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­Tristano

Di

Editore: Einaudi

3.8
(154)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Copertina morbida e spillati

Isbn-10: 8806156128 | Isbn-13: 9788806156121 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Paperback

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Una nuova edizione del celebre racconto di Thomas Mann, dove per la primavolta il tema dell'artista votato all'arbitrio trasgressivo della fantasia ein inconciliabile dissidio con la morale protestante s'impadronìdell'universo narrativo del grande scrittore tedesco, che non loabbandonò più fino al "Doctor Faust", considerato il suo capolavoro.In edizione bilingue.
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  • 5

    La sopravvivenza dell’artista

    Questo racconto è magnifico.
    L'incontro tra l'abile penna di Thomas Mann e la misura del racconto produce un testo elegante e ricco di immagini, capace di racchiudere in qualche decina di pagine tutta ...continua

    Questo racconto è magnifico.
    L'incontro tra l'abile penna di Thomas Mann e la misura del racconto produce un testo elegante e ricco di immagini, capace di racchiudere in qualche decina di pagine tutta la poetica e i temi centrali dell'autore di Lubecca. La malattia, la natura inadatta alla vita dell'esteta, la necessità di sublimare gli impulsi di morte nell'arte, il binomio amore e morte che trova espressione suprema nelle musiche di Wagner, l'influsso malefico che la bellezza esercita sugli animi di chi si è nascosto dietro una parvenza di sanità, l'insofferenza ma anche l'invidia per coloro che invece sono integralmente sani, la decadenza familiare di cui l'artista rappresenta lo stadio finale.
    Scritto dopo il successo del primo romanzo I Buddenbrook, il Tristano di Mann incanta il lettore con una potente sintesi di significati fino alla loro sublimazione finale. Questa acme è raggiunta dall'immagine del bambino, re in miniatura di quella vita che si fa beffe dell'artista, dalla cui splendente e selvaggia forza vitale egli è costretto a rifuggire "con il passo sforzatamente esitante di un uomo che cerca di dissimulare una fuga interiore".
    Consigliato sia a chi si approccia per la prima volta a Thomas Mann, sia ai suoi già affezionati lettori, che potranno felicemente rincontrare in questo raccontino tutti i temi a lui (e a loro) cari.

    ha scritto il 

  • 4

    Sarà perché Thomas Mann è uno dei miei autori preferiti ma trovo anche nei suoi romanzi brevi quella incisività, quella disanima delle antinomie di fondo che hanno animato anche i suoi romanzi maggio ...continua

    Sarà perché Thomas Mann è uno dei miei autori preferiti ma trovo anche nei suoi romanzi brevi quella incisività, quella disanima delle antinomie di fondo che hanno animato anche i suoi romanzi maggiori , il tutto racchiuso e concluso in poco spazio con una perfezione ammirevole. Il titolo di questo romanzo/ racconto è preso dall’opera di Wagner, Tristano e Isotta , perché al centro della narrazione c’è l’esecuzione pianistica di alcuni movimenti dell’opera con la ripresa quasi letterale di certi passi del libretto. L’azione si svolge in un sanatorio, preludio indubbio di quello più famoso della Montagna Incantata. Anche e soprattutto in quest’ultima opera verranno ripresi e ampiamente trattati quei temi principali che vengono qui prefigurati e cioè la contrapposizione tra la vita artistica, intesa come peccato, diversità e la vita borghese, sinonimo di salute e benessere . C’è poi la raffigurazione di quel particolare eroe decadente che , chiuso nella sua turris eburnea, è convinto di sapere e prevenire i giudizi delle persone intorno a lui. Dolce e sfortunata la protagonista femminile: Gabriella Klöterjahn.
    Devo aggiungere che l’editore ha avuto l’idea molto bella di aggiungere una parte dedicata all’influenza di Wagner nell’opera di Mann

    ha scritto il 

  • 3

    "Ci sento dentro qualcosa che riesco a capire solo in parte, un che d'indipendente, di libero, capace di mancar di rispetto persino alla realtà, per quanto sia la cosa più rispettabile del mondo, anzi la rispettabilità stessa..."

    Il mondo non è posto per gli artisti dai denti cariati e dai piedi grossi, né per le signore dalla pelle diafana, i polmoni deboli ed una venuzza azzurra che, come una cicatrice, attraversa la fronte, ...continua

    Il mondo non è posto per gli artisti dai denti cariati e dai piedi grossi, né per le signore dalla pelle diafana, i polmoni deboli ed una venuzza azzurra che, come una cicatrice, attraversa la fronte, la tempia, e si contorce in dolorosi spasmi.
    Il mondo non è posto per chi osa sostituire la realtà dei fatti e delle cose con quella, per lui, per lei altrettanto concreta, dell'immaginazione che consola, dell'arte che invade il corpo e la mente.
    Tuttalpiù essi possono accarezzare le proprie tare in giardini nascosti, arabescati d'ombra, o nelle stanze vuote, notturne, di qualche pensione. Le strade larghe, bianche, assolate, sono riservate ai biondi paffuti ed in salute che, con noncuranza ed un'incosciente violenza, sanno calpestare e cavalcare e mordere la vita.

    ha scritto il 

  • 2

    Sono perplessa

    non ho capito questo libro assai noioso... bellissima solo la parte in cui Spinell e la signora suonano insieme... Probabilmente avrei dovuto ascoltare il Tristano di Wagner per capire.

    ha scritto il 

  • 4

    Una novella fortemente simbolica che crea una contrapposizione fra l’intellettuale e l’uomo comune dal senso pratico. Un conflitto in cui l’autore non prende le parti dell’intellettuale, del quale anz ...continua

    Una novella fortemente simbolica che crea una contrapposizione fra l’intellettuale e l’uomo comune dal senso pratico. Un conflitto in cui l’autore non prende le parti dell’intellettuale, del quale anzi tratteggia un ritratto patetico. L’affarista dal senso pratico, spregevole ma a suo modo vivo e vitale, appare ugualmente di compassione.
    La prosa è molto ricercata come pure la scelta di ogni singola immagine e descrizione.

    ha scritto il 

  • 4

    Ironia a piene mani sul decadentismo, Wagner e in fondo anche sul romanticismo. Ma questa non sarebbe riuscita così bene se lo stesso autore non avesse "sperimentato" questi modi di sentire e in fondo ...continua

    Ironia a piene mani sul decadentismo, Wagner e in fondo anche sul romanticismo. Ma questa non sarebbe riuscita così bene se lo stesso autore non avesse "sperimentato" questi modi di sentire e in fondo mai completamente abbandonati. Ogni personalità complessa non aderisce mai interamente ad una visione del mondo e della vita (cosa che in dovrebbero fare tutti) ma in tempi diversi accentua o da maggior importanza a certe intuizioni piuttosto che ad altre.

    ha scritto il 

  • 2

    macigno

    sarà anche uno dei più grandi scrittori europei del Novecento Mann, ma questo racconto lungo è stato incomprensibile. L'ho letto tutto, ma non ho capito granchè. Finale troppo brusco.

    ha scritto il 

  • 4

    racconto del 1903, scritto all'eta' di 28 anni, tagliente come una lama. la tbc e' il pretesto per una metafora sull'ostinata volonta' degli esseri umani di vedere nell'altro unicamente una proiezione ...continua

    racconto del 1903, scritto all'eta' di 28 anni, tagliente come una lama. la tbc e' il pretesto per una metafora sull'ostinata volonta' degli esseri umani di vedere nell'altro unicamente una proiezione dei propri desideri.

    ha scritto il