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Ängelns lek

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Förlag: Albert Bonniers Förlag

3.7
(12483)

Language:Svenska | Number of Pages: 586 | Format: Hardcover | På andra språk: (andra språk) Spanish , English , Italian , Polish , Catalan , Portuguese , Dutch , Chi traditional , Finnish , French , Slovenian , Chi simplified , German , Czech , Russian

Isbn-10: 9100122912 | Isbn-13: 9789100122911 | Publish date: 

Translator: Yvonne Blank

Även tillgänglig som: Mass Market Paperback

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Bokbeskrivning
Barcelona på 1920-talet. En stad fylld av våld, märkliga sammanträffanden - och gåtor. De fördömdas stad.

Den unge David Martín har bosatt sig i ett gammalt förfallet tornhus i stadsdelen Raval. Han skriver gotiska berättelser och är på väg att slå igenom som bestsellerförfattare. Men allt blir inte som han tänkt sig: hans liv förmörkas av olycklig kärlek och det avtal han tecknat med förläggarna Barrido och Escobillas visar sig vara ett slavkontrakt.

En dag träder en man, som påstår sig vara förläggare, fram ur skuggorna och ger honom ett märkligt erbjudande som han inte kan motstå: David ska skriva en bok åt honom, en bok av ett slag som världen aldrig tidigare skådat. I utbyte ska han få en stor summa pengar - och kanske något annat. Är det djävulen eller en ängel som David ingått avtal med? Snart finner han sig fångad i en gåtfull och mardrömslik labyrint ur vilken det inte tycks finnas någon utväg.

Ängelns lek förflyttar oss på nytt till den Barcelonas skymmningsvärld och De bortglömda böckernas gravkammare som vi lärde känna i Zafóns förra bok, Vindens skugga. I denna nya äventyrsrika och fantastiska roman visar Zafón än en gång vilken unik och mästerlig berättare han är.

Sorting by
  • 5

    Barcellona, anni '20. David Martìn vive al confine della miseria, lavorando in un giornale di bassa lega, aggrappato ai suoi sogni letterari. Attraverso l'intercessione del suo patrono e amico, il ricco dandy Pedro Vidal, David comincia a scrivere racconti gotici dal successo inaspettato. E' l'in ...fortsätt

    Barcellona, anni '20. David Martìn vive al confine della miseria, lavorando in un giornale di bassa lega, aggrappato ai suoi sogni letterari. Attraverso l'intercessione del suo patrono e amico, il ricco dandy Pedro Vidal, David comincia a scrivere racconti gotici dal successo inaspettato. E' l'inizio di una carriera rapida e brillante, ma nascosta e mercenaria, che gli costerà il rispetto per sè stesso, l'amore di una ragazza che forse non avrebbe mai dovuto desiderare, ed infine anche la sua salute fisica e, forse, mentale. Una spirale inarrestabile di autodistruzione che lo porterà sotto l'ala protettrice di Andreas Corelli, un misterioso ed inquietante editore che ha pronta per lui la commissione di un libro molto speciale ...

    Più cupo de "L'ombra del vento", questo secondo romanzo di Zafòn ritorna alle ambientazioni nebbiose di una Barcellona dall'aria maledetta ed ammaliante, e propone un'altra storia che cattura immediatamente l'attenzione del lettore. Il personaggio di David è dolorosamente umano nella sua rabbia e nel suo cinismo nato da una vita di umiliazioni e sofferenze, e la sua avventura quasi delirante, verità e finzione confuse fra i corridoi polverosi di una casa abbandonata dalla vita, tiene il lettore saldamente incollato alle pagine fino all'ultimo rush finale.

    sagt den 

  • 1

    Nemmeno paragonabile all'ombra del vento"

    Rispetto all'ombra del vento, che mi aveva letteralmente conquistata, questo romanzo mi ha lasciato con l'amaro in bocca.
    Non giudico la scrittura o lo stile dell'autore, in entrambi i libri scorrevoli, ma la trama sembra un pò campata in aria, in particolar modo il finale, che sembra l'aut ...fortsätt

    Rispetto all'ombra del vento, che mi aveva letteralmente conquistata, questo romanzo mi ha lasciato con l'amaro in bocca.
    Non giudico la scrittura o lo stile dell'autore, in entrambi i libri scorrevoli, ma la trama sembra un pò campata in aria, in particolar modo il finale, che sembra l'autore abbia deciso con i dadi unicamente per conckludere la storia.
    L'ho trovata anche un pò ripetititva per quanto concerne alcune tematiche, dopo aver letto l'ombra del vento.
    L'unico lato positivo è che l'ho preso dalla biblioteca senza comprarlo....

    sagt den 

  • 4

    Libro sicuramente molto particolare e accattivante. Nonostante la trama inizialmente non sia chiara, l'autore riesce a renderla interessante proprio per questo!!! Finale a sorpresa che lascia un sorriso sulle labbra. E' il primo che leggo scritto di suo pugno...ne leggerò anche altri :)

    sagt den 

  • 3

    angosciante

    fa venire l'ansia!!! troppo complesso, personaggi la cui presenza è inutile (vedi Isabella) e troppo triste. sto povero disgraziato fin da bambino, quante disavventure! meglio se moriva di cancro! che poi non hon capito l'ispettore alla fine, sembrava avere capito che lui fosse innocente (vedend ...fortsätt

    fa venire l'ansia!!! troppo complesso, personaggi la cui presenza è inutile (vedi Isabella) e troppo triste. sto povero disgraziato fin da bambino, quante disavventure! meglio se moriva di cancro! che poi non hon capito l'ispettore alla fine, sembrava avere capito che lui fosse innocente (vedendo il suo libro a casa della Sabini) come mai poi fanno credere che David sia solo nella sua maledizione? mahhhh non mi ha fatto dormire ma in negativ. ansia ansia angoscia. se volete leggere per rilassarvi e svagarvi cambiate autore. e poi mille descrizioni inutili. ho saltato interi passaggi di descrizioni alla fine tanta era l'ansia di trovare uno spiraglio di luce che non è arrivato. era il primo lavoro dell'autore che leggevo ma non leggerò più Zafòn mi spiace,

    sagt den 

  • 1

    tantissimo fumo seguito da una spaventosa mancanza di arrosto

    L'autore costruisce un giallo, a tratti quasi un noir, dotato di un intreccio incredibile senza essere in grado di finirlo...si rimane solo interdetti e delusi.

    sagt den 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Sono passati circa tredici anni da quando lessi L'ombra del Vento, di cui non ricordo pressoché nulla, se non che mi piacque moltissimo. Zafon scrive divinamente, sa come catturare l'attenzione del lettore, senza annoiare e senza farti contare le pagine che mancano a finire.
    La Barcellona r ...fortsätt

    Sono passati circa tredici anni da quando lessi L'ombra del Vento, di cui non ricordo pressoché nulla, se non che mi piacque moltissimo. Zafon scrive divinamente, sa come catturare l'attenzione del lettore, senza annoiare e senza farti contare le pagine che mancano a finire.
    La Barcellona raccontata da Zafon non ha niente a che vedere con il caldo, il sole e la solarità degli spagnoli. Ha un che di malinconico e tetro, fatto di cimiteri, vicoli bui e bettole sporche. Anche i personaggi sono più delle ombre che delle luci, tranne che alcuni veri "angeli" (Isabella e Sampere). Lo stesso protagonista è oscuro e con più ombre che luci a delinearne il profilo. David Martin è un vero stronzo che si merita tutte le disgrazie che gli capitano, ma non ho potuto non amarlo, proprio per il suo lato di tenebre.

    L'aspetto più affascinante del libro è l'ambiguità della narrazione: fin dall'inizio ci domandiamo se quello che David racconta e vede stia accadendo davvero e perché. Zafon non ci spiega nulla, e sa da un lato è un po' frustrante dall'altro apre infinite discussioni sul vero significato del romanzo e dei personaggi che si muovono intorno al protagonista. Ci sono elementi soprannaturali, un tocco di Edgar Allan Poe e dei noir, psicologia e tanto mistero. Tanta confusione che mi fa dire: ma Zafon è un genio oppure ci ha trollati tutti scrivendo un romanzo senza senso? Anche lui si è venduto all'editore come Martin?

    Non credo che ci sia qualcosa di soprannaturale, niente angeli, demoni e patti col diavolo. C'è un uomo ambizioso e vanitoso che inizia a scrivere romanzi gotici e sul soprannaturale alla mercé di due editori imbroglioni: primo patto col diavolo, se vogliamo, perché Martin si "prostituisce" come artista per il denaro e la gloria della fama. I suoi libri cominciano a diventare realtà: la Cloè con cui perde la verginità, poliziotti corrotti, delitti e un po' di soprannaturale. Martin va fuori di testa quando è costretto a scrivere 200 pagine al mese, tant'è che si dimentica di mangiare, dormire e venire decentemente. Si convince di avere un tumore al cervello (non credo che fosse davvero malato) e si crea l'alter ego di Andrea Corelli che gli commissiona l'invenzione di una nuova religione.
    Corelli potrebbe rappresentare Lucifero (veste sempre di nero, ha come spilla un angelo, incontra David nei posti più macabri e sembra sempre apparire al momento giusto). Corelli dovrebbe essere morto da un pezzo, quindi credo che David immagini tutto dopo aver trovato il libro Lux Eterna scritto da D.M.
    Penso anche che la escalation di morti siano stati causati dallo stesso David, trasformato in Mr Hyde. Naturalmente era lui a narrare in prima persona, quindi non lo saprò mai.
    La pazzia si acuisce quando Cristina sposa Pedro Vidal, ma c'è qualcosa che non va nella cronologia degli eventi. Il loro matrimonio dura appena 2 mesi, mentre io pensavo che si trattasse di anni.

    La scena più ambigua è quella nella casa di Corelli, in cui tutti gli abitanti della casa sono manichini. Potrebbe essere l'esternazione del sentimento di David, diventato una marionetta nelle mani dell'editoria? D'altronde lui ha tradito la sua identità letteraria fin dall'inizio: ha pubblicato libri spazzatura per il denaro; ha riscritto il libro di Vidal; l'unico libro da lui scritto con il cuore è stato stroncato dalla critica e gettato nella spazzatura dalla madre; infine il manoscritto sulla religione è l'apoteosi della falsità e dell'inganno.

    Altra scena ambigua è il finale, in cui David è maledetto da Corelli a vivere in una eterna giovinezza al fianco di una bambina Cristina che crescerà e invecchierà e morirà davanti ai suoi occhi. Viaggio onirico della sua pazzia, reale patto col diavolo, la pena da espiare all'inferno?

    Per quanto ci sia una guazzabuglio di personaggi, idee, misteri irrisolti, storie e non-storie, ho amato Il Gioco dell'Angelo di quell'amore strano e naturale che solo i libri che ti conquistano possono regalarti.

    sagt den 

  • 4

    Técnicamente genial, pero...

    El autor domina las técnicas necesarias para crear una obra comercial.
    La historia no es de mi gusto porque llega a ser repulsiva en las descripciones de los ambientes.
    Es una obra oscura y deprimente, tal y como deseaba el autor.
    Tan solo, no es lo que más me gusta leer; aunque ...fortsätt

    El autor domina las técnicas necesarias para crear una obra comercial.
    La historia no es de mi gusto porque llega a ser repulsiva en las descripciones de los ambientes.
    Es una obra oscura y deprimente, tal y como deseaba el autor.
    Tan solo, no es lo que más me gusta leer; aunque estoy seguro de que a los lectores a los que les guste este tipo de lectura les encantará.

    sagt den 

  • 2

    Scrivere bene non basta a fare un bel romanzo

    È il primo romanzo di Zafòn che ho letto, e probabilmente sarà anche l'ultimo. Non ho cominciato da "L'ombra del vento" perché non mi avvicino mai a un autore leggendone quello che tutti definiscono il suo capolavoro. E "Il gioco dell'angelo" per me è una vera delusione.


    Partiamo dagli asp ...fortsätt

    È il primo romanzo di Zafòn che ho letto, e probabilmente sarà anche l'ultimo. Non ho cominciato da "L'ombra del vento" perché non mi avvicino mai a un autore leggendone quello che tutti definiscono il suo capolavoro. E "Il gioco dell'angelo" per me è una vera delusione.

    Partiamo dagli aspetti positivi: trovo che Zafòn scriva davvero bene. Mi piace molto il modo in cui costruisce le frasi, l'uso degli aggettivi e degli avverbi, mi sono piaciuti i dialoghi spesso intrisi di sottile sarcasmo. Purtroppo per l'autore, però, un libro non si regge sulla forma, e qui di sostanza ce n'è davvero poca. La trama è inconsistente e ho trovato stucchevoli e ingenui parecchi passaggi del romanzo. A cominciare dal cimitero dei libri dimenticati, che se non ho capito male si ritrova anche in "L'ombra del vento": a mio avviso è uno dei luoghi più strampalati e demenziali costruiti per essere un artificio narrativo. Così come il mistero dell'ineffabile identità del principale Corelli, la cui soluzione si rivela di una tale banalità e pochezza che l'avevo capita a pagina 200 di 600 e fischia. C'è così tanta confusione e debolezza nella trama e negli artifici narrativi che a un certo punto del romanzo sembra che l'autore abbia preso spunto da "Fight Club" o da "Paura e delirio a Las Vegas"; in altri passaggi mi sono ritrovata a pensare di stare leggendo un novello Dan Brown un po' più ironico e meno pomposo ed autoreferenziale. Verso la fine la struttura per forza di cose collassa sulla sua stessa debolezza: non si capisce perché il protagonista faccia le cose insensate che fa, gli eventi si susseguono confusamente, e naturalmente il finale è una caramellona mou stucchevole e appiccicosa.

    Mi rincresce davvero molto che a una -a mio avviso- grande abilità stilistica non corrisponda una altrettanto grande abilità nella costruzione di una trama che funzioni e che sia priva di buchi. Questo, purtroppo, mi fa classificare Zafòn come autore da spiaggia.

    sagt den 

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