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项塔兰

By Gregory David Roberts

(27)

| Softcover | 9787507525298

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Book Description

故事是这样开始的,从一个女人、一个城市、一点运气开始。

本书是格里高利·大卫·罗伯兹的自传式小说,他从一个大学里最年轻的哲学与文学讲师,沦落为黑狱重刑犯,在穿越两座机枪塔后,从澳洲看守最严密的监狱逃脱,偷渡至孟买──尽管潮湿、闷热、熙攘拥挤,但能让他在人间蒸发的城市。

带着假名字、假护照和不可告人的过去,他在印度导游的带领下进入孟买底层社会,和乞丐、妓女、苦修圣者、演员、士兵与来自世界各地的逃亡者一起,在这个城市开启新的人生旅程。

他将成为第一个住进贫民 Continue

故事是这样开始的,从一个女人、一个城市、一点运气开始。

本书是格里高利·大卫·罗伯兹的自传式小说,他从一个大学里最年轻的哲学与文学讲师,沦落为黑狱重刑犯,在穿越两座机枪塔后,从澳洲看守最严密的监狱逃脱,偷渡至孟买──尽管潮湿、闷热、熙攘拥挤,但能让他在人间蒸发的城市。

带着假名字、假护照和不可告人的过去,他在印度导游的带领下进入孟买底层社会,和乞丐、妓女、苦修圣者、演员、士兵与来自世界各地的逃亡者一起,在这个城市开启新的人生旅程。

他将成为第一个住进贫民窟的白人,凭着一只急救箱,当起受人尊敬、没有执照但免费的医生;

他将爱上孟买,这个空气中弥漫着酸腐和甜腻、自由和狂野的城市,随处可见收贿的警察、主持公道的黑帮、有组织的游民、大剌揽客的妓女、从香烟槟榔到毒品都卖的摊贩,以及人人脸上毫不吝惜的笑容;

他将学习用印度语、孟拉语和当地人沟通,并因言谈间使用了bear hug(熊抱)这个英文比喻,而荣获一只母熊的拥抱;

他将从偏僻村落的老嬷嬷口中,得到“项塔兰”这个名字,印度语意为“和平之人”,那时还没人知道,其实他是个恶名昭著的通缉犯;

他将邂逅美丽的卡拉,一个拥有聪明、秘密和湖水绿眼眸的女人,让人在她身上寻找天使翅膀的同时,也看见魔鬼的犄角。他会为她奉献一切,包括性命在内;

他将视哈德汗为第二个父亲。哈德汗是孟买家喻户晓的黑帮老大、圣人暨哲学家,与许多艺术家、企业家、政治人物有很好的交情,并在清真寺开讲神学和伦理学,吸引各宗教的学者和学生慕名而来。透过哈德汗,他被黑帮吸收,认真上课学习各种“专业”,包括如何洗钱、伪造护照、走私黄金、贩卖军火等,甚至加入了宝莱坞电影圈、穆斯林游击队,同时,也一步步陷入谜团与阴谋的纠缠中……

《项塔兰》以作者斑斓传奇的亲身阅历为基础写成,揭露了光怪陆离的人生风景,探讨罪与罚、爱与背叛、热情与救赎等终极的人生课题。小说内容经多次易稿,手稿两度在狱中毁去,前后书写时间超过十年,才完成这部厚达千页、却令人难以释卷的文坛艺术杰作。此书出版后,立刻横扫书市,同时登上英、美、澳、意各地畅销排行榜,至今仍居高不下。

889 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Da leggere dopo un viaggio in India (ovviamente passando per Mumbai), quando ormai si è tornati ma si ha ancora tutto addosso. Si ritrova ogni cosa: dall'umidità appiccicosa di Mumbai ai villaggi indiani... Prolungherà la vostra permanenza in quella ...(continue)

    Da leggere dopo un viaggio in India (ovviamente passando per Mumbai), quando ormai si è tornati ma si ha ancora tutto addosso. Si ritrova ogni cosa: dall'umidità appiccicosa di Mumbai ai villaggi indiani... Prolungherà la vostra permanenza in quella magica terra: solo quando l'avrete finito sarete defintivamente a casa

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    Juliet said on Jul 27, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Epico, meravigliosamente profondo!
    Per tanto tempo ho allontanato questo libro. un po' per la mole non indifferente (quasi 1200 pagine) un po' per l'ambientazione... l'India, soprattutto l'India sporca e discutibile di Bombay o Mumbay come storicamen ...(continue)

    Epico, meravigliosamente profondo!
    Per tanto tempo ho allontanato questo libro. un po' per la mole non indifferente (quasi 1200 pagine) un po' per l'ambientazione... l'India, soprattutto l'India sporca e discutibile di Bombay o Mumbay come storicamente era conosciuta.
    E' l'autobiografia di Greg Roberts, brillante filosofo australiano che, entrato nel tunnel della droga, viene condannato a oltre venti anni di carcere per rapina a mano armata e, scappato dal carcere di massima sicurezza dov'era recluso, arriva in India... inizialmente per fuggire dalla realtà tragica in cui si trovava e successivamente per trovare se stesso in una nuova realtà a tratti altrettanto tragica, a tratti ricca e suggestiva di nuove emozioni, esperienze e scoperte a livello umano, fisico e sentimentale.
    E' un'India dal sapore dolce amaro quella descritta da Shantaram, letteralmente uomo della pace di Dio (il nome indiano che viene attribuito a Greg), in cui al dolore ed alla sofferenza dei personaggi che lo compongono si accompagnano tesori e bellezze nascoste dietro gesti di affetto, solidarietà e generosità.
    Il fascino di questa storia che, se vera anche solo per metà ha davvero dell'incredibile, è la congerie di situazioni che l'autore si trova ad affrontare, dalla vita nello slum di Bombay, alla collaborazione con la mafia indiana, dalla conoscenza delle dinamiche del cinema di Bollywood alla partecipazione alla guerra in Afghanistan al fianco dei mujaheddin.
    Da leggere sicuramente.
    Pare che Johnny Depp ne abbia acquistato i diritti cinematografici... resto in trepidante attesa di vederlo con i miei occhi.

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    Flavia said on Jul 9, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Bello ma...

    Finalmente l'ho finito! Dopo una prima parte molto bella e intensa dove viene descritto l'impatto con l'India e gli indiani in modo tale da ricordarmi emozioni forti provate al mio primo viaggio in questo incredibile Paese; dopo una meravigliosa tes ...(continue)

    Finalmente l'ho finito! Dopo una prima parte molto bella e intensa dove viene descritto l'impatto con l'India e gli indiani in modo tale da ricordarmi emozioni forti provate al mio primo viaggio in questo incredibile Paese; dopo una meravigliosa testimonianza della vita in uno slum, dei rapporti umani e dell'organizzazione che vigono al suo interno; l'ho trovato invece meno interessante e piuttosto noioso nella seconda parte.
    Ho trovato faticoso leggere il dettagliato racconto del periodo afgano, i tanti nomi dei personaggi che compaiono e che avrebbero forse meritato una descrizione più marcata, meno superficiale, magari a discapito della minuziosa narrazione degli spostamenti sul territorio. Eccessive anche le lunghe pagine sulle battaglie tra clan.

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    Olivia said on Jul 6, 2014 | Add your feedback

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    Bellissimo!!! Tutto il sapore dell'India... un libro che ti trasporta in un altro mondo.. 1176 pagine non sono uno scherzo ma ne vale davvero la pena!!!!

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    Simona said on Jun 21, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Shantaram è molto più di una storia. Le vicissitudini narrate fanno da cornice a un lungo viaggio nell'intimo del protagonista e alla scoperta di ciò che rende una vita valevole di essere vissuta. Sono sentimenti vissuti senza falsi pudori. Dolori pr ...(continue)

    Shantaram è molto più di una storia. Le vicissitudini narrate fanno da cornice a un lungo viaggio nell'intimo del protagonista e alla scoperta di ciò che rende una vita valevole di essere vissuta. Sono sentimenti vissuti senza falsi pudori. Dolori profondi e cicatrici che si rimarginano. Amori che durano al di là del tempo, anche quando si sceglie di lasciarli andare.
    Se dovessi partire ora per l'isola deserta da cui non far più ritorno e avessi posto per un solo libro, è Shantaram che porterei con me.

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    Gechio said on Jun 6, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Ho appena finito questo libro di cui ho letto tante recensioni positive e che ha suscitato in me grandi aspettative dovute al mio amore per l’India (che ho visitato un po’ di tempo fa)...
    Devo dire che le mie reazioni sono state di due tipi. Da una p ...(continue)

    Ho appena finito questo libro di cui ho letto tante recensioni positive e che ha suscitato in me grandi aspettative dovute al mio amore per l’India (che ho visitato un po’ di tempo fa)...
    Devo dire che le mie reazioni sono state di due tipi. Da una parte c’è il ritratto dell’india che viene fuori dalle pagine (soprattutto nella prima parte): toccante, sincero e assolutamente corrispondente a quella che è stata la mia esperienza. La descrizione del primo “impatto” con questa realtà, impatto che butta all’aria qualsiasi idea preconcetta (positiva o negativa) si potesse avere in precedenza, ha prodotto in me una sofferenza quasi fisica: talmente ho sentito mie le parole usate dall’autore nel descrivere quel senso di smarrimento e di amore (quasi fosse un colpo di fulmine) che l’ha colto fin dal suo primo respiro, che mi sono chiesta “che ci faccio qui??? Perché non sono in India???”...
    Mi sono poi quasi commossa nel leggere di alcune “caratteristiche” degli indiani che avevano colpito anche me: in particolare la loro abitudine a fissare insistentemente tutto ciò che desta la loro curiosità (in primis noi “stranieri”) e quel ciondolìo particolare con la testa che a noi occidentali sembra un diniego ma in realtà è un cenno affermativo e perfino di simpatia... :)
    D’altra parte però devo ammettere che, tenendo conto di tutti i commenti entusiastici che avevo letto, il romanzo nel suo complesso mi ha un po’ deluso. Non appena il racconto si sposta da quelle che sono le piccole scene di vita quotidiana nel villaggio di Prabu o nello slum, alla Bombay delle prigioni e delle mafie (per non parlare della guerra in Afghanistan), il mio interesse è andato scemando e le ultime cento pagine le ho finite con una certa fatica. É come se tutto ciò che di veramente importante avesse da dire l’autore (almeno rispetto a quello che era il mio personale interesse) l’avesse esaurito circa a metà libro.
    Per cui alla fine di tutto non mi sento in grado, o forse semplicemente non mi va, di dare un “giudizio” obiettivo... é stata una lettura comunque piacevole, che mi ha regalato nostalgici tuffi nel passato e in emozioni che credevo di aver dimenticato, e che invece ho riscoperto ancora vive e forti dentro di me.

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    newlife said on Jun 4, 2014 | Add your feedback

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