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Über unendlicher Spaß

Oder: Wie ich Infinite jest lieben und trotzdem übersetzen lernte

By

4.5
(1947)

Language:Deutsch | Number of Seiten: 96 | Format: Others | In einer anderen Sprache: (Andere Sprachen) English , Italian , Spanish

Isbn-10: 3462041754 | Isbn-13: 9783462041750 | Publish date: 

Category: Fiction & Literature , Humor , Science Fiction & Fantasy

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Buchbeschreibung
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  • 5

    Capolavoro moderno

    È un'opera coinvolgente e intensa; fervide e originali lo stile, la trama e le descrizioni, a tratti esilaranti e a tratti drammatiche. Nonostante le oltre 1000 pagine scritte fitte (e note fittissime ...weiter

    È un'opera coinvolgente e intensa; fervide e originali lo stile, la trama e le descrizioni, a tratti esilaranti e a tratti drammatiche. Nonostante le oltre 1000 pagine scritte fitte (e note fittissime alla fine del romanzo, da gustarsi una per una) Wallace è padrone assoluto e non perde mai il timone della macchina narrativa: storie apparentemente slegate alla fine trovano la loro perfetta collocazione nel complesso mosaico narrativo.
    Considero quest'opera un capolavoro moderno e ne consiglio vivamente la lettura.

    gesagt am 

  • 2

    arduo

    riporto quello che ho indicato sul frontespizio della mia copia: a pagina 250 ancora non aveva la più vaga idea di cosa avessi tra le mani. L'ho mollato con la sensazione di avere abbandonato qualcosa ...weiter

    riporto quello che ho indicato sul frontespizio della mia copia: a pagina 250 ancora non aveva la più vaga idea di cosa avessi tra le mani. L'ho mollato con la sensazione di avere abbandonato qualcosa che avrebbe potuto essere epico. Eppure non era possibile andare avanti. Le luci erano meravigliose, ma le ombre (tante, troppe) insopportabili.

    gesagt am 

  • 2

    Dopo piú di 1200 pagine non sono riuscito a capire come inquadrarlo. Troppo lungo. A tratti pare fenomenale ma sconfina troppo spesso nel noioso. Storie parallele annodate tra loro da abuso di qualcos ...weiter

    Dopo piú di 1200 pagine non sono riuscito a capire come inquadrarlo. Troppo lungo. A tratti pare fenomenale ma sconfina troppo spesso nel noioso. Storie parallele annodate tra loro da abuso di qualcosa, di chimico, di naturale, di affettivo, di autostima. Un mondo assurdo, che poi tanto assurdo non é, divorato da schizofrenie che iniziano dall'infanzia e che ti accompagnano o semplicemente si modificano nei vari tentativi di uscirne. Senza speranza.

    gesagt am 

  • 5

    Infinite Best

    Romanzo mastodontico, complessissimo, stupefacente, oltre-morale, clinico, cinico, ironico, estremo, ricco di intuizioni, squarci e illuminazioni improvvise. Geniali. Malate. Talmente incentrato sulla ...weiter

    Romanzo mastodontico, complessissimo, stupefacente, oltre-morale, clinico, cinico, ironico, estremo, ricco di intuizioni, squarci e illuminazioni improvvise. Geniali. Malate. Talmente incentrato sulla Dipendenza, su ogni forma di Dipendenza, che finisce esso stesso per dare, a sua volta, infinita dipendenza. Un'esperienza di lettura che segna, stravolge, consuma, distrugge. trascina, umilia, stordisce e solleva. Un viaggio senza ritorno. Catartico, salvifico, eppure senza speranza. Non ci sono parole per descriverlo; difficile anche da riassumere. Da amare o bruciare. Per me, Capolavoro. Assoluto.

    gesagt am 

  • 0

    non l'ho finito e credo che non lo finirò mai (mi sono arresa a nemmeno 1/4 dalla fine).
    se lo avessi letto intorno ai 25 anni lo avrei amato pazzamente. a 36, invece, mi ha irritata come poche altre ...weiter

    non l'ho finito e credo che non lo finirò mai (mi sono arresa a nemmeno 1/4 dalla fine).
    se lo avessi letto intorno ai 25 anni lo avrei amato pazzamente. a 36, invece, mi ha irritata come poche altre cose al mondo.

    gesagt am 

  • 5

    (Era sparito. Il commento, dico. Me l'hanno fatto notare - grazie Notina :-) - lo metto di nuovo e glielo dedico, ovviamente. Speriamo bene.)

    Infinite Jest: commento finale
    Questo è un romanzo diffici ...weiter

    (Era sparito. Il commento, dico. Me l'hanno fatto notare - grazie Notina :-) - lo metto di nuovo e glielo dedico, ovviamente. Speriamo bene.)

    Infinite Jest: commento finale
    Questo è un romanzo difficile ed importante per davvero.
    Ho costruito una specie di mappa del romanzo. Chi pensa possa essergli utile per tentare l'impresa, la trova qui

    http://scarabooks.blogspot.it/2012/08/infinite-jest-una-mappa-non-una-guida.html

    Sarei tentato di ribadire che è imprescindibile (vedi i miei commenti precedenti in calce). E per me tale è, di sicuro.
    Senonchè è anche talmente sconvolgente e coinvolgente che non mi sento di invitare nessuno ad accettare quella che è anche una “grande sfida”, non solo tecnicamente perigliosissima, per veri amanti delle “grandi avventure da lettori”. E’ molto di più di questo: è una sfida intima, profonda, solo per adulti o che almeno aspirano a diventar tali. Chi pensasse di cimentarsi sappia che dovrà mettersi in gioco. Dovrà vedersi com'è, mettere in discussione molte delle sue certezze, molto del proprio modo di difendersi dal dolore quotidiano, da quello che Pavese chiamava “il male di vivere”.
    Dunque, liberi più che mai di restarne fuori.
    E’ un romanzo sulla fuga dal dolore e sulla ricerca del piacere a tutti i costi (anche al costo della vita), che domina le nostre scelte di ogni istante, spesso senza che ne siamo consapevoli. Ci mette davanti alla dipendenza da ogni forma di “Intrattenimento” con cui tutti (non solo i tossici, gli alcolisti, gli spettatori televisivi professionali, quelli che si identificano col proprio ruolo sociale e con le sicurezze delle mura domestiche, quelli che leggono per ipnotizzarsi: non solo gli alienati riconoscibili e dichiarati, insomma) tentiamo di riempire il nostro tempo. E ci fa scoprire che tutto è “Intrattenimento”, che tutto è diventato Infinite Jest, uno Scherzo Infinito: il lavoro, gli affetti, gli oggetti, le visioni, le sostanze, gli attaccamenti, le identificazioni, le abitudini, con cui tentiamo in mancanza d’altro di dare un senso alla nostra vita. Da qualche anno il mio saluto di commiato abituale è un “divertiti!” (aggiungendo spesso: “è la cosa più importante”): adesso ho capito esattamente cosa volevo dire.
    E’ un romanzo che denuncia con lucida impietosità anche il ricorso ai miseri stratagemmi fatti di ironia, di astrazioni, di fughe dalla realtà, di autoinganni di ogni genere a cui tutti ricorriamo. Ci richiama ad un’esigenza di empatia, di bontà verso gli altri e insieme di autodisciplina, di severità verso noi stessi, Tutte cose a cui tutti tentiamo costantemente di sfuggire. Svela senza sconti il senso intimo del modo di vivere dell’occidente post-moderno e quindi del modo di vivere di noi tutti. Impone una riflessione difficile e spiazzante e solitaria sulla necessità di una nuova “moralità”, di un nuovo senso della responsabilità, verso noi stessi e verso gli altri.
    Ci sono pagine esasperanti. Ci sono pagine che intossicano. Ci sono pagine esilaranti. Ci sono pagine che mi hanno incantato ed entusiasmato come pochissime altre volte mi è capitato: mi vengono in mente due o tre titoli in tutto e non li dico per non scendere sul terreno minato e franoso dei confronti, ma pensate al meglio del meglio che volete voi.
    Chi vuol provare a leggerlo e poi magari ci riesce, sappia che non ha nessuna possibilità di uscirne indenne.
    Un ultima cosa mi sento in dovere di dire: David Foster Wallace è un uomo verso il quale provo un senso di vera, profonda, commossa gratitudine.
    Primo commento
    Mi sono fermato quasi alla metà, per esasperazione. Lampi di intelligenza abbaglianti e pagine di straordinaria bellezza. Si però non si può aprire un libro come si sale su un otto volante. Oppure, come si monta un cavallo da rodeo. Ad un certo punto, ti vengono le vertigini e molli: tu da una parte e lui dall’altro. Chi lo ha finito dice di aver sofferto. Ci credo. E forse so anche cosa gli fa male. (però la voglia di riprovarci è rimasta)
    Secondo commento
    luglio '10: ho riprovato. A p.300 ho capito che il cavallo non mi avrebbe più buttato giù. Da p.400 in poi è cresciuta e si è consolidata (fino a quell'entusiasmo così poco consono agli anni ed ai libri vissuti) , l'idea di essere davanti ad una delle più belle e sconvolgenti avventure da lettore di sempre. Ora che l'ho finito, dopo l'esasperazione e l'entusiasmo, .... semplicemente....me lo godo (avrò pur diritto adesso, no?). Il commento ... dopo, forse.
    Ps) dimenticavo: chi ama leggere ed ha un debole per i tipi (rarissimi) capaci di (con)tenere insieme, finchè ce la fanno, innata bontà e lucida consapevolezza, amerà DFW e troverà questo libro imprescindibile.
    Ps2) Qui, note critiche importanti

    http://www.minimaetmoralia.it/wp/appunti-su-un-discorso-su-infinite-jest/

    gesagt am 

  • 5

    Lo leggerò ancora e poi ancora una volta....

    Che libro è Infinite Jest? l libro della Dipendenza, della Depressione, della Fuga, del Disagio, di una piuttosto cinica Rinascita delegata ai programmi di recupero degli alcolisti anonimi, di una ass ...weiter

    Che libro è Infinite Jest? l libro della Dipendenza, della Depressione, della Fuga, del Disagio, di una piuttosto cinica Rinascita delegata ai programmi di recupero degli alcolisti anonimi, di una assoluta mancanza di Risorse Morali e Pratiche. Un libro di cui non mi sentirei di consigliare la lettura alla leggera. Un libro che non chiede identificazione, la aspira. Che non chiede al lettore di specchiarsi ma di farsi specchio, disorientandolo, facendogli assumere, attraverso una quantità di materiale narrativo esorbitante e parossistico, ogni debolezza e il rimpianto del mondo.
    Un libro è una cosa viva, sopravvive al suo autore, ne prende le distanze e diventa patrimonio universale, ma in questo caso ho il forte sospetto che così non sia. Questo non significa che il volume stampato e rilegato in vendita nelle librerie o in rete sia destinato a macerarsi negli scaffali dei libri dimenticati. Tutt’altro (spero). Significa che il suo spirito, la sua dialettica intellettuale, tanto intrinsecamente correlata alla biografia del suo autore, che non vi ha trovato riscatto, dovrà arretrare di fronte a questo fallimento, per una forma di pudore, di rispetto. Ecco, il libro è la rappresentazione di un fallimento esistenziale e culturale. Si dice infatti che la scrittura aiuti, riscatti, dia una via d’uscita (“La differenza fra suicidio e omicidio consiste solo nel dove credi di vedere la porta per uscire dalla gabbia”, IJ, p. 308). In questo caso la scrittura come omicidio del Sé malato ha perso la sua battaglia: come si può parlarne in termini meramente estetici? Come si può parlare con distacco di una tragedia personale?

    E dunque, preso in questa aporia (essendo stato il suo autore vittima del/nel proprio romanzo, ed essendo io debitore di una esperienza inevitabilmente estetica, non emozionale – è un difetto? Infinite Jest raramente emoziona, è un romanzo di testa, puro distillato di intelligenza e angoscia, divertimento macabro, di cielo e di inferno: l’universo letto con in mano il dizionario etimologico del dolore) non dirò nulla di/su Infinite Jest e raccomanderò di leggerlo solo se si è preparati a un viaggio da farsi con lo spirito di un diciassettenne che non ha paura di ritrovare se stesso ed è disposto a ricordare ed accettare tutto.

    “Sentire che non ce la fai e devi farcela per forza, in una cella. Una gabbia del Penitenziario di Revere per 92 giorni. Sentire il dolore di ogni secondo che passava. Vivere un secondo alla volta. Suddividere il tempo in tante micro-unità. L’astinenza. Ogni secondo: si ricordava: il pensiero di sentirsi come si sentiva in questo secondo per altri 60 di questi secondi – non poteva farcela. Non poteva farcela. Doveva costruire un muro intorno a ogni secondo per sopportarlo. […] Poteva accovacciarsi nello spazio tra due battiti del cuore e fare di ogni battito un muro e vivere là dentro. Non permettere alla sua testa di guardare sopra il muro.” (IJ, p. 1147)

    gesagt am 

  • 4

    Impresa infinita

    Parlare male di questo libro non si può. Ma è un libro difficile, pesante e che ricede molta concentrazione durante la lettura. Sono mille sfumature, mille storie e milioni di scherzi retorici fatti a ...weiter

    Parlare male di questo libro non si può. Ma è un libro difficile, pesante e che ricede molta concentrazione durante la lettura. Sono mille sfumature, mille storie e milioni di scherzi retorici fatti apposta per destabjlizzare il lettore che nonostante tutto va avanti. Ma poi i pezzi si ricompongono, diventa tutto più chiaro, e ti rendi conto di aver letto saggi sociologici, storielle divertenti, storie di solitudine e amare, recensioni cinematografiche, trattati politici... Tutto insieme! Sono contento di aver letto questo libro, ma sono anche contento che sia finito.

    gesagt am 

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