È finito il nostro carnevale

Di

Editore: Minimum Fax

3.9
(131)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 249 | Formato: Altri

Isbn-10: 8875211205 | Isbn-13: 9788875211202 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Sport, Attività all\'aperto & Avventura

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Descrizione del libro
"È finito il nostro carnevale" è la storia di Rigoberto Aguyar Montiel: unamacedonia di geni razziali e un senzaterra ma soprattutto un amante del calcioe delle donne. Nella Parigi di fine anni Venti (a pochi mesi dal primocampionato mondiale di calcio) Rigoberto si innamora perdutamente di Consuelo,la magnifica modella che poserà per la creazione della coppa Rimet. Scomparsamisteriosamente la ragazza (nel laboratorio di un orafo di nervoso talento),Rigoberto promette a se stesso di rubare la statuetta d'oro, facendone ilsimbolo di tutte le speranze perdute dagli uomini. Inizia in questo modo unalunga cavalcata in giro per i cinque continenti, nelle vesti di cronistasportivo sempre sull'orlo del licenziamento. Il lungo viaggio di Rigoberto èanche l'attraversamento del Novecento, un percorso pieno di occasioni luminose(l'incontro con Ernest Hemingway, con Django Reinhardt, con Tom Jobim eVinicius de Moraes) e di momenti tristi (la seconda guerra mondiale, ledittature sudamericane degli anni Settanta, la fine del calcio come branca delromanticismo).
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  • 3

    Favola mancata

    Una storia lunga un secolo inseguendo "la diosa", la coppa del mondo di calcio. Calciatori leggendari, dittature sanguinarie, donne da sogno, Hemingway, il Sudamerica... In questo romanzo ci sono tutt ...continua

    Una storia lunga un secolo inseguendo "la diosa", la coppa del mondo di calcio. Calciatori leggendari, dittature sanguinarie, donne da sogno, Hemingway, il Sudamerica... In questo romanzo ci sono tutti gli ingredienti per realizzare una splendida favola ..... Eppure la magia non riesce... Mi sono raramente appassionato al racconto, non ho mai accelerato la lettura per stupirmi della pagina successiva, qualche volta la scrittura mi è risultata faticosa. Per me è stato come andare ad un appuntamento... partito con grandi aspettative sono rimasto così, un po' deluso...

    ha scritto il 

  • 4

    Quattro stelle

    Un libro scritto come Fabio Stassi sa fare...benissimo!
    A suo modo... una storia d'amore, musica , sport, viaggi...e vento....
    ..."di venti ne ho conosciuti tanti che ne ho memoria più dei luoghi che ...continua

    Un libro scritto come Fabio Stassi sa fare...benissimo!
    A suo modo... una storia d'amore, musica , sport, viaggi...e vento....
    ..."di venti ne ho conosciuti tanti che ne ho memoria più dei luoghi che ho vissuto, perchè sono i venti che fanno nascere le isole, e i continenti, e i poli. Sono i venti quello che ti rimane"...

    ha scritto il 

  • 5

    http://bit.ly/1itH1eK

    “Fabio Stassi è il più sudamericano degli autori italiani” recita Gianni Mura sul retro di copertina di questo romanzo. E io mi sono ritrovata a leggere questo scrittore e questo suo libro in Puglia, ...continua

    “Fabio Stassi è il più sudamericano degli autori italiani” recita Gianni Mura sul retro di copertina di questo romanzo. E io mi sono ritrovata a leggere questo scrittore e questo suo libro in Puglia, nell’entroterra di Mesagne, Ostuni e Brindisi; una zona che, davvero, mi ha ricordato molto il Sud America.

    continua qui: http://bit.ly/1itH1eK

    ha scritto il 

  • 5

    Questa è una storia d’amore e di fútbol che attraversa quasi tutto il Novecento. Questa è la storia di un ragazzo cosmopolita e della sua passione per Consuelo, una donna andalusa conosciuta a Parigi ...continua

    Questa è una storia d’amore e di fútbol che attraversa quasi tutto il Novecento. Questa è la storia di un ragazzo cosmopolita e della sua passione per Consuelo, una donna andalusa conosciuta a Parigi negli anni Venti. Questa è la storia di com’è nata la Diosa, ovvero la Coppa Rimet, e di una squadra fortissima che per prima l’avrebbe vinta per sempre: la Seleção di Vavà, Didì, Garrincha e Pelé. Ma questa è soprattutto l’avventurosa e incredibile storia dell’uomo che per quasi sessant’anni ha inseguito la Diosa per un unico e semplice scopo: rubarla.

    Continua su....
    https://girodelmondoattraversoilibri.wordpress.com/2015/06/15/fabio-stassi-e-finito-il-nostro-carnevale/

    ha scritto il 

  • 5

    Ormai lo avevo imparato anch'io che ci sono sguardi che possono ribaltare le cose e matare il destino

    "Perché sono i venti che fanno nascere le isole, e i continenti, e i poli. Sono i venti quello che ti rimane. E' una faccenda come quella dei fiumi in cui ci si bagna. Roba da poeti, certo. Roba di ge ...continua

    "Perché sono i venti che fanno nascere le isole, e i continenti, e i poli. Sono i venti quello che ti rimane. E' una faccenda come quella dei fiumi in cui ci si bagna. Roba da poeti, certo. Roba di gente che nasce in un posto e vive in un altro e appartiene ad un altro ancora."

    "Sul petto gli riluceva una medaglia con una preghiera a Yemanjà, signora del mare e degli oceani, perché lo sostenesse nelle traversate della vita."

    "La loro resa fu un atto di coraggio, perché ci vuole più coraggio a smettere lo sporco lavoro della guerra, e a ragionare con la propria testa, e a riconoscere che si sta combattendo dalla parte sbagliata. Anche a costo della vita."

    "L'infanzia è la protesta più radicale alla forma adulta del mondo."

    "Ormai lo avevo imparato anch'io che ci sono sguardi che possono ribaltare le cose e matare il destino."

    "Da quelle parti accadeva quanto era già accaduto al Monco. I musicisti suonavano e nemmeno loro capivano cosa, perché ciò che suonavano non era mai stato suonato prima. Chi non la conosce, la bossanova, pensa si tratti solo di un genere musicale. Non è questo: è molto di più. E' la nostra vita stonata e sempre in ritardo. Anche il cuore degli uomini, in Brasile, pulsa in levare e batte un tempo dispari."

    Ai miei amici promisi che avrei vinto la tacca Rimet nei successivi dodici anni. Perché ci tieni tanto?, mi chiese Vinicius. Per riscattare un amore perduto, risposi. Tutti allora presero la faccenda molto seriamente."

    "Da ogni donna che incontravo o con cui facevo l'amore isolavo un braccio, una gamba, un sopracciglio… Era il mio destino, ormai: essere votato all'incompiutezza. Ma il profumo, quell'impasto speziato della sua pelle, quello non l'avevo più ritrovato in nessun'altra, perché un profumo è il totale di una somma, e non si può frazionare."

    "L'amore con lei era stato furia, e precipizio, e sovversione. Rosa azzurrata dal desiderio. Spasso senza vestiti, e alla fine incontenibile nostalgia."

    "Allora lo chiamai, vieni qua, menino, e quando venne, col suo passo claudicante e storto, mi ricordai delle parole di Django: dio, se esiste, è monco, zoppo e pure cieco."

    "Il calcio è come l'amore. Se lo hai provato per davvero, dopo nessuno potrà spacciarti per lui una riproduzione scialba e vicaria che i giovani si ostinano a chiamare nello stesso modo. Ed è così anche per la musica, se hai avuto la fortuna, nella vita, di ascoltare Django, o Tom, o Miles, Thelonius Monk, Coltrane, Chico, Caetano… Sei condannato alla nostalgia, è vero, ma benedici il tuo tempo."

    "Ma il mondo era già stato creato, prima che imparassimo a scriverlo, mi dicevano. Per farle esistere, le cose, bisogna nominarle, dicevo io. Ma per questo basta la voce, dicevano loro. Era una discussione difficile. Le cose, se le scrivi, esistono ancora di più, tiravo le somme. Ma non ne sono mai stato del tutto convinto."

    "Ma alla fine io gli insegnavo solo un pugno di lettere e di segni, loro molto di più: come si piange un morto, e che la notte, per ogni casa, c'è un Orisha diverso che veglia sulla porta, e che San Pietro è Oggun il fabbro, dio della montagna e dei minerali, e la madonna bianca una mulatta, Ochun, signora dell'amore libero e della femminilità, divinità del fiume e amica di Yemanja. Come già in Spagna, mi trovavo perfettamente a mio agio in quel mondo illetterato e magico."

    "Perché un posto ben nascosto, anche se non proprio a portata di mano, bisognerebbe sempre averlo. Soprattutto se si hanno trascorsi come i miei. Ci sarà sempre qualcuno che vorrà fartela pagare, prima o poi. Su questo, nessuna illusione."

    ha scritto il 

  • 3

    per me terzo romanzo di stassi, precedente sia a "la rivincita di capablanca" che a "l'ultimo ballo di charlot". interessante lo spunto, dato che l'autore parte dal furto della coppa rimet per costrui ...continua

    per me terzo romanzo di stassi, precedente sia a "la rivincita di capablanca" che a "l'ultimo ballo di charlot". interessante lo spunto, dato che l'autore parte dal furto della coppa rimet per costruire una storia romantica e girovaga in cui il ladro è un cronista sportivo sognatore e vagabondo- che avrà la fortuna di vivere molti grandi eventi del XX secolo e di fare incontri straordinari. insomma, una favola gradevole- anche se abbondano la retorica e i clichè, la cui assenza avrebbe reso il libro nettamente superiore.

    ha scritto il 

  • 4

    5 e 3 fa 4

    Bellissima scrittura...mille frasi mi sono rimaste nel cuore, non potendole segnalare o sottolineare.
    Stassi ha un dono, quello di attingere i punti più profondi dell'animo e della sensibilità umana.. ...continua

    Bellissima scrittura...mille frasi mi sono rimaste nel cuore, non potendole segnalare o sottolineare.
    Stassi ha un dono, quello di attingere i punti più profondi dell'animo e della sensibilità umana..
    Grande scrittore!
    La storia..passa decisamente in secondo piano: ormai è ripetitiva la carrellata di personaggi venuti a conoscenza con il protagonista (ho appena finito "Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve", dove si presenta un altrettanto alto numero di "forresgumpismi" e un po' mi annoia...)

    tutto sommato se non c'è una buona storia, si tratta di aforismi..
    anche se il testo finale letto durante una conferenza rende conto di tutto e fa apprezzare di più ogni singola pagina e i tanti aspetti della trama..

    ha scritto il 

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