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È proibito amare

Inediti d'autore, 12

Di

Editore: RCS - Corriere della Sera

3.0
(146)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 91 | Formato: Paperback

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Teens

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Descrizione del libro
Cara Donatella, la prima volta che ti vidi in classe la ricordo come un'epifania, quell'istante speciale in cui tutto si rivela, un destino si manifesta. Di sicuro il mio, e anche il tuo, da allora una cosa sola. Ai miei occhi di semplice alunno, preso da ordinari turbamenti, tu non eri la professoressa o la supplente di un certo immaginario, tu eri una donna vera. Con passioni, e coraggio, e forza. Lo dimostrasti lasciando sprigionare il desiderio, unica fonte di verità e vita. Svelando un mondo segreto a me, che senza saperlo - e soprattutto senza essere Socrate - cercavo la mia Diotima che mi iniziasse all'eros. Ecco, il racconto degli attimi che ci unirono per poi separarci violentemente scorre ancora dentro di me come una pellicola d'altri tempi, che gli anni rendono malinconica e bellissima. Educazione sentimentale sui banchi di scuola, amarcord di lontananze e lettere mai scritte: in breve, la storia del nostro proibito amore. Stella polare di due esseri smarriti, congiunti nella speranza di poter un giorno, insieme, rivedere il mare. Tuo per sempre...
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  • 1

    Se ormai tutto è sdoganato, se l'adescamento di una docente nei confronti di un minorenne a lei affidato può essere oggetto di narrazione romantica e non di netta censura, l'editoria italiana si trasforma in una sordida cloaca, che sacrifica allo scandalo tutto il bello che dovrebbe esserci nella ...continua

    Se ormai tutto è sdoganato, se l'adescamento di una docente nei confronti di un minorenne a lei affidato può essere oggetto di narrazione romantica e non di netta censura, l'editoria italiana si trasforma in una sordida cloaca, che sacrifica allo scandalo tutto il bello che dovrebbe esserci nella lettura. Questo racconto mi dà il voltastomaco.

    ha scritto il 

  • 3

    un amore di professoressa

    Quando si parla di pedofilia raramente ci si riferisce agli adolescenti e nel caso si pensa a giovinette insidiate da maturi amici di famiglia o a politici debosciati a caccia di ninfette corrotte o corruttibili. Raramente ci si riferisce a signore più o meno giovani attratte dal fascino del raga ...continua

    Quando si parla di pedofilia raramente ci si riferisce agli adolescenti e nel caso si pensa a giovinette insidiate da maturi amici di famiglia o a politici debosciati a caccia di ninfette corrotte o corruttibili. Raramente ci si riferisce a signore più o meno giovani attratte dal fascino del ragazzino imberbe e brufoloso (ma focoso) da iniziare al sesso. Quale adolescente maschio non ha avuto una professoressa avvenente su cui ha fantasticato? Ecco, appunto, fantasie ma guai a cadere nella tentazione di dare corpo a certe immagini mentali che sono funzionali allo sviluppo! Il giovane resta imprigionato, avviluppato nella rete ingannevole del pedofilo/a scambiando per amore un'egoistica sopraffazione. E gli si impedisce di andare oltre cioè di crescere, con conseguenze dolorose e durature spesso permanenti.

    ha scritto il 

  • 5

    "E' saggio il silenzio. Saranno i nervi a parlare."

    Questo racconto è stato letteralmente massacrato dalla maggior parte degli anobiiani. A me, se devo essere sincera, è piaciuto molto. Tanto per incominciare, Desiati ha una scrittura che incanta; ma soprattutto, ha coraggio da vendere, perché serve coraggio per sfidare la morale e presentare al l ...continua

    Questo racconto è stato letteralmente massacrato dalla maggior parte degli anobiiani. A me, se devo essere sincera, è piaciuto molto. Tanto per incominciare, Desiati ha una scrittura che incanta; ma soprattutto, ha coraggio da vendere, perché serve coraggio per sfidare la morale e presentare al lettore un punto di vista completamente diverso da quello che ci si aspetta. E nel momento in cui non si comprende che è questo l'obiettivo del racconto, allora il fallimento è del lettore, non certo dell'autore.

    ha scritto il 

  • 2

    E' proibito bestemmiare

    Era un po’ che volevo leggere Desiati. Quindi, ancora una volta, ho accolto con gioia l’uscita number 12 degli Inediti del Corriere e, non appena ho trovato un’oretta di calma, complice una lunga coda alla posta, ho iniziato la lettura. “Ogni occasione in cui il corpo è messo a dura prova, ma ...continua

    Era un po’ che volevo leggere Desiati. Quindi, ancora una volta, ho accolto con gioia l’uscita number 12 degli Inediti del Corriere e, non appena ho trovato un’oretta di calma, complice una lunga coda alla posta, ho iniziato la lettura. “Ogni occasione in cui il corpo è messo a dura prova, ma soprattutto lo sono i nervi, il cuore cede a chi ti è più prossimo”. Accidenti! mi son detta, che inizio potente! E ho ringraziato dentro di me tutti quei vecchietti in fila.
    È stato poco dopo, però, che mi sono accorta dell’inganno ed ho realizzato che quel tempo che mi stavo in qualche modo ritagliando non sarebbe stato così lieto come avevo sperato. Non fraintendetemi, Desiati è un autore che merita. Merita davvero. La sua penna è colta, elegante, lineare, perfetta direi. Da questo punto di vista ho capito che è un autore che probabilmente mi piacerà. In un futuro, però; non so quanto prossimo. Sì, perché oggi, con la scelta del tema, mi ha francamente delusa. Ora, io non mi ritengo certo una donna di ristrette vedute, né una dalla mentalità retrograda; quanto alla mia età, credo di avere giusto un anno in meno di Desiati: quindi, non penso di essere, poi, così lontana, per esperienza e per sentire, dall’autore. Mi chiedo, allora, come possa aver Desiati fatto una scelta del genere, non ne capisco neppure l’intenzione. Mi chiedo se davvero ci sia in giro qualcuno – sano di mente, è ovvio – che possa in qualche modo provare empatia, trovare affascinante, e in una certa misura anche comprendere, la vicenda di una (seppur giovane) insegnante beccata letteralmente ad adescare un suo alunno in classe. Sarà distorsione professionale la mia? Può darsi, certo. In ogni caso, decisamente non sono in grado di ascrivere questa storia ad un ambito che abbia neppure lontanamente a che vedere con l’amore. Lo concedo, forse è troppo parlare di "adescamento di minore", di pedofilia; meglio, allora, parlare di sbandamento, deviazione, perversione, confusione, degenerazione, ma amore no, quello proprio no.
    Sarei curiosa di conoscere lo stato d'animo con il quale l'autore ne avrebbe narrato se Veleno fosse stato, non dico suo figlio (ma l'età quasi c'è) ma magari suo fratello. Peggio, se fosse stata sua sorella e i sessi dell'insegnante e dell'alunno fossero stati scambiati tra loro. Non oso credere che, in tal caso, la sua sarebbe stata la voce di un semplice spettatore, quasi compiacente, quasi commosso, com'è quella che si legge tra queste (per fortuna poche) righe.

    ha scritto il 

  • 3

    Non mi ha convinta fino in fondo

    La storia non è male e nemmeno il modo di scrivere anche se la scintilla amorosa non è scattata...anzi, mi sento proprio respinta dallo stile per quanto non lo possa giudicare inadeguato.
    Non è riuscito a catturarmi, non mi sono fatta coinvolgere dalle sensazioni che l'autore voleva esprime ...continua

    La storia non è male e nemmeno il modo di scrivere anche se la scintilla amorosa non è scattata...anzi, mi sento proprio respinta dallo stile per quanto non lo possa giudicare inadeguato.
    Non è riuscito a catturarmi, non mi sono fatta coinvolgere dalle sensazioni che l'autore voleva esprimere, dalla purezza dell'amore oltre le convenzioni sociali che emergeva.

    ha scritto il 

  • 1

    Inediti 2, la vendetta - 06 gen 12

    Non è facile per me imbattersi in un autore di cui non so nulla. Merito della collana del Corriere di farmi incontrare questo tal Desiati che, trentacinquenne pugliese di Martina Franca (ahi, che nodini di mozzarella…), pare abbia scritto un paio di libri e che fortunatamente sia anche un toro. D ...continua

    Non è facile per me imbattersi in un autore di cui non so nulla. Merito della collana del Corriere di farmi incontrare questo tal Desiati che, trentacinquenne pugliese di Martina Franca (ahi, che nodini di mozzarella…), pare abbia scritto un paio di libri e che fortunatamente sia anche un toro. Dopo aver letto questo suo racconto, purtroppo, non credo che andrò per il momento a cercare altro. Non che non sappia scrivere. La frase fluisce, il senso scorre, cinque anni passano in un lampo. Ma… cosa ci vuole dire? Qual è la storia che vuole rappresentare? All’inizio si pensa ad una tormentata storia d’amore, magari osteggiata da famiglie e convenienze. Poi si scopre che è sì una storia d’amore, ma quasi sempre a senso unico, che Veleno (questo il nome del protagonista) ama di sicuro ma Donatella? Poi si scopre che la Donatella di cui sopra è l’insegnante di tecnica di Veleno, che all’inizio della storia ha tredici anni. E come tutti i tredicenni è perdutamente innamorato delle sue insegnanti, soprattutto se giovani, carine, e spigliate. Poi si scopre che Donatella fa innocenti (più o meno) giochi erotici con i suoi alunni. Ed il dramma, gli psicologi, il processo, e chi più ne ha più ne metta, di turpitudini. Ma che sono cose turpi che continuano a non coinvolgere. Come non coinvolge il continuo riandare di Veleno verso questo amore pre-adolescenziale. Questo non uscirne, innanzi tutto perché va contro regole e convenzioni. Tanto che l’autore si domanda se sia proibito amare. E poi tutto va avanti nelle scarse pagine del racconto, trascinandosi senza un vero perché e finendo senza neanche mezza sorpresa o mezzo sorriso. Ma che ci volevi dire, caro Desiati? Non l’ho capito. Non ho capito perché ti scandalizzi che ci siano problemi se una donna di trenta anni circuisce un ragazzino di quindici. Certo tu li rendi estremi, ma non è facile avere un sereno rapporto d’amore quando tanti anni dividono i due partner. Ci vuole forse ironia e spregiudicatezza (magari dovresti andarti a rivedere quel bellissimo film “Harold e Maude”). Qualità che non traspaiono dalla pagina. Che mi lascia indifferente sino alla fine. Un incontro non molto fortunato, per ora.

    ha scritto il 

  • 4

    che bello!

    la rivincita di tutti quelli che si sono innamorati di un professore o una professoressa!
    Veleno ha avuto il suo lieto fine, al posto di tutti noi che ci siamo innamorati almeno una volta della prof di tecnica o stenografia...
    buone letture
    BUONAVITA!

    ha scritto il 

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