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È Oriente

Di

Editore: Feltrinelli (I Narratori)

3.9
(533)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 198 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8807016311 | Isbn-13: 9788807016318 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature , History , Travel

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Descrizione del libro
Dalle Alpi svizzere al Salento, da Vienna al Mar Nero, dalla crosta delle montagne alle pianure incise dal serpente del Danubio, un lungo viaggio, anzi una serie di viaggi, per imparare a guardare e a sentire la spalla orientale dell'Europa. Il volume raccoglie per la prima volta scritti editi e inediti del reporter italiano, in cui convivono gusto per il viaggio e dell'andare (attraversando paesaggi, incontrando uomini, sondando umori), la fascinazione del racconto e della parola.
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  • 5

    Rumiz non tradisce mai. Bevuto anche questo E' Oriente come un'assetata, rubando ogni minuto della giornata e della sera pur di non staccarmene.
    Cosa per me nuova, mi sono scoperta a soffrire di un nuovo patimento: il desiderio fisico di vedere ciò che gli occhi della mente andavano figurandosi e ...continua

    Rumiz non tradisce mai. Bevuto anche questo E' Oriente come un'assetata, rubando ogni minuto della giornata e della sera pur di non staccarmene. Cosa per me nuova, mi sono scoperta a soffrire di un nuovo patimento: il desiderio fisico di vedere ciò che gli occhi della mente andavano figurandosi e annusare gli odori che mi pareva di poter ricordare per similitudine con altri odori di altri posti. Struggente tutta la parte "asiatica", tornando con lui a casa, cioè nel NordEst, è stato un dolore sordo leggere ciò che scriveva nel 2001 sul possibile tracollo di un'economia che, già allora, ben prima del 2007 e dei sub-prime, dava segni di un esaurimento da fine corsa tutto locale, tutto italiano, tutto "politico" nordestino e nazional-nostrano. Frasi come lame che lette oggi sembrano perfino facili profezie e sono invece un avere occhi acuti per vedere oltre le apparenze e orecchie attente all'ascolto di tutto ciò che suona fuori sincrono. Ne voglio ancora.

    ha scritto il 

  • 4

    "Sono su un Orient Express che non è un espresso e non è nemmeno Oriente.
    In Europa l’Oriente non c’è più, l’hanno bombardato a Sarajevo, espulso dal nostro immaginario, poi l’hanno rimpiazzato con un freddo monosillabo astronomico: ‘Est’.
    Ma l’Oriente era un portale che schiudeva mondi nuovi, l’ ...continua

    "Sono su un Orient Express che non è un espresso e non è nemmeno Oriente. In Europa l’Oriente non c’è più, l’hanno bombardato a Sarajevo, espulso dal nostro immaginario, poi l’hanno rimpiazzato con un freddo monosillabo astronomico: ‘Est’. Ma l’Oriente era un portale che schiudeva mondi nuovi, l’Est è un reticolato che esclude". Dopo Terzani ho scoperto un nuovo "amore" letterario che al secolo fa Paolo Rumiz. Certo Terzani rimane Terzani, unico ed insostituibile, ma Rumiz si avvicina a lui di molto, a mio parere. Ho letto "E' Oriente", che è un viaggio fatto di tempi dilatati, in posti vicini alla nostra Italia ma così lontani dalla nostra conoscenza e dalla nostra comprensione, remoti tanto quanto lo sono i veri angoli remoti della terra. Dicevo, è un viaggio caratterizzato dalla lentezza, Rumiz difatti è un viaggiatore vero, uno di quelli che gira in bici (e non intendo la passeggiatina in centro, intendo macinarci ben duemila km da Trieste ad Istambul), in treno, a piedi, in auto e ti racconta in modo così cristallino la realtà che vede, ma anche quella che ha studiato e che ha vissuto in questi posti, i Balcani, vicini e lontani.

    ha scritto il 

  • 5

    Non si smentisce mai!

    Il viaggio come riconquista della lentezza e fabbrica di pensieri straordinari. Un viaggio alla ricerca della scrittura e la scrittura alla ricerca del viaggio.
    La signora Europa è meravigliosa.


    ----
    "Un giorno chiesi allo scrittore bosniaco Jergovic se scrivere, di fronte ad una guerra, ...continua

    Il viaggio come riconquista della lentezza e fabbrica di pensieri straordinari. Un viaggio alla ricerca della scrittura e la scrittura alla ricerca del viaggio. La signora Europa è meravigliosa.

    ---- "Un giorno chiesi allo scrittore bosniaco Jergovic se scrivere, di fronte ad una guerra, non fosse inutile come abbaiare alla luna. Lui rispose che abbaiare alla luna serve eccome. Difatti, disse, "se i cani non protestassero, la luna resterebbe sempre piena (...) Per lo stesso motivo, se non ci fosse il vento, le ragnatele avrebbero già riempito il cielo intero". Eventi cosmici dipendono da piccoli atti individuali. Questa è la lezione dell'Oriente"

    ha scritto il 

  • 5

    L'Oriente come non lo conosciamo.

    Ho scoperto questo libro quasi per caso,così solo per "sensazione".
    Mi ha solo colpito l'immagine che c'era in copertina e l'ho voluto leggere. E' un libro bellissimo,che ti apre la mente a molti luoghi e a molte persone. Che ti "insegna" cos'è l'oriente,quello vero,e da dove inizia. Dentro vi so ...continua

    Ho scoperto questo libro quasi per caso,così solo per "sensazione". Mi ha solo colpito l'immagine che c'era in copertina e l'ho voluto leggere. E' un libro bellissimo,che ti apre la mente a molti luoghi e a molte persone. Che ti "insegna" cos'è l'oriente,quello vero,e da dove inizia. Dentro vi sono descritte sensazioni,odori,emozioni..tutto quello che può provare un viaggiatore in treno,in bici,in macchina o in giro con il figlio.

    ha scritto il 

  • 5

    Maledetto Drang nach Osten

    I viaggi nelle terre d'Oriente, che siano i Balcani del dopoguerra, la Vienna asburgica, i Carpazi, Istanbul o il nordest di casa nostra, lasciano sempre senza parole. Sia a farli, che a leggerli. Paolo Rumiz sa descrivere, meglio di ogni altro, l'atmosfera che circonda il viaggiatore una volta s ...continua

    I viaggi nelle terre d'Oriente, che siano i Balcani del dopoguerra, la Vienna asburgica, i Carpazi, Istanbul o il nordest di casa nostra, lasciano sempre senza parole. Sia a farli, che a leggerli. Paolo Rumiz sa descrivere, meglio di ogni altro, l'atmosfera che circonda il viaggiatore una volta superata Mestre e la frontiera con l'Altrove. E mentre leggi le sue avventure, in treno in bici in battello sul Danubio, ti verrebbe voglia di lasciare tutto e partire per una città qualsiasi dell'oltre Adriatico. Il suo Oriente è fatto per lo più da suoni, odori e lampi di immagini, si può conoscere solo se visto e vissuto dall'interno, mettendosi in pari con il suo ritmo di vita lento. Per assaporarlo appieno lo si deve attraversare a bordo di un treno o di un bus perché "il viaggio può salvarci. Il nomadismo lento, lo sguardo diagonale dal finestrino, il dialogo vis-à-vis nello scompartimento, l'ascolto di voci deboli, la fatica, la condivisione. Non abbiamo alternative per orientarci fra queste montagne di impressioni, scariche emozionali, stati d'animo, frammenti di voci, schegge di immagini da luoghi troppo piccoli, oppure all'estremo opposto, conversazioni troppo grandi."

    Qui un'altra sua bellissima descrizione dei Balcani:

    http://www.balcanicaucaso.org/aree/Balcani/Rumiz-e-i-Balcani.-Note-bastarde-che-parlano-al-cuore-dell-uomo-138654

    ha scritto il 

  • 3

    Complesso e un po' faticoso da leggere, a momenti. I capitoli riguardano viaggi in diverse zone dell'Oriente vicino, dal Danubio alle regioni del NordEst italiano fino a Istanbul e i Balcani. Rumiz fa molte citazioni e riferimenti, specie sui Balcani, non proprio immediati. Insomma, per me non è ...continua

    Complesso e un po' faticoso da leggere, a momenti. I capitoli riguardano viaggi in diverse zone dell'Oriente vicino, dal Danubio alle regioni del NordEst italiano fino a Istanbul e i Balcani. Rumiz fa molte citazioni e riferimenti, specie sui Balcani, non proprio immediati. Insomma, per me non è tra i suoi libri più riusciti, però resta uno da cui si impara sempre qualcosa.

    ha scritto il 

  • 3

    Lo sguardo su paesi e popoli martoriati da guerre fratricide e proprio vicino a noi e con un dna che ha tratti simili c'è sempre, ma è un insieme di racconti. Manca la conoscenza dei luoghi per poter seguire sempre il suo sguardo

    ha scritto il 

  • 4

    Raccolta di diari di viaggio redatti in tempi diversi tra la fine degli anni Novanta ed il 2001, con la guerra dei Balcani ancora sullo sfondo. Comune denominatore è l’Oriente d’Europa come chiave di lettura della contemporaneità (anche la nostra) e come promessa di un Oriente ancora più lontano. ...continua

    Raccolta di diari di viaggio redatti in tempi diversi tra la fine degli anni Novanta ed il 2001, con la guerra dei Balcani ancora sullo sfondo. Comune denominatore è l’Oriente d’Europa come chiave di lettura della contemporaneità (anche la nostra) e come promessa di un Oriente ancora più lontano. Qui, forse ancora più che in altri suoi volumi, la concisione denuncia l’origine giornalistica di questi reportages, pezzi a misura di quotidiano, non di libro; resoconti di impressioni, occhiate fugaci, tutto l’opposto, ad esempio, di un diario pigro e debordante come “Danubio” di Magris, tanto per rimanere in tema di scrittori triestini. Rumiz ha certamente il limite di essere sempre troppo uguale a se stesso, di adoperare un ristretto ventaglio di modi narrativi ed espressivi, però ha uno sguardo sul mondo che, ogni tanto, ho bisogno di fare mio.

    ha scritto il 

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