccabili, sembrano esserne al riparo: omicidi, dissoluzione, sesso, droga e corruzione è ciò che tiene il paesaggio nella tela: l'efficacia pittorica di Chandler si serve di un insieme ad effetto che al primo sguardo sembrerebbe più furbo e commerciale che altro...andando invece più a fondo, scopriamo come questa "fauna colorata" ricostruiscono un ambiente con le sue nevrosi e i suoi comportamenti marginali, conseguenza di una società in cui "tutto è in vendita" e dove la coscienza sociologica e l'indagine psicoanalitica sono quindi il punto cruciale dell'autore, la suspense come i toni forti, gli servono come "espediente" per il suo punto di partenza: lo studio delle nevrosi nella società moderna americana, partendo sia dal "seme della violenza", dalle scene più crude e dure dell'Hard Boiled(ispirato da Dashiell Hammett)sia soprattutto da un nuovo stile, più introspettivo e talentuoso, con il suo istrionico e sagace ripensamento, la sua sottile ironia e l'eleganza ricercatissima della sua prosa pittorica, Chandler come diceva Oreste del Buono, suo traduttore e scrittore anche lui di noir:"ha saputo centrare la schizofrenia degli yuppies americani degli anni'30". Ma lo ritrovo anche negli Usa di Edward Hopper: "l'artista fa sempre intuire degli spazi verso lo spazio illimitato del soggetto che dipinge". Così diceva l'enigmatico pittore...e così è l'opera di Raymond Chandler. Se una parte è movimentata scenografia della California della prima metà del secolo, il resto è studio del comportamento, soprattutto quello inconscio. Quello stile espressivo e psicologico che pochi scrittori del noir ormai hanno: che rende al lettore, oltre che al piacere estetico, anche l'odore della realtà e il sapore del disincanto, il gusto dell'intelligenza e il retrogusto della malinconica ironia....e così si torna a un disco, volume basso e silenzio attorno. Chet Baker ricomincia, il suo stile inimitabile, la sua struggente passione e malinconia.

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    LucBon71(de una Luna o una sangre o un beso al cabo) said on Jul 22, 2014 | 1 feedback

  • 26 people find this helpful

    Era un uomo già morto per due terzi ma era ancora sicuro di poter affrontare la vita

    Before I sink
    Into the big sleep
    I want to hear
    The scream of the butterfly (*1)

    L'impatto è stato magnifico, era del tempo che non mi sentivo così appagato da una lettura. Sto parlando di descrizioni e similitudini Wilsioniane, del piacer ...(continue)

    Before I sink
    Into the big sleep
    I want to hear
    The scream of the butterfly (*1)

    L'impatto è stato magnifico, era del tempo che non mi sentivo così appagato da una lettura. Sto parlando di descrizioni e similitudini Wilsioniane, del piacere di leggere, della voglia di proseguire mischiata al timore di veder crollare le ottime premesse
    «Le due ragazze vanno in giro insieme?» «Credo di no; credo che percorrano strade separate e divergenti, ma entrambe dirette alla perdizione. Vivian è viziata, esigente, molto sveglia e del tutto priva di scrupoli. Carmen è una bambina che si diverte a strappare le ali alle mosche. L’una e l’altra hanno meno senso morale di un gatto. E anch'io, del resto, come tutti gli Sternwood
    Con quattro righe il generale Sternwood, un uomo che era decisamente troppo vecchio per avere due figlie sul lato pericoloso dei vent'anni, disegna la propria famiglia. E' interessante leggere le impressioni del detective Philip Marlowe prima di quelle righe, l'arrivo nella dimora del generale, l'incontro con quell'uomo carismatico. Dopo sei capitoli però, si è ripresentato il Marlowe smargiasso de “Il lungo addio” quello delle deduzioni fumate come fossero sigarette, quello che odora di cuoio e tabacco. Philip con un'arma puntata contro, ha reazioni più controllate dei comuni mortali inquadrati dall'obiettivo di una macchina fotografica. Resiste a tutto, anche al fascino femminile.
    Alla fine del romanzo si conteranno quattro morti da arma da fuoco. Nonostante ciò, nonostante il poliziesco non sia il mio genere di riferimento, confermo che in Chandler ci sono qualità, bravura e capacità di parlare per immagini. Ne scelgo una, le altre vi consiglio di scovarle da soli.
    Ero vuoto di vita, come le tasche di uno spaventapasseri

    (*1)
    http://www.youtube.com/watch?v=YkKRU1ajKFA

    E-book N°60
    Il grande sonno (RAYMOND CHANDLER)
    Maggio 2014

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    Nood-Lesse said on Jul 15, 2014 | 14 feedbacks

Book Details

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