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Życie Pi

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Publisher: Wydawnictwo Znak

4.1
(4612)

Language:Polski | Number of Pages: 379 | Format: idBinding_ | In other languages: (other languages) English , Chi simplified , Chi traditional , Spanish , German , French , Italian , Dutch , Catalan , Slovenian , Finnish , Greek , Portuguese , Danish , Swedish , Indonesian

Isbn-10: 8324010548 | Isbn-13: 9788324010547 | Publish date: 

Also available as: Mass Market Paperback , Others

Category: Fiction & Literature , Religion & Spirituality , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
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  • 4

    Romanzo particolarissimo basato sulla surreale vicenda di un ragazzino indiano, Pi, che naufraga nel pacifico e trascorre circa 7 mesi su una scialuppa con la sola compagnia di una tigre del Bengala.


    La narrazione, sebbene a tratti tenda ad arenarsi, colpevole anche la difficoltà oggettiva ...continue

    Romanzo particolarissimo basato sulla surreale vicenda di un ragazzino indiano, Pi, che naufraga nel pacifico e trascorre circa 7 mesi su una scialuppa con la sola compagnia di una tigre del Bengala.

    La narrazione, sebbene a tratti tenda ad arenarsi, colpevole anche la difficoltà oggettiva di una scrittura senza dialoghi, essendoci praticamente un solo personaggio, risulta comunque sempre abbastanza piacevole.

    Ma solo alla fine si riesce ad apprezzare veramente e completamente il romanzo, quando Pi racconta, in modo molto dettagliato ed estremamente razionale, le sue vicende: in questa fase vengono anche instillati dei dubbi sui reali fatti e compagni di viaggio. E se la tigre e tutti gli altri animali descritti da Pi fossero invece la trasfigurazione di uomini in carne ed ossa, visioni di un naufrago solo e praticamente spacciato in mezzo all'oceano?

    Potrebbe essere, ma la 'versione' da lui raccontata, con gli animali, è sicuramente la più affascinante ed emozionante.

    said on 

  • 5

    Repasando mi lista de deseos voy poniendo aquí los que ya he leido que había olvidado, no sé como pude olvidar comentar este, un libro mágico, precioso y que la gente debería leer dos veces para asimilar bien las tremendas revelaciones del final y buscar los detalles que pasaron desapercibidos en ...continue

    Repasando mi lista de deseos voy poniendo aquí los que ya he leido que había olvidado, no sé como pude olvidar comentar este, un libro mágico, precioso y que la gente debería leer dos veces para asimilar bien las tremendas revelaciones del final y buscar los detalles que pasaron desapercibidos en la primera lectura.

    said on 

  • 4

    VITA DI PI

    Con questo libro, uscito per la prima volta nel 2001, il canadese Yann Martel ha vinto nel 2002 il prestigioso Man Booker Prize per la narrativa e nei trenta Paesi dove è stato pubblicato ha scalato le classifiche di vendita conquistando milioni di lettori. Da questo libro è stato tratto l’omonim ...continue

    Con questo libro, uscito per la prima volta nel 2001, il canadese Yann Martel ha vinto nel 2002 il prestigioso Man Booker Prize per la narrativa e nei trenta Paesi dove è stato pubblicato ha scalato le classifiche di vendita conquistando milioni di lettori. Da questo libro è stato tratto l’omonimo film in 3D sotto la regia di Ang Lee.
    Narra la storia di un ragazzino indiano dal nome singolare, datogli in onore di un amico di famiglia esperto nuotatore: Piscine Molitor Patel, il nome della migliore piscina di Parigi.
    Questo nome stravagante gli procura non poche prese in giro da parte dei compagni di scuola ed egli riesce, con grande determinazione e prendendo spunto dalla geometria, a farsi chiamare semplicemente Pi, come il Pi greco.
    Pi è un ragazzo che sente una grande spiritualità dentro di sé e la sua ricerca di Dio non si ferma all’induismo, la religione familiare, ma si estende al cristianesimo e all’islamismo fino ad abbracciarle tutte e tre.
    Figlio del Direttore e proprietario del grande zoo di Pondicherry egli ha imparato a conoscere e ad amare gli animali fino a pensare che anch’essi abbiano un’anima.
    Le avverse condizioni politiche e sociali dell’India degli anni 70, fanno sì che la famiglia di Pi decida di trasferirsi in Canada per iniziare una nuova vita. Essi si imbarcano a Madras sul mercantile giapponese Tsimtsum insieme ad una certa quantità di animali dello zoo, pronti per essere venduti una volta a destinazione.
    Ma, per circostanze misteriose, la nave fa naufragio e l’unico superstite è Pi. Raggiunta una scialuppa di salvataggio, Pi si accorge di non essere solo ma di avere la compagnia di una zebra, di un orango, di una iena e di una tigre del Bengala, di nome Richard Parker, un nome ricevuto per sbaglio, il nome di chi l’aveva catturata.
    Nella solitudine dell’immenso Oceano Pacifico, Pi assiste alla perdita di quasi tutti i suoi compagni di viaggio fino a rimanere solo con Richard Parker. Un ragazzo e una grande tigre in mezzo all’oceano! Come poter sopravvivere all’istinto predatore dell’animale e alla grave situazione di pericolo all’interno di un ambiente ostile circondato da altri predatori acquatici, senza acqua né cibo, bruciato dal sole o intirizzito dal freddo della notte, bagnato dalle piogge e dall’acqua salmastra e con poche speranze di essere ritrovato vivo?
    La grande forza della vita prorompe in Pi che usando la sua estrema razionalità, la sua intelligenza, le nozioni apprese sugli animali e il loro comportamento ma soprattutto non perdendo mai la fiducia in un Dio Universale che invoca e prega anche nei momenti più bui, gli permettono una “formazione” dura e cruda ma indispensabile per conservare accesa la fiammella dell’esistenza, sia la sua sia quella di Richard Parker. Imprevisti di ogni sorta, grandi prove di carattere, scoperte inimmaginabili ( come l’isola di alghe popolata da milioni di suricati, un’isola con una faccia benevola al mattino e una velenosa la notte) porteranno Pi e la sua tigre alla salvezza dopo 227 giorni di naufragio.
    Interrogato da due agenti della compagnia di assicurazione della nave naufragata, Pi non verrà creduto e fornirà loro anche un’altra versione dei fatti accaduti, una versione molto più crudele della prima dove i protagonisti erano animali e queste due versioni le proporrà anche allo scrittore che, anni dopo, si recherà a intervistarlo perché intenzionato a scrivere un libro su ciò che accadde in quei sette mesi di solitudine oceanica.
    A quale delle due versioni credere? Sia gli agenti che lo scrittore non hanno dubbi sulla versione migliore, ma per crederci bisogna avere Fede e non far morire la Speranza di incontrare Dio, un giorno.
    Emozionante, coinvolgente, pieno di riflessioni sulla natura umana e il rapporto con Dio, sulla natura che insegna a dominare ma anche a dominarsi, sul valore del tempo che sembra non trascorrere mai, sull’accettazione della solitudine, sulla prontezza della mente umana che si adatta e cerca soluzioni impensabili, il libro canta un grande inno alla vita che non può essere ignorato. Un libro particolare, che ti avvince grazie anche alla sua scrittura fluida ed equilibrata e che instillando curiosità e meraviglia si legge al volo, salvo poi pentirsi di averlo letto troppo in fretta tanto da desiderare di tornare indietro e rivedere certi passaggi con più calma, lasciando un po’ di spazio a una più attenta riflessione e a un maggior impegno meditativo.

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  • 3

    La metafora con cui termina dà un senso forte e sorprendente al romanzo, altrimenti spesso la struttura fantastica cede ad uno scorrimento noioso e faticoso...

    said on 

  • 3

    Sarò onesta, questo libro non è da tutti e non è un libro di quelli che io definisco "di svago", cioè da leggere quando si ha poca voglia di leggere altro o si ha poco tempo per dedicarsi a questo bellissimo passatempo.
    Io, purtroppo, l'ho capito solo a lettura conclusa e sono riuscita ad a ...continue

    Sarò onesta, questo libro non è da tutti e non è un libro di quelli che io definisco "di svago", cioè da leggere quando si ha poca voglia di leggere altro o si ha poco tempo per dedicarsi a questo bellissimo passatempo.
    Io, purtroppo, l'ho capito solo a lettura conclusa e sono riuscita ad apprezzare davvero poco questo romanzo e la storia fantastica, stravagante e completamente fuori da ogni schema della vita di Piscine Molitor Patel.
    L'inizio è lento, tanto e forse troppo, poi il tutto si risolleva, ma per me era ormai tardi e non ce l'ho più fatta ad entrare in sintonia con queste pagine.
    Odio fare paragoni, ma se proprio uno è curioso, forse forse è meglio che scelga di vedere il film. Oppure si porti dietro il libro in vacanza, quando è rilassato, con la mente sgombra e libera di dedicarsi a questa storia.
    Io, dal canto mio, prometto di rileggerlo in tempi più consoni.

    said on 

  • 2

    La dimostrazione che la religione non è nient'altro che una bella favola per rendere più sopportabile l'atroce realtà.

    Ho preferito di gran lunga il film: uno dei 3D più belli che ho sperimentato. Immagini mozzafiato, emozionanti e poetiche. Non posso dire lo stesso del libro.

    said on 

  • 5

    fantastico

    Se si supera lo scoglio del 30% - cioè fino a un attimo prima dell’affondamento della nave – da questo libro non si riesce più a staccare. A tratti davvero avvincente, sei lì a penare assieme a Pi, ti sembra di essere sulla scialuppa con lui. Uno può pensare che il resoconto di 227 giorni in mare ...continue

    Se si supera lo scoglio del 30% - cioè fino a un attimo prima dell’affondamento della nave – da questo libro non si riesce più a staccare. A tratti davvero avvincente, sei lì a penare assieme a Pi, ti sembra di essere sulla scialuppa con lui. Uno può pensare che il resoconto di 227 giorni in mare aperto in balia dell’oceano (e di una tigre del Bengala) non possa che essere noioso; invece è un libro che “prende” tantissimo, una grande storia di coraggio, forza di volontà, lotta quotidiana, grande fede e amore per la vita. Ho trovato l’interrogatorio finale una perla rara di intelligenza e ironia allo stesso tempo. Bellissima e significativa la frase finale che chiude il romanzo. Lo consiglio vivamente.

    said on 

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