Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

È la matematica, bellezza!

John Nash e la teoria dei giochi

Di

Editore: Bollati Boringhieri

3.5
(21)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 276 | Formato: Paperback

Isbn-10: 883392064X | Isbn-13: 9788833920641 | Data di pubblicazione: 

Genere: Science & Nature

Ti piace È la matematica, bellezza!?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ordina per
  • 3

    Se solo parlasse un po' di meno di Asimov...

    Un libro un po' troppo divulgativo, che si perde un po' nel cercare sempre la citazione di qualche aneddoto. Inoltre un po' irritante il tirare in ballo ogni due pagine Hari Seldon e la psicostoriografia... ok, l'abbiamo capito!
    In ogni caso, incuriosisce e lascia la voglia di saperne un po' di ...continua

    Un libro un po' troppo divulgativo, che si perde un po' nel cercare sempre la citazione di qualche aneddoto. Inoltre un po' irritante il tirare in ballo ogni due pagine Hari Seldon e la psicostoriografia... ok, l'abbiamo capito! In ogni caso, incuriosisce e lascia la voglia di saperne un po' di più della materia.

    ha scritto il 

  • 1

    Purtroppo il timore iniziale si è dimostrato fondato: mai far scrivere a un giornalista un testo scientifico! Sono rimasto deluso da "il potere segreto dei matematici" e questo è solo un pelino migliore ma... Da rivista settimanale! Che peccato!... Dalla Boringhieri poi!

    ha scritto il 

  • 2

    Pop science

    Il titolo inglese di questo libro è molto più comprensibile: A Beautiful Math è ovviamente un gioco di parole sul titolo del film dedicato a Nash, A Beautiful Mind, e in effetti esso parla del Nobel e della teoria dei giochi. Per chi non sopporta la matematica, una buona notizia: qu ...continua

    Il titolo inglese di questo libro è molto più comprensibile: A Beautiful Math è ovviamente un gioco di parole sul titolo del film dedicato a Nash, A Beautiful Mind, e in effetti esso parla del Nobel e della teoria dei giochi. Per chi non sopporta la matematica, una buona notizia: qui non ne troverà. Persino i concetti di base della teoria dei giochi, come la tabella di guadagno per i giochi come il dilemma del prigioniero, sono relegati in soffitta... pardon, in appendice. La cattiva notizia è esattamente la stessa. Il libro è molto americano: si intervistano persone, si afferma che con la teoria dei giochi ancora un po' e si potrà fare di tutto se non di più - il filo conduttore del libro associa la teoria dei giochi alla asimoviana psicostoria, ma alla fine non è che si riesca ad avere un'idea chiara di quello di cui si sta parlando. Non si parla nemmeno più di tanto di John Nash, se per questo... Insomma, niente di che: secondo me si può vivere tranquillamente anche senza il libro. Anche la traduzione del resto ha qualche punto che chiaramente non è stato rivisto da nessuno: per esempio, tradurre "heredity" come "eredità" quando si parla di ereditarietà è imperdonabile, ma mai quanto tradurre "decline and fall of the Roman empire" come "ascesa e caduta dell'impero Romano". Anche se non si è mai letta la trilogia (esalogia? decalogia?) di Asimov, qui bastava aprire il dizionario...

    ha scritto il 

  • 3

    Per chi ha un martello, tutto somiglia a un chiodo. Siegfried ha scoperto la teoria dei giochi, e vuole convincere tutti che con essa un giorno sarà possibile spiegare tutto, dalla vita al comportamento delle persone, dalla biologia alle dinamiche sociali. Nella parte, per così dire, 'storica' il ...continua

    Per chi ha un martello, tutto somiglia a un chiodo. Siegfried ha scoperto la teoria dei giochi, e vuole convincere tutti che con essa un giorno sarà possibile spiegare tutto, dalla vita al comportamento delle persone, dalla biologia alle dinamiche sociali. Nella parte, per così dire, 'storica' il libro è interessante, godibile e chiaro. Nella parte speculativa, invece, diventa un po' fumoso e inconsistente, ripetendo fino alla noia gli stessi concetti.

    ha scritto il 

  • 5

    E' la bellezza della matematica

    Due pregiudicati hanno messo a segno un colpo ma sono stati catturati dalla polizia. Le prove a loro carico, però, sono sufficienti solo per accuse marginali che potrebbero costargli un anno di galera a testa. L'ispettore di polizia decide di interrogare i due sospetti separatamente e ad ognuno d ...continua

    Due pregiudicati hanno messo a segno un colpo ma sono stati catturati dalla polizia. Le prove a loro carico, però, sono sufficienti solo per accuse marginali che potrebbero costargli un anno di galera a testa. L'ispettore di polizia decide di interrogare i due sospetti separatamente e ad ognuno dei due prospetta la possibilità della libertà in cambio di una confessione che permetta di condannare il compare al massimo della pena (5 anni); se entrambi confesseranno, però, avranno solo uno sconto di anno sulla pena massima. Come devono comportarsi i due sospettati?

    Questo celebre gioco, noto con il nome di Dilemma del Prigioniero, è uno dei più famosi esempi di situazioni studiate dalla Teoria dei Giochi, una branca della Matematica che studia i comportamenti di individui razionali in situazioni in cui le scelte di ogni individuo hanno ripercussioni sugli altri partecipanti (per inciso, a tutti e due i sospetti conviene confessare).

    La Teoria dei Giochi è nata negli anni 40 grazie a John Von Neumann, uno dei più geniali matematici del 900 che, per inciso, in quegli stessi anni stava dando un contributo fondamentale alla costruzione del primo computer e alla nascita dell'Informatica. Negli anni 50 le teorie di Von Neumann furono riprese e sviluppate da John Nash (quello del film A Beatiful Mind) altro grande matematico del secolo scorso. Dopo essere state trascurate per diversi anni queste teorie sono state riprese e sviluppate a partire dagli anni settanta prima nel campo dell'Economia (Nash ha anche ricevuto un Nobel per l'economia) e poi un po' alla volta in tutti i campi dello scibile umano.

    Questo libro ripercorre con un linguaggio semplice e volutamente poco tecnico (e per questo motivo a volte impreciso e confusionario) la storia di questa disciplina, dagli albori dei primi lavori di Von Neumann e Nash, all'enorme diffusione che la Teoria dei Giochi sta avendo negli ultimi anni nei più svariati campi: dall'Economia alla Sociologia, dalla Biologia alla Psicologia, dalla Fisica all'Ingegneria e all'Informatica. L'autore descrive come la Teoria dei Giochi, affiancata agli strumenti del Calcolo delle Probabilità e della Fisica Statistica rappresenta la strada al momento più promettente per poter capire e descrivere l'evoluzione ed il funzionamento di sistemi complessi costituiti da tanti componenti che operano in modo "autonomo" perseguendo i loro personali obbiettivi. La cosa avvincente è che questo tipo di situazioni le ritroviamo in economia nel funzionamento dei mercati, in biologia nei meccanismi che regolano l'evoluzione, in sociologia nei meccanismi che regolano l'evoluzione della società e la formazione della cultura, in fisica nella descrizione del funzionamento di sistemi complessi come i gas, in informatica nei meccanismi con cui si sviluppano ed evolvono le reti come il Web o le Reti Sociali. E' sorprendente scoprire che i meccanismi di diffusione delle malattie operano nella stessa maniera in cui si diffondono le opinioni nella società o nel modo in cui si diffonde l'innovazione tecnologica nelle moderne reti. La Teoria dei Giochi fornisce un linguaggio comune per descrivere tutte queste realtà apparentemente così distanti e, soprattutto, fornisce una giustifcazione all'eterogeneità e alla varietà di comportamenti che ritroviamo in questi sistemi. Un po' enfaticamente l'autore ipotizza che la Teoria dei Giochi possa essere la base di quella che i fisici chiamano Teoria del Tutto (un insieme di equazioni che possano quantificare i principi primi dell'esistenza) e che gli antichi chiamavano codice di natura. E' curioso e divertente durante tutta la trattazione il continuo riferire gli sviluppi della Teoria dei Giochi alla fantomatica disciplina della psicostoria di cui parla Asimov nel suo Ciclo della Fondazione che era una disciplina segreta fondata dal matematico Hari Seldon e che permetteva di prevedere (e influenzare) l'evoluzione della società.

    E' un libro che dovrebbero leggere tutti quelli che pensano che la matematica sia solo un insieme di astrusi e inutili meccanismi di calcolo. In particolare, lo dovrebbero leggere quelli che debbono insegnare la matematica.

    ha scritto il 

  • 4

    Molto interessante. Tratta numerosi aspetti della teoria dei giochi, difficilmente raggiunti da testi non divulgativi, e riesce ad introdurre l'argomento senza mai entrare in dettagli troppo tecnici o che possono risultare noiosi.

    ha scritto il 

Ordina per