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Über unendlicher Spaß

Oder: Wie ich Infinite jest lieben und trotzdem übersetzen lernte

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4.5
(1977)

Language:Deutsch | Number of Seiten: 96 | Format: Others | In einer anderen Sprache: (Andere Sprachen) English , Italian , Spanish

Isbn-10: 3462041754 | Isbn-13: 9783462041750 | Publish date: 

Category: Fiction & Literature , Humor , Science Fiction & Fantasy

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Buchbeschreibung
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  • 5

    DFW cattura con la sua analisi dell uomo 100% vera

    Stupendo, magnifico, un Intrattenimento Perfetto e volendo anche infinito, perché per cogliere tutte le sfumature e capire a pieno il finale collegando i pezzi della trama richiede piu' letture.
    L'ide ...weiter

    Stupendo, magnifico, un Intrattenimento Perfetto e volendo anche infinito, perché per cogliere tutte le sfumature e capire a pieno il finale collegando i pezzi della trama richiede piu' letture.
    L'idea di DFW nel mettere le note (spiegative o aggiunte della della trama e non solo informative come nei classici libri)è veramente degna di...nota, un idea geniale, ancora non capisco le persone che si lamentano di "tutte quelle note"...Geniali!
    Il libro è scorrevole e andando ad una normale andatura ci si mette anche un mese o meno a leggerlo, tempo stimato comunque è sui due mesi, ma non annoia, non è pesante, non è banale.

    Wallace ha analizzato così bene le sue esperienze e l'essere umano da arrivare direttamente al sub cuore del lettore.
    Per chi non ha avuto le sue stesse esperienze, (questo libro ha poco di fantasia, anche la distopia descritta sembra avvicinarsi) e quindi non si immedesima al volo, per far sì che il libro scavi a fondo bisogna immedesimarsi nei personaggi.

    Bellissimo, bellissimo, bellissimo, all'Infinito!

    gesagt am 

  • 5

    "Un'impresa" - protestarono gli occhi.
    "Macchè" - replicò il neurone della memoria "Una faticaccia. Ecco tutto"
    " (Uffa, i soliti noiosi...) Una festa! " - esclamò il cuore - "Una festa da 1282 pagine ...weiter

    "Un'impresa" - protestarono gli occhi.
    "Macchè" - replicò il neurone della memoria "Una faticaccia. Ecco tutto"
    " (Uffa, i soliti noiosi...) Una festa! " - esclamò il cuore - "Una festa da 1282 pagine. Ricominciamo?"
    😁

    gesagt am 

  • 4

    di che parla Infinite Jest? Degli Stati Uniti, della dipendenza da sostanze chimiche, di agonismo, di terrorismo, di rapporti familiari malati, di abusi sui minori, di rifiuti, di cinema, di pubblicit ...weiter

    di che parla Infinite Jest? Degli Stati Uniti, della dipendenza da sostanze chimiche, di agonismo, di terrorismo, di rapporti familiari malati, di abusi sui minori, di rifiuti, di cinema, di pubblicità invasiva, della fine della televisione, di amori impossibili: in breve di quello che ci sta accadendo e di quello che ci accadrà, di un mondo sempre più spietato e indecifrabile. Come parla di tutto ciò Infinite Jest? Nel modo più scoraggiante possibile per il lettore: comincia in modo caotico, alternando personaggi, situazioni, digressioni (mentre alla fine la narrazione si fa a tratti più distesa); riempendo il testo di note (che io ho letto in fondo alle rispettive parti, tanto non sono note esplicative, ma a loro volta frammenti di racconto). Vale la pena di leggere Infinite Jest? Sì, nonostante la sua cupezza, o proprio per la lucida crudezza con cui David Foster Wallace mette in scena i suoi fantasmi personali arrivando a costituire una sorta di catalogo degli orrori contemporanei. Infinite Jest l’ho letto in tre settimane nella traduzione di Edoardo Nesi con la collaborazione di Annalisa Villoresi e Grazia Giua. (In rete si trovano delle ottime guide al testo che, soprattutto all’inizio, aiutano a trovare il bandolo della matassa.)

    gesagt am 

  • 5

    Impossibile recensire Infinite Jest, perché Wallace è riuscito a ricreare un mondo, che è apparentemente diverso dal nostro, ma solo superficialmente. E un mondo non si può recensire. Né si può spiega ...weiter

    Impossibile recensire Infinite Jest, perché Wallace è riuscito a ricreare un mondo, che è apparentemente diverso dal nostro, ma solo superficialmente. E un mondo non si può recensire. Né si può spiegare di che parla, questo romanzo, perché ci sono così tanti aspetti, personaggi, temi, che credo si possa leggere dieci volte di fila in dieci modi diversi.

    La cosa che mi ha stupito di più di Infinite Jest è che, nella sua complessità, è un romanzo davvero leggibile. Devo ammettere di averlo letto in traduzione, per non farmi troppo male. Certo, la filmografia di Incandenza, le regole di Eschaton, e altro, potrebbero far perdere la pazienza. Però vale veramente la pena di continuare. E di arrivare all'ultima pagina, e sentirsi orfani.

    Durante la lettura, ho pensato spesso a Night Film di Marisha Pessl e anche a Annihilation di Jeff VanderMeer (che però non ho letto). Non si somigliano, però certi aspetti mi ci hanno fatto pensare.

    Linko la recensione che mi ha fatto credere di potercela fare (grazie Tegamini!)

    http://www.tegamini.it/2013/10/02/leggere-infinite-jest-non-e-troppo-difficile-se-sai-come-farlo/

    e un'altra recensione, vissuta e triste:

    https://www.goodreads.com/review/show/21902493?book_show_action=false&from_review_page=1

    gesagt am 

  • 3

    mi fanno schifo gli eroinomani

    sono i peggiori tra i drogati

    questo libro parla di deformità, deviazione e vari blob

    nonchè di drogati

    secondo me è forte, ma non è tutto 'sto granchè

    dfw è più bravo n ...weiter

    mi fanno schifo gli eroinomani

    sono i peggiori tra i drogati

    questo libro parla di deformità, deviazione e vari blob

    nonchè di drogati

    secondo me è forte, ma non è tutto 'sto granchè

    dfw è più bravo nei racconti

    quel poco di buono che vuole dire si adatta meglio a forme più brevi

    gesagt am 

  • 0

    Un grande romanzo corale perfettamente attuale viene ambientato in un futuro prossimo. Nel Nord America riconfigurato l'intrattenimento domina la vita delle persone; può essere considerato come droga ...weiter

    Un grande romanzo corale perfettamente attuale viene ambientato in un futuro prossimo. Nel Nord America riconfigurato l'intrattenimento domina la vita delle persone; può essere considerato come droga vera e propria, visione domestica di programmi, sport agonistico. A Boston si svolgono le vicende di tanti personaggi legati a una versione definitiva e assoluta di dipendenza, una cartuccia contentente Infinite Jest, la cui visione rende lo spettatore così asservito da non desiderare altro se non vedere continuamente la cartuccia, senza preoccuparsi di nient'altro, nemmeno della propria vita.
    Tra i personaggi principali troviamo tossicodipendenti, giovani tennisti, celebrità dei media underground e cospiratori su sedie a rotelle. Tutti agiscono credendo di scegliere consapevolmente, ignorando la propria essenza di pedina nel grande gioco dello show business.
    Un romanzo imponente nella tessitura, ricco di rimandi e in un certo senso fatalista. Una grande prova di scrittura.

    gesagt am 

  • 5

    Effetti collaterali

    Si è infranta la barriera del suono, ma non ho perso l’udito, si è miracolosamente raffinato.
    Udito a ultrasuoni.
    Improvvisamente leggere una frase e sentire che la puoi leggere dentro , che ti sta l ...weiter

    Si è infranta la barriera del suono, ma non ho perso l’udito, si è miracolosamente raffinato.
    Udito a ultrasuoni.
    Improvvisamente leggere una frase e sentire che la puoi leggere dentro , che ti sta leggendo dentro.

    Quel momento bianco accecante.

    La penetrazione della scrittura schizza dritta nelle pieghe inconsce dell’amigdala e lì lavora.
    Leggi e ci sogni pure su, con questo voglio dire che vivi un ordine del giorno e uno della notte.
    In tutta la lettura ho sentito che gradualmente si stava scardinando il mio modo di leggere, così sicuro, determinato, consolidato e protettivo.
    Ho attraversato momenti di commozione talmente profondi che hanno perso quasi la configurazione, sono lì, come emozione allo stato puro. Registro momenti di accelerazione supersonica , letti alla velocità fisica del crescendo in fase di decollo. I parametri spazio-temporali sono andati in frantumi, si è infranta la barriera del suono. Due luoghi e infinite varianti, luoghi speculari concavi e convessi, in un futuro che siamo noi- hic et nunc.
    Solo Lo Strumento e infiniti strumenti, un solo tocco: quello di DFW.
    E una sola immagine, quella di un blizzard che se ne va.

    gesagt am 

  • 5

    Una sola cosa va detta su Infinite Jest

    Infinite Jest ha in sè, già dal titolo (e dal numero di pagine), la grandezza. Come tutte le cose non ordinarie spaventa fin dalla copertina, dalla prima parola, dalla prima frase. Da anni, ormai, vie ...weiter

    Infinite Jest ha in sè, già dal titolo (e dal numero di pagine), la grandezza. Come tutte le cose non ordinarie spaventa fin dalla copertina, dalla prima parola, dalla prima frase. Da anni, ormai, viene ritenuto il libro "di moda" degli "intellettualoidi", di quelli che si credono superiori e quindi sbandierano i loro tomi complicati in faccia agli altri. Alcuni, è vero, rientrano in questa categoria. Tuttavia, è inevitabile che questo si venga a creare quando nasce un'opera nuova e complessa. Si può cogliere l'occasione per sentirsi superiori o si può accettare la sfida di una persona palesemente geniale, che ti porta allo stremo per renderti pienamente partecipe della sua ironica sofferenza e, alla fine, cambiarti senza che tu te ne sia reso conto.

    Potrei dire molto su Infinite Jest, ma ci vorrebbe troppo tempo e troppo spazio. Una sola cosa va detta. Una volta chiuso questo libro, non sono stata capace di aprirne un altro che non mi facesse riflettere e non mi meravigliasse nel profondo. Una volta finito Infinite Jest ho capito di aver fatto un grande passo avanti nel mio percorso letterario e, ormai, per fortuna, non posso più tornare indietro.

    gesagt am 

  • 4

    Se un pomeriggio d'inverno un gruppo di coraggiosi lettori ti chiedesse di unirti a loro per raggiungere una delle vette che ogni Lettore prima o poi spera di poter scalare, magari solo per poterlo ra ...weiter

    Se un pomeriggio d'inverno un gruppo di coraggiosi lettori ti chiedesse di unirti a loro per raggiungere una delle vette che ogni Lettore prima o poi spera di poter scalare, magari solo per poterlo raccontare ad amici e parenti o per darsi delle arie quando le circostanze lo richiedano, e questa montagna si chiamasse "Infinite Jest" di David Foster Wallace, scopriresti presto dopo aver accettato di esserti avviata su un percorso periglioso, insidioso, sdrucciolevole e frammentato ma pieno di vedute panoramiche e scorci di cielo meravigliosi (come le vedute su Tucson che fanno da sfondo ai dialoghi fantapoltici tra Marathe e Steeply, ad esempio, o la neve che tutto purifica e copre durante la bufera che si abbatte su Boston a fine storia).
    Prima di iniziare la lettura di questo tomo di 1179 pagine più 100 di note, note che includono anche note alle note, di DFW sapevo poche cose: che era uno scrittore americano, che avrebbe avuto più o meno la mia età se non si fosse suicidato qualche anno fa, che era un docente universitario e che aveva scritto, tra le altre cose, un libro con uno dei titoli più curiosi e bizzarri che avessi mai letto, "La scopa del sistema", ed un altro dedicato al Tennis e a colui che incarna la perfezione in quello sport, ovvero, Roger Federer.
    Al termine della lettura (durata tre mesi esatti, nel mio caso) posso dire di aver guadagnato un amico (DFW) e di averne conosciuti molti altri (i lettori del gruppo virtuale Scratchmade), di aver imparato parole quasi impronunciabili come “atteonizzante” o “mobiusizzante” o ancora “mesmerizzante”, di aver imparato cosa significano disciplina e rigore perché per leggere quest’opera occorrono entrambi, di aver scoperto che il titolo rende omaggio al genio di Shakespeare, poiché “infinite jest” – lo scherzo infinito o l’arguzia infinita – era la cifra del povero Yorick (scena I, atto V) il cui teschio Amleto tiene in mano nella scena del cimitero, di aver incontrato un filosofo nell’allenatore capo Schtitt (“La storia che la via più breve ha due punti è la linea retta, si? (…) E quanti due punti esistono senza che ci sia qualcosa nel mezzo?”) ed un saggio in Lyle (“La verità ti renderà libero. Ma solo quando avrà finito con te”), di aver compreso meglio l’America post moderna (quella che riesce a rimanere unita purché le vengano garantite tre cose: l’intrattenimento e il piacere infiniti, lo smaltimento dei rifiuti tossici ed un nemico da odiare) ma soprattutto di aver imparato da un ragazzino di diciassette anni, Hallie James Incandenza, che ci si può sentire soli, credere di essere interiormente aridi e privi di sentimenti ed essere incapaci di chiedere aiuto, per cui vorresti entrare nella trama, prenderlo per mano e offrirgli la tua compagnia, come proverà a fare suo fratello Mario, il personaggio più candido e affettuoso di tutta la storia. Sì, perché questo è un libro pieno di dolore e privo di amore. Non so se l’autore avesse provato queste sensazioni o se volesse semplicemente rappresentarle a noi lettori ma una cosa è certa, in me ha risvegliato fortemente l’istinto materno e mi ha ricordato che la sola cosa al mondo che conta è amare, prima ancora di essere amati.

    gesagt am 

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